Visualizza versione completa : Alberto Manzi, il maestro d'Italia
Non so se questa è la sezione giusta, ancora del conduttore di "Non è mai troppo tardi", l'uomo che alfabetizzò mezza Italia, non ho letto alcunchè (anche se inizio presto, oggi mi hanno dato E venne il sabato, El loco e La luna nelle baracche). Però nel pomeriggio per lavoro ho incontrato la vedova ed ero curioso di vedere se qualcuno qui nel forum ne serbasse il ricordo/avesse letto qualcosa di suo.
http://2.bp.blogspot.com/_V3SFLo_rT2A/TG73CMZ8TEI/AAAAAAAABNw/SVOSMAGzrXM/s1600/alberto_manzi.jpg
Come uomo, un rivoluzionario di quelli veri.
Drunk on the moon
27-09-2010, 12:04
macello, che bel topic :)
Purtroppo per questioni di età (ebbene sì, stavolta sono troppo giovane) non ho molto di più che un ricordo vago e affettuoso. Da bimbo gattonavo verso la tv appena sentivo la sigla, accogliente e incoraggiante come il programma.
Per il resto, mi fa immensamente piacere che qualcuno giovane davvero se ne interessi: quando penso agli aspetti più nobili e belli della parola "divulgatore" il maestro Manzi mi viene sempre in mente per primo.
Lo conosco di fama ed ebbi modo di vedere alcuni stralci di puntate in uno di quei calderoni di programmi vecchi che fanno su Rai Storia o Rai Extra, non ricordo più.
Edit: magari a qualcuno interessa, quindi segnalo che sempre su uno di quei due canali stanno riproponendo nella sua versione a puntate la docufiction dei primi Anni '70 "Diario di un maestro", in cui l'attore nel ruolo dell'insegnante (che oltretutto apprendo da wikipedia essere il fratello di Cirino Pomicino, lol) seguiva un canovaccio e poi a braccio proponeva temi di discussione a bambini e ragazzi delle periferie romane che non frequentavano la scuola dell'obbligo.
dinahrose
27-09-2010, 15:19
un po' piu piccola dell'età adatta a comprendere qualcosa , mi è stato raccontato che mio fratello, maggiore di me di due anni, pur essendo poco più che bimbetto arrancante, seguiva con surreale interesse ciò che Manzi diceva, ma credo si trattasse solo della gradevolezza del suono della sua voce, e dei movimenti della mirabolante tv in B/N (radiomarelli, forse) che stazionava, trofia e lucente nella cucina di casa mia nella seconda metà degli anni Sessanta.
I miei ne hanno sempre parlato con parole di simpatia e ammirazione per la assoluta innovazione del programma da lui trasmesso( ne ho visto spezzoni anche io in epoche molto più recenti).
Non so nulla delle sue opere in qualità di scrittore, mi informo.
rugantino
27-09-2010, 16:49
nonostante fossi solo un bimbetto me lo ricordo bene, era un gentiluomo. Parlava con voce suadente e disegnava alla lavagna con tratto chiaro e senza spigolosità. Ha avuto un grande merito nell'aiutare l'Italia dei sixties in un processo di alfabetizzazione nel quale la tecnologia (la TV) diventava patrimonio delle masse. Oggi la tecnologia (telefonini, internet) sta paradossalmente contribuendo al processo inverso: l'ignoranza indotta dalla convinzione che il linguaggio sia solo un orpello da piegare alle proprie, volubili e volatili, oltre che superficiali, esigenze. Non sapevo avesse una qualsiasi bibliografia all'attivo, per me rimane il Maestro Manzi.
nonostante fossi solo un bimbetto me lo ricordo bene, era un gentiluomo. Parlava con voce suadente e disegnava alla lavagna con tratto chiaro e senza spigolosità. Ha avuto un grande merito nell'aiutare l'Italia dei sixties in un processo di alfabetizzazione nel quale la tecnologia (la TV) diventava patrimonio delle masse. Oggi la tecnologia (telefonini, internet) sta paradossalmente contribuendo al processo inverso: l'ignoranza indotta dalla convinzione che il linguaggio sia solo un orpello da piegare alle proprie, volubili e volatili, oltre che superficiali, esigenze. Non sapevo avesse una qualsiasi bibliografia all'attivo, per me rimane il Maestro Manzi.
