Visualizza versione completa : Porno quando non sei Adorno
Da quello che ne ho sempre letto in giro mi staranno infinitamente sulle balle un bel po' delle sue teorie sulla musica moderna che se non è una spina nel culo non va bene, però in realtà a parte pezzi letti qua e là non sono mai andato alla fonte.
Ora, il giorno che decido di farmi del male da dove inizio?
karmarider
02-04-2010, 13:33
sue teorie sulla musica moderna
anche perché in certi casi ha scritto delle cazzate tonitruanti
dove cominciare....beh....dialettica dell'illuminismo direi che è un bell'inizio :mrgreen:
anche perché in certi casi ha scritto delle cazzate tonitruanti
dove cominciare....beh....dialettica dell'illuminismo direi che è un bell'inizio :mrgreen:
dalla faccina presumo che sia una lettura piacevole e niente affatto pesante, bien
Alessandro Besselva
02-04-2010, 14:28
anche perché in certi casi ha scritto delle cazzate tonitruanti
dove cominciare....beh....dialettica dell'illuminismo direi che è un bell'inizio :mrgreen:
Ad esempio se si prendono le sue teorie sul jazz, vien voglia di scriverci su un post alla Giacoda... ovviamente nessuno ne discute l'importanza, e manco è colpa sua se certi suoi allievi hanno fatto più danni dei Vanzina....
dinahrose
02-04-2010, 14:53
Ad esempio se si prendono le sue teorie sul jazz, vien voglia di scriverci su un post alla Giacoda... ovviamente nessuno ne discute l'importanza, e manco è colpa sua se certi suoi allievi hanno fatto più danni dei Vanzina....
ahahaha mi hai rubato le parole da bocca.
Però a questo punto, aspettiamo Giacoda per nuovi, illuminanti, rocamboleschi pareri
anche perché in certi casi ha scritto delle cazzate tonitruanti
Adorno è stato uno dei più grandi filosofi del '900, ma era anche un intellettuale di una generazione talmente snob da non poter capire la musica moderna, il film giallo-noir, ecc.
Per lui erano tutte "trappole" escogitate dal potere per rimbambire la gente e non farla pensare. Nè più nè meno di ciò che fa oggi "Il grande fratello"...
L'unico intelettuale della scuola di Francoforte a confrontarsi seriamente con la modernità e la gioventù è stato Marcuse.
karmarider
02-04-2010, 15:15
Ad esempio se si prendono le sue teorie sul jazz, vien voglia di scriverci su un post alla Giacoda... ovviamente nessuno ne discute l'importanza, e manco è colpa sua se certi suoi allievi hanno fatto più danni dei Vanzina....
ecco, quel che penso io
Ad esempio se si prendono le sue teorie sul jazz, vien voglia di scriverci su un post alla Giacoda...
più che altro sarei curioso di sapere cosa tutto avesse ascoltato, per il resto se è vero che paragona il jazz a un rituale di castrazione direi che ulteriori commenti alla giacoda sarebbero superflui
Alessandro Besselva
03-04-2010, 12:04
più che altro sarei curioso di sapere cosa tutto avesse ascoltato, per il resto se è vero che paragona il jazz a un rituale di castrazione direi che ulteriori commenti alla giacoda sarebbero superflui
più che altro il parziale travisamento di alcune sue posizioni ha creato la gente che pensa che una cosa che piaccia a più di 5 persone sia merda... in fondo, ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah! è anche un po' colpa di Adorno :D
più che altro il parziale travisamento di alcune sue posizioni ha creato la gente che pensa che una cosa che piaccia a più di 5 persone sia merda... in fondo, ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah! è anche un po' colpa di Adorno :D
bè dai Scaru prende le sue belle cantonate ma non è integralista verso la musica popolare. Poi ripeto, io alla fine di Adorno ho letto cose sparse ma quello che più di tutto mi sta sui coglioni è l'idea che a un'epoca tragica debba corrispondere solo una musica tragica, come se ogni epoca non abbia le sue tragedie. A parte questo, mi sembra che l'idea di musica come "healing force of the universe" (vabbè), il concetto di musicoterapia gli fosse del tutto sconosciuta, roba da escapisti, come se uno non avesse pure il diritto di provare piacere. In pratica la musica come piacere la escludeva, era la trappola di cui dice Johnny sopra.
Cioè tanto vale allora anche mangiare male, dormire al freddo, darsi qualche frustata sulla schiena ogni tanto e magari mettersi pure il cilicio sennò ti si addormenta la coscienza.
Poi vabbè, magari ho interpretato male (lo spero), ma volevo leggerlo un po' per capire se la intendeva davvero così.
