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Bono-Vox
24-02-2010, 19:27
Ormai dovremmo esserci. Manca pochissimo.
Stylish Kid
25-02-2010, 12:12
Ormai dovremmo esserci. Manca pochissimo.
Baustelle?
Sanremo (e magari il Trio delle meraviglie)?
karmarider
25-02-2010, 12:21
Baustelle?
ma speramo de no
brrrrrr
Amicosam
25-02-2010, 12:31
Baustelle?
aprile (spero)
Jack Torrance
25-02-2010, 12:44
Hanno già dato la copertina questo mese ad un gruppo italiano, non credo ne facciano due di fila. E poi i Baustelle no, sono antiestetici. Almeno che non si tratti della Rachele a cosce di fori.
Oh, ma avete notato che l'arretrato del famoso numero con la sorca in copertina è ESAURITO?
Allyouneedislove
25-02-2010, 13:45
Hanno già dato la copertina questo mese ad un gruppo italiano, non credo ne facciano due di fila. E poi i Baustelle no, sono antiestetici. Almeno che non si tratti della Rachele a cosce di fori.
Oh, ma avete notato che l'arretrato del famoso numero con la sorca in copertina è ESAURITO?
haha
bè, io compro il Mucchio all'edicola della metropolitana Cordusio, in quel caso la rivista fuoriuscì dal limbo laterale dove si mischiano musicafotografiacucitoabitarearredarepolliceverdeg rappeevinidaltirolo per sbucare in bellavista fra Chi e Oggi.
son soddisfazioni.
rifatelo con un trans che si fa la barba.
flamingo
25-02-2010, 14:50
Tiziana Solidoro con un rametto di mimosa.
Aspera Frizzi E Lazzi
25-02-2010, 18:14
per me la newsom.
per me la newsom.
anche i miei due cents per la newsom (qui in germania corre aria da fenomeno del 2010, lodi sperticate etc come con antony...) vedremo...
Federico Guglielmi
26-02-2010, 00:40
Purtroppo niente Newsom, avevamo già deciso una copertina assai figa da qualche mese. Comunque, se anche avessimo voluto, non sarebbe stato possibile per via del demenziale approccio alla promozione fissato dalla Drag City: disco ascoltabile solo in streaming e notizie sul disco stesso prossime allo zero (sono state diffuse dopo che il giornale era già in stampa).
Aspera Frizzi E Lazzi
26-02-2010, 00:45
Purtroppo niente Newsom, avevamo già deciso una copertina assai figa da qualche mese. Comunque, se anche avessimo voluto, non sarebbe stato possibile per via del demenziale approccio alla promozione fissato dalla Drag City: disco ascoltabile solo in streaming e notizie sul disco stesso prossime allo zero (sono state diffuse dopo che il giornale era già in stampa).
ecco, io ste cose non le capisco. Finchè parliamo di U2, Iron Maiden, insomma gruppi cbe vendono milioni di copie, posso capire misure del genere perché NON HANNO bisogno di promozione...mah...
Purtroppo niente Newsom, avevamo già deciso una copertina assai figa da qualche mese. Comunque, se anche avessimo voluto, non sarebbe stato possibile per via del demenziale approccio alla promozione fissato dalla Drag City: disco ascoltabile solo in streaming e notizie sul disco stesso prossime allo zero (sono state diffuse dopo che il giornale era già in stampa).
peccato... ma è indovinabile o è una cosa estemporanea?
ps newsom:
immagino che pure le press foto siano una- due...oggi su tre tra quotidiani e riviste tedesche ho visto sempre e solo questa:
http://www.spex.de/files/2010/02/joannanewsom_haveoneonme_stream.jpg
Federico Guglielmi
26-02-2010, 00:53
ecco, io ste cose non le capisco. Finchè parliamo di U2, Iron Maiden, insomma gruppi cbe vendono milioni di copie, posso capire misure del genere perché NON HANNO bisogno di promozione...mah...
Renditi conto... alla fine il risultato è quello di far lavorare di merda la stampa specializzata, cioè quella che "spinge" questo genere di personaggi. Per dire, io avrei fatto volentieri la recensione da una pagina, ma senza alcuna notizia a parte i titoli, e senza avere la possibilità di leggere i testi, come le riempi 4500 battute?
Federico Guglielmi
26-02-2010, 00:59
peccato... ma è indovinabile o è una cosa estemporanea?
ps newsom:
immagino che pure le press foto siano una- due...oggi su tre tra quotidiani e riviste tedesche ho visto sempre e solo questa:
http://www.spex.de/files/2010/02/joannanewsom_haveoneonme_stream.jpg
Direi che è piuttosto difficile da indovinare. Non è un musicista ma è un grande artista.
Foto? Finora ne ho viste tre, ma so che quelle ci sono. Comunque, fatti come questo spiegano ancora meglio il mio odio per i "privati cittadini" (stronzi di merda, che dio li strafulmini) che mettono in line i dischi prima della data di uscita ufficiale: dato che le etichette non vogliono la diffusione anticipata (e illegale), "blindano" i dischi e costringono noi professionisti a lavorare male, facendoceli ascoltare all'ultimo momento nelle loro sedi o attraverso streaming protetti.
"privati cittadini" (stronzi di merda, che dio li strafulmini)
Dio ti dà retta: se non sbaglio proprio oggi ha chiuso i battenti Bolachas..
Federico Guglielmi
26-02-2010, 01:46
Dio ti dà retta: se non sbaglio proprio oggi ha chiuso i battenti Bolachas..
Se anche è così, è una goccia nel mare. Dovrebbe proprio cambiare la mentalità di questi imbecilli che si credono "rivoluzionari".
martin vega
26-02-2010, 03:35
Ormai dovremmo esserci. Manca pochissimo.
già.
mistergao
26-02-2010, 09:06
Direi che è piuttosto difficile da indovinare. Non è un musicista ma è un grande artista.
Foto? Finora ne ho viste tre, ma so che quelle ci sono. Comunque, fatti come questo spiegano ancora meglio il mio odio per i "privati cittadini" (stronzi di merda, che dio li strafulmini) che mettono in line i dischi prima della data di uscita ufficiale: dato che le etichette non vogliono la diffusione anticipata (e illegale), "blindano" i dischi e costringono noi professionisti a lavorare male, facendoceli ascoltare all'ultimo momento nelle loro sedi o attraverso streaming protetti.
Pur non essendo contro il concetto di file sharing, su questo ti do ragione. Tra l'altro non ho mai capito la goduria di ascoltare un disco un mese, una settimana o un giorno prima della sua uscita. Ma perchè? Che senso ha? Ma è così bello aspettare, sentire a spizzichi e bocconi una canzone qua e la...
Federico Guglielmi
26-02-2010, 10:45
Pur non essendo contro il concetto di file sharing, su questo ti do ragione. Tra l'altro non ho mai capito la goduria di ascoltare un disco un mese, una settimana o un giorno prima della sua uscita. Ma perchè? Che senso ha? Ma è così bello aspettare, sentire a spizzichi e bocconi una canzone qua e la...
Io pure non ho nulla contro il concetto di file sharing... però ci vorrebbe una sorta di "codice etico" al quale tutti dovrebbero attenersi. Purtroppo, invece, Internet è una giungla, un posto dove chiunque fa quello che vuole perché è difficilissimo - se non impossibile - impedire i comportamenti "impropri".
quentin compson
26-02-2010, 10:57
Dio ti dà retta: se non sbaglio proprio oggi ha chiuso i battenti Bolachas..
Mannaggia quanto mi dispiace
Mannaggia quanto mi dispiace
eh spiace davvero ... però cristo io ogni tanto mi chiedevo "ma com'è possibile che non li hanno ancora inculati?" .. cioè buttava fuori di tutto e deppiù con mesi di anticipo ... ora cambia poco o nulla perchè basta andare sulla barra di google e digitare nome artista titolo disco+rar/mediafire/RS/HF e qualcosa salta fuori. Sparare su bolachas è facile .. è la dimostrazione del nulla .. il "fenomeno" è ben radicato .. sparare su bolachas ripeto è come centrare il bersaglio grosso che solo un cieco potrebbe mancare .. per la rete ci sono diciamo "microbi" difficilmente intercettabili.
mistergao
26-02-2010, 13:07
Io pure non ho nulla contro il concetto di file sharing... però ci vorrebbe una sorta di "codice etico" al quale tutti dovrebbero attenersi. Purtroppo, invece, Internet è una giungla, un posto dove chiunque fa quello che vuole perché è difficilissimo - se non impossibile - impedire i comportamenti "impropri".
Anche perchè è provato che la stragrande maggioranza di quelli che scaricano in anticipo:
1. poi non comprano il disco
2. dopo due giorni se lo son già dimenticato ( che è la cosa peggiore )
2. sono adolescenti che ascoltano i Tokio Hotel
flamingo
26-02-2010, 13:23
Ma non si diceva che chi più scarica più compra?
Ma non si diceva che chi più scarica più compra?
io in questa settimana ho ordinato e comprato sta roba qui ..
http://www.ilmucchio.net/showpost.php?p=415892&postcount=2456
http://www.ilmucchio.net/showpost.php?p=416716&postcount=2459
Ma non si diceva che chi più scarica più compra?
E' vero, ma solo in parte.
rugantino
26-02-2010, 14:03
Ma non si diceva che chi più scarica più compra?
chi scarica musica, a volte, COMPRA anche il supporto fisico.
Aggiungerei un sostanzioso GRAZIE AR CAZZO, così, per guarnire.
La maggior parte invece (age from 14 to 24 and more) scarica e basta e a volte manco ascolta quello che scarica. E parliamo della STRAGRANDE MAGGIORANZA.
recente statistica ha riportato che mediamente chi scarica illegalmente spende fino a 85 euro al mese in musica, cioè 35 euro in più rispetto a chi non scarica.
il che significa che coloro che scaricano sono le stesse persone interessate al mercato.
poi non so chi conosciate tra i 14 e i 24 anni che scarica a manetta musica e poi non ascolta i dischi. quelli che conosco sembrano molto più indirizzati verso serie tv, film e qualche canzone singola.
flamingo
26-02-2010, 15:06
recente statistica ha riportato che mediamente chi scarica illegalmente spende fino a 85 euro al mese in musica, cioè 35 euro in più rispetto a chi non scarica.
il che significa che coloro che scaricano sono le stesse persone interessate al mercato.
Grazie, era esattamente a questo che mi riferivo.
Anche perchè è provato che la stragrande maggioranza di quelli che scaricano in anticipo:
1. poi non comprano il disco
2. dopo due giorni se lo son già dimenticato ( che è la cosa peggiore )
2. sono adolescenti che ascoltano i Tokio Hotel
quelli che si ascoltano i Tokio Hotel, ahinoi, i dischi se li comprano, altrimenti quegli altri stronzi non venderebbero quanto vendono...scarcheranno tutto il resto, ma se si accattano un cd all'anno puoi star sicuro che è quello. Quello o Marco Carta.
No, io sono anche d'accordo con la storia del "prima a tutti i costi" e con i musicisti che s'incazzano quando degli zozzissimi demo finiscono in rete a mo' di surrogato anticipato del loro lavoro....ma è pure vero che molte label (soprattutto quelle minori) sono giustamente ricorse al download legale per la stampa specializzata, cosa che permette loro di risparmiare in tempo, denaro, materiali, spedizioni eccetera. Certo che, però, una volta che mi dai il link per scaricare il file, non ti aspetterai che lo lascio in una teca, voglio dire...un conto è uploadare quel che hai sottoforma di disco apposta per fare "l'alternativo" come dice il Guglielmi. Un altro però è sfruttare il filesharing per i non trascurabili vantaggi che offre e poi pretendere che nessun altro ne approfitti fino a quando non lo stabilisci tu. Le cose non stanno più così, mettevi il cuore in pace.
Amicosam
26-02-2010, 15:48
Il Mucchio in edicola dal 1° marzo!
http://www.ilmucchio.it/imageview.php?id=5363
7 Open
Lettere aperte
12 Primo Piano
Gipi, Owen Pallett, Misteri del Cremlino, Lost in the supermarket, Spot Regione Marche, Mimmo Gangemi, Assalto CL, Musica per l’Abruzzo, La Tempesta, La solitudine del cronista, Gianni Canova...
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66 Fuori dal Mucchio
Davide Tosches, Heike Has The Giggles, La Linea di Greta, Hana B, E42
68 Soundlab
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72 Sul Palco
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76 Storie di R’n’R
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101 Classic Rock
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131 Booklet
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148 Rubriche
Mediapolis, Balloons, Domus Bokassa, Helter Skelter, My Private Life, Short Talks, Seppia...
rugantino
26-02-2010, 17:32
recente statistica ha riportato che mediamente chi scarica illegalmente spende fino a 85 euro al mese in musica, cioè 35 euro in più rispetto a chi non scarica.
il che significa che coloro che scaricano sono le stesse persone interessate al mercato.
recente statistica fatta da te?
allega la tua fonte, ragazzo.
intanto leggiti pure questo.
http://www.fimi.it/dett_ddmercato.php?id=49
(e in allegato il consueto report mondiale)
recente statistica fatta da te?
allega la tua fonte, ragazzo.
fonte (http://www.independent.co.uk/news/uk/crime/illegal-downloaders-spend-the-most-on-music-says-poll-1812776.html)
rugantino
26-02-2010, 18:10
quella ricerchina è una cagata sesquipedale oltre che grottesca nelle conclusioni (ma se la maggioranza di quelli che scaricano poi spende tutti sti sghèi per acquistare musica, come mai il mercato è alla canna del gas?), ricerchina peraltro smentita da almeno una dozzina di altre ricerche (con ben altri parametri sia quantitativi che qualitativi) che dimostrano l'ovvio: il download illegale è tra le principali cause della crisi globale del settore discografico.
Poi ognuno è libero di credere che i bambini li portino le cicogne eh.
Ora basta che su sto cazzo de argomento ho già dato.
quella ricerchina è una cagata sesquipedale oltre che grottesca nelle conclusioni (ma se la maggioranza di quelli che scaricano poi spende tutti sti sghèi per acquistare musica, come mai il mercato è alla canna del gas?), ricerchina peraltro smentita da almeno una dozzina di altre ricerche (con ben altri parametri sia quantitativi che qualitativi) che dimostrano l'ovvio: il download illegale è tra le principali cause della crisi globale del settore discografico.
Poi ognuno è libero di credere che i bambini li portino le cicogne eh.
Ora basta che su sto cazzo de argomento ho già dato.
Se la fonte non c'è la si mette in dubbio e quando c'è si dice che è una cagata...eppure un'altra ricerchina (senz'altro grottesca anche quella, eh) affermava che addirittura coloro che scaricano illegalmente sono poi gli stessi che spendono di più per acquistare la musica in rete. Il controsenso non c'è, la rete è un mezzo per procurarsi della musica che l'industria discografica non ha voluto sfruttare in tempo,lasciando quindi il campo libero ai semplici ascoltatori. E ora che si son persi i primi duemila treni si piange miseria.
Com'è che molti si ostinino a difendere a spada tratta lo status quo di un mercato così indifendibile è qualcosa che davvero non riesco a spiegarmi. E perdonate l'off-topic...
rugantino
26-02-2010, 18:40
Com'è che molti si ostinino a difendere a spada tratta lo status quo di un mercato così indifendibile è qualcosa che davvero non riesco a spiegarmi. E perdonate l'off-topic...
io invece non mi riesco a spiegare che cazzo scrivi.
Il mercato difeso che è indifendibile? Ma chi sei? Pina Sinalefe?
Che tu lo difendi malgrado sia indifendibile.
Apprezzo il riferimento 'colto' alla senalefe ma non entri nel merito della questione...
recente statistica ha riportato che mediamente chi scarica illegalmente spende fino a 85 euro al mese in musica, cioè 35 euro in più rispetto a chi non scarica.
e quindi? fosse anche vero, e personalmente non stento a crederlo, non significa niente altro che la constatazione che "chi scarica musica ne compra più di quelli che non scaricano": non significa certo che la musica e i musicisti ci guadagnino, con lo scarico illegale ma solo che chi scarica compra più dischi di quelli che non scaricano. E' chiaro il concetto?
il che significa che coloro che scaricano sono le stesse persone interessate al mercato.
e quindi? cosa significa questo? è evidente che chi scarica musica è interessato al mercato, solo che compra MOLTO MENO di prima, da cui la crisi spaventosa dell'industria musicale. O no? Se prima un ascoltatore "interessato al mercato" spendeva 300 euro all'anno per comprare musica, oggi ne spende 100, che sono sempre più di quanto spende quello che non scarica ma molto meno di quanto spendeva prima. Il concetto chiaramente NON è 'far spendere di più alla gente' ma semplicemente "far pagare per consumare il lavoro degli altri e non rubarlo".