Anche da quanto scrivono gli altri facevo bene a chiedermi se questa fosse la sezione giusta in cui postare la discussione. Gli straordinari meriti nel processo di alfabetizzazione degli italiani hanno offuscato il resto della sua opera. A quanto ho sentito ha scritto importanti testi di pedagogia - e anche tu hai dato una riconferma di quanto i suoi metodi fossero rivoluzionari, visto che i disegni alla lavagna di cui dici rendevano le sue lezioni multimediali anni prima che fosse inventata la parola (per fare un esempio).
Poi ha una vasta produzione di narrativa per ragazzi: Orzowei, da cui hanno tratto il telefilm Rai, è il libro italiano più tradotto al mondo dopo Pinocchio.
I tre libri che mi hanno dato invece sono di narrativa propriamente detta, ho iniziato E venne il sabato e per il momento mi sta piacendo molto. E' scritto divinamente ed è (non so quanto vagamente) autobiografico perchè - cosa che all'epoca nessuno sapeva - fino al 1984 il maestro Manzi passava le estati in centro e sudamerica per aiutare la povera gente di laggiù. Conobbe Che Guevara, per lui fu ucciso da Castro. Personalità vulcanica visto che in origine era andato fin laggiù per studiare gli insetti.
rugantino
27-09-2010, 18:01
Anche da quanto scrivono gli altri facevo bene a chiedermi se questa fosse la sezione giusta in cui postare la discussione. Gli straordinari meriti nel processo di alfabetizzazione degli italiani hanno offuscato il resto della sua opera. A quanto ho sentito ha scritto importanti testi di pedagogia - e anche tu hai dato una riconferma di quanto i suoi metodi fossero rivoluzionari, visto che i disegni alla lavagna di cui dici rendevano le sue lezioni multimediali anni prima che fosse inventata la parola (per fare un esempio).
Poi ha una vasta produzione di narrativa per ragazzi: Orzowei, da cui hanno tratto il telefilm Rai, è il libro italiano più tradotto al mondo dopo Pinocchio.
I tre libri che mi hanno dato invece sono di narrativa propriamente detta, ho iniziato E venne il sabato e per il momento mi sta piacendo molto. E' scritto divinamente ed è (non so quanto vagamente) autobiografico perchè - cosa che all'epoca nessuno sapeva - fino al 1984 il maestro Manzi passava le estati in centro e sudamerica per aiutare la povera gente di laggiù. Conobbe Che Guevara, per lui fu ucciso da Castro. Personalità vulcanica visto che in origine era andato fin laggiù per studiare gli insetti.
beh, non sapevo nulla di nulla. A questo punto mi procurerò i suoi scritti, grazie delle info.
Drunk on the moon
27-09-2010, 18:14
Anche da quanto scrivono gli altri facevo bene a chiedermi se questa fosse la sezione giusta in cui postare la discussione. Gli straordinari meriti nel processo di alfabetizzazione degli italiani hanno offuscato il resto della sua opera.
Sì, sicuramente è passato alla storia proprio come "Maestro Manzi" (a parte Orzowei, che ricordiamo in tanti :)), ma forse non è stato tanto oscurato da questo, quanto forse mai preso davvero sul serio come scrittore. Questo è un dubbio che mi è venuto quando leggevo un vecchio libro sulla RAI di quegli anni e sui chi la rese grande e importante. Sappici dire , se ti va :)
Questo è un dubbio che mi è venuto quando leggevo un vecchio libro sulla RAI di quegli anni e sui chi la rese grande e importante. Sappici dire , se ti va :)
Hai voglia! Cosa c'era scritto in quel vecchio libro?
rugantino
27-09-2010, 18:36
da un punto di vista storico, la RAI (o, ancora prima, la EIAR), nonostante la lottizzazione aveva reclutato come autori e realizzatori di programmi la crema degli intellettuali e scrittori italiani (RAI Storia è esemplare nel riproporre documentari di quel periodo). Forse Manzi è stato oscurato, nel suo percorso di scrittore, dalla sua enorme popolarità di divulgatore. In soldoni: il Maestro ha oscurato lo Scrittore.
Drunk on the moon
27-09-2010, 18:41
Stavo tentando di ricordare quale fosse, lo presi in prestito una decina di anni fa, ma ricordo solo che era edito RAI-ERI. Si ricostruivano le vicende dei grandi della RAI dagli albori fino a tutti gli anni '60, in parallelo con la società italiana di quegli anni, tra aneddotica e biografie.