Fuck Disco Beats
03-04-2010, 12:49
1 il più bell'omaggio di sempre ad Adorno l'ho fatto io con un blog. http://theodoradorno.wordpress.com/
2 non ho opinioni in proposito della sua produzione, nel senso che è uno dei più importanti strascichi dell'800 attivi nel '900 -e quindi non me ne è mai fregato un cazzo. l'ultima volta che ho dato un'occhiata alla dialettica dell'illuminismo mi sono ritrovato a pensare "ma quanto non me ne sta fregando un cazzaccio?", e ricordiamoci che la DDI è per metà di Horkheimer, che era un punk -quindi di cose tipo minima moralia me ne frega ancora di meno, ecco.
Alessandro Besselva
03-04-2010, 14:20
bè dai Scaru prende le sue belle cantonate ma non è integralista verso la musica popolare. Poi ripeto, io alla fine di Adorno ho letto cose sparse ma quello che più di tutto mi sta sui coglioni è l'idea che a un'epoca tragica debba corrispondere solo una musica tragica, come se ogni epoca non abbia le sue tragedie. A parte questo, mi sembra che l'idea di musica come "healing force of the universe" (vabbè), il concetto di musicoterapia gli fosse del tutto sconosciuta, roba da escapisti, come se uno non avesse pure il diritto di provare piacere. In pratica la musica come piacere la escludeva, era la trappola di cui dice Johnny sopra.
Cioè tanto vale allora anche mangiare male, dormire al freddo, darsi qualche frustata sulla schiena ogni tanto e magari mettersi pure il cilicio sennò ti si addormenta la coscienza.
Poi vabbè, magari ho interpretato male (lo spero), ma volevo leggerlo un po' per capire se la intendeva davvero così.
No era più il concetto di base di parlare di cose che non si conoscono con spocchia, e soprattutto attaccare scientemente chi va incontro al gusto popolare e dall'altra esaltare fenomeni oscuri e minoritari (in base al fatto che agire nel mercato è brutto)
scusate
ma non sarebbe meglio leggerlo, adorno, invece che scrivere amenità in libertà?
strascico dell'800 catapultato nel '900, adorno?! dio santo... :alienship:
esaltare fenomeni oscuri e minoritari, adorno?! dio cristo... :alienship:
i discorsi di politica che si sentono a mezzanotte in un bar della brianza più periferica al confronto sono trattati di filologia romanza
No era più il concetto di base di parlare di cose che non si conoscono con spocchia, e soprattutto attaccare scientemente chi va incontro al gusto popolare e dall'altra esaltare fenomeni oscuri e minoritari (in base al fatto che agire nel mercato è brutto)
P.S. non sono un adoratore di scar*ffi ma ti consiglierei di leggere anche lui (oltre adorno) perché è LUNGI dall'esaltare fenomeni oscuri perché "agire nel mercato è brutto". O meglio, esalta quel cazzo che preferisce (spero), visto che è un indefesso ammiratore di gente come bruce springsteen, i doors, i jefferson airplane, bob dylan, giusto per dirne solo alcuni che non mi sembrano esattamente oscuri e minoritari. Direi che molti dei musicisti che esati tu sono veramente oscuri e minoritari, in confronto a quelli che esalta Scaru*ffi. Non è che sei un seguace di adorno? 8#8
Alessandro Besselva
03-04-2010, 15:31
P.S. non sono un adoratore di scar*ffi ma ti consiglierei di leggere anche lui (oltre adorno) perché è LUNGI dall'esaltare fenomeni oscuri perché "agire nel mercato è brutto". O meglio, esalta quel cazzo che preferisce (spero), visto che è un indefesso ammiratore di gente come bruce springsteen, i doors, i jefferson airplane, bob dylan, giusto per dirne solo alcuni che non mi sembrano esattamente oscuri e minoritari. Direi che molti dei musicisti che esati tu sono veramente oscuri e minoritari, in confronto a quelli che esalta Scaru*ffi. Non è che sei un seguace di adorno? 8#8
Guarda non mi andava di fare la complessa esegesi di un noto cialtrone (non Adorno ovviamente)... mi riferivo all'atteggiamento di ripresa di certe posizioni adorniane (che mi sono chiare, ma non ho mai detto di conoscere approfonditamente la sua opera nel complesso), magari pure un po' travisante, che si è diffuso e che mi pare ancora deleteriamente presente in certe visioni dell'arte e della musica. Tutto qui. Ho detto chiaramente all'inizio che non discuto Adorno (a parte le cazzate che ha scritto sul jazz, ma mi pare ovvio che anche i grandi filosofi possano incappare in errori), ma i danni fatti da molti sedicenti adorniani...