A te piacerebbe se ti rubassero il frutto del tuo lavoro e da un guadagno annuale di 10.000 euro passassi a 3.000 euro e fossi costretto a cambiare lavoro? Ti consolerebbe sapere che quelli che scaricano la tua musica sono anche quelli che te la comprano, mentre quelli che non te la scaricano te la comprano di meno? Ti consolerebbe? Chiediti questo, daniel. E se mi rispondi "sì, mi consolerebbe" ti auguro di cuore che il tuo lavoro possa avere le stesse evoluzioni di quello della musica. E se non lavori ti auguro di cuore che quando lavorerai tu possa guadagnare bene e farti una famiglia; poi che qualcuno ti rubi il frutto del tuo lavoro e ti costringa ad andare a fare altro. Ti piace come prospettiva?
Com'è che molti si ostinino a difendere a spada tratta lo status quo di un mercato così indifendibile è qualcosa che davvero non riesco a spiegarmi. E perdonate l'off-topic...
Forse prché il download illegale, non essendo consenzienti i proprietari dell'artefatto, è un furto?
Federico Guglielmi
26-02-2010, 18:45
Se la fonte non c'è la si mette in dubbio e quando c'è si dice che è una cagata...eppure un'altra ricerchina (senz'altro grottesca anche quella, eh) affermava che addirittura coloro che scaricano illegalmente sono poi gli stessi che spendono di più per acquistare la musica in rete. Il controsenso non c'è, la rete è un mezzo per procurarsi della musica che l'industria discografica non ha voluto sfruttare in tempo,lasciando quindi il campo libero ai semplici ascoltatori. E ora che si son persi i primi duemila treni si piange miseria.
Com'è che molti si ostinino a difendere a spada tratta lo status quo di un mercato così indifendibile è qualcosa che davvero non riesco a spiegarmi. E perdonate l'off-topic...
Purtroppo si va a finire al solito discorso, trito e ritrito... e secondo me non ha nemmeno senso tirar fuori la faccenda del download illegale come principale causa della crisi del mercato... Mercato che per moltissimi aspetti è, appunto, indifendibile.
La realtà sulla quale tutti i "furbetti" glissano è sempre quella: esiste qualcuno che la musica l'ha composta, suonata e registrata, e solo lui ha il diritto di scegliere come diffonderla. Non è che perché se lui l'ha messa su master automaticamente diventa "di tutti" e il suo diritto di sfruttamento esclusivo decade.
Quello che io davvero non riesco a spiegarmi è come si possa continuare a negare che le cose stiano così, e che il download illegale si definisce illegale in quanto non legale. Chi scarica materiale non reso liberamente disponibile da chi ne detiene i diritti di sfruttamento, sta rubando. Potrà avere mille attenuanti e giustificazioni, e potrà anche trattarsi di un peccato veniale, ma ladro rimane.
Che tu lo difendi malgrado sia indifendibile.
perché indifendibile?
che lavoro fai, dock?
Quello che io davvero non riesco a spiegarmi è come si possa continuare a negare che le cose stiano così
si chiama 'senso di colpa'. dock, daniel e tutti gli altri sanno benissimo che scaricare è illegale, che recano un danno alla musica e che stanno rubando qualcosa che non sono autorizzati a rubare ma sanno anche di essere impuniti, sanno che nessuno li beccherà e quindi rubano. Come ruberebbero qualunque altra cosa se sapessero di essere impuniti. Cioè, qualunque altra cosa eccetto il frutto del loro lavoro, ovvio. Questo scommetto che non lo accetterebbero mai. Eh, dock-daniel, accettereste di vedervi rubacchiare il frutto del vostro lavoro? che lavoro fate? e se non lavorate, che lavoro fa la vostra famiglia o chi vi mantiene? scommettiamo che nessuno di voi due risponderà? scommettiamo?
Ermanno Toma
26-02-2010, 18:56
mi levate una curiosità? ma su itunes e sulle altre piattaforme da cui si scarica pagando si trova tutto come con soulseek e emule.
perchè in caso il download "illegale" non avrebbe più senso.
mi levate una curiosità? ma su itunes e sulle altre piattaforme da cui si scarica pagando si trova tutto come con soulseek e emule.
perchè in caso il download "illegale" non avrebbe più senso.
io non so se su soulseek e emule si trova tutto, però su itunes si trova un'infinità di roba. puoi vedere direttamente anche tu senza bisogno di comprare...
Angelo Giulio
26-02-2010, 18:58
chi scarica musica, a volte, COMPRA anche il supporto fisico.
Aggiungerei un sostanzioso GRAZIE AR CAZZO, così, per guarnire.
La maggior parte invece (age from 14 to 24 and more) scarica e basta e a volte manco ascolta quello che scarica. E parliamo della STRAGRANDE MAGGIORANZA.
aridaje con ste cazzate. ma secondo te chi scarica e basta in un mondo senza download quanti cd comprerebbe?
rugantino
26-02-2010, 18:58
Mercato che per moltissimi aspetti è, appunto, indifendibile.
in che senso?
No, dico... puoi spiegare bene che cosa significa MERCATO INDIFENDIBILE?
Sicuri che tu e dock non intendiate INDUSTRIA DISCOGRAFICA?
rugantino
26-02-2010, 19:01
mi levate una curiosità? ma su itunes e sulle altre piattaforme da cui si scarica pagando si trova tutto come con soulseek e emule.
perchè in caso il download "illegale" non avrebbe più senso.
certo che se trova tutto.
Angelo Giulio
26-02-2010, 19:02
il mercato è indifendibile perchè è saturo, c'è troppa offerta rispetto alla domanda.
aridaje con ste cazzate. ma secondo te chi scarica e basta in un mondo senza download quanti cd comprerebbe?
forse qualcuno, forse nessuno. ne comprerebbe quanti ne comprava prima del download illegale. ma che importanza ha? chi fa musica deve forse mantenere i vizi di chi vuole ascoltarla senza pagarla? non credo. in un mondo senza download chi non compra cd ascolterebbe la radio come ha sempre fatto, e fine. esattamente come chi va in discoteca spende soldi per l'ingresso e chi non ci va non li spende. e chi va a mangiare la pizza li spende per mangiarla mentre chi va al mcdonalds li spende per un hamburger. e chi...
Ermanno Toma
26-02-2010, 19:08
beh se le cose stanno così c' è poco da fare.
il mercato è indifendibile perchè è saturo, c'è troppa offerta rispetto alla domanda.
non è un problema nostro, non credi? intendo di chi la musica l'ascolta. se l'offerta è eccessiva qualche etichetta chiuderà come è sempre accaduto. che problema c'è?
Non c'è dubbio che come 'alternativa di mercato quella del download possa definirsi una concorrenza "sleale". Ma dire che chi scarica "ruba" (come fanno le famose pubblicità al cinema) è ripetere lo stesso ragionamento terroristico che si faceva trent'anni fa riguardo a chi comprava il vinile e lo registrava sulla cassettina per l'amico. Si può davvero reclamare la prigione o una multa di svariate migliaia di dollari (come accade secondo le leggi di alcuni degli stati uniti) per chi scarica/copia un disco per ascoltarselo in cuffia?
Il concetto del filesharing è, per l'appunto, quello di "condivisione". Se applicassimo il vostro ragionamento anche al mercato letterario quest'ultimo dovrebbe essere morto qualcosa come quattrocento anni fa, dal momento, cioè, in cui l'Italia ha posseduto un sistema bibliotecario. Forse non si può avere il libro in quanto oggetto, ma lo si può prendere a prestito, leggere, sfogliare e consultare liberamente, anche a meno di un mese dall'uscita ufficiale. Considerando che sono già pochi quelli che leggono, che senso ha scrivere ancora libri? Eppure ne escono molti, e non tutti indispensabili...
Non c'è dubbio che come 'alternativa di mercato quella del download possa definirsi una concorrenza "sleale". Ma dire che chi scarica "ruba" (come fanno le famose pubblicità al cinema) è ripetere lo stesso ragionamento terroristico che si faceva trent'anni fa riguardo a chi comprava il vinile e lo registrava sulla cassettina per l'amico.
No. Chi registrava una cassettina per l'amico, la registrava per l'amico. Chi mette un file nel p2p lo mette per il mondo intero. Ti è abbastanza chiara la differenza?
Si può davvero reclamare la prigione o una multa di svariate migliaia di dollari (come accade secondo le leggi di alcuni degli stati uniti) per chi scarica/copia un disco per ascoltarselo in cuffia?
No, certo non la prigione e neanche una multa di migliaia di dollari o euro, così come non si fanno multe di 1000 euro per un parcheggio vietato. Semplicemente una multa.
Il concetto del filesharing è, per l'appunto, quello di "condivisione". Se applicassimo il vostro ragionamento anche al mercato letterario quest'ultimo dovrebbe essere morto qualcosa come quattrocento anni fa, dal momento, cioè, in cui l'Italia ha posseduto un sistema bibliotecario. Forse non si può avere il libro in quanto oggetto, ma lo si può prendere a prestito, leggere, sfogliare e consultare liberamente, anche a meno di un mese dall'uscita ufficiale. Considerando che sono già pochi quelli che leggono, che senso ha scrivere ancora libri? Eppure ne escono molti, e non tutti indispensabili...
Ti è chiaro il concetto che mettere un file in p2p per l'universo è leggermente diverso da mettere un libro a disposizione del pubblico in una biblioteca che come tale ha un "raggio d'azione" molto limitato?
P.S. non hai risposto alle mie domande, mi pare. Ti piacerebbe se il frutto del tuo lavoro... eccetera? e che lavoro fai o fanno quelli che ti mantengono? Prova a rispondere almeno alla prima delle due domande.
Angelo Giulio
26-02-2010, 19:14
non è un problema nostro, non credi? intendo di chi la musica l'ascolta. se l'offerta è eccessiva qualche etichetta chiuderà come è sempre accaduto. che problema c'è?
c'è che la pirateria musicale NON è la causa della crisi del mercato discografico.
c'è che la pirateria musicale NON è la causa della crisi del mercato discografico.
ah no? e qual è la causa, l'eccesso di offerta?
Federico Guglielmi
26-02-2010, 19:15
in che senso?
No, dico... puoi spiegare bene che cosa significa MERCATO INDIFENDIBILE?
Sicuri che tu e dock non intendiate INDUSTRIA DISCOGRAFICA?
Sì, certo, mi riferivo all'industria discografica perché mi sembrava che, in sostanza, di quello si parlasse.
Poi, ovvio, posso anche far rientrare nell'ambito un tot di sedicenti artisti che dovrebbero andare a zappare la terra e che "inquinano" l'ambiente con tonnellate di musica priva di valore artistico e senso... insomma, se qualcuno mi garantisse che ogni pezzo che scarico illegalmente avvicina Povia alla necessità di andare a cercarsi un vero lavoro, ti giuro che comincio a scaricare ventiquattr'ore su ventiquattro, tutti i giorni.
E comunque, credimi, a me basterebbe che tutti i "furbetti" ammettessero di rubare, e finirebbe lì. Sono infastidito dalla malafede.
Scaricarmi le puntate della sesta stagione "Lost", nonostante già sappia che quando tra sei mesi sarà disponibile il relativo cofanetto lo acquisterò, significa "rubare"? Ok, sono un ladro di "Lost". Che problema c'è, ad ammetterlo?
E comunque, credimi, a me basterebbe che tutti i "furbetti" ammettessero di rubare, e finirebbe lì. Sono infastidito dalla malafede.
appunto. concordo perfettamente. basterebbe poco:
"sì, scarico la musica perché tanto nessuno mi può fare nulla, so di arrecare un danno ai musicisti e a tutti quelli che lavorano nella musica ma me ne strafotto perché tanto io sono studente e mio padre fa l'avvocato, quindi che cazzo me ne frega?"
ecco, a me basterebbe questo, smetterei immediatamente di fare qualunque polemica e discussione. onestà intellettuale ci vorrebbe, almeno quella.
outremer
26-02-2010, 21:01
appunto. concordo perfettamente. basterebbe poco:
"sì, scarico la musica perché tanto nessuno mi può fare nulla, so di arrecare un danno ai musicisti e a tutti quelli che lavorano nella musica ma me ne strafotto perché tanto io sono studente e mio padre fa l'avvocato, quindi che cazzo me ne frega?"
è la descrizioni di me, solo che non sono studente e mi' padre non c'ha na lira. va bene uguale?
è la descrizioni di me, solo che non sono studente e mi' padre non c'ha na lira. va bene uguale?
oh, finalmente! :)
va benissimo, è adattabile a chiunque, avevo messo studente-avvocato a caso
resto in attesa delle ammissioni di dock e daniel, poi siamo a posto
o almeno che mi dicano che lavoro fanno
su, fatemi contento
Aspera Frizzi E Lazzi
26-02-2010, 22:23
Sì, certo, mi riferivo all'industria discografica perché mi sembrava che, in sostanza, di quello si parlasse.
Poi, ovvio, posso anche far rientrare nell'ambito un tot di sedicenti artisti che dovrebbero andare a zappare la terra e che "inquinano" l'ambiente con tonnellate di musica priva di valore artistico e senso... insomma, se qualcuno mi garantisse che ogni pezzo che scarico illegalmente avvicina Povia alla necessità di andare a cercarsi un vero lavoro, ti giuro che comincio a scaricare ventiquattr'ore su ventiquattro, tutti i giorni.
E comunque, credimi, a me basterebbe che tutti i "furbetti" ammettessero di rubare, e finirebbe lì. Sono infastidito dalla malafede.
Scaricarmi le puntate della sesta stagione "Lost", nonostante già sappia che quando tra sei mesi sarà disponibile il relativo cofanetto lo acquisterò, significa "rubare"? Ok, sono un ladro di "Lost". Che problema c'è, ad ammetterlo?
Che poi su Lost siamo "ladri" solo in Italia (o quasi) perché nella stragrande maggioranza degli stati, l'episodio e' disponibile legalmente in streaming sul sito del network. Ovviamente in modo del tutto legale.
No. Chi registrava una cassettina per l'amico, la registrava per l'amico. Chi mette un file nel p2p lo mette per il mondo intero. Ti è abbastanza chiara la differenza?
No, certo non la prigione e neanche una multa di migliaia di dollari o euro, così come non si fanno multe di 1000 euro per un parcheggio vietato. Semplicemente una multa.
Ti è chiaro il concetto che mettere un file in p2p per l'universo è leggermente diverso da mettere un libro a disposizione del pubblico in una biblioteca che come tale ha un "raggio d'azione" molto limitato?
P.S. non hai risposto alle mie domande, mi pare. Ti piacerebbe se il frutto del tuo lavoro... eccetera? e che lavoro fai o fanno quelli che ti mantengono? Prova a rispondere almeno alla prima delle due domande.
Ussignùr, però se la mettiamo sul moralismo qua non ne veniamo più fuori...al di là del fatto che se accettiamo convenzionalmente di chiamare il downloading "furto" la pena prevista sarebbe ben più di una semplice multa. A livello di sanzioni parcheggiare la macchina in doppia fila non equivale proprio a rubarne una: non vorrei dire stronzate ma mi pare che da un livello civile si passi con il furto a quello penale.
In secondo luogo l'esempio delle biblioteche e della copia "pirata" resta secondo me molto calzante: lasciamo pure stare che ogni città ha la propria (le proprie) biblioteche e che è virtualmente possibile leggere qualsiasi tipo di libro uscito da più di un mese in ogni centro cittadino del mondo occidentale. Quel che cambia, certo, è la scala: la globalizzazione e la comunicazione delle aziende a livello planetario ha, grazie a Internet, un suo corrispettivo per chi di quelle aziende è solo cliente. E le comodità di quella stessa comunicazione globalizzata che si rivolta contro l'aveva usata per primo (l'industria) e per le stesse, ciniche ragioni per cui oggi la possiamo usare noi: risparmio economico.
L'aspetto di cui si parla poco è che, se esiste un mercato illegale paragonabile e per molti versi superiore a quello legale, è perchè in molti mettono in condivisione e non si limitano a pretendere di scaricare da qualche server. Non è un semplice do ut des e non assomiglia ad un baratto. Se domani togliessi i miei files da emule ne scaricherei ugualmente, quindi nessuno obbliga me in particolare a farlo. Eppure il sistema si regge su questo, e funziona benone. Ecco perchè la copia per l'amico (estesa a livello mondiale s'intende, al mio "amico" neozelandese che si trova on line in questo momento...) è un buon esempio. Il semplice egoismo del ladro che vuole avere senza pagare non basta a spiegare tutta la questione.