Parecchio interessante. Di Manzi ricordo che diceva che mentre si consolidava l'affetto e l'importanza come maestro dell'Italia (di un Italia che oggi ci può sembrare vicina quanto il Medio Evo eppure era l'altro ieri), passava quasi inosservato tutto il resto, appunto vulcanico e multiforme di studioso e appassionato: c'era un breve cenno a vicissitudini e incomprensioni "politiche" (in quegli anni lì, si può immaginare) che Manzi affrontò e "stoppò" sempre con fermezza e sobrietà, e appunto le sue esperienze di scrittore che però nessuno né dentro né fuori la RAI (con eccezione appunto per Orzowei e poco altro) prese mai davvero sul serio. Non ho mai capito se fu l'opinione della critica del tempo a considerarlo "poco interessante" come narratore non per ragazzi o se furono altre faccende, incomprensioni, lui che mollò il colpo etc.
Se ti capita di ricostruire questo passaggio, è interessante :) (se recupero il libro ti faccio sapere!)
da un punto di vista storico, la RAI (o, ancora prima, la EIAR), nonostante la lottizzazione aveva reclutato come autori e realizzatori di programmi la crema degli intellettuali e scrittori italiani (RAI Storia è esemplare nel riproporre documentari di quel periodo). Forse Manzi è stato oscurato, nel suo percorso di scrittore, dalla sua enorme popolarità di divulgatore. In soldoni: il Maestro ha oscurato lo Scrittore.
Stavo tentando di ricordare quale fosse, lo presi in prestito una decina di anni fa, ma ricordo solo che era edito RAI-ERI. Si ricostruivano le vicende dei grandi della RAI dagli albori fino a tutti gli anni '60, in parallelo con la società italiana di quegli anni, tra aneddotica e biografie.
Parecchio interessante. Di Manzi ricordo che diceva che mentre si consolidava l'affetto e l'importanza come maestro dell'Italia (di un Italia che oggi ci può sembrare vicina quanto il Medio Evo eppure era l'altro ieri), passava quasi inosservato tutto il resto, appunto vulcanico e multiforme di studioso e appassionato: c'era un breve cenno a vicissitudini e incomprensioni "politiche" (in quegli anni lì, si può immaginare) che Manzi affrontò e "stoppò" sempre con fermezza e sobrietà, e appunto le sue esperienze di scrittore che però nessuno né dentro né fuori la RAI (con eccezione appunto per Orzowei e poco altro) prese mai davvero sul serio. Non ho mai capito se fu l'opinione della critica del tempo a considerarlo "poco interessante" come narratore non per ragazzi o se furono altre faccende, incomprensioni, lui che mollò il colpo etc.
Se ti capita di ricostruire questo passaggio, è interessante :) (se recupero il libro ti faccio sapere!)
Sullo specifico del rapporto con la Rai so che Manzi sopportava poco l'apparato. Per dire, non aveva biglietti da visita ma negli studi di Roma elargiva a quanti gli partivano con le solite stronzate dei biglietti vergati di suo pugno con la scritta "vaffanculo" e firma.
In Wikipedia ho trovato questo che fa capire la sua personalità.
Da maestro tornò alla ribalta nel 1981, poiché si era rifiutato di redigere le appena introdotte "schede di valutazione", che con la riforma della scuola avevano sostituito la tradizionale pagella; Manzi si rifiuta di scrivere le suddette valutazioni perché «non posso bollare un ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo cambia, è in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest'anno, l'abbiamo bollato per i prossimi anni». La "disobbedienza" fu sanzionata con la sospensione dall'insegnamento e dalla paga. L'anno successivo il Ministero della Pubblica Istruzione torna a far pressione sull'insegnante cercando di convincerlo a scrivere le valutazioni tanto attese. Manzi fa intendere di non avere cambiato opinione, ma si mostra disponibile nel redigere una valutazione riepilogativa comune per tutti i ragazzi tramite un timbro; il giudizio era: "fa quel che può, quel che non può non fa". Il Ministero della Pubblica Istruzione si mostra subito contrario alla valutazione timbrata. Manzi risponde dicendo: «Non c'è problema, posso scriverlo anche a penna».
Confermo che per ora E venne il sabato è un bel leggere.
dinahrose
28-09-2010, 13:15
domandato un po' di cose a genitore e parenti, sì, tutto molto più interessante di quel che avevo immaginato, grazie a macello , sto in aggrovigli di conoscenze per procurarmi i libri
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