Guarda non mi andava di fare la complessa esegesi di un noto cialtrone (non Adorno ovviamente)... mi riferivo all'atteggiamento di ripresa di certe posizioni adorniane (che mi sono chiare, ma non ho mai detto di conoscere approfonditamente la sua opera nel complesso), magari pure un po' travisante, che si è diffuso e che mi pare ancora deleteriamente presente in certe visioni dell'arte e della musica. Tutto qui. Ho detto chiaramente all'inizio che non discuto Adorno (a parte le cazzate che ha scritto sul jazz, ma mi pare ovvio che anche i grandi filosofi possano incappare in errori), ma i danni fatti da molti sedicenti adorniani...
sì ho capito ma non ho capito quali sarebbero le posizioni adorniane a cui ti riferisci e che collimerebbero, se non ho capito male, con scarufi
Carlo Bordone
03-04-2010, 16:07
bè dai Scaru prende le sue belle cantonate ma non è integralista verso la musica popolare. Poi ripeto, io alla fine di Adorno ho letto cose sparse ma quello che più di tutto mi sta sui coglioni è l'idea che a un'epoca tragica debba corrispondere solo una musica tragica, come se ogni epoca non abbia le sue tragedie. A parte questo, mi sembra che l'idea di musica come "healing force of the universe" (vabbè), il concetto di musicoterapia gli fosse del tutto sconosciuta, roba da escapisti, come se uno non avesse pure il diritto di provare piacere. In pratica la musica come piacere la escludeva, era la trappola di cui dice Johnny sopra.
Cioè tanto vale allora anche mangiare male, dormire al freddo, darsi qualche frustata sulla schiena ogni tanto e magari mettersi pure il cilicio sennò ti si addormenta la coscienza.
Poi vabbè, magari ho interpretato male (lo spero), ma volevo leggerlo un po' per capire se la intendeva davvero così.
Perdonami, ma questa è una sintesi davvero un po' superficiale di quel che intendeva Adorno.
Non si può estrapolare la sua critica del jazz e della musica popolare (nel senso di musica di intrattenimento, non tanto nel senso del folk) dalla sua concezione estetica, dallla critica all'industria culturale, dal suo rapporto con la tradizione filosofica hegeliana ecc..
Vedere Adorno come un parruccone snob che disdegna la musica "che dà piacere" e che si percuote col frustino mentre ascolta Schoenberg è del tutto fuorviante e semplicistico. Lo snobismo non c'entra niente.
Adorno, poi, è stato tutto tranne che un conservatore reazionario. Anzi, è stato uno dei pensatori più radicalmente innovativi e rivoluzionari del 900, altro che scoria ottocentesca.
Ciò che ha scritto sul jazz - a parte i capitoli in Dialettica dell'illuminismo, ci sono soprattutto l'omonimo saggio degli anni Trenta e qualcosa pubblicato agli inizi dei Cinquanta - è perfettamente coerente con il suo pensiero, e in questo senso tutt'altro che "cazzate". Erano conclusioni discutibili fin che si vuole, ma non si può neanche fare l'errore di metodo di giudicarle alla luce di quello che presumiamo essere una realtà di fatto data per acquisita una volta per tutte, e cioé la concezione del jazz come nobilissimo linguaggio artistico del '900. Ovvio che lo è, ma se inchiodiamo le rifessioni di un pensatore sulle nostre categorie ex post, trascurando l'esercizio della critica, i reazionari siamo noi, non Adorno.
E poi non bisogna dimenticare una cosa fondamentale: Adorno scriveva jazz" ma intendeva "pop", anche se all'epoca non si usava il termine. Per lui il jazz era soprattutto lo swing, Glenn Miller, ecc. Ecco, se una critica si può serenamente fare ad Adorno, è quella di non aver scritto nulla riguardo alle evoluzioni del jazz dopo il bebop. Sarebbe stata interessante una sua intepretazione del free, di Ornette Coleman, del Davis degli anni Sessanta.
Anche perché, se ricordo bene, uno dei cardini della sua critica al "jazz" riguardava proprio il ruolo dell'improvvisazione.
Fuck Disco Beats
03-04-2010, 16:11
scusate
ma non sarebbe meglio leggerlo, adorno, invece che scrivere amenità in libertà?
no, non trovo. :)
no, non trovo. :)
basta cercare
chi cerca trova
Perdonami, ma questa è una sintesi davvero un po' superficiale di quel che intendeva Adorno.
Non si può estrapolare la sua critica del jazz e della musica popolare (nel senso di musica di intrattenimento, non tanto nel senso del folk) dalla sua concezione estetica, dallla critica all'industria culturale, dal suo rapporto con la tradizione filosofica hegeliana ecc..
Vedere Adorno come un parruccone snob che disdegna la musica "che dà piacere" e che si percuote col frustino mentre ascolta Schoenberg è del tutto fuorviante e semplicistico. Lo snobismo non c'entra niente.
Adorno, poi, è stato tutto tranne che un conservatore reazionario. Anzi, è stato uno dei pensatori più radicalmente innovativi e rivoluzionari del 900, altro che scoria ottocentesca.
Ciò che ha scritto sul jazz - a parte i capitoli in Dialettica dell'illuminismo, ci sono soprattutto l'omonimo saggio degli anni Trenta e qualcosa pubblicato agli inizi dei Cinquanta - è perfettamente coerente con il suo pensiero, e in questo senso tutt'altro che "cazzate". Erano conclusioni discutibili fin che si vuole, ma non si può neanche fare l'errore di metodo di giudicarle alla luce di quello che presumiamo essere una realtà di fatto data per acquisita una volta per tutte, e cioé la concezione del jazz come nobilissimo linguaggio artistico del '900. Ovvio che lo è, ma se inchiodiamo le rifessioni di un pensatore sulle nostre categorie ex post, trascurando l'esercizio della critica, i reazionari siamo noi, non Adorno.