Quanto al lavoro, molti giornalisti anche del Mucchio potranno confermarvi che spesso un lavoro creativo non vive del solo compenso: tantissimi collaboratori di riviste e di quotidiani ad esempio lavorano gratis e, a meno che non siano tutti quanti imbecilli, milionari o filantropi, lo fanno perchè sanno bene che la loro opera deve circolare il più possibile per svolgere fino in fondo la sua missione, per completarsi.
Sono d'accordo sul fatto che l'autore dovrebbe essere conseziente, ma l'atteggiamento di chi fa di tutto per non far uscire una nota del suo lavoro dai muri della casa discografica oggi non può non essere anacronistico e controproducente. E' una particolarità dei beni 'non scarsi' e quindi delle idee e, da qualche tempo, anche della musica registrata.
Io rubo qualcosa quando dal negozio di un calzolaio sottraggo una delle dieci scarpe da lui fabbricate senza pagarla. Nel nostro caso, invece, nemmeno il nome di copia ha più il senso di prima. La musica in rete ora è riproducibile all'infinito e quindi bene "non-scarso": da quando è scollegata da ogni oggetto/supporto, il mercato fa fatica a contenerla in poche unità controllabili e lei viaggia che è un piacere. Quand'è così, i casi sono due: o si fanno dieci passi indietro in una volta e si mette su una bella Restaurazione o si prende atto della'attualità e si ripensa il mercato e l'attività nel music 'business' in base a questo.
Ussignùr, però se la mettiamo sul moralismo qua non ne veniamo più fuori...al di là del fatto che se accettiamo convenzionalmente di chiamare il downloading "furto" la pena prevista sarebbe ben più di una semplice multa. A livello di sanzioni parcheggiare la macchina in doppia fila non equivale proprio a rubarne una: non vorrei dire stronzate ma mi pare che da un livello civile si passi con il furto a quello penale.
Dock, amichevolmente, non diciamo fregnacce. ...'moralismo'? vorrei vedere se fossi tu, il 'derubato', cosa diresti... Perché non vuoi dirmi che lavoro fai?
Poi, se vogliamo chiamarla "violazione del diritto d'autore" chiamiamola pure così, ci mettiamo di più a scrivere ma chiamiamola pure così. Non è un furto in senso classico, siamo d'accordo, ma è comunque una 'violazione', quindi va contro la legge, quindi è passibile di una pena, che sia pecuniaria o altro. Resta una violazione della legge come parcheggiare in doppia fila. E' una violazione lieve, d'accordo con te, ma resta tale. Quindi il concetto che voglio dire è che non è legale. Siamo d'accordo almeno su questo?
In secondo luogo l'esempio delle biblioteche e della copia "pirata" resta secondo me molto calzante: lasciamo pure stare che ogni città ha la propria (le proprie) biblioteche e che è virtualmente possibile leggere qualsiasi tipo di libro uscito da più di un mese in ogni centro cittadino del mondo occidentale. Quel che cambia, certo, è la scala: la globalizzazione e la comunicazione delle aziende a livello planetario ha, grazie a Internet, un suo corrispettivo per chi di quelle aziende è solo cliente. E le comodità di quella stessa comunicazione globalizzata che si rivolta contro l'aveva usata per primo (l'industria) e per le stesse, ciniche ragioni per cui oggi la possiamo usare noi: risparmio economico.
L'esempio delle biblioteche è perfetto con lo streaming, non col download. Lo streaming ti permette di ascoltare (=leggere) quello che vuoi senza però possederne una copia ascoltabile (=leggibile) comunque e dovunque vuoi. Il download si può mettere in parallelo con l'ipotetica duplicazione in fotocopie, che difatti paghi e in qualunque biblioteca puoi fare in un numero limitato (e i cui proventi vanno alla SIAE). Ecco perché il parallelo con le biblioteche è sbagliatissimo. Downloadare un disco equivale a fotocopiarlo tutto, che per legge nessuna biblioteca può fare. Pensa quindi alla possibilità di poter fotocopiare tutto un libro avendone una copia pressoché identica all'originale, almeno nei contenuti in senso stretto: ti pare la stessa cosa che prendere un libro per la sola lettura e poi restituirlo senza più avere niente in mano?
L'aspetto di cui si parla poco è che, se esiste un mercato illegale paragonabile e per molti versi superiore a quello legale, è perchè in molti mettono in condivisione e non si limitano a pretendere di scaricare da qualche server. Non è un semplice do ut des e non assomiglia ad un baratto. Se domani togliessi i miei files da emule ne scaricherei ugualmente, quindi nessuno obbliga me in particolare a farlo. Eppure il sistema si regge su questo, e funziona benone. Ecco perchè la copia per l'amico (estesa a livello mondiale s'intende, al mio "amico" neozelandese che si trova on line in questo momento...) è un buon esempio. Il semplice egoismo del ladro che vuole avere senza pagare non basta a spiegare tutta la questione.
La condivisione è la stessa cosa, è come se tu permettessi a chiunque nel mondo di 'fotocopiare' qualunque libro in pochi minuti facendo sì che l'utente abbia una copia dell'originale pressoché identica: è vietato per legge ed è una lesione dell'altrui diritto d'autore. E' un do ut des perché tu metti in 'condivisione' qualcosa perché non ti costa niente farlo e soprattutto perché NON E' ROBA TUA, altrimenti non la metteresti in condivisione, o sbaglio? Quindi si tratta di una rete di persone che ledono il diritto altrui consapevoli di farlo, una specie di 'mafia internazionale' consapevole di essere tale perché tutti ledono il diritto di altri e non il proprio, diciamo - mutatis mutandis - un'associazione a delinquere. Non c'è 'egoismo' in questa associazione semplicemente perché tutto ciò che viene messo in condivisione non appartiene a nessuno della comunella. Come dire che tra gli appartenenti alla mafia c'è condivisione del maltolto: grazie al cazzo, l'hanno rubato! (chiaro che il parallelo è per capirci, non metto a confronto mafiosi e scaricatori).
Quanto al lavoro, molti giornalisti anche del Mucchio potranno confermarvi che spesso un lavoro creativo non vive del solo compenso: tantissimi collaboratori di riviste e di quotidiani ad esempio lavorano gratis e, a meno che non siano tutti quanti imbecilli, milionari o filantropi, lo fanno perchè sanno bene che la loro opera deve circolare il più possibile per svolgere fino in fondo la sua missione, per completarsi.
"Spesso"? Diciamo pure "raramente" e COMUNQUE sempre con l'assenso del proprietario del lavoro stesso, altrimenti si ricomincia daccapo. Nel mi caso, per esempio, io non ho mai lavorato gratis e mi guardo bene dal farlo, non ne vedo il perché. Posso fare sconti, posso lavorare a meno ma certamente non gratis. E ripeto: il CONSENSO è il fattore determinante e che tu continui a ritenere accessorio. Se il proprietario intellettuale di qualcosa NON acconsente tu lo stai derubando, senza se e senza ma. Quindi il discorso continua a essere lo stesso di prima e tu non vuoi rispondere: che lavoro fai? Oppure che lavoro fa chi ti mantiene? Scommetti che non me lo dici neanche stavolta? E sai benissimo il perché: perché qualunque lavoro al mondo può, in linea teorica, essere vittima di furto, cioè vittima di un'espropriazione indebita. Quindi ti sfido per l'ennesima volta: che lavoro fai?
Sono d'accordo sul fatto che l'autore dovrebbe essere conseziente,
Allora se siamo d'accordo sul fatto che l'autore debba essere consenziente che stiamo discutendo a fare? Ammetti semplicemente che ledi un diritto altrui e lo fai consapevolmente e fregandotene del legittimo proprietario e fine.
ma l'atteggiamento di chi fa di tutto per non far uscire una nota del suo lavoro dai muri della casa discografica oggi non può non essere anacronistico e controproducente. E' una particolarità dei beni 'non scarsi' e quindi delle idee e, da qualche tempo, anche della musica registrata.
scusa ma l'atteggiamento di qualcuno è pure l'atteggiamnto di qualcuno, chi sei tu per mettere in discussione o forzare e violare il mio personale atteggiamento di fronte al frutto del mio personale lavoro? Saranno cazzi miei, no? L'alternativa è "o fai così o ti derubo"? Non mi pare molto bello, non credi? E quindi insisto: dimmi che lavoro fai e vedrai come cambia rapidamente il tuo atteggiamento...
Io rubo qualcosa quando dal negozio di un calzolaio sottraggo una delle dieci scarpe da lui fabbricate senza pagarla. Nel nostro caso, invece, nemmeno il nome di copia ha più il senso di prima.
No.
I beni intellettuali non sono scarpe, sono materializzabili 'a posteriori' e in forme diverse mentre una scarpa è quella e fine. Derubare qualcuno del suo diritto intellettuale è esattamente equivalente a derubare il calzolaio. Se io traduco un libro e tu leggi la mia traduzione a sbafo tu ledi il mio diritto a vedermi pagato da te per il lavoro che faccio, non credi? Se io voglio, ti lascio leggere la mia traduzione (=biblioteche) ma se non voglio no, e se tu leggi di nascosto ledi il mio diritto a vedermi pagato..
La musica in rete ora è riproducibile all'infinito e quindi bene "non-scarso": da quando è scollegata da ogni oggetto/supporto, il mercato fa fatica a contenerla in poche unità controllabili e lei viaggia che è un piacere.
E da quand'è che è "scollegata dal supporto"? Il tuo computer, il tuo ipod sono supporti come un cd, né più né meno. Per ascoltarla tu devi comunque tenerla su un supporto, non viene mica fuori dall'aria come il vento. Ed è riproducibile all'infinito VIOLANDO il diritto di chi l'ha prodotta, quindi quello che tu ritieni "ora è così" nasce da una violazione della legge. Mutatis mutandis, è come se tu dicessi "in calabria ormai la ndrangheta comanda su tutto, quindi dobbiamo prenderne atto e conviverci". Mutatis mutandis, è chiaro.
Quand'è così, i casi sono due: o si fanno dieci passi indietro in una volta e si mette su una bella Restaurazione o si prende atto della'attualità e si ripensa il mercato e l'attività nel music 'business' in base a questo.
appunto, ti rifaccio l'esempio della ndrangheta.
E 'bloccare' il download sarebbe facilissimo, solo che gli interessi in gioco sono così grandi che nessuno se ne preoccupa, almeno per ora. Ma qui entriamo in un campo troppo complicato, ti rimando a quello che ha scritto lucidissimamente sib su blow up di qualche mese fa.
Lodo, tutto molto bello ed ampiamente condivisibile, ma ormai il fenomeno esiste ed è ora che l'industria discografica venga a patti con questa cosa.
Ascolto in streaming per tutti i dischi in uscita (quelli maggiormente meritevoli) e quote di abbonamento mensile per il download, come ha fatto Gilberto Gil in Brasile, risolverebbero il problema al 90%.
Ma mi rendo conto che è fantascienza, siamo in un paese di merda.
Lodo, tutto molto bello ed ampiamente condivisibile, ma ormai il fenomeno esiste ed è ora che l'industria discografica venga a patti con questa cosa.
Ascolto in streaming per tutti i dischi in uscita (quelli maggiormente meritevoli) e quote di abbonamento mensile per il download, come ha fatto Gilberto Gil in Brasile, risolverebbero il problema al 90%.
Ma mi rendo conto che è fantascienza, siamo in un paese di merda.
Ma no, cosa dici mai, siamo in un paese così avanzato che per ovviare all'illegalità si aggiungono tasse sui prodotti di tipo informatico. Quindi io se compro il mio mac con il mio i pod, con il mio cd/dvd vuoto per salvarmi i dati importanti, l'hard disk esterno, acquisto la mia canzone da i tunes e poi mi compro il disco originale, pago sei volte una tassa per i diritti d'autore (della quale agli artisti credo non andrà niente) e in più se continuo a scaricare continuo a commettere reato.
Lodo, tutto molto bello ed ampiamente condivisibile, ma ormai il fenomeno esiste ed è ora che l'industria discografica venga a patti con questa cosa.
su questo siamo perfettamente d'accordo, la cosa esiste e chi lavora nel settore è costretto a farsene una ragione, nulla da obiettare, è così e basta.
ma almeno salviamoci dall'ipocrisia, è questo il punto: voler far passare per legale ciò che legale non è affatto non mi pare onesto. discorso moralista? non meno di quelli che si fanno per berlusconi: dire che è un malfattore che ha fatto e fa quello che gli pare e piace e che è indegno di governare l'italia non è forse un discorso 'moralistico'?
la mia riflessione voleva essere più ampia: pensiamo bene che quello che è accaduto all'industria discografica può accadere a qualunque altro settore e che gente che aveva un lavoro non ce l'ha più. deve farsene una ragione? ovvio. e io personalmente auguro di cuore a chiunque lo pensa di trovarsi nella stessa situazione: se ne farà una ragione.
Caro Lodo, se non ti ho detto che lavoro faccio è un po' anche per scaramanzia, chè i primi passi li sto muvendo proprio ora. Ti basti sapere che sto iniziando a lavorare in una redazione e che ciò per cui mi dovrebbero pagare (e ancora non mi pagano) è proprio rendere accessibile a tutti i contenuti, miei e degli altri che scrivono. Per questo facevo l'esempio dei giornalisti e, credi, so bene di cosa parlo: fior di professori universitari si ritrovano a scrivere gratis per testate nazionali o riviste di settore. L'esigenza non è quella della pagnotta nè, come potrebbere essere per uno come il sottoscritto, la speranza di farsi conoscere: l'esigenza è la divulgazione, senza la quale il lavoro intellettuale semplicemente non esiste. Si può cercare di limitarlo e di legarlo a oggetti scarsi e concreti per facilitarne il controllo: ma quando assume una forma "liquida" la situazione è diversa. E' come convincere chi abita vicino alla sorgente che da oggi dovrà pagare l'acqua tanto alla bottiglia, e che se va alla fonte per bere liberamente è un ladro. Il punto è che l'acqua continuerà comunque a uscire e, bevendone un po', il "ladro" di fatto non avrà di fatto sottratto niente a nessuno. Volenti o nolenti anche la musica registrata sta assumendo questa forma di bene illimitato e comune "per natura".
Poi, se la cosa vi fa sentire meglio ci diamo anche dei ladri da soli ma, ripeto, se scaricare è furto la multa non basta. Invito gli avvocati e i giuristi all'ascolto a correggermi se sbaglio, ma credo che un furtarello anche piccolo basti a macchiare la tua fedina penale. Posso ammettere che chi scarica musica sia equiparabile a chi ruba un kg di mele da un supermercato ma affermarlo non cambierebbe comunque nulla, perchè un disco scaricato non sottrae nulla di 'contabile' dagli scaffali dei negozi di musica.
E' una differenza tecnica, e la mia impressione è che quelli che la pensano come te se ne rendano perfettamente conto ma siano rinfrancati dal poter appiccicare a tutto il fenomeno l'etichetta di "irregolarità", nella speranza magari inconscia che venga fatta rientrare al più presto: e questo non per cattiveria ma solo per la voglia di tornare a ragionare sul mercato musicale con le stesse categorie con cui ci si ragionava prima. Con pace tua e di SIB questo non succederà, fatevene una ragione.
PS ah, e se il download non si riesce a fermare non è perchè ci sono degli "enormi interessi" dietro (ma di chi?). I rappresentanti legali delle case discografiche e cinematografiche fanno di tutto per fare la voce grossa e spaventarci appellandosi (grottescamente, nel loro caso) alla "questione morale". Ma hanno da tempo abbandonato l'idea di poter perseguire tutti i singoli che scaricano, ogni crociata in quel senso è miseramente naufragata (ricordate napster?). Si è preso atto che la situazione, ora, è differente. Nel bene o nel male.
nonsense
27-02-2010, 13:31
L'esempio delle biblioteche è perfetto con lo streaming, non col download.Eh, ma non mi pare che tutti i dischi siano disponibili in streaming, ma tipo neppure lo 0,1%. Se così fosse, secondo me, il problema si risolverebbe abbondantemente.
rugantino
27-02-2010, 13:35
PS ah, e se il download non si riesce a fermare non è perchè ci sono degli "enormi interessi" dietro (ma di chi?)..
le compagnie che ti forniscono la connessione (che immagino TU PAGHI) e che beccano guadagni miliardari sul traffico generato dal file sharing potrebbero essere un argomento interessante per i tuoi pensieri.
