Visualizza versione completa : il mio rapporto non solo sessuale con la musica
magari questo è il posto giusto dove fare questa domanda :
ma secondo voi la musica popolare (non classica, jazz, avantgarde) è cultura ?
pittura, letteratura, danza, teatro, scultura sono tutte forme d'arte universalmente accettate come tali.
e la musica ?
mi incuriosirebbe tanto sapere, se non ritenete di assegnarle questa importanza, qual'è il rapporto che avete voi con la musica.
ma lo chiedo sopratutto a coloro che danno per scontata questa affermazione.
voi credete che esistano i presupposti e gli strumenti adeguati perchè la musica sia riconosciuta ed è trattata come tale?
non vi capita di andare ad un concerto ed essere trattati come stronzi?
di leggere quello che i giornalisti "scrivono" senza averne la minima idea?
io credo che sia ancora quasi del tutto inesplorata la ricchezza che la musica porta con sè, oltre la superfice "strofa - ritornello - assolo"
la rubrica del Mucchio che approfondisce una canzone per numero mi sembra in questo senso qualcosa di "idilliaco" nelle mie aspettative e la estenderei SOPRATUTTO ai contemporanei. Extra è un miracolo nella stampa specializzata (non solo italiana). e poi ?
idee, proponimenti, frustrazioni, suggerimenti, aspettative, delusioni ?
sir Gawain
29-07-2010, 14:26
Se l'unione di parole e musica riesce a creare delle immagini (il mio esempio preferito, più che altro perché m'ha portato a pensare ciò: Birdland di Patti Smith, in cui le immagini sono, per di più, tutt'altro che concrete), sì.
Se l'unione di parole e musica riescono a creare delle immagini (il mio esempio preferito, più che altro perché m'ha portato a pensare ciò: Birdland di Patti Smith, in cui le immagini sono, per di più, tutt'altro che concrete), sì.
:??xx??:
però . . . . .
bella come "prospettiva"
molto "sensuale" :cool:
flamingo
29-07-2010, 15:49
Se pensi che il rock sia solo musica, fratello, sei fuori strada. E se te lo dice Virgin Radio, vista la tua premessa, puoi stare tranquillo.
Se pensi che il rock sia solo musica, fratello, sei fuori strada. E se te lo dice Virgin Radio, vista la tua premessa, puoi stare tranquillo.
Virgin radio ??? che c'entra Virgin radio ? merita ?
La radio che ascolto io è Radio Popolare di Milano, lo so che sembra strano, ma da quando ho scoperto (anni fa) che posso ascoltarla via internet, e considerato che era la radio che ascoltavo a Milano (quando vivevo e lavoravo lì) e considerato che è una radio favolosa, e considerato che appena posso a Milano ci torno per diletto . . . la ascolto lo stesso anche a RC
a proposito (se tu la ascolti) : Virgin radio li trasmette i Mumford & Sons ?
flamingo
29-07-2010, 16:19
Virgin radio ??? che c'entra Virgin radio ? merita ?
La radio che ascolto io è Radio Popolare di Milano, lo so che sembra strano, ma da quando ho scoperto (anni fa) che posso ascoltarla via internet, e considerato che era la radio che ascoltavo a Milano (quando vivevo e lavoravo lì) e considerato che è una radio favolosa, e considerato che appena posso a Milano ci torno per diletto . . . la ascolto lo stesso anche a RC
a proposito (se tu la ascolti) : Virgin radio li trasmette i Mumford & Sons ?
La citazione di Virgin Radio era solo un pretesto per giocare sul tuo "rapporto non solo sessuale con la musica".
(mi porto via da solo)
giacgiacgiac
Se pensi che il rock sia solo musica, fratello, sei fuori strada.
è anche moda (http://ilmucchio.net/showthread.php?t=7661), arte, Kultura.
ma soprattutto moda (http://archivio.ilmucchio.net/showthread.php?t=23969).
flamingo
29-07-2010, 16:50
è anche moda (http://ilmucchio.net/showthread.php?t=7661), arte, Kultura.
ma soprattutto moda (http://archivio.ilmucchio.net/showthread.php?t=23969).
Grazie, anche solo per avermi fatto rivedere questo
http://images2.fotoalbum.alice.it/v/www1-2//224/22400/36403/secretinvasionbanner-vi.jpg?1210352335
Preferisco non pensare al rock come arte, come cultura. Magari meglio come sottocultura, cultura di serie B.
sgt.white
21-08-2010, 18:45
Preferisco non pensare al rock come arte, come cultura. Magari meglio come sottocultura, cultura di serie B.
stai scherzando, spero!?:confused:
stai scherzando, spero!?:confused:
Mmm. Diciamo che come faccio spesso sul forum, rendo paradossale, per divertirmi, un mio pensiero reale.