E poi non bisogna dimenticare una cosa fondamentale: Adorno scriveva jazz" ma intendeva "pop", anche se all'epoca non si usava il termine. Per lui il jazz era soprattutto lo swing, Glenn Miller, ecc. Ecco, se una critica si può serenamente fare ad Adorno, è quella di non aver scritto nulla riguardo alle evoluzioni del jazz dopo il bebop. Sarebbe stata interessante una sua intepretazione del free, di Ornette Coleman, del Davis degli anni Sessanta.
Anche perché, se ricordo bene, uno dei cardini della sua critica al "jazz" riguardava proprio il ruolo dell'improvvisazione.
...appunto... :thanx:
Alessandro Besselva
03-04-2010, 16:43
Perdonami, ma questa è una sintesi davvero un po' superficiale di quel che intendeva Adorno.
Non si può estrapolare la sua critica del jazz e della musica popolare (nel senso di musica di intrattenimento, non tanto nel senso del folk) dalla sua concezione estetica, dallla critica all'industria culturale, dal suo rapporto con la tradizione filosofica hegeliana ecc..
Vedere Adorno come un parruccone snob che disdegna la musica "che dà piacere" e che si percuote col frustino mentre ascolta Schoenberg è del tutto fuorviante e semplicistico. Lo snobismo non c'entra niente.
Adorno, poi, è stato tutto tranne che un conservatore reazionario. Anzi, è stato uno dei pensatori più radicalmente innovativi e rivoluzionari del 900, altro che scoria ottocentesca.
Ciò che ha scritto sul jazz - a parte i capitoli in Dialettica dell'illuminismo, ci sono soprattutto l'omonimo saggio degli anni Trenta e qualcosa pubblicato agli inizi dei Cinquanta - è perfettamente coerente con il suo pensiero, e in questo senso tutt'altro che "cazzate". Erano conclusioni discutibili fin che si vuole, ma non si può neanche fare l'errore di metodo di giudicarle alla luce di quello che presumiamo essere una realtà di fatto data per acquisita una volta per tutte, e cioé la concezione del jazz come nobilissimo linguaggio artistico del '900. Ovvio che lo è, ma se inchiodiamo le rifessioni di un pensatore sulle nostre categorie ex post, trascurando l'esercizio della critica, i reazionari siamo noi, non Adorno.
E poi non bisogna dimenticare una cosa fondamentale: Adorno scriveva jazz" ma intendeva "pop", anche se all'epoca non si usava il termine. Per lui il jazz era soprattutto lo swing, Glenn Miller, ecc. Ecco, se una critica si può serenamente fare ad Adorno, è quella di non aver scritto nulla riguardo alle evoluzioni del jazz dopo il bebop. Sarebbe stata interessante una sua intepretazione del free, di Ornette Coleman, del Davis degli anni Sessanta.
Anche perché, se ricordo bene, uno dei cardini della sua critica al "jazz" riguardava proprio il ruolo dell'improvvisazione.
Io infatti mi riferivo alle schiere di quelli che hanno letto Adorno, magari distrattamente, e si sono messi a dire che i Beatles erano un gruppettino del cazzo imposto dalla società dei consumi.... E quelli purtroppo sono parecchi....
Alessandro Besselva
03-04-2010, 16:48
sì ho capito ma non ho capito quali sarebbero le posizioni adorniane a cui ti riferisci e che collimerebbero, se non ho capito male, con scarufi
Una musica popolare e diffusa (lui parlava del jazz che conosceva, ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah! parla dei Beatles, per dire) vista come una pura e semplice imposizione della società dei consumi... che poi come ho spiegato l'opinione di Adorno non è così semplificata... ma nulla mi toglie dalla testa che certe aberrazioni abbiano origine in un travisamento di questo tipo....
Perdonami, ma questa è una sintesi davvero un po' superficiale di quel che intendeva Adorno.
Non si può estrapolare la sua critica del jazz e della musica popolare (nel senso di musica di intrattenimento, non tanto nel senso del folk) dalla sua concezione estetica, dallla critica all'industria culturale, dal suo rapporto con la tradizione filosofica hegeliana ecc..
Vedere Adorno come un parruccone snob che disdegna la musica "che dà piacere" e che si percuote col frustino mentre ascolta Schoenberg è del tutto fuorviante e semplicistico. Lo snobismo non c'entra niente.
Adorno, poi, è stato tutto tranne che un conservatore reazionario. Anzi, è stato uno dei pensatori più radicalmente innovativi e rivoluzionari del 900, altro che scoria ottocentesca.