Gatecrasher
27-02-2010, 13:49
e quindi? cosa significa questo? è evidente che chi scarica musica è interessato al mercato, solo che compra MOLTO MENO di prima, da cui la crisi spaventosa dell'industria musicale. O no? Se prima un ascoltatore "interessato al mercato" spendeva 300 euro all'anno per comprare musica, oggi ne spende 100, che sono sempre più di quanto spende quello che non scarica ma molto meno di quanto spendeva prima. Il concetto chiaramente NON è 'far spendere di più alla gente' ma semplicemente "far pagare per consumare il lavoro degli altri e non rubarlo".
Mah,questo post è la dimostrazione che a parlare per massimi sistemi si prendono solo grandi cantonate.
Io scarico musica (uso soulseek,oltre a vari blog) e spendo molto ma molto di più rispetto a quando non avevo internet.E conosco moltissime persone con un percorso analogo al mio.Ti parlo di una forbice considerevole,del tipo che se pre internet spendevo 10,adesso spendo 100,senza esagerare.Soul food,radiation e compagnia bella possono testimoniare.
Tra l'altro il discorso che fai di tutela del lavoro dell'artista mi sembra quantomeno anacronistico,considerato che chi vive di musica oggigiorno se lo può permettere non grazie ai proventi delle vendite dei dischi,quanto piuttosto attraverso gli introiti dei concerti.
le compagnie che ti forniscono la connessione (che immagino TU PAGHI) e che beccano guadagni miliardari sul traffico generato dal file sharing potrebbero essere un argomento interessante per i tuoi pensieri.
Senz'altro. Sicuramente c'è chi ha cambiato connessione per scaricare con più velocità, anzi, non sarebbe sbagliato ipotizzare che tutto il groviglio di interessi si sposterà gradualmente alla rete telefonica. Il problema è che la rete può fornire solo un mezzo (più o meno veloce, più o meno efficace) ma non riesce a discriminare o controllare la qualità della materia che vi transita e, di conseguenza, non può metter becco nella questione legale/illegale o fare la differenza tra il contabile el'illimitato che ci raccontavamo prima.
Le stesse compagnie telefoniche, poi, hanno subito un contraccolpo mica da ridere con i programmi come skype, che permettono di telefonare a chiunque da qualunque parte del mondo con lo stesso prezzo di connessione (e può trattarsi pure di una connessione di poche ore al giorno, quel che basta per telefonare).
Anche qui, si è trattato di tornare ad essere competitivi e di ridisegnare il proprio ruolo (e i propri prezzi) nel mercato e senza tutti i piagnistei dell'industria discografica (che se vendi telefonate anzichè arte, non fai pena proprio a nessuno).
In sostanza sì, la connessione è un recinto che può essere più o meno alto e difficile da scavalcare: ma una volta scavalcato, nemmeno le compagnie telefoniche possono più dettare legge su che cosa ci si scambia all'interno.
rugantino
27-02-2010, 18:42
ma davvero credi alle favole?
Skype ha datto una "botta" mica da ridere alle maggiori aziende nel settore tlc? Ma almeno uno sguardo ai bilanci di queste compagnie (bastano solo gli ultimi cinque anni) lo hai dato oppure vai a "sensazioni"? Leggili va, vedrai che danni che ha fatto skype... che significa poi che l'industria discografica deve "ridisegnare il proprio ruolo"? In pratica non vuol dire un cazzo (non è che da domani invece di produrre musica registrata le stesse aziende, piccole o grandi che siano, si possano lanciare nel campo delle mine antiuomo o dell'allevamento dei polli in batteria...), però è detto bene. Complimenti, di questi tempi c'è il rischio che tu possa fare molta strada.
Scaricarmi le puntate della sesta stagione "Lost", nonostante già sappia che quando tra sei mesi sarà disponibile il relativo cofanetto lo acquisterò, significa "rubare"? Ok, sono un ladro di "Lost". Che problema c'è, ad ammetterlo?
no dai, e' uno show televisivo, mi rifiuto di considerarmi ladro di una cosa gia' passata in tv, neanche uno streaming in diretta, ma uno show tv del giorno prima, e manco doppiato. Cioe' tipo per non essere ladro devo vedere Fringe all'ora che lo danno (nel mio caso specifico dovrei pure comprarmi una tv e un impianto antenna), doppiato DA PAURA o comprarmi il cofanetto? Sinceramente mi rifiuto di considerarmi ladro in questo caso
Parto da questo per dire che la confusione nell'ambito download e' talmente tanta che occorrerebbe distinguere caso per caso quanto si sia o meno ladri, il che e' impossibile.
kill rock stars
27-02-2010, 19:42
rubare
http://i50.tinypic.com/hwby93.png
Ti è abbastanza chiara la differenza?
ma davvero credi alle favole?
Skype ha datto una "botta" mica da ridere alle maggiori aziende nel settore tlc? Ma almeno uno sguardo ai bilanci di queste compagnie (bastano solo gli ultimi cinque anni) lo hai dato oppure vai a "sensazioni"? Leggili va, vedrai che danni che ha fatto skype... che significa poi che l'industria discografica deve "ridisegnare il proprio ruolo"? In pratica non vuol dire un cazzo (non è che da domani invece di produrre musica registrata le stesse aziende, piccole o grandi che siano, si possano lanciare nel campo delle mine antiuomo o dell'allevamento dei polli in batteria...), però è detto bene. Complimenti, di questi tempi c'è il rischio che tu possa fare molta strada.
Io non sto discutendo per difendere una poltrona, nè per vendere un prodotto nè per discolparmi di fronte a un tribunale, ma perchè mi pare che si possa parlare di queste cose per scambiarsi opinioni e conoscenze e senza necessariamente buttarla sul personale, come invece stai facendo tu. La bile con cui mordi costantemente le caviglie altrui (in difensiva come in offensiva) sarebbe spiegabile soltanto se tu fossi personalmente impiegato nel settore discografico (il che spiegherebbe anche molte altre cose, ma farebbe pure molto ridere).
Poi, siccome mi sto cagando il cazzo (e spero che stavolta la prosa sia abbastanza 'popolare') di quelli che ti danno dell'azzeccagarbugli perchè semplicemente non capiscono quello che dici, provo a spiegare meglio. Traduzione for dummies: ridisegnare il proprio ruolo nel mercato significa...ridisegnare il proprio ruolo nel mercato. Se avessi voluto dire quello che hai inteso tu avrei detto 'cambiare mestiere'. E invece intendevo che, come sempre accade nel mercato industriale, ci si sposta dove si alzano gli interessi: se si spostano sull'area dei dispositivi lettori di files, l'industria discografica comincia a guadagnare lì (come ha fatto e fa tutt'ora).
Se si spostano sul mercato della telefonia mobile, l'industria si attrezza per la telefonia mobile (vedi il caso suonerie). Se gli interessi si spostano sul possesso di rete telefonica, le industrie discografiche (leggi pure multinazionali) non tarderanno ad arare anche quel campo lì.
Crederò a tante favole, ma quelle per cui i manager della telefonia sono degli uomini neri astuti e rapaci mentre i discografici dei poveri bottegai costretti a chiudere l'attività in cui hanno creduto tutta la vita, beh, quella non la riesco a digerire.
Tanto per specificare, poi, una discussione un minimo costruttiva prevederebbe che il bel gegè di turno riportasse i bilanci delle compagnie che va sventolando, per aggiungere elementi di conoscenza non solo alla propria teoria ma anche al discorso tutto. Oltre che del parlare per argomentazioni, questa è anche una buona regola dello "knowledge sharing" . Il tuo invece è il tipico atteggiamento autoritario che applica la proprietà privata alla conoscenza: "so i dati che ti smentirebbero ma non sono obbligato a dirteli. Così posso minacciarti più a lungo." = "Ho la cura per il cancro ma non la potete sapere: così me la dovete pagare"...No, decisamente non funziona.
http://i50.tinypic.com/hwby93.png
Ecco questo rende l'idea. Molto più delle trecento parole o metafore che ho speso io per far capire lo stesso concetto. Thanx.
copertina bellissima tra l'altro
martin vega
28-02-2010, 00:50
Mah,questo post è la dimostrazione che a parlare per massimi sistemi si prendono solo grandi cantonate.
Io scarico musica (uso soulseek,oltre a vari blog) e spendo molto ma molto di più rispetto a quando non avevo internet.E conosco moltissime persone con un percorso analogo al mio.Ti parlo di una forbice considerevole,del tipo che se pre internet spendevo 10,adesso spendo 100,senza esagerare.Soul food,radiation e compagnia bella possono testimoniare.
hai ragione, infatti questo è un grande momento per l'industria musicale: i dischi vendono come il pane, molto di più e molto meglio di quando non esisteva Napster. anzi: il p2p è stato una benedizione per il mercato, perchè invoglia all'acquisto: e le filiali che chiudono, le migliaia di dipendenti finiti in mezzo a una strada, la EMI che mette in vendita gli Abbey Road studios, la morìa di negozi specializzati, le riviste di settore che continuano a cadere come mosche e Vic Chesnutt che s'ammazza perchè non c'ha una lira per pagare l'ospedale sono qui a dimostrarlo.
dinamitebla
28-02-2010, 02:32
http://i50.tinypic.com/hwby93.png
Ecco questo rende l'idea. Molto più delle trecento parole o metafore che ho speso io per far capire lo stesso concetto. Thanx.
Cio' non toglie che per questa copia dovresti pagare qualcosa all'autore.
A meno che lui non intenda regalartela.
IN mancanza di una sua "autorizzazione" e' un furto. Simple as that-
Non ci sono alibi.
Lo faccio anch'io eh, ma lo so che sto rubando, attenuo il senso di colpa :mrgreen: con una botta di acquisti mensili, ma lo so.
Alessandro Besselva
28-02-2010, 03:08
hai ragione, infatti questo è un grande momento per l'industria musicale: i dischi vendono come il pane, molto di più e molto meglio di quando non esisteva Napster. anzi: il p2p è stato una benedizione per il mercato, perchè invoglia all'acquisto: e le filiali che chiudono, le migliaia di dipendenti finiti in mezzo a una strada, la EMI che mette in vendita gli Abbey Road studios, la morìa di negozi specializzati, le riviste di settore che continuano a cadere come mosche e Vic Chesnutt che s'ammazza perchè non c'ha una lira per pagare l'ospedale sono qui a dimostrarlo.
Tutto vero, specifichiamo pure però che la EMI ci ha messo molto del suo, a livello di operazioni finanziarie maldestre quantomeno....
E' evidente che se diciamo che i gruppi medio-piccoli possono aver tratto giovamento dal filesharing, i grandi nomi non lo hanno fatto. Senza voler giustificare nessuno, però, siamo certi che non c'entri assolutamente nulla il fatto che le major (almeno qualcuna) si siano avventurate a sprecare soldi con troppa disinvoltura? Intendo dire che un pubblico fidelizzato e affezionato è più disposto a comprarsi i dischi, ad esempio i fan di un gruppo di culto che ci ha messo 5 album per fare il botto, rispetto al ragazzino che si ascolta l'ultimo vincitore di Xfactor che dopo un anno tutti si sono dimenticati. Il pubblico degli artisti usa e getta non lo vedo molto disposto a fare qualcosa di più di scaricarsi il pezzo usa e getta, gratis, tanto lo fruisce accazzo, perchè dovrebbe pagare qualcosa a cui non dà un valore di alcun tipo? Non vorrei sembrare un difensore del downloading selvaggio, intendo semplicemente dire che gli errori di valutazione, con l'arrivo di nuovi assetti e nuovi modi di fruizione (legali o meno che siano) si pagano carissimi...
EDIT:
Non vorrei sembrare stronzo, ma temo che i problemi economici di Vic Chesnutt non sarebbero stati molto diversi in assenza del filesharing....
Tutto vero, specifichiamo pure però che la EMI ci ha messo molto del suo, a livello di operazioni finanziarie maldestre quantomeno....
E' evidente che se diciamo che i gruppi medio-piccoli possono aver tratto giovamento dal filesharing, i grandi nomi non lo hanno fatto. Senza voler giustificare nessuno, però, siamo certi che non c'entri assolutamente nulla il fatto che le major (almeno qualcuna) si siano avventurate a sprecare soldi con troppa disinvoltura? Intendo dire che un pubblico fidelizzato e affezionato è più disposto a comprarsi i dischi, ad esempio i fan di un gruppo di culto che ci ha messo 5 album per fare il botto, rispetto al ragazzino che si ascolta l'ultimo vincitore di Xfactor che dopo un anno tutti si sono dimenticati. Il pubblico degli artisti usa e getta non lo vedo molto disposto a fare qualcosa di più di scaricarsi il pezzo usa e getta, gratis, tanto lo fruisce accazzo, perchè dovrebbe pagare qualcosa a cui non dà un valore di alcun tipo? Non vorrei sembrare un difensore del downloading selvaggio, intendo semplicemente dire che gli errori di valutazione, con l'arrivo di nuovi assetti e nuovi modi di fruizione (legali o meno che siano) si pagano carissimi...
EDIT:
Non vorrei sembrare stronzo, ma temo che i problemi economici di Vic Chesnutt non sarebbero stati molto diversi in assenza del filesharing....
Quoto
Caro Lodo, se non ti ho detto che lavoro faccio è un po' anche per scaramanzia, chè i primi passi li sto muvendo proprio ora. Ti basti sapere che sto iniziando a lavorare in una redazione e che ciò per cui mi dovrebbero pagare (e ancora non mi pagano) è proprio rendere accessibile a tutti i contenuti, miei e degli altri che scrivono.
ah be', allora iniziamo a capirci, lavori nel campo e quindi sei direttamente interessato, il che spiega bene la tua posizione. :-D Ed è una posizione comprensibile e, dal tuo punto di vista, condivisibile. Sempre che tu e gli altri produttori di 'contenuti' siate d'accordo a che i vostri elaborati siano resi 'accessibili' a chiunque, giusto? Allora ti faccio un piccolo esempio.
Io sono, come te, un 'creatore di contenuti', cioè per vivere faccio traduzioni e, più raramente, scrivo articoli (anche se in tutt'altro settore rispetto alla musica). Poi li vendo a chi me li ha commissionati e per il mio lavoro vengo pagato. Se tu mi metti in rete, a mia insaputa, i miei contenuti e quindi essi non mi vengono pagati, cos'è che fai? Non rubi perché in effetti non mi rubi mica nulla, un file è 'invisibile', giusto? Però sbaglio o ledi il mio diritto a fare ciò che voglio di quello che elaboro? Se invece io sono consenziente, vale a dire ti do il permesso di mettere in rete i miei elaborati, allora va benissimo (come accade per te e per coloro i quali lavorano con te), altrimenti sei, diciamo, una testa di cazzo e che se ti becco ti apro il culo in due. Non credi che ne avrei il diritto?
Per questo facevo l'esempio dei giornalisti e, credi, so bene di cosa parlo: fior di professori universitari si ritrovano a scrivere gratis per testate nazionali o riviste di settore. L'esigenza non è quella della pagnotta nè, come potrebbere essere per uno come il sottoscritto, la speranza di farsi conoscere: l'esigenza è la divulgazione, senza la quale il lavoro intellettuale semplicemente non esiste.
Sai bene di cosa parli relativamente a coloro i quali decidono liberamente di scrivere gratis, non credi? Per gli altri manco per niente. L'esigenza è la 'divulgazione'? E chi te l'ha detto? 'Divulgazione' è un'esigenza per chiunque, anche per un buon meccanico che deve farsi conoscere nel circondario come tale, cioè 'bravo'. E se per dimostrare che è bravo fa qualche lavoro gratis, bene. SOLO CHE E' LUI A DECIDERLO, NON UN COGLIONE CHE SI FA RIPARARE LA MACCHINA E POI FUGGE SENZA PAGARLO, non credi? Non credi che la volontà di chi crea un qualunque lavoro sia DETERMINANTE?
Si può cercare di limitarlo e di legarlo a oggetti scarsi e concreti per facilitarne il controllo: ma quando assume una forma "liquida" la situazione è diversa. E' come convincere chi abita vicino alla sorgente che da oggi dovrà pagare l'acqua tanto alla bottiglia, e che se va alla fonte per bere liberamente è un ladro. Il punto è che l'acqua continuerà comunque a uscire e, bevendone un po', il "ladro" di fatto non avrà di fatto sottratto niente a nessuno. Volenti o nolenti anche la musica registrata sta assumendo questa forma di bene illimitato e comune "per natura".