Io non ho nessuna voglia di vedere il rock 'elevato' a livelli tipo Mozart, Beethoven, o i testi di Dylan (peraltro, mai letti seriamente) al pari di un Dante. E' intrattenimento, porca misera, è roba un po' mignottara, suonata così così, da gente che il più delle volte non ha mai studiato musica (e poco anche altre cose). A me piace così; poi esistono anche i Peter Gabriel, chessò, i David Sylvian, che mi possono anche piacere, ma se sono dalla parte del rock è per altri motivi.
sgt.white
21-08-2010, 20:24
[QUOTE=Moebius;554592]
è roba un po' mignottara, suonata così così, da gente che il più delle volte non ha mai studiato musica (e poco anche altre cose). QUOTE]
sono più che d'accordo.
ma proprio il fatto che gente con credenziali così basse riesca ad emozionarti significa che non può essere altro che arte.
moebius dice una cosa giusta, e la risposta del sergente lo è altrettanto.
io posso aggiungere, a completare il discorso di entrambi, che l'arte è, e deve essere, popolare, per essere tale.
la robe d'elite, quella per pochi eletti, è arte, certo, ma lo è tanto quanto diventa "linguaggio" che volendo essere esclusivo, elitario, decide per sua scelta di andare oltre lo scopo dell'arte : comunicare a tutti qualcosa.
opera meritoria quella di chi vuole sperimentare, vuole andare oltre, e perfino indispensabile, perchè da quei tentativi si può poi attingere per portare alle masse qualcosa di nuovo.
ma la musica popolare è qualcosa di incommensurabilmente più artistica di qualunque esperimento.
perchè l'esperimento è l'esperimento, è una ipotesi, e la musica popolare è vita reale, quotidiana, trasfigurata in qualcosa di "altro" e di migliore.
trasmette le speranze, le passioni, la rabbia, il dolore e per fare questo non serve essere ben vestitit o forbiti ma serve il sacro fuoco e quello per averlo ad essere degli straccioni spesso, perfino, aiuta.
FortunateSon
22-08-2010, 11:13
magari questo è il posto giusto dove fare questa domanda :
ma secondo voi la musica popolare (non classica, jazz, avantgarde) è cultura ?
pittura, letteratura, danza, teatro, scultura sono tutte forme d'arte universalmente accettate come tali.
e la musica ?
mi incuriosirebbe tanto sapere, se non ritenete di assegnarle questa importanza, qual'è il rapporto che avete voi con la musica.
ma lo chiedo sopratutto a coloro che danno per scontata questa affermazione.
voi credete che esistano i presupposti e gli strumenti adeguati perchè la musica sia riconosciuta ed è trattata come tale?
non vi capita di andare ad un concerto ed essere trattati come stronzi?
di leggere quello che i giornalisti "scrivono" senza averne la minima idea?
io credo che sia ancora quasi del tutto inesplorata la ricchezza che la musica porta con sè, oltre la superfice "strofa - ritornello - assolo"
la rubrica del Mucchio che approfondisce una canzone per numero mi sembra in questo senso qualcosa di "idilliaco" nelle mie aspettative e la estenderei SOPRATUTTO ai contemporanei. Extra è un miracolo nella stampa specializzata (non solo italiana). e poi ?
idee, proponimenti, frustrazioni, suggerimenti, aspettative, delusioni ?
la musica popolare è sicuramente un prodotto del costume, e quindi viene misurato in base ai fan, al periodo storico, alla fama e alle vendite. sostanzialmente è proprio cultura. ma la vera domanda è se la musica popolare è arte: in tal senso qualsiasi giudizio veramente critico, che rispettasse unicamente dei canoni artistici, dovrebbe prescindere dal costume. ed è molto difficile. se uno si permette di criticare il valore artistico dei beatles, ti arrivano valanghe di proteste sia dalla gente comune sia dai vari critici. quindi la musica popolare è senz'altro cultura, difficilmente è arte.
happy jack
22-08-2010, 20:02
Per la mia esperienza la musica ha un valore prevalentemente emotivo, quasi viscerale, se mi genera forti emozioni trovo irresistibile il mistero di un qualcosa che si ripete da tempo, lo fu quando da bambino ascoltavo certi 45 giri, lo è stato con Stones, Beatles e Who a 16, lo è tuttora. Ho cercato di evitare le idealizzazioni e i miti, anche se l'icona del rock ha il suo gran fascino. Faccio fatica a pensare al rock and roll come ad uno stile di vita unico, vero è che quello che successe tra il '65 e il '69 risulta ancora inspiegabile, quindi mitico.