Ciò che ha scritto sul jazz - a parte i capitoli in Dialettica dell'illuminismo, ci sono soprattutto l'omonimo saggio degli anni Trenta e qualcosa pubblicato agli inizi dei Cinquanta - è perfettamente coerente con il suo pensiero, e in questo senso tutt'altro che "cazzate". Erano conclusioni discutibili fin che si vuole, ma non si può neanche fare l'errore di metodo di giudicarle alla luce di quello che presumiamo essere una realtà di fatto data per acquisita una volta per tutte, e cioé la concezione del jazz come nobilissimo linguaggio artistico del '900. Ovvio che lo è, ma se inchiodiamo le rifessioni di un pensatore sulle nostre categorie ex post, trascurando l'esercizio della critica, i reazionari siamo noi, non Adorno.
E poi non bisogna dimenticare una cosa fondamentale: Adorno scriveva jazz" ma intendeva "pop", anche se all'epoca non si usava il termine. Per lui il jazz era soprattutto lo swing, Glenn Miller, ecc. Ecco, se una critica si può serenamente fare ad Adorno, è quella di non aver scritto nulla riguardo alle evoluzioni del jazz dopo il bebop. Sarebbe stata interessante una sua intepretazione del free, di Ornette Coleman, del Davis degli anni Sessanta.
Anche perché, se ricordo bene, uno dei cardini della sua critica al "jazz" riguardava proprio il ruolo dell'improvvisazione.
Non ho la pretesa di fare la sintesi del pensiero di Adorno che appunto conosco molto superficialmente, era una sintesi al massimo di quel che io ho potuto capire da estratti e discussioni lette qui e lì, il che è molto poco e il rischio di dire cazzate è altissimo ma oltre il "mi sembra di capire che" ovviamente non vado. Poi vabbè, l'idea del rito di castrazione continua a sembrarmi un tantino psichedelica, mettiamola così.
Per il resto va detto che non ha fatto in tempo nè a vedere gli sviluppi del jazz anni sessanta nè quello che sono stati pop e rock da quel periodo in poi. Non è detto che avrebbe cambiato idea ma è inutile lavorare di fantasia su cosa avrebbe potuto pensare chessò, del punk. Sarei curioso invece di sapere cosa del jazz degli anni 40 avesse sentito (mi pare che la sua critica risalesse a quel periodo), se conoscesse per esempio le cose più avanzate di Tristano o Ellington o Red Norvo o Monk, però mi sembra di ricordare (magari sbaglio eh) che parlasse male anche di Charlie Parker, pur mettendolo comunque su un piano diverso.
Invece su questo
Vedere Adorno come un parruccone snob che disdegna la musica "che dà piacere" e che si percuote col frustino mentre ascolta Schoenberg è del tutto fuorviante e semplicistico
Ecco, però qui ammetto di aver capito proprio una cosa del genere (a parte lo snobismo magari). Insomma quando lui dice che Schoenberg e la dodecafonia sono i modelli di musica da seguire perchè le dissonanze nella sua musica esprimono il dolore del mondo contemporaneo a me viene in mente proprio il frustino.
Carlo Bordone
03-04-2010, 17:04
Non ho la pretesa di fare la sintesi del pensiero di Adorno che appunto conosco molto superficialmente, era una sintesi al massimo di quel che io ho potuto capire da estratti e discussioni lette qui e lì, il che è molto poco e il rischio di dire cazzate è altissimo ma oltre il "mi sembra di capire che" ovviamente non vado. Poi vabbè, l'idea del rito di castrazione continua a sembrarmi un tantino psichedelica, mettiamola così.
Per il resto va detto che non ha fatto in tempo nè a vedere gli sviluppi del jazz anni sessanta nè quello che sono stati pop e rock da quel periodo in poi. Non è detto che avrebbe cambiato idea ma è inutile lavorare di fantasia su cosa avrebbe potuto pensare chessò, del punk. Sarei curioso invece di sapere cosa del jazz degli anni 40 avesse sentito (mi pare che la sua critica risalesse a quel periodo), se conoscesse per esempio certe cose di Tristano o Ellington o Red Norvo o Monk, però mi sembra di ricordare (magari sbaglio eh) che parlasse male anche di Charlie Parker, pur mettendolo comunque su un piano diverso.
Invece su questo
Ecco, però qui ammetto di aver capito proprio una cosa del genere (a parte lo snobismo magari). Insomma quando lui dice che Schoenberg e la dodecafonia sono i modelli di musica da seguire perchè le dissonanze nella sua musica esprimono il dolore del mondo contemporaneo a me viene in mente proprio il frustino.
Dovrei andare a riprendermi i libri di Adorno, adesso non ricordo le parole esatte e le similitudini che usava (quella della castrazione, te lo concedo, è decisamente psych :)).
Comunque, credo che per "espressione del dolore del mondo" intendesse il rifiuto della conciliazione degli opposti, la risoluzione dialettica delle contraddizioni da cui la dodecafonia, in quanto musica a-tonale, prescindeva totalmente.
Quindi, in questo senso, musica/arte realmente libera, non consolatoria.