Ah ah ah... la 'forma liquida' è il massimo: hai il diritto di trasformare una certa cosa in 'forma liquida'? Ti ha dato il consenso l'autore? No? Non te l'ha dato? e allora sei un lado di diritti, fine.
La sorgente? siamo alla follia. Credi che la musica sia una cosa che sgorga dal nulla, che cade dal cielo come l'acqua che poi si riversa nelle sorgenti? Non c'è forse qualcuno che la crea, questa 'acqua'?! Ma sul serio sei/siete convinti che la musica nasca dal cielo?! Dio santo ma che gente c'è in giro, oggi?
Poi, se la cosa vi fa sentire meglio ci diamo anche dei ladri da soli ma, ripeto, se scaricare è furto la multa non basta. Invito gli avvocati e i giuristi all'ascolto a correggermi se sbaglio, ma credo che un furtarello anche piccolo basti a macchiare la tua fedina penale. Posso ammettere che chi scarica musica sia equiparabile a chi ruba un kg di mele da un supermercato ma affermarlo non cambierebbe comunque nulla, perchè un disco scaricato non sottrae nulla di 'contabile' dagli scaffali dei negozi di musica.
E allora? qual è il problema? Un disco scaricato non sottrae nulla? E che ne dici se io che ho fatto il disco scrivo a chiarissime note che NON voglio che venga messo sul p2p e che quindi venga scaricato? La lesione del diritto altrui NON è nel download in sé ma, appunto, nella lesione del mio diritto a NON essere scaricato. la differenza è sottile ma sono convinto che non ti sfugga.
E' una differenza tecnica, e la mia impressione è che quelli che la pensano come te se ne rendano perfettamente conto ma siano rinfrancati dal poter appiccicare a tutto il fenomeno l'etichetta di "irregolarità", nella speranza magari inconscia che venga fatta rientrare al più presto: e questo non per cattiveria ma solo per la voglia di tornare a ragionare sul mercato musicale con le stesse categorie con cui ci si ragionava prima. Con pace tua e di SIB questo non succederà, fatevene una ragione.
con pace mia, di sib e di molti altri, direi anche solo a giudicare da questo forum. nel mio specifico posso dirti solo che se io lavoro per mesi e mesi a tradurre qualcosa e poi la mia traduzione ve in rete gratis tu mi rovini la vita, semplicemente. tutto qui. mi devo 'ridiscutere', 'rimettere in gioco' a cinquant'anni perché ormai la scrittura è diventata 'liquida' e da qualche parte ci sono dei figli di troia che mi mettono in rete il frutto di mesi e mesi di impegno e di spese? certo. ma non con la mia volontà, figliolo, non con il mio consenso. quindi chi lo fa mi deruba del mio legittimissimo diritto a fare il cazzo che voglio con il frutto del mio lavoro.
PS ah, e se il download non si riesce a fermare non è perchè ci sono degli "enormi interessi" dietro (ma di chi?). I rappresentanti legali delle case discografiche e cinematografiche fanno di tutto per fare la voce grossa e spaventarci appellandosi (grottescamente, nel loro caso) alla "questione morale". Ma hanno da tempo abbandonato l'idea di poter perseguire tutti i singoli che scaricano, ogni crociata in quel senso è miseramente naufragata (ricordate napster?). Si è preso atto che la situazione, ora, è differente. Nel bene o nel male.
vedi le altre risposte che seguono, non mi dilungo più se non per farti un piccolo esempio.
Immagina un po' se tu lavorassi otto ore al giorno e poi, alla fine del mese, arrivasse il tuo datore di lavoro e ti dicesse "caro dock, mi dispiace ma ti pago un quinto delle ore che hai fatto perché il frutto del tuo lavoro è stato messo in rete da un altro prima che lo facessi tu e quindi non vale un cazzo. sai com'è, c'era l'esigenza di divulgarlo alla svelta e non ti abbiamo consultato prima, quindi ciccia: ti prendi un quinto dello stipendio, tanto i contenuti che hai elaborato sono divulgati lo stesso e tu ne guadagnerai in fama e gloria perché c'è scritto chiaro che l'elaboratore sei stato tu. Se domani vuoi tornare sei libero di farlo, altrimenti rimettiti pure in discussione, rimodella il tuo lavoro e salutam' 'assoreta."
Il giorno in cui questo accadrà fammi un fischio.
http://i50.tinypic.com/hwby93.png
se tu fossi un musicista penseresti la stessa cosa?
Io non sto discutendo per difendere una poltrona, nè per vendere un prodotto nè per discolparmi di fronte a un tribunale, ma perchè mi pare che si possa parlare di queste cose per scambiarsi opinioni e conoscenze e senza necessariamente buttarla sul personale, come invece stai facendo tu. La bile con cui mordi costantemente le caviglie altrui (in difensiva come in offensiva) sarebbe spiegabile soltanto se tu fossi personalmente impiegato nel settore discografico (il che spiegherebbe anche molte altre cose, ma farebbe pure molto ridere).
a me era parso che tu scrivessi per difendere il tuo lavoro, che se non erro hai scritto è esattamente quello di uno che lavora a qualche sito web e carica 'contenuti' di non so quale natura in rete. spero col consenso di chi quei contenuti li elabora... quindi è del tutto evidente che tu difenda la 'rete' come tale e la sua diffusione e popolarità. Esattamente come un contabile della Fiat, se tu lo interroghi, ti dice che le automobili sono una gran cosa da possedere e da cambiare spesso, no? Quindi sei interssatissimo a scrivere ciò che scrivi esattamente come lo sono io (per fare un esempio) a stabilire che ho il diritto di dare o meno il mio consenso alla 'divulgazione' di ciò che creo. I nostri interessi possono convivere se tu, che carichi in rete, chiedi a me il consenso di caricare le mie cose, altrimenti mi derubi e quindi i nostri interessi divergono pesantemente. Tutto ciò che scrive chiunque nasce da un personale interesse.
Poi, siccome mi sto cagando il cazzo (e spero che stavolta la prosa sia abbastanza 'popolare') di quelli che ti danno dell'azzeccagarbugli perchè semplicemente non capiscono quello che dici, provo a spiegare meglio. Traduzione for dummies: ridisegnare il proprio ruolo nel mercato significa...ridisegnare il proprio ruolo nel mercato. Se avessi voluto dire quello che hai inteso tu avrei detto 'cambiare mestiere'. E invece intendevo che, come sempre accade nel mercato industriale, ci si sposta dove si alzano gli interessi: se si spostano sull'area dei dispositivi lettori di files, l'industria discografica comincia a guadagnare lì (come ha fatto e fa tutt'ora).
Chissà cosa penssresti se tu avessi cinquant'anni e d'improvviso ti dicessero "signore, la mandiamo a cagare e la licenziamo perché ci sono dei giovanotti che caricano in rete i suoi elaborati e quindi noi siamo costretti a chiudere. Mi raccomando però, si ridisegni un ruolo nel mercato. mi saluti sua moglie e sua figlia."
Se si spostano sul mercato della telefonia mobile, l'industria si attrezza per la telefonia mobile (vedi il caso suonerie). Se gli interessi si spostano sul possesso di rete telefonica, le industrie discografiche (leggi pure multinazionali) non tarderanno ad arare anche quel campo lì.
Crederò a tante favole, ma quelle per cui i manager della telefonia sono degli uomini neri astuti e rapaci mentre i discografici dei poveri bottegai costretti a chiudere l'attività in cui hanno creduto tutta la vita, beh, quella non la riesco a digerire.
manco per il cazzo. gli esempi che citi sono nati SENZA leere il diritti di nessuno ma sono frutto dell'innovazione. il download, napester compagnia sono nai e vivono calpestando il diritto di musicisti e industria discografica a NON esserte capirati in rete. e ci rifletti capisci che non è una differenza da poco.
tutte le volte porto lo stesso esempio e mi sarei anche un po' rotta, ma lo faccio ancora una volta.
qualcuno mi spiega perché i wu ming hanno TUTTI i loro libri in download legale eppure vendono lo stesso? ok, un libro a video non è come un libro su carta, ma allo stesso modo un mp3 non è come un cd con booklet cd stampato e qualità audio decisamente diversa...
ah, e vogliamo parlare di in rainbows?
il download ha i suoi lati negativi come ogni cosa, ma se la si smettesse di considerarlo un nemico forse si vedrebbe un po' più in là.
Tutto vero, specifichiamo pure però che la EMI ci ha messo molto del suo, a livello di operazioni finanziarie maldestre quantomeno....
non saranno anche cazzi loro? voglio dire, a te che te ne frega dei loro errori, se ci sono stati?
E' evidente che se diciamo che i gruppi medio-piccoli possono aver tratto giovamento dal filesharing, i grandi nomi non lo hanno fatto.
è vero l'esatto contrario.
Senza voler giustificare nessuno, però, siamo certi che non c'entri assolutamente nulla il fatto che le major (almeno qualcuna) si siano avventurate a sprecare soldi con troppa disinvoltura?
di nuovo: chi sei tu per giudicare l'operato di altre imprese? se sbagliano, pagano, se ci azzeccano guadagnano. e tu chi sei per dire che hanno sbagliato? erano soldi tuoi quelli usati male? hanno fatto dischi che a te non piacciono e quindi glieli mettiamo in p2p? dico, non so se ti rendi bene conto...
Intendo dire che un pubblico fidelizzato e affezionato è più disposto a comprarsi i dischi, ad esempio i fan di un gruppo di culto che ci ha messo 5 album per fare il botto, rispetto al ragazzino che si ascolta l'ultimo vincitore di Xfactor che dopo un anno tutti si sono dimenticati. Il pubblico degli artisti usa e getta non lo vedo molto disposto a fare qualcosa di più di scaricarsi il pezzo usa e getta, gratis, tanto lo fruisce accazzo, perchè dovrebbe pagare qualcosa a cui non dà un valore di alcun tipo?
opinioni, ma che c'entrano con la discussione?
Non vorrei sembrare un difensore del downloading selvaggio, intendo semplicemente dire che gli errori di valutazione, con l'arrivo di nuovi assetti e nuovi modi di fruizione (legali o meno che siano) si pagano carissimi...
certo, gli errori si pagano sempre carissimi. ma gli errori industriali e strategici, non quelli che derivano dall'illegalità. non credi? se una etichetta discografica sbaglia e stampa un milione di dischi di uno stronzo che poi fa cagare il mondo intero e vende mille copie, paga l'errore di valutazione. se invece stampa 1000 copie di un disco che poi ne vende dieci perché c'è il p2p, qual è l'errore di valutazione?
Non vorrei sembrare stronzo, ma temo che i problemi economici di Vic Chesnutt non sarebbero stati molto diversi in assenza del filesharing....
credo che non ci siano dubbi su questo. come sono anche convinto che se tutti quelli che gli hanno scaricato i dischi glieli avessero comprati forse avrebbe avuto i soldi per pagare l'assicurazione, non credi?... ah già, ma oggi i musicisti devono farei concerti per mantenersi, è vero.. povero vic che non ha capito che sarebbe dovuto andare in giro per il mondo a suonare... che gran coglione che è stato a non capirlo, avrebbe risolto tutti i suoi problemi.
tutte le volte porto lo stesso esempio e mi sarei anche un po' rotta, ma lo faccio ancora una volta.
qualcuno mi spiega perché i wu ming hanno TUTTI i loro libri in download legale eppure vendono lo stesso? ok, un libro a video non è come un libro su carta, ma allo stesso modo un mp3 non è come un cd con booklet cd stampato e qualità audio decisamente diversa...
ah, e vogliamo parlare di in rainbows?
il download ha i suoi lati negativi come ogni cosa, ma se la si smettesse di considerarlo un nemico forse si vedrebbe un po' più in là.
te lo spiego non appena tu mi avrai detto se ritieni giusto che se uno NON vuole che i suoi libri o dischi vengano messi in rete ha il diritto di non vederli caricati in rete contro al sua volontà. Se mi rispondi ti spiego perché... ecc. ecc.
te lo spiego non appena tu mi avrai detto se ritieni giusto che se uno NON vuole che i suoi libri o dischi vengano messi in rete ha il diritto di non vederli caricati in rete contro al sua volontà. Se mi rispondi ti spiego perché... ecc. ecc.
ma che domanda del cazzaccio fai.
ovvio che è legittimo non volerlo, non è questo il punto. io mi domando perché non si stia cercando di andare culturalmente nella direzione opposta, nessuno dice che tu che crei arte non devi essere sostenuto o ripagato, ma accanirsi contro certi meccanismi mi pare davvero molto autolesionistico e miope.
quentin compson
28-02-2010, 11:43
A me alcuni discorsi che leggo qui dentro ricordano tanto certe dichiarazioni del Berlusca, quando dice che i reati per cui è perseguito "non sono sentiti come tali dalla maggioranza dei cittadini"
Alessandro Besselva
28-02-2010, 11:55
credo che non ci siano dubbi su questo. come sono anche convinto che se tutti quelli che gli hanno scaricato i dischi glieli avessero comprati forse avrebbe avuto i soldi per pagare l'assicurazione, non credi?... ah già, ma oggi i musicisti devono farei concerti per mantenersi, è vero.. povero vic che non ha capito che sarebbe dovuto andare in giro per il mondo a suonare... che gran coglione che è stato a non capirlo, avrebbe risolto tutti i suoi problemi.
A parte che mancano le argomentazioni a molte delle tue ribattute, che io non ho negato l'aspetto illegale del filesharing, che leggo stupito che Anastacia ci ha rimesso di più degli A Silver Mt Zion con il peer to perr, su questo ultimo punto mi chiedo davvero se ci sei o se ci fai. In base a quello che dici, se tutti si fossero messi a comprare i dischi di Vic Chesnutt, e se il mercato indie fosse decuplicato (magari dalla sera alla mattina), se La Constellation vendesse come la Domino, Chesnutt si sarebbe fatto i soldi. Grazie al cazzaccio, aggiungerei!
ma che domanda del cazzaccio fai.
ovvio che è legittimo non volerlo, non è questo il punto. io mi domando perché non si stia cercando di andare culturalmente nella direzione opposta, nessuno dice che tu che crei arte non devi essere sostenuto o ripagato, ma accanirsi contro certi meccanismi mi pare davvero molto autolesionistico e miope.
eh già, una vera domanda del cazzo.
però, visto che dici che è legittimo non volere che qualcuno ti carichi le tue cose in rete senza il tuo consenso, la discussione finisce immediatamente: se qualcuno carica qualcosa contro il volere di chi questa cosa l'ha creata è un ladruncolo che va perseguito, giusto? il che significa che se per caso tu sei collegata p2p e metti in 'condivisione' qualche disco stai andando contro legge, giusto? ne sei consapevole?
chiarito questo aspetto, direi che i wu ming mettono in rete i loro libri e fanno benissimo a farlo, visto che fanno il cazzo che preferiscono. perché, pur facendolo, vendono i loro libri 'fisici'? immagino perché sono bravi, dal momento che molti altri li mettono ugualmente ma non vendono un cazzo. così come i radiohead o i NIN, si vede che sono più bravi di altri a far musica e quindi riescono a venderla. è un meccanismo che personalmente conosco da quando sono nato: chi è bravo vende, chi non lo è vende meno, o meglio chi incontra il gusto del pubblico vende, chi non lo incontra non vende.
chiarito questo, ti comunico che i wu ming, da quanto vedo e so, col cazzo che mettono in rete i loro libri nuovi ma solo qualcosa di quelli vecchi. adesso rispikndi tu e dimmi perché non appena esce un loro nuovo libro non ne mettono anche una bella versione in pdf in rete, lo stesso giorno in cui lo trovi nelle librerie. e se qualcuno sa che questo accade realmente (io non so e non mi interessa neanche) lo dice: in ogni caso saranno sempre cazzi loro.
perché così va il mondo, dike: ognuno fa quel che vuole delle sue cose. prima che arrivi qualcuno che gliele ruba.