Se era arte, e quello era il rinascimento, la fase odierna appartiene al manierismo più classico, sono in attesa della fase impressionista, tanto per usare metafore pittoriche.
inconsapevolmente mi accorgo di essere stato indotto dai vostri interventi a ragionare sulla musica come cultura ed arte, quasi fossero sinonimi.
ho deciso che questa confusione tra cultura ed arte è assai propizia.
riuscire a vedere la musica popolare come uno strumento per "capire" quello che ci circonda e quello che c'è dentro noi stessi, uno strumento che però utilizza l'emotività, l'istinto, le doti di scrittura, di composizione e di esecuzione, vuol dire riuscire a vedere la musica popolare per quello che è nella sua essenza.
se soltanto si riuscisse a raccontare, facendolo ascoltare, tutto ciò che c'è dentro un canzonetta, se soltanto la metà di coloro che dicono essere esperti di musica riuscissero a cimentarsi in questo compito forse il mondo sarebbe un posto veramente migliore di quello che è.
il bello è che in anni neanche troppi lontani molti hanno veramente creduto che attraverso la musica si sarebbe potuto cambiare il mondo, migliorandolo.
il brutto è che di tutto ciò oggi cosa resta ?
la musica popolare è sicuramente un prodotto del costume, e quindi viene misurato in base ai fan, al periodo storico, alla fama e alle vendite. sostanzialmente è proprio cultura. ma la vera domanda è se la musica popolare è arte: in tal senso qualsiasi giudizio veramente critico, che rispettasse unicamente dei canoni artistici, dovrebbe prescindere dal costume. ed è molto difficile. se uno si permette di criticare il valore artistico dei beatles, ti arrivano valanghe di proteste sia dalla gente comune sia dai vari critici. quindi la musica popolare è senz'altro cultura, difficilmente è arte.Mah sui Beatles quando inziano a diventare arte agli ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ani come te parte il trick "è tutto marketing". Invece è li che hanno fatto arte in arrangiamento di musica popolare, scrittura di musica popolare (che è bello poi come ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah! dica le melodie dei beatles sono povere, diglielo a chi studia musica), operazioni puramente artistiche e non "commerciali" dello studio (sennò non mettevi effetti e pan e compressioni azzardate per l'epoca), artwork artistici e non più solo ritratti fessi. Poi certo sono sempre rimasti a livelli molto naif, non era arte come quella dei VU o di tanti altri '60.
Cmq concordo con "senz'altro è cultura, difficilmente è arte" nel senso che non è che sia difficile trovare esempi di arte (ce ne sono tanti), ma che non il suo "scopo". no? vabbè insomma a me piace tutto sticazzi.
sgt.white
24-08-2010, 00:08
la musica popolare è sicuramente un prodotto del costume, e quindi viene misurato in base ai fan, al periodo storico, alla fama e alle vendite. sostanzialmente è proprio cultura. ma la vera domanda è se la musica popolare è arte: in tal senso qualsiasi giudizio veramente critico, che rispettasse unicamente dei canoni artistici, dovrebbe prescindere dal costume. ed è molto difficile. se uno si permette di criticare il valore artistico dei beatles, ti arrivano valanghe di proteste sia dalla gente comune sia dai vari critici. quindi la musica popolare è senz'altro cultura, difficilmente è arte.
mi piace di più così:
la musica popolare è senz'altro cultura, a volte è anche arte.
Il rock, in particolare, una delle varie "forme" di musica popolare, spesso è arte. :)
roundabout
24-08-2010, 12:56
Virgin radio li trasmette i Mumford & Sons ?
Sì, una volta li ho beccati.
Secondo me, il rock è stata una delle forme d'arte più importanti degli anni '60 e '70, quando l'arte era prima di tutto "pop".
Non è certo un caso se Andy Warhol fosse impazzito per i Velvet Underground e (più tardi) per i Rolling Stones.
Più tardi, con gli anni '80, questo legame s'è allentato ma, in certi episodi, resta forte, vedi "Black Rider", dove un cantautore californiano collabora con un playwright europeo e uno scrittore a suo tempo fondamentale per la creazione di un nuovo genere letterario.
Per quanto riguarda me, i Sonic Youth sono la fonte primaria delle mie emozioni di tipo contemplativo (e quindi artistico).
Drunk on the moon
01-09-2010, 11:02
ho deciso che questa confusione tra cultura ed arte è assai propizia.