E' un concetto discutibilissimo, ovvio, ma se lo si mette in discussione si deve scendere sullo stesso campo di Adorno e usare le stesse categorie.
Il jazz post-anni 40 ha fatto in tempo a vederlo in gran parte, dato che è morto alla fine degli anni sessanta. Il suo "silenzio" a me suona quasi come una specie di ammissione di colpa (come dire: ehm, forse avevo esagerato...). Un po' come il silenzio- fatte le dovute proporzioni, si intende - di Heidegger sul nazismo.
quentin compson
03-04-2010, 17:14
E poi non bisogna dimenticare una cosa fondamentale: Adorno scriveva jazz" ma intendeva "pop", anche se all'epoca non si usava il termine. Per lui il jazz era soprattutto lo swing, Glenn Miller, ecc. Ecco, se una critica si può serenamente fare ad Adorno, è quella di non aver scritto nulla riguardo alle evoluzioni del jazz dopo il bebop. Sarebbe stata interessante una sua intepretazione del free, di Ornette Coleman, del Davis degli anni Sessanta.
Anche perché, se ricordo bene, uno dei cardini della sua critica al "jazz" riguardava proprio il ruolo dell'improvvisazione.
Perfetto; ma anche quando parlava di cinematografia, Adorno aveva in mente esclusivamente le megaproduzioni hollywoodiane.
Lui che è stato il teorizzatore della forza eversiva dell'avanguardia, ignorava probabilmente l'esistenza di avanguardie nell'ambito di determinate espressioni artistiche
il punto è che fu un teorizzatore delle avanguardie che erano state tali e che già nei '40 erano legge (dodecafonia, schoenberg ecc.), almeno in certi ambiti, ma era anche un marxista e chiaramente leggeva anche la musica nell'ambito di quella che era la sua ideologia di riferimento (con tutti i distinguo della scuola di francoforte, che non è il caso di tirare in ballo). erano altri tempi, ovvio. criticarne le posizioni oggi è semplice come è semplice dire che il sogno della 'rivoluzione comunista' si è frantumato nell'edificazione (inevitabile) di una dittatura statalista centralizzata. oggi possiamo dirlo, allora non era semplicissimo.
poi che i beatles siano un'espressione della società dei consumi (e come tale, in parte, anche un'imposizione della stessa) spero che non ci siano dubbi... sulla valutazione della loro musica è un altro paio di cazzi, e siamo d'accordo che scarufi ha scazzato decisamente, ma da qui a fare di lui un 'seguace' adorniano solo per questo credo che ci passi un pochino.
paolozzi
03-04-2010, 20:26
lo studio sulla personalità autoritaria è molto interessante anche se è un monolite assurdo ( e non è un parto del solo adorno)
Aspera Frizzi E Lazzi
03-04-2010, 22:42
Più che altro, io non concepisco la stima solo verso cose su cui concordo.
E questa ovviamente non e' una critica ad Alessandro.
Io ho letto diversi scritti di Adorno e li ho sempre trovati folgoranti pur condividendo poco del suo pensiero...lsul jazz, soprattutto, non condivido una virgola, ma non dice cazzate e non e' snob e, come dice giustamente Bordone, non e' reazionario. Per me rimane una lettura obbligata anche se, ripeto, non condivido molte cose. Come, per esempio, ritengo importante leggere, un un campo del tutto diverso, uno junger, per dire.
In verità nessun autore è più incomprensibile e di difficile lettura di Adorno. Se uno non sa come rompersi o spaccarsi la testa basta che prenda in mano un libro di Adorno.....
Io - proprio perchè non avevo più voglia di rileggerlo - mi sono trascritto alcuni dei passi più importanti e fondamentali della sua "Teoria Estetica". In questo libro sono riassunti tutti i punti di vista di Adorno intorno all'Arte.
L'Arte per Adorno deve essere brutta per essere bella. Ovvero soltanto quando è brutta l'Arte per Adorno è vera Arte. Essa in particolar modo non deve dare piacere o trasmettere godimento al suo fruitore: "Il concetto del godimento artistico come costitutivo dell'Arte va liquidato", dice Adorno.
Ed ancora: "Chi gode le opere d'Arte in modo concretistico è un filisteo; Espressioni come "delizia delle orecchie" lo dimostrano colpevole. (....) L'Arte non deve essere fonte di piacere. (...) Nel mondo falso ogni piacere è falso", sostiene Adorno, il filisteo per eccellenza.
Per Adorno ancora l'arte per definirsi tale "deve comunicare i segni dello sfacelo". Cioè un'Arte bella, armoniosa, che tende all'equilibrio per Adorno non è Arte e va condannata: "I segni dello sfacelo sono il sigillo di autenticità dell'Arte moderna". Per Adorno soltanto quelle opere che hanno in sè "le stimmate del repellente e dell'orrido" sono vera Arte. Se un'opera non è repellente e ripugnante per Adorno non deve essere neppure presa in considerazione. Essa in questo caso è la negazione dell'Arte.