A me alcuni discorsi che leggo qui dentro ricordano tanto certe dichiarazioni del Berlusca, quando dice che i reati per cui è perseguito "non sono sentiti come tali dalla maggioranza dei cittadini"
curioso, accade la stessa cosa anche a me
in questi discorsi sul p2p ho sempre l'impressione che si parli dei diritti dei cardiochirurghi per difendere le posizioni dei portantini
A parte che mancano le argomentazioni a molte delle tue ribattute, che io non ho negato l'aspetto illegale del filesharing, che leggo stupito che Anastacia ci ha rimesso di più degli A Silver Mt Zion con il peer to perr, su questo ultimo punto mi chiedo davvero se ci sei o se ci fai. In base a quello che dici, se tutti si fossero messi a comprare i dischi di Vic Chesnutt, e se il mercato indie fosse decuplicato (magari dalla sera alla mattina), se La Constellation vendesse come la Domino, Chesnutt si sarebbe fatto i soldi. Grazie al cazzaccio, aggiungerei!
mentre sei mentalmente occupato a chiederti se ci sono o ci fo (non sforzarti troppo però perché il rischio è il surriscaldamento) ti dico che in base a quello che ho scritto non puoi proprio dedurre tutto quel che hai dedotto (te lo dicevo, il surriscaldamento surriscalda) ma solo quello che ho scritto, e cioè che se tutti quelli che gli hanno scaricato i dischi, o anche una piccola percentuale di tutti loro, gli avesse comprato i dischi lui avrebbe avuto più soldi in tasca e NIENTE altro. forse non gli sarebbero bastati a pagarsi l'assicurazione ma forse sì, non possiamo saperlo: l'unica cosa che possiamo sapere è che se glieli avessero comprati avrebbe avuto più soldi. vogliamo mettere in dubbio anche questo? (sempre occhio al surriscaldamento).
p.s. se mi dici di nuovo 'grazie al cazzaccio che avrebbe avuto più soldi' vuol dire che sei sulla buona strada.
Non vorrei sembrare stronzo, ma temo che i problemi economici di Vic Chesnutt non sarebbero stati molto diversi in assenza del filesharing....
Infatti. Ma poi, che è, dobbiamo fare l'elemosina a tutti nel dubbio che qualcuno abbia una malattia terminale? Dimenticate che stiamo parlando di un'industria...se un'industria fa gli spot con slogan del tipo "comprateci sennò i nostri ingegneri e operai moriranno di fame" puoi star certo che avrà esaurito le cartucce.
in questi discorsi sul p2p ho sempre l'impressione che si parli dei diritti dei cardiochirurghi per difendere le posizioni dei portantini
il problema è che sono i cardiochirurghi pagare i portantini e che i diritti dei cardiochirurghi quindi sono gli stessi identici diritti dei portantini
eh già, una vera domanda del cazzo.
però, visto che dici che è legittimo non volere che qualcuno ti carichi le tue cose in rete senza il tuo consenso, la discussione finisce immediatamente: se qualcuno carica qualcosa contro il volere di chi questa cosa l'ha creata è un ladruncolo che va perseguito, giusto? il che significa che se per caso tu sei collegata p2p e metti in 'condivisione' qualche disco stai andando contro legge, giusto? ne sei consapevole?
chiarito questo aspetto, direi che i wu ming mettono in rete i loro libri e fanno benissimo a farlo, visto che fanno il cazzo che preferiscono. perché, pur facendolo, vendono i loro libri 'fisici'? immagino perché sono bravi, dal momento che molti altri li mettono ugualmente ma non vendono un cazzo. così come i radiohead o i NIN, si vede che sono più bravi di altri a far musica e quindi riescono a venderla. è un meccanismo che personalmente conosco da quando sono nato: chi è bravo vende, chi non lo è vende meno, o meglio chi incontra il gusto del pubblico vende, chi non lo incontra non vende.
chiarito questo, ti comunico che i wu ming, da quanto vedo e so, col cazzo che mettono in rete i loro libri nuovi ma solo qualcosa di quelli vecchi. adesso rispikndi tu e dimmi perché non appena esce un loro nuovo libro non ne mettono anche una bella versione in pdf in rete, lo stesso giorno in cui lo trovi nelle librerie. e se qualcuno sa che questo accade realmente (io non so e non mi interessa neanche) lo dice: in ogni caso saranno sempre cazzi loro.
perché così va il mondo, dike: ognuno fa quel che vuole delle sue cose. prima che arrivi qualcuno che gliele ruba.
niente, non ci capiamo.
non dico che sia giusto scaricare cose contro il volere di chi le ha create (e parlo apposta di autore e non di detentore di diritti, dal momento che non sempre coincide ed è una delle cose più assurde di sempre), dico invece che secondo me si dovrebbe cercare di cambiare l'approccio nei confronti dell'arte, e ripeto culturalmente.
se ci fosse un'educazione al rispetto della proprietà (cosa che non c'è né nel povero cristo né nel capo del governo) e ci fosse parallelamente un rispetto del bene comune, questo discorso nemmeno esisterebbe.
vabbè.
comunque sia, la versione pdf dei libri dei wuming (ci sono tutti, non solo qualcuno) arriva dopo qualche mese dall'uscita ufficiale, sì, ma se io prendo chessò, altai in biblioteca o dalla libreria di un mio amico e me lo fotocopio tutto, non faccio niente di illegale nemmeno il giorno stesso della publicazione, dal momento che tutti i libri dei wm portano la dicitura: Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.
poi ok, chissenefrega cazzi loro, ma allora spiegami perché se loro possono farlo perhé sono bravi e allora vendono lo stesso, il problema è che sono quelli non bravi a non vendere, giusto?
e allora perché dovrei preoccuparmi di quanto poco vende uno che non vale?
bah, mi sembra tutto un falso problema.
Infatti. Ma poi, che è, dobbiamo fare l'elemosina a tutti nel dubbio che qualcuno abbia una malattia terminale? Dimenticate che stiamo parlando di un'industria...se un'industria fa gli spot con slogan del tipo "comprateci sennò i nostri ingegneri e operai moriranno di fame" puoi star certo che avrà esaurito le cartucce.
che ne dici di: "non derubateci sennò i nostri ingegneri e operai moriranno di fame", non suona più realistico?
vedo che hai bypassato tutto il resto, ma va bene così.
e allora perché dovrei preoccuparmi di quanto poco vende uno che non vale?
forse perché anche uno che non vale e non carica i suoi libri in rete ha il diritto di non valere niente e di non caricare i propri libri in rete? non è che se uno non vale niente allora lo possiamo schiacciare a nostro piacimento, non credi?
e il discorso ricomincia daccapo: ognuno ha il diritto di fare il cazzo che vuole con le sue personali cose e chi pretende di fare come gli pare derubandolo lede un suo diritto.
ragazzi, soprattutto i più giovani che leggono, imparate bene queste parole perché una parte del vostro futuro, forse una parte importante, dipende dalla vostra sensibilità a questo piccolo, insignificante problemino di legalità. ieri è toccato ai dischi, domani toccherà ai libri, poi ad altro. quando arriverà il turno dei vostri diritti forse inizierete a essere un po' più sensibili.
ultima cosa.
anni fa esisteva un simpatico negozio di dischi in cui io compravo SEMPRE.
entravo, e regolarmente il mio discaio mi aveva messo da parte cose che immaginava mi sarebbero piaciute.
io entravo, mi ascoltavo i cd, e poi compravo quel che mi piaceva.
per me il download ha la stessa identica valenza di quel mio amato discaio, che purtroppo come quasi tutti i piccoli negozi di dischi ha dovuto chiudere, e non certo a causa del fatto che mi faceva scegliere cosa comprare.
per besselva, che scrive sul mucchio.
a' besse', che penseresti se un bel giorno il caricatore di contenuti 'per la condivisione' Dock caricasse in rete lo scanning del mucchio selvaggio appena uscito in edicola e il mucchio fosse costretto a chiudere perché molti non lo comprerebbero più e quindi i tuoi soldini andrebbero in fumo? che farai allora, ti ricollocherai, ridisegnerai il tuo profilo sul mercato?
forse perché anche uno che non vale e non carica i suoi libri in rete ha il diritto di non valere niente e di non caricare i propri libri in rete? non è che se uno non vale niente allora lo possiamo schiacciare a nostro piacimento, non credi?
e il discorso ricomincia daccapo: ognuno ha il diritto di fare il cazzo che vuole con le sue personali cose e chi pretende di fare come gli pare derubandolo lede un suo diritto.
ragazzi, soprattutto i più giovani che leggono, imparate bene queste parole perché una parte del vostro futuro, forse una parte importante, dipende dalla vostra sensibilità a questo piccolo, insignificante problemino di legalità. ieri è toccato ai dischi, domani toccherà ai libri, poi ad altro. quando arriverà il turno dei vostri diritti forse inizierete a essere un po' più sensibili.
io non voglio schiacciare nessuno, ma se l'arte tua (non tua tua. capimose) non vale niente, non venderai né con né senza download.
al contrario, se la tua arte vale, la rete potrà solo amplificarti, farti da megafono e permetterti di arrivare dove mai avresti potuto altrimenti.
eccomunque legalità sì, per questo, e lo dico per l'ultima volta, mi piacerebbe che si andasse verso una cultura dversa della proprietà intellettuale. tutto qua.
ultima cosa.
anni fa esisteva un simpatico negozio di dischi in cui io compravo SEMPRE.
entravo, e regolarmente il mio discaio mi aveva messo da parte cose che immaginava mi sarebbero piaciute.
io entravo, mi ascoltavo i cd, e poi compravo quel che mi piaceva.
per me il download ha la stessa identica valenza di quel mio amato discaio, che purtroppo come quasi tutti i piccoli negozi di dischi ha dovuto chiudere, e non certo a causa del fatto che mi faceva scegliere cosa comprare.
è possibile che il negozio abbia chiuso perché tutti quelli che ascoltavano e poi compravano adesso ascoltano e non comprano.
ma è solo una vaga supposizione.
è possibile che il negozio abbia chiuso perché tutti quelli che ascoltavano e poi compravano adesso ascoltano e non comprano.
ma è solo una vaga supposizione.
non ci si capisce.
fa niente.
io non voglio schiacciare nessuno, ma se l'arte tua (non tua tua. capimose) non vale niente, non venderai né con né senza download.
lasciamolo decidere agli altri se l'arte 'mia' vale o meno, no? per te non vale, per altri sì. l'importante è che tu non leda il mio diritto a fare il cazzo che voglio delle mie cose. il mondo è pieno di musicisti che per me non valgono un cazzo e per altri sì, quindi si torna daccapo: che ognuno faccia quel che vuole delle sue cose. a te e a me, poi, comprarle o meno.
eccomunque legalità sì, per questo, e lo dico per l'ultima volta, mi piacerebbe che si andasse verso una cultura dversa della proprietà intellettuale. tutto qua.
a me piacerebbe che si restasse nell'unica possibile, e cioè che la proprietà intellettuale e materiale della mia creazione resti MIA.
Come restano mie la MIA casa, la MIA auto, la MIA collezione di dischi, la MIA collezione di libri, LA MIA VITA.
non ci si capisce.
fa niente.
no no, ci si capisce perfettamente: prima tu ascoltavi dieci e compravi due, adesso ascolti cento e compri uno. tu ci guadagni perché fai un mucchio di ascolti e spendi meno soldi in dischi (spendi gli stessi soldi di prima, solo che li dirotti verso altri acquisti), il negozio e i musicisti ci rimettono perché vendono meno dischi. semplice come bere un bicchiere d'acqua.
no no, ci si capisce perfettamente: prima tu ascoltavi dieci e compravi due, adesso ascolti cento e compri uno. tu ci guadagni perché fai un mucchio di ascolti e spendi meno soldi in dischi (spendi gli stessi soldi di prima, solo che li dirotti verso altri acquisti), il negozio e i musicisti ci rimettono perché vendono meno dischi. semplice come bere un bicchiere d'acqua.
ma chi te l'ha detto che ascolto 100 e compro 1, perdonami.
lasciamolo decidere agli altri se l'arte 'mia' vale o meno, no? per te non vale, per altri sì. l'importante è che tu non leda il mio diritto a fare il cazzo che voglio delle mie cose. il mondo è pieno di musicisti che per me non valgono un cazzo e per altri sì, quindi si torna daccapo: che ognuno faccia quel che vuole delle sue cose. a te e a me, poi, comprarle o meno.
esattamente.
se la tua arte vale, avrà maggior diffusione e sarà, come ho detto prima, amplificata dalla possibilità di essere divulgata con facilità. altrimenti ciccia, vorrà dire che non vale abbastanza da essere sostenuta.
a me piacerebbe che si restasse nell'unica possibile, e cioè che la proprietà intellettuale e materiale della mia creazione resti MIA.
Come restano mie la MIA casa, la MIA auto, la MIA collezione di dischi, la MIA collezione di libri, LA MIA VITA.
unica possibile in che mondo, scusa?
se vuoi che la TUA creazione resti TUA, tientela nel cassetto, nessuno te la porterà via.
se davvero questa fosse l'UNICA POSSIBILE, non sarebbero mai esistite la popart, il rap, il djing, le licenze creative commons, linux e tanta altra roba.
Infatti. Ma poi, che è, dobbiamo fare l'elemosina a tutti nel dubbio che qualcuno abbia una malattia terminale? Dimenticate che stiamo parlando di un'industria...se un'industria fa gli spot con slogan del tipo "comprateci sennò i nostri ingegneri e operai moriranno di fame" puoi star certo che avrà esaurito le cartucce.
lì per lì mi era sfuggita ma questa frase è una delle più violente e disumane che io abbia mai letto in questo forum. una frase che da sola definisce come meglio non sarebbe neanche immaginabile il disastro morale e intellettuale di tanti ragazzi di oggi. dock, ti è sfuggita non volendo ma riflettici almeno un po'.
credimi, è di una violenza inaudita. non è "fare l'elemosina" ma "pagare una persona per il lavoro che ha fatto". poi venite a lamentarvi che siete sottopagati a fare i centralinisti telefonici, con i cococo e i lavori a termine. spero che chi ragiona così finisca a chiedere l'elemosina sotto a un ponte. e lo spero sul serio.
ma chi te l'ha detto che ascolto 100 e compro 1, perdonami.
non 'tu' personalmente, è chiaro che è un discorso generale, mi sembrava ovvio
esattamente.
se la tua arte vale, avrà maggior diffusione e sarà, come ho detto prima, amplificata dalla possibilità di essere divulgata con facilità. altrimenti ciccia, vorrà dire che non vale abbastanza da essere sostenuta.
"avrà maggior diffusione" come? quando? perché? perché me la carichi in rete senza il mio consenso?
unica possibile in che mondo, scusa?
se vuoi che la TUA creazione resti TUA, tientela nel cassetto, nessuno te la porterà via.
ah ecco, quindi se la espongo, mi espongo al rischio che qualcuno me la porti via. tipo aprire un negozio dove c'è la mafia: "se lo apri ti esponi al rischio che qualcuno ti chieda il pizzo ma se sei particolarmente bravo a gestirlo e tieni cose di qualità allora ce la farai nonostante il pizzo che devi pagare". nel mio mondo invece non si paga il pizzo e si apre un negozio: se sono bravo a gestirlo regge, altrimenti chiude. non è un po' meglio?
se davvero questa fosse l'UNICA POSSIBILE, non sarebbero mai esistite la popart, il rap, il djing, le licenze creative commons, linux e tanta altra roba.
perché, la pop art chi è che derubava? fammi capire.
e il rap chi è che deruba senza il suo consenso? fammi capire.
il crative commons non c'entre niente, direi. e linux ancora meno (nessuno ha derubato nessuno coi creative e con linux, non dimenticartelo).
il problema è che sono i cardiochirurghi pagare i portantini e che i diritti dei cardiochirurghi quindi sono gli stessi identici diritti dei portantini
il discorso e' molto piu' complesso di come lo fai tu, che senza offesa, mi pari un po' talebano sulle tue posizioni
Mettere in rete un disco che uscira' tra un mese e scaricare Ring of Fire (per dire una canzone dove molto probabilmente son morti tutti i musicisti, chi l'ha scritta, chi l'ha prodotta, chi l'ha stampata e pure i portantini) non e' la stessa cosa
Sul ridisegnare le strategie, e' nell'interesse degli artisti farlo, per arrivare a fine mese. Prendo ad esempio l'hip hop italiano: vende circa zero, e nessuna multinazionale si sogna di produrre un disco hip-hop (al di la' di casi isolati e spesso per creare un fenomeno del momento) .