Bravo ;) Fra l'altro, al di là delle tue decisioni, è di per sé propizia, feconda e soprattutto inevitabile (E la buonanima di Andy Wharol impazzì anche per i Duran Duran :o ).
riuscire a vedere la musica popolare come uno strumento per "capire" quello che ci circonda e quello che c'è dentro noi stessi, uno strumento che però utilizza l'emotività, l'istinto, le doti di scrittura, di composizione e di esecuzione, vuol dire riuscire a vedere la musica popolare per quello che è nella sua essenza.
se soltanto si riuscisse a raccontare, facendolo ascoltare, tutto ciò che c'è dentro un canzonetta, se soltanto la metà di coloro che dicono essere esperti di musica riuscissero a cimentarsi in questo compito forse il mondo sarebbe un posto veramente migliore di quello che è.
Che ne diresti di Bloch? Non il compositore, il filosofo che tiene na capa tanta così :mr:green: Quello che hai scritto non è tanto lontano da lui, imho :)
Ed era un grande amante di musica, "serbatoio dell'utopia": anche le cosiddette "canzonette".
Nota a margine: nel tuo post d'inizio citi la musica classica e il jazz come musica "non popolare", ma per la verità, tutta la tradizione della musica classica fino a diciamo la prima metà del secolo scorso, era anche densissimamente o spesso addirittura soprattutto, popolare.E Mozart (e un'infinità, se non tutti) i suoi coevi, e di cose "mignottare" ne ha fatto parecchie, anzi forse sotto certi aspetti pure più dei musicisti rock/pop.
E il jazz si è strutturato, come sappiamo, nei bordelli :o
Sono stati "scorporati" dalla cultura popolare soprattutto nel secolo scorso - secondo alcuni modi di vedere (non secondo il mio :mr:green: , che poi sono irrimediabilmente corrotto e ritengo pressoché divine anche diverse cose da altri ritenute "mignottare").
Nota a margine: nel tuo post d'inizio citi la musica classica e il jazz come musica "non popolare", ma per la verità, tutta la tradizione della musica classica fino a diciamo la prima metà del secolo scorso, era anche densissimamente o spesso addirittura soprattutto, popolare.E Mozart (e un'infinità, se non tutti) i suoi coevi, e di cose "mignottare" ne ha fatto parecchie, anzi forse sotto certi aspetti pure più dei musicisti rock/pop.
E il jazz si è strutturato, come sappiamo, nei bordelli :o
Sono stati "scorporati" dalla cultura popolare soprattutto nel secolo scorso - secondo alcuni modi di vedere (non secondo il mio :mr:green: , che poi sono irrimediabilmente corrotto e ritengo pressoché divine anche diverse cose da altri ritenute "mignottare").
e pure questo è vero. lo so. ma ovviamente io mi riferivo ad oggi. ben consapevole che tra poco i Jefferson Airplane diventeranno la musica classica di oggi, ed "if i could remember my name" di David Crosby ed "Astral Weeks" di Van Morrison saranno perfino considerati musica classica esoterica.
ma parlare oggi di musica come cultura, come mezzo per conoscere meglio noi stessi, per elevare lo spirito, vuol dire per me innanzitutto non classificare qualcosa, per includerlo o meno in una categoria "alta", ma portare tutta la musica che oggi ascoltiamo ad un livello "diverso".
il mio sogno sarebbe che gli addetti ai lavori, ed a seguire gli ascoltatori, considerassero la musica con la giusta prospettiva, e nutrissero nei suoi confronti diverse aspettative.
vorrei che la prima domanda a cui dare una risposta non fosse se il suono è attuale, o se è derivativo in senso positivo o negativo, non si ponessero il problema se la qual cosa è "commerciale" od "alternativa", non si ponessero il problema della posizione in classifica (sia di vendite che di hype giornalistico) ma si limitassero a qualcosa di più semplice :
in questo disco cosa ci viene detto, di cosa si parla, il tizio che ci suona chi è, da dove viene ? . . . insomma si tornasse a mettere al primo posto la "persona" rispetto al "prodotto".
questo è cultura . . . cercare di capire se oltre la copertina, e l'apparenza più evidente . . . c'è altro.
cosa rende diverso un riff di Keith Richards da uno di warren cuccurullo ?
cosa rende diversa una ballata scritta da James Blunt da una di Bonnie Prince Billy ?