Per Adorno - non voglio farla lunga (perchè ho trascritto almeno una quarantina di pagine della sua "Teoria Estetica") e quindo concludo - l'arte deve trasmettere un senso di cupezza e di disperazione. Il suo colore - il colore che informa tutta l'opera d'Arte - deve essere il NERO: "Dire Arte radicale è lo stesso che dire Arte cupa, col nero come colore di fondo".
Altro che marxista, questo lugubre e mortuario guastafeste. Marx l'avrebbe semplicemente rincorso a randellate.
Per Adorno l'Arte non deve avere e non deve comunicare nessun senso. L'Artista secondo Adorno deve volgersi "contro il senso in generale. Il lavoro inconscio dell'ingegno artistico (...) sopprime il senso", dice Adorno
L'arte moderna - di cui Adorno è grande sostenitore e apologeta - si distingue da quella antica per la sua mancanza di senso: "Con la stessa determinazione con cui le opere antiche annunciano il loro senso positivo...le opere moderne annunciano come proprio senso l'insensatezza (....) LE OPERE DI LIVELLO FORMALE SUPREMO DALLA NEGAZIONE DEL SENSO RICEVONO IL LORO CONTENUTO ARTISTICO".
Capito? Quanto più insensata e priva di logica è un'opera e tanto più per Adorno si può considerarla Arte.
Altro che marxista questo nichilista che solo per caso non si trovò a calzare gli stivali delle SS (forse perchè era ebreo)!
paolozzi
04-04-2010, 02:33
Più che altro, io non concepisco la stima solo verso cose su cui concordo.
E questa ovviamente non e' una critica ad Alessandro.
Io ho letto diversi scritti di Adorno e li ho sempre trovati folgoranti pur condividendo poco del suo pensiero...lsul jazz, soprattutto, non condivido una virgola, ma non dice cazzate e non e' snob e, come dice giustamente Bordone, non e' reazionario. Per me rimane una lettura obbligata anche se, ripeto, non condivido molte cose. Come, per esempio, ritengo importante leggere, un un campo del tutto diverso, uno junger, per dire.
al di là dello specifico riferimento al topic.. sono d'accordissimo con te.
Per Adorno l'artista chiuso nella sua torre d'avorio è molto più artista dell'artista impegnato.
Secondo Adorno "lo speen di tale impertubabilità (dell'artista chiuso nella torre d'avorio) è una coscienza più giusta che non le dottrine dell'opera d'arte impegnata o didattica, il carattere regressivo delle quali diventa quasi completamente flagrante nella stoltezza e trivialità della scienza che esse, a quel che si pretende, comunicherebbero".
Questo dice Adorno: arte è l'impertubabilità dell'artista chiuso nella sua torre d'avorio. Al contrario l'arte impegnata sarebbe soltanto stolta e triviale.
E questo sarebbe un autore marxista (lui si definiva marxista pur combattendo il marxismo). Per fortuna che non sei caduto nelle grinfie di Stalin :lol::lol:
Alessandro Besselva
04-04-2010, 12:15
Più che altro, io non concepisco la stima solo verso cose su cui concordo.
E questa ovviamente non e' una critica ad Alessandro.
Io ho letto diversi scritti di Adorno e li ho sempre trovati folgoranti pur condividendo poco del suo pensiero...lsul jazz, soprattutto, non condivido una virgola, ma non dice cazzate e non e' snob e, come dice giustamente Bordone, non e' reazionario. Per me rimane una lettura obbligata anche se, ripeto, non condivido molte cose. Come, per esempio, ritengo importante leggere, un un campo del tutto diverso, uno junger, per dire.
No ma io lo stimo, sottolineo solo il fatto che su alcuni temi ha espresso delle opinioni non del tutto all'altezza del personaggio.. ma sono d'accordo che queste sue posizioni vadano contestualizzate e facciano parte di un impianto logico che ha un suo senso... solo che mi pare abbiano ispirato molti seguaci distratti e superficiali che hanno fatto di certe intransigenze una base di partenza...
Strano poi che tutta questa gente che definisce Adorno marxista o progressista ecc. (gente che sicuramente mai ha letto Adorno) non si sia accorta che Adorno nella "Dialettica dell'Illuminismo" attacca e svaluta la Scienza e rivaluta invece forme di conoscenza e superstizione come la magia e l'animismo.
In realtà come sottolinea Carlo Galli nella sua introduzione alla "Dialettica dell'Illuminismo" Adorno è stato un autore assolutamente SNOB: "con tutta la sua proclamata simpatia per chi patisce ingiustizia Adorno non è certo un democratico, e il suo rifiuto della civiltà di massa e della sua cultura ha tratti scostanti e snobistici".
Carlo Galli inoltre reputa la filosofia d'Adorno "irresponsabile" perchè "rifiuta la scienza e la scientificità".