Gli artisti mica son stati li' a lamentarsi e a piangere, han iniziato a fare altro. Han negozi di vestiti, di dischi, o di strumenti musicali. Nel mentre fan i dj in radio varie, nei locali, mettono mixtape in free download per farsi conoscere, spesso in free download si trovan album di inediti, fan mille lavori sempre nell'ambito, e van avanti nonostante tutto. Nel rock pochi fanno cosi', son molti di piu' i piagnoni come Moltheni. Ovvio che occorre ridisegnare le proprie strategie, il tempo di stare li' a contare i soldi e' finito, e i soldi per fare la spesa bisogna tirarli fuori comunque
Aspera Frizzi E Lazzi
28-02-2010, 13:06
Io pero' non capisco perché questi discorsi dovrebbero valere sono in ambito musicale. Vabe', sull'argomentoho detto fin troppo in passatoi
Alessandro Besselva
28-02-2010, 13:08
mentre sei mentalmente occupato a chiederti se ci sono o ci fo (non sforzarti troppo però perché il rischio è il surriscaldamento) ti dico che in base a quello che ho scritto non puoi proprio dedurre tutto quel che hai dedotto (te lo dicevo, il surriscaldamento surriscalda) ma solo quello che ho scritto, e cioè che se tutti quelli che gli hanno scaricato i dischi, o anche una piccola percentuale di tutti loro, gli avesse comprato i dischi lui avrebbe avuto più soldi in tasca e NIENTE altro. forse non gli sarebbero bastati a pagarsi l'assicurazione ma forse sì, non possiamo saperlo: l'unica cosa che possiamo sapere è che se glieli avessero comprati avrebbe avuto più soldi. vogliamo mettere in dubbio anche questo? (sempre occhio al surriscaldamento).
p.s. se mi dici di nuovo 'grazie al cazzaccio che avrebbe avuto più soldi' vuol dire che sei sulla buona strada.
Il tuo discorso non fa una grinza, lo metto subito a fianco del "se fossimo tutti più buoni il mondo sarebbe un posto migliore"....
a me continua a sembrare un discorso demenziale, nel senso che è condivisibilissimo e nobile (sosteniamo la musica indipendente di qualità, compriamo dischi, e sono d'accordissimo), ma cerca di collegare due fenomeni che non sono collegati... E' irrealistico pensare che gente che prima non comprava i dischi di Chesnutt si metta improvvisamente a farlo, è addirittura più plausibile che molti di quelli che lo hanno scaricato poi lo abbiano pure comprato... che ne sai magari ha venduto comunque di più di prima, grazie al filesharing... Sinceramente sta gente distratta che scarica Vic Chesnutt e poi non lo ascolta mi pare una specie di creazione mitologica. Ma questo al di là del discorso sull'illegalità del download, è proprio il tuo discorso che non sta in piedi...
ragazzi, soprattutto i più giovani che leggono, imparate bene queste parole perché una parte del vostro futuro, forse una parte importante, dipende dalla vostra sensibilità a questo piccolo, insignificante problemino di legalità. ieri è toccato ai dischi, domani toccherà ai libri, poi ad altro. quando arriverà il turno dei vostri diritti forse inizierete a essere un po' più sensibili.
No, vabbè, io non voglio mettermici troppo perchè è evidente che Lodo è scatenato perchè c'è del vissuto di mezzo, e per carità, mi dispiace.
Il discorso che si stava cercando di fare qui mi pare che fosse però un po' più orientato al modello d'industria discografica, che diventa oggettivamente obsoleto di fronte a questa situazione.
E' difficile dire ad Alessandro "fatti i cazzi tuoi se l'industria fa delle scelte sbagliate" nel momento in cui si sta parlando proprio di questo. Al di là del ruolo di "consumatore fino alla morte" cui ci relegherebbe un atteggiamento come questo (ovvero, "tu compra e taci e non ti permettere di dare giudizi sull'operato dell'industria"), parte di quelle colpe sono proprio all'origine della situazione attuale. Che ricadano su chi vi lavora e non ha responsabilità di per sè è cosa comune a tutti le situazioni di fallimento industriale ed è anche un discorso ben più ampio, che scomoderebbe la funzione dello Stato e i costi sociali del cosiddetto libero mercato.
Poi, vi invito a riflettere su un fatto: com'è che quando la fabbrica di macchine da scrivere chiude e manda tutti i lavoratori a casa, perchè ci sono i pc e nessuno compra più le macchine da scrivere, ci si stringe nelle spalle mentre quando si passa da cd ad mp3 siamo chiamati a comportamenti di "responsabilità morale" nei confronti di chi lavora nella fabbrica dei dischi? Di mezzo c'è la stessa questione (un'innovazione tecnologica): solo che nel primo caso passa di mano da una multinazionale all'altra, mentre nel secondo semplicemente le multinazionali non c'entrano più, hanno perso una nuova parte di mercato. Se fosse esistita una microsoft della discografia, non staremmo nemmeno a fare questi discorsi.
per le rispettive occupazioni, mettiamola in questo modo: io e molti altri più in gamba ed esperti di me 'creiamo contenuti' e potrei essere pagato per questi. Il tempo in cui viviamo non ce lo consente e quindi la nostra retribuzione si compone in maniera differente. la domanda a questo punto diventa: perchè noi possiamo fare così e altri invece pretendono di guadagnarci? intendiamoci non è che a me farebbe schifo essere pagato tanto a riga...semplicemente nel modo in cui stanno le cose attualmente non è più possibile ragionare così. Chi mette le sue cose on line lo fa perchè sa che ci finirebbero ugualmente, e forse perchè spera che questo gli crei un ritorno (comunque non garantito). Questo significa "ridisegnare il proprio ruolo nel mercato", prendere atto dei cambiamenti capire in che modo si può trarre vantaggio dalla situazione per quella che è ora
Sulla faccenda downloaders=berluscones, è talmente fondata che proprio il nostro Silvio sta preparandoci una legginamodello Sarkozy dove chi viene beccato a scaricare viene rintuzzato un paio di volte e poi bandito da tutte connessioni sul web con tanto di multa a seguito. Un provvedimento che mi pare perfettamente coerente con l'azione di un governo autoritario, anacronistico, confindustriale e sempre e solo dalla parte dei poteri forti, ma che immagino trovi voi assolutamente d'accordo...
quando mi avvicinai all'ascolto "mio" della musica, mio padre era operaio e mia madre casalinga, tale per cui gli scazzi di soldi non erano pochi. Oltretutto i miei genitori rientravano pienamente nella categoria "ascoltatori deboli". Non avevo certo abbastanza soldi per poter comprare dischi e/o videocassette a manetta, anzi. Non avessi masterizzato decine e decine di dischi, o copiati da cassetta, non avrei mai e poi mai avuto la possibilita' di formare una cultura musicale. Tale per cui non me ne pento proprio per niente di aver piratato tantissimo nella mia adolescenza. Poi oh, ero ladro mica dico che no, pero' me ne frego
Gatecrasher
28-02-2010, 14:02
hai ragione, infatti questo è un grande momento per l'industria musicale: i dischi vendono come il pane, molto di più e molto meglio di quando non esisteva Napster. anzi: il p2p è stato una benedizione per il mercato, perchè invoglia all'acquisto: e le filiali che chiudono, le migliaia di dipendenti finiti in mezzo a una strada, la EMI che mette in vendita gli Abbey Road studios, la morìa di negozi specializzati, le riviste di settore che continuano a cadere come mosche e Vic Chesnutt che s'ammazza perchè non c'ha una lira per pagare l'ospedale sono qui a dimostrarlo.
Demagogia da mercato di val melaina la tua (mi tiri fuori Vic Chesnutt,sicuro si è ammazzato perché non poteva pagarsi le spese ospedaliere,ma vai a cacare dai).
Col mio post intendevo solamente smentire la teoria facilona (e soprattutto NON VERA) di Lodo secondo cui "è evidente che chi scarica musica è interessato al mercato, solo che compra MOLTO MENO di prima, da cui la crisi spaventosa dell'industria musicale. O no?".
Quindi no.Sbagliato.Non è così.Compro molto più di prima.E come me tante persone che conosco.Quindi la crisi dell'industria musicale non dipende solo dai p2p.Facile no? Tutto il resto sono tue elucubrazioni tra l'esilarante ed il divertente,ma che non ho affrontato.
Sui negozi andrebbe fatto un discorso a parte (vedi play.com e blablabla),ma se ne è già discusso in altri topic immagino.
"avrà maggior diffusione" come? quando? perché? perché me la carichi in rete senza il mio consenso?
anche, sì.
inoltre non so, hai presente il concetto di passaparola, di tam tam?
ah ecco, quindi se la espongo, mi espongo al rischio che qualcuno me la porti via. tipo aprire un negozio dove c'è la mafia: "se lo apri ti esponi al rischio che qualcuno ti chieda il pizzo ma se sei particolarmente bravo a gestirlo e tieni cose di qualità allora ce la farai nonostante il pizzo che devi pagare". nel mio mondo invece non si paga il pizzo e si apre un negozio: se sono bravo a gestirlo regge, altrimenti chiude. non è un po' meglio?
paragone senza alcun nesso.
parlare a un muro darebbe più soddisfazione. nel momento in cui "esponi" la tua arte, in qualche modo la doni e corri il rischio che venga copiata, campionata, falsificata, scaricata da internet, whatever, oltre che comprata. e pensa un po', più è buona e più sarà copiata falsificata campionata scaricata ecc. e dovresti esserne pure orgoglioso, pensa te.
perché, la pop art chi è che derubava? fammi capire.
e il rap chi è che deruba senza il suo consenso? fammi capire.
il crative commons non c'entre niente, direi. e linux ancora meno (nessuno ha derubato nessuno coi creative e con linux, non dimenticartelo).
ma ci sei o ci fai?
hai presente i campioni musicali con cui si fanno le basi hip hop?
e i quadri composti da immagini coperte da copyright e rielaborate?
se questi artisti avessero considerato taboo utilizzare l'arte ALTRUI (indi rubarla e trasformarla in altro da sé), non avremmo avuto ciò di cui sopra.
le creative e linux esistono proprio partendo dal presupposto che quel che faccio spero arrivi alla massima diffusione possibile, spesso senza porre del denaro in mezzo, che è esattamente il contrario di dire "quel che faccio io è MIO e basta e se lo vuoi lo paghi"
vabbè, niente, lasciamo stare, dai.
Domanda tecnica: scaricare una puntata di un telefilm, tipo Lost, presa dal satellite, magari con il logo della Fox in basso, è pirateria? Voglio dire, equivale a scaricare la stessa puntata presa dal dvd? Io ho sempre pensato di no, altrimenti sarebbe stata pirateria anche registrare come si faceva una volta con il videoregistratore dalla televisione, giusto?
Federico Guglielmi
28-02-2010, 14:57
Vorrei provare a fare un (breve) discorso non talebano.
Non saprei dire quanto il download illegale abbia favorito alcuni e danneggiato altri... probabilmente alcuni sono stati favoriti e altri danneggiati. E posso accettare ogni discorso filo-darwinista del tipo "il più forte (nel senso di bravo, furbo, "adattabile") sopravviverà e gli altri si attaccheranno". E capisco anche la questione del progresso che porta inevitabilmente talune attività a scomparire e talune altre a nascere.
Nella sostanza, in tutto il quadro rilevo due "problemi". E sia chiaro che il mio è un ragionamento DI CONCETTO, DI MENTALITA'. Un'utopia, insomma, purtroppo... ma credo sia doveroso cercare di tracciare un'ipotesi di comportamento "etico".
Il primo: non penso sia giusto sottrarre all'autore/finanziatore il diritto di sfruttamento dell'opera artistica/intellettuale solo perché la tecnologia lo consente. Sarei d'accordo, magari, che determinati diritti esclusivi decadano in tempi più brevi degli attuali, ma continuo a ritenere che solo chi detiene il diritto possa disporne nel modo che preferisce. Ci sono un sacco di artisti che decidono di regalare la propria musica? Bene, che si scarichi solo quella, e si lasci perdere quella degli artisti che, giusto o sbagliato che sia, vogliono venderla e non regalarla.
E poi, sempre parlando in teoria, non sarebbe stupendo se chiunque potesse ascoltare la musica (tutta) gratuitamente in streaming, ma non trasferirla su hard-disk, cd, iPod o quel che è se non pagandola. Cultura e conoscenza gratuita sarebbero salve, e la Rete avrebbe grossomodo la stessa funzione delle biblioteche per i libri.
Il secondo: il mercato è grossomodo ancora (malamente) alimentato da chi, essendo cresciuto con i dischi "fisici", non sa rinunciare a essi. Sono molto preoccupato dal diffondersi, tra i ragazzi giovani, della teoria che la musica debba essere gratis... perché non si può negare che, almeno qui in Italia, tutti i ragazzi che iniziano ad accostarsi alla musica non concepiscano per nulla l'idea che per mettersi tre canzoni sull'iPod bisognerebbe acquistarle. È un esempio che regge solo in parte, ma negli anni '70 - sempre qui in Italia - in molti sostenevano la tesi che la musica (anche quella dal vivo) dovesse essere gratuita, e quindi gruppi di centinaia di persone sfondavano i cancelli dei luoghi dove si tenevano i concerti per entrare senza pagarli, con relativi scontri con la polizia, danni e pericolo per l'incolumità di chi si era munito di biglietto. Il risultato? Per svariati anni l'Italia venne esclusa da praticamente tutti i tour degli artisti stranieri, perché nessun promoter voleva rischiare di rimetterci soldi.
Poi, certo, sono realistico, e mi rendo conto che il progresso non si possa arrestare. Però mi piacerebbe tanto che si ammettesse sinceramente che quello che sta accadendo NON È GIUSTO (come non lo sono tante altre cose, ok, ma qui si sta parlando di questo, no?).
Mi scuso per l'espressione infelice (efficace, però), ma secondo me si va a finire al solito discorso che son tutti buoni a fare i froci con il culo degli altri.
E poi, sempre parlando in teoria, non sarebbe stupendo se chiunque potesse ascoltare la musica (tutta) gratuitamente in streaming, ma non trasferirla su hard-disk, cd, iPod o quel che è se non pagandola. Cultura e conoscenza gratuita sarebbero salve, e la Rete avrebbe grossomodo la stessa funzione delle biblioteche per i libri.
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Ecco, se ci aggiungi la proposta di un download in abbonamento per chi non vuole il supporto fisico, poi accompagni il tutto con l'uscita del disco fisico+tracce in download incluse ed il conseguente vinilozzo (se possibile), hai fatto tombola. Ma in Italia vige la miopia musicale e culturale, ecco la verità.
A me sembra soltanto che si faccia un po' fatica a staccarsi dall'idea di mercato che abbiamo e a cominciare a pensarne un'altra, coerente con il fatto che (a meno di non abbattere l'intero websystem a colpi d'accetta) ormai la musica, legalmente o meno, circola più veloce della luce.
Personalmente non so pensare a nessun investimento che mi soddisfi più di quello sulla cultura, sul cinema e sulla musica: lì spendo tutti i pochi soldi che posso per vedere concerti, per comprare libri e riviste come Il Mucchio, per procurare ristampe o dischi d'importanza particolare. Magari spendo meno di ognuno di voi, ma ci investo comunque tempo, denaro ed energia e sentirmi dire che sono un furbetto del quartierino che vuole solo arraffare il più possibile (specie di fronte a delle major che sono arraffone per definizione) mi fa un po' ridere...
Negli anni che citi tu, Federico, l'idea di musica come condivisione era qualcosa di ben più profondo che non il semplice "arrubbiamoci il biglietto" dei fan di Vasco Rossi che ancora oggi scavalcano i cancelli: certo, applicata al tour management degli artisti che venivano dall'estero suonava come una prepotenza e aveva effetti disastrosi. Eppure quelle stesse logiche di 'musica per tutti' hanno visto nascere esperienze politicomusicali importanti e memorabili, di cui godiamo i frutti ancora oggi.
Esiste poi un grande evento musicale avvenuto qualche anno prima in modo del tutto gratuito: si chiamava Woodstock e se oggi qualcuno (fra film, documentari, dischi, libri, ristampe, riedizioni ecc.) si sta ancora contando i soldi che ci ha fatto sopra, quelli non sono tanto i musicisti che vi hanno suonato, ma i famosi 'tenutari dei diritti': Chi è che ha rubato, in questo caso?
Aspera Frizzi E Lazzi
28-02-2010, 15:59
Demagogia da mercato di val melaina la tua (mi tiri fuori Vic Chesnutt,sicuro si è ammazzato perché non poteva pagarsi le spese ospedaliere,ma vai a cacare dai).
Col mio post intendevo solamente smentire la teoria facilona (e soprattutto NON VERA) di Lodo secondo cui "è evidente che chi scarica musica è interessato al mercato, solo che compra MOLTO MENO di prima, da cui la crisi spaventosa dell'industria musicale. O no?".