è solo l'appartenenza a "chiese diverse" o c'è veramente altro ?
a scandagliare quell' . . . altro ci sta la possibilità che avvengano molte rivalutazioni e molti ridimensionamenti . . . e che a parità di gradevolezza nela riuscita discografica si riesca a distinguere gli artisti dai mestieranti perchè dietro i primi c'è una storia, un percorso di vita ed il loro racconto in musica e dietro gli altri c'è solo "mestiere" finalizzato solo al risultato del "prodotto" da commercializzare.
nessuna coerenza di nessun tipo, neanche, e sopratutto, verso se stessi.
sembra un pippone ed invece è la cosa più semplice del mondo : invece che guardare il vestito, ascoltare le inflessioni dialettali, cogliere la sua forbitezza, valutare la gradevolezza del suo tono di voce . . . chiedersi . . . ma questo qui che mi si para davanti e mi sta parlando . . . cosa mi sta dicendo ?
quanti dopo il film di milos forman "Amadeus" hanno imparato ad amare se non la musica classica, almeno Mozart ?
io credo tanti e penso perchè sono riusciti a fare un "lavoro" del genere.
Drunk on the moon
02-09-2010, 14:05
e pure questo è vero. lo so. ma ovviamente io mi riferivo ad oggi. ben consapevole che tra poco i Jefferson Airplane diventeranno la musica classica di oggi, ed "if i could remember my name" di David Crosby ed "Astral Weeks" di Van Morrison saranno perfino considerati musica classica esoterica.
obbeh, "classico" (o "antico") non vuol dire necessariamente "obsoleto", "alto", "intellettuale", "inaccessibile", "ostico" e altre connotazioni arcigne e anti-popolari. Per dire, Mozart o i J.A. possono tranquillamente risultare a orecchie di varia età molto più facili, amichevoli,spassosi e accessibili di John Zorn.
ma parlare oggi di musica come cultura, come mezzo per conoscere meglio noi stessi, per elevare lo spirito, vuol dire per me innanzitutto non classificare qualcosa, per includerlo o meno in una categoria "alta", ma portare tutta la musica che oggi ascoltiamo ad un livello "diverso".
anche a me importa poco (eufemismo) di incasellare definitivamente in settori "alti" o bassi della cultura, tanto più che sono confini convenzionali in un saliscendi dettato da molte cose, magari anche fraintese :o
il mio sogno sarebbe che gli addetti ai lavori, ed a seguire gli ascoltatori, considerassero la musica con la giusta prospettiva, e nutrissero nei suoi confronti diverse aspettative.
vorrei che la prima domanda a cui dare una risposta non fosse se il suono è attuale, o se è derivativo in senso positivo o negativo, non si ponessero il problema se la qual cosa è "commerciale" od "alternativa", non si ponessero il problema della posizione in classifica (sia di vendite che di hype giornalistico) ma si limitassero a qualcosa di più semplice :
in questo disco cosa ci viene detto, di cosa si parla, il tizio che ci suona chi è, da dove viene ? . . . insomma si tornasse a mettere al primo posto la "persona" rispetto al "prodotto".
questo è cultura . . . cercare di capire se oltre la copertina, e l'apparenza più evidente . . . c'è altro.
insomma vorresti addetti ai lavori con orientamento meno riccardone :mr:green: Anche a me interessa quello che dici tu, è sicuramente una parte importante. E mi pare che diversi addetti ai lavori (e non ultimi quelli del Mucchio) c'infilino anche questo, nel parlare di un disco e di chi lo fa.
A me interessano tutte le chiavi di lettura che chi sa vuol mettere a disposizione di chi legge, tuttavia trovo che spesso i piani che dici tu non siano distinti ma mischiati.
Es. Un tale fa musica "derivativa" e/o vuol riconoscersi in quella scena perché è questo qui e la sua storia e la sua provenienza, i suoi miti e le sue aspirazioni. Implicitamente o esplicitamente.
Ma - almeno per me - non è detto che necessariamente una persona con un cuore meraviglioso e che suoni per vero amore della musica, poi faccia musica che mi piace/eleva lo spirito :o
Perciò al di là delle domande interessanti, e dell'interesse per la musica come parte della cultura nella quale siamo comunque immersi, alla fine - per me, sempre - non sono quelle risposte che fanno la differenza quando ascolto un disco... Non necessariamente.
Non ne vengo fuori :o
Comunque bella chiacchierata :)
Il Faraone
07-09-2010, 14:08
Ma - almeno per me - non è detto che necessariamente una persona con un cuore meraviglioso e che suoni per vero amore della musica, poi faccia musica che mi piace/eleva lo spirito :o
Vero. E credo lo sia (e forse ancor più) il contrario. Molto spesso musica meravigliosa "nasconde" emeriti stronzetti sì:sì:sì:sì
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