Fuck Disco Beats
04-04-2010, 14:33
Carlo Galli
<3
Va solamente contestualizzato, ma insomma anche quello che scrive Giacoda è vero. La riposta ad un Adorno oggi sarebbe solamente questa già postata: http://theodoradorno.wordpress.com/
Lodo pezzo di merda. (così a gratis, decontestualizzato dal topic)
silenZio
04-04-2010, 19:10
la critica alla scienza mossa da adorno (e horkheimer) era rivolta al processo che, a loro parere, aveva sostituito un dio religioso con un (altro) dio laico, la scienza appunto. quella scienza e quel progresso che in nome di se stesso creava le basi per una nuova e autoreferenziale assoggettazione degli uomini.
"l'illuminismo che si risolve nel suo contrario"
un idea che tutto sommato non è poi così lontanta da molte delle cose successe nel mondo occidentale. tutta la critica sociale che si rivolge alla società dei consumi, a mio parere, affonda a piene mani da molti dei lavori nati in seno alla scuola di francoforte.... certo molte posizioni sono un pò datate, ma gli spunti forniti sono importanti.
Ho ripreso la lettura di "Dialettica dell'Illuminismo".
Lettura - a mio parere - improponibile per più. Totalmente incomprensibile per chi si accosta a questo libro con strumenti filosofici rudimentali o inesistenti. Tuttavia questo libro è molto più leggibile di "Teoria Estetica" e di "Dialettica Negativa".
Un autore che voleva - per istruire le masse -demistificare la cultura di massa e che parla un linguaggio che per le masse è più incomprensibile dell'arabo o del cinese.
karmarider
06-04-2010, 11:56
Il jazz post-anni 40 ha fatto in tempo a vederlo in gran parte, dato che è morto alla fine degli anni sessanta. Il suo "silenzio" a me suona quasi come una specie di ammissione di colpa (come dire: ehm, forse avevo esagerato...). Un po' come il silenzio- fatte le dovute proporzioni, si intende - di Heidegger sul nazismo.
mhmh
partiva da una conoscenza limitata dell'argomento e ne trasse conclusioni miopi, nello specifico (tant'è vero che predisse a scomparsa del jazz entro poco tempo
ma insomma, ho già scritto che non intendevo mettere in discussione l'importanza o lo spessore di Adorno....a scanso d'equivoci.
Più che altro, io non concepisco la stima solo verso cose su cui concordo.
E questa ovviamente non e' una critica ad Alessandro.
Io ho letto diversi scritti di Adorno e li ho sempre trovati folgoranti pur condividendo poco del suo pensiero...lsul jazz, soprattutto, non condivido una virgola, ma non dice cazzate e non e' snob e, come dice giustamente Bordone, non e' reazionario. Per me rimane una lettura obbligata anche se, ripeto, non condivido molte cose. Come, per esempio, ritengo importante leggere, un un campo del tutto diverso, uno junger, per dire.
ma non è questione di stima o non stima, non è che ci si deve andare a prendere un caffè. E comunque non è che è immune dal dire cazzate solo perchè ommioddio è Adorno il grande filosofo inginocchiamoci :)
giacoda insisto: ti desidero carnalmente
nihil a te no
giacoda insisto: ti desidero carnalmente
nihil a te no
Ma qualche astrologa un pò (molto) tonta sta dietro di te? A me mi è parso che questa tipa si sia rivolta persino a Guglielmi e a Stefani un pò per provocarmi e un pò per sapere mie notizie (di Guglielmi è collega alla Radio). Ma non solo a loro: a Paolo Fox (tutti i giorni mi manda questa tontolona messaggi attraverso l'oroscopo di Paolo Fox su Raidue; sulla Gazzetta dello Sport attraverso l'oroscopo di quell'idiota di Antonio Capitani e su altri giornali dove lei fa l'oroscopo). Ma questa tontolona perchè non si rivolge a me direttamente?
Incredibile, tutti i giorni questa tontolona sveglia Paolo Fox alle 7 di mattina per dirgli quale messaggio deve mandarmi attraverso l'oroscopo. Roba da non crederci. E' stato Paolo Fox a dirlo: "tutti i giorni c'è questa tipa che mi sveglia alla 7....".
Ma voi non conoscete le donne se non sapete quanto sono assurdi e ridicoli i loro comportamenti. Ma io leggo nei loro cervelletti non molto sviluppati come sul palmo della mia mano :lol::lol::lol::lol:
Ma qualche astrologa un pò (molto) tonta sta dietro di te? A me mi è parso che questa tipa si sia rivolta persino a Guglielmi e a Stefani un pò per provocarmi e un pò per sapere mie notizie (di Guglielmi è collega alla Radio). Ma non solo a loro: a Paolo Fox (tutti i giorni mi manda questa tontolona messaggi attraverso l'oroscopo di Paolo Fox su Raidue; sulla Gazzetta dello Sport attraverso l'oroscopo di quell'idiota di Antonio Capitani e su altri giornali dove lei fa l'oroscopo). Ma questa tontolona perchè non si rivolge a me direttamente?
sono d'accordo
ma continuo a desiderarti
che fare?
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