Quindi no.Sbagliato.Non è così.Compro molto più di prima.E come me tante persone che conosco.Quindi la crisi dell'industria musicale non dipende solo dai p2p.Facile no? Tutto il resto sono tue elucubrazioni tra l'esilarante ed il divertente,ma che non ho affrontato.
Sui negozi andrebbe fatto un discorso a parte (vedi play.com e blablabla),ma se ne è già discusso in altri topic immagino.
Chessnut, a quanto pare, si e' ammazzato proprio per questo.
Alessandro Besselva
28-02-2010, 17:39
Negli anni che citi tu, Federico, l'idea di musica come condivisione era qualcosa di ben più profondo che non il semplice "arrubbiamoci il biglietto" dei fan di Vasco Rossi che ancora oggi scavalcano i cancelli: certo, applicata al tour management degli artisti che venivano dall'estero suonava come una prepotenza e aveva effetti disastrosi. Eppure quelle stesse logiche di 'musica per tutti' hanno visto nascere esperienze politicomusicali importanti e memorabili, di cui godiamo i frutti ancora oggi.
Io direi che queste esperienze sono nate "nonostante" le autoriduzioni. Suonava come una prepotenza perché lo era... quella fu una cosa assolutamente indifendibile, secondo me...
Federico Guglielmi
28-02-2010, 18:10
A me sembra soltanto che si faccia un po' fatica a staccarsi dall'idea di mercato che abbiamo e a cominciare a pensarne un'altra, coerente con il fatto che (a meno di non abbattere l'intero websystem a colpi d'accetta) ormai la musica, legalmente o meno, circola più veloce della luce.
Certo, certo. Ma di sicuro quello che sta accadendo non è eticamente "giusto", e nessuno riuscirà a convincermi del contrario. Mi adeguo, ma non approvo.
Personalmente non so pensare a nessun investimento che mi soddisfi più di quello sulla cultura, sul cinema e sulla musica: lì spendo tutti i pochi soldi che posso per vedere concerti, per comprare libri e riviste come Il Mucchio, per procurare ristampe o dischi d'importanza particolare. Magari spendo meno di ognuno di voi, ma ci investo comunque tempo, denaro ed energia e sentirmi dire che sono un furbetto del quartierino che vuole solo arraffare il più possibile (specie di fronte a delle major che sono arraffone per definizione) mi fa un po' ridere...
Non ne facevo mica una questione personale... resta comunque il fatto, credo difficile da negare, che l'alternativa-Internet ha fatto sì che un sacco di gente (soprattutto giovani) consideri naturale, giusto e automatico che una serie di "servizi culturali" siano gratuiti. In prospettiva è un bel casino.
Negli anni che citi tu, Federico, l'idea di musica come condivisione era qualcosa di ben più profondo che non il semplice "arrubbiamoci il biglietto" dei fan di Vasco Rossi che ancora oggi scavalcano i cancelli: certo, applicata al tour management degli artisti che venivano dall'estero suonava come una prepotenza e aveva effetti disastrosi. Eppure quelle stesse logiche di 'musica per tutti' hanno visto nascere esperienze politicomusicali importanti e memorabili, di cui godiamo i frutti ancora oggi.
La logica dello "sfondiamo i cancelli" era pura follia, dalla quale sono derivati solo danni. Una logica che, guarda caso, si stava diffondendo solo in questo paese di gente priva di senso civico e di rispetto per il prossimo, nel quale domina la "furbizia".
Esiste poi un grande evento musicale avvenuto qualche anno prima in modo del tutto gratuito: si chiamava Woodstock e se oggi qualcuno (fra film, documentari, dischi, libri, ristampe, riedizioni ecc.) si sta ancora contando i soldi che ci ha fatto sopra, quelli non sono tanto i musicisti che vi hanno suonato, ma i famosi 'tenutari dei diritti': Chi è che ha rubato, in questo caso?
Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?
Innanzitutto, il povero coglione che ebbe l'idea di organizzare Woodstock ebbe, appunto, un'IDEA, nonché il coraggio e la testardaggine di metterla in pratica. E ci fu chi quell'idea la appoggiò e ci investì sopra. Posso anche essere d'accordo che su quell'idea si sia guadagnato forse un po' troppo, ma non mi pare che nessuno punti un fucile alla testa delle persone obbligandole a comprare cd, dvd, libri e quant'altro.
Se poi vogliamo contestare tutti i principi che sorreggono la società capitalista posso anche essere d'accordo, ma mi sembra che in questo caso il discorso sia "leggermente" più delimitato, no?
La verità è che Internet è un'invenzione meravigliosa che troppa gente NON si merita.
Aspera Frizzi E Lazzi
28-02-2010, 18:29
Certo, certo. Ma di sicuro quello che sta accadendo non è eticamente "giusto", e nessuno riuscirà a convincermi del contrario. Mi adeguo, ma non approvo.
Non ne facevo mica una questione personale... resta comunque il fatto, credo difficile da negare, che l'alternativa-Internet ha fatto sì che un sacco di gente (soprattutto giovani) consideri naturale, giusto e automatico che una serie di "servizi culturali" siano gratuiti. In prospettiva è un bel casino.
La logica dello "sfondiamo i cancelli" era pura follia, dalla quale sono derivati solo danni. Una logica che, guarda caso, si stava diffondendo solo in questo paese di gente priva di senso civico e di rispetto per il prossimo, nel quale domina la "furbizia".
Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?
Innanzitutto, il povero coglione che ebbe l'idea di organizzare Woodstock ebbe, appunto, un'IDEA, nonché il coraggio e la testardaggine di metterla in pratica. E ci fu chi quell'idea la appoggiò e ci investì sopra. Posso anche essere d'accordo che su quell'idea si sia guadagnato forse un po' troppo, ma non mi pare che nessuno punti un fucile alla testa delle persone obbligandole a comprare cd, dvd, libri e quant'altro.
Se poi vogliamo contestare tutti i principi che sorreggono la società capitalista posso anche essere d'accordo, ma mi sembra che in questo caso il discorso sia "leggermente" più delimitato, no?
La verità è che Internet è un'invenzione meravigliosa che troppa gente NON si merita.
Ma soprattutto, perché questo discorso va bene solo per musica e cinema?
Perché si fanno dei distinguo? (ovviamente non lo sto chiedendo a te)
Questo non riesco a capire.
Esiste poi un grande evento musicale avvenuto qualche anno prima in modo del tutto gratuito: si chiamava Woodstock e se oggi qualcuno (fra film, documentari, dischi, libri, ristampe, riedizioni ecc.) si sta ancora contando i soldi che ci ha fatto sopra, quelli non sono tanto i musicisti che vi hanno suonato, ma i famosi 'tenutari dei diritti': Chi è che ha rubato, in questo caso?
ehm non è proprio andata così a Woodstock...
flamingo
01-03-2010, 10:52
Recentemente, in un quiz tivvì nazionalpopolare che ora non mi sovviene, ho sentito ricordare che Woodstock non fu gratuito.
Ma poi.
Una domanda agli overforty: avete acquistato tutti gli LP originali dei dischi che vi facevate giustamente copiare su cassetta dagli amici perché non c'avevate una lira?
Ok, il digitale e internet hanno esasperato la questione, ma il principio rimane: se è rubare ora, lo era anche allora.
Alessandro Besselva
01-03-2010, 11:07
Recentemente, in un quiz tivvì nazionalpopolare che ora non mi sovviene, ho sentito ricordare che Woodstock non fu gratuito.
I primi arrivati pagarono, gli altri (probabilmente capeggiati da una comitiva di italiani?) credo riuscirono a sfondare e poi con tutta quella gente da un certo punto in poi nessuno pagò più...
BlisterInTheSun
01-03-2010, 11:37
Non ne facevo mica una questione personale... resta comunque il fatto, credo difficile da negare, che l'alternativa-Internet ha fatto sì che un sacco di gente (soprattutto giovani) consideri naturale, giusto e automatico che una serie di "servizi culturali" siano gratuiti. In prospettiva è un bel casino.
penso che i quindicenni/ventenni di oggi non sappiano neppure che i dischi si possano acquistare. Non rientra proprio nei loro pensieri, come concezione in sè,perchè cresciuti col download. E la cosa è grave si. E ritengono davvero che sia giusto così, una cosa normale, loro dovuta.
Amicosam
01-03-2010, 11:59
Ho girato un po' stamattina ma Il Mucchio ancora non è uscito qua :(
Federico Guglielmi
01-03-2010, 12:56
Ma poi.
Una domanda agli overforty: avete acquistato tutti gli LP originali dei dischi che vi facevate giustamente copiare su cassetta dagli amici perché non c'avevate una lira?
Ok, il digitale e internet hanno esasperato la questione, ma il principio rimane: se è rubare ora, lo era anche allora.
Ma certo che era "rubare", e lo si sapeva benissimo. Ci si sentiva, però, "assolti" dal fatto che comunque si compravano pacchi e pacchi di LP. E poi la faccenda era laboriosa, le cassette costavano, e almeno UNO che comprava il disco da far registrare c'era.
Il cosiddetto "hometaping"non aveva le stesse (devastanti) prerogative del downloading e, soprattutto, qualsiasi appassionato lo vedeva come un volgare sorrogato del disco vero. Oggi c'è gente (tanta, pure qui dentro) che proprio non compra, scarica solo illegamente, e pensa pure che sia giusto così.
Senza contare il fatto che senza tutto il contorno visivo, tattile, informativo (note, testi, foto), i dischi perdono parte del loro fascino e, in quanto file a costo zero, non vengono neppure considerati "oggetti" dotati di autentico valore artistico-culturale.
Non so nemmeno io perché perdo tempo a scrivere certe cose.
Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?
Innanzitutto, il povero coglione che ebbe l'idea di organizzare Woodstock ebbe, appunto, un'IDEA, nonché il coraggio e la testardaggine di metterla in pratica. E ci fu chi quell'idea la appoggiò e ci investì sopra. Posso anche essere d'accordo che su quell'idea si sia guadagnato forse un po' troppo, ma non mi pare che nessuno punti un fucile alla testa delle persone obbligandole a comprare cd, dvd, libri e quant'altro.
Se poi vogliamo contestare tutti i principi che sorreggono la società capitalista posso anche essere d'accordo, ma mi sembra che in questo caso il discorso sia "leggermente" più delimitato, no?
La verità è che Internet è un'invenzione meravigliosa che troppa gente NON si merita.
Sulle ultime righe sono d'accordissimo.
Sulla questione di Woodstock, non mi pare di dire grandi amenità. Si tratta di un evento che, volontariamente o meno, passò alla storia come una prima ed enorme esperienza di musica "libera", in tutti i sensi. Quello che volevo sottolineare è che, una volta fatto rientrare nelle maglie del mercato, ha dato e continua a dare i suoi grossi guadagni (assolutamente leciti), spesso anche indifferentemente da chi organizzò e di chi vi suonò.
A me come immagino a voi riesce decisamente difficile pensarlo, ma il fatto è che una volta all'interno di un sistema industriale un artista è nè più nè meno che un lavoratore di quel sistema, con tutti i suoi bei contrattini, affatto diversi da quelli di un collaboratore tecnico o dell'addetto stampa (se non nei compensi).
Se il discorso è "scaricare è sbagliato perchè non si riconosce il diritto dell'autore sulla propria opera" non si può non ricordare che spesso chi compra della musica non fa arrivare i soldi a chi quella musica l'ha creata ma (per ragioni varie ed eventuali, di contratti, di transizioni ad altre label eccetera...) semplicemente chi ne detiene i diritti. Paternità intellettuale a parte, quelli del creatore non sono diritti inalienabili che il peer2peer sta violando per la prima volta, bensì merce vendibile e comprabile a prezzi diversi, secondo la situazione, l'importanza del soggetto e altre migliaia di varianti.
io non ho i mezzi e le conoscenze adeguate per contestare tutto il modus operandi del capitalismo, ma sarebbe l'ora che qualcuno (anche alla luce di esperienze come quelle del web) cominciasse a ripensarci, almeno in parte.
Alessandro Besselva
01-03-2010, 13:46
Sulle ultime righe sono d'accordissimo.
Sulla questione di Woodstock, non mi pare di dire grandi amenità. Si tratta di un evento che, volontariamente o meno, passò alla storia come una prima ed enorme esperienza di musica "libera", in tutti i sensi. Quello che volevo sottolineare è che, una volta fatto rientrare nelle maglie del mercato, ha dato e continua a dare i suoi grossi guadagni (assolutamente leciti), spesso anche indifferentemente da chi organizzò e di chi vi suonò.
In realtà nell'intenzione degli organizzatori nelle maglie del mercato doveva esserci fin da subito....
billikid
01-03-2010, 13:55
Ma poi.
Una domanda agli overforty: avete acquistato tutti gli LP originali dei dischi che vi facevate giustamente copiare su cassetta dagli amici perché non c'avevate una lira?
Ok, il digitale e internet hanno esasperato la questione, ma il principio rimane: se è rubare ora, lo era anche allora.
No. Ne ho seicento e con gli lp originali ne avrò sostituite una cinquantina. E ci si può autoassolvere finchè si vuole ma all'epoca il problema era lo stesso, in proporzione. Le case discografiche spargevano il terrore con messaggi sulla stampa e nei cinema che dicevano "Hometaping is killing music, and it's illegal" (una cassetta-teschio con tibie incrociate) e periodicamente c'era il "balzello audio o video-cassetta, che aumentava il prezzo per "risarcire" le poooovere label, la poooovera Madonna, il pooooovero Maicolgecson, da tutti i ladri che avevano registrato l'lp invece di comprarlo.
E ogni tanto veniva diffusa ad arte la terrificante voce che la Finanza perquisiva le case e sequestrava le cassette registrate con mega-multa. Tanto che mi ero anche studiato un nascondiglio nel sottotetto, per mettere eventualmente la "roba" al riparo.
Ma certo che era "rubare", e lo si sapeva benissimo. Ci si sentiva, però, "assolti" dal fatto che comunque si compravano pacchi e pacchi di LP. E poi la faccenda era laboriosa, le cassette costavano, e almeno UNO che comprava il disco da far registrare c'era.
Il cosiddetto "hometaping"non aveva le stesse (devastanti) prerogative del downloading e, soprattutto, qualsiasi appassionato lo vedeva come un volgare sorrogato del disco vero. Oggi c'è gente (tanta, pure qui dentro) che proprio non compra, scarica solo illegamente, e pensa pure che sia giusto così.
Senza contare il fatto che senza tutto il contorno visivo, tattile, informativo (note, testi, foto), i dischi perdono parte del loro fascino e, in quanto file a costo zero, non vengono neppure considerati "oggetti" dotati di autentico valore artistico-culturale.
Non so nemmeno io perché perdo tempo a scrivere certe cose.
piu' che altro scriverlo qui, che siam tutti piu' o meno "iniziati" all'ascolto della musica.
E' che la' fuori un discorso come il tuo sembrerebbe lunare alla maggiorparte delle persone.
Persone che:
1) ascoltavano i 3-4 vinili che compravano all'anno con puntine che eran chiodi da 100
2) i 7" li compravano taroccati senza porsi particolari problemi
3) w le cassette specie se lunghe cosi' dentro ci metto 2 dischi
4) W i cd che tengono meno spazio dei vinili e possono essere ascoltati milioni di volte senza rovinarsi (cazzatona)
Sui testi o note di copertina, lasciamo stare, dei pacchi di dischi che ha venduto Battiato all'epoca, non so quanti si son soffermati a leggere Giusto Pio nelle note, e quanti abbiano la minima idea di chi sia
be' non volevo lasciarti solo nel perdere tempo :mr:green:
il discorso e' molto piu' complesso di come lo fai tu, che senza offesa, mi pari un po' talebano sulle tue posizioni
Mettere in rete un disco che uscira' tra un mese e scaricare Ring of Fire (per dire una canzone dove molto probabilmente son morti tutti i musicisti, chi l'ha scritta, chi l'ha prodotta, chi l'ha stampata e pure i portantini) non e' la stessa cosa
Sul ridisegnare le strategie, e' nell'interesse degli artisti farlo, per arrivare a fine mese. Prendo ad esempio l'hip hop italiano: vende circa zero, e nessuna multinazionale si sogna di produrre un disco hip-hop (al di la' di casi isolati e spesso per creare un fenomeno del momento) .
Gli artisti mica son stati li' a lamentarsi e a piangere, han iniziato a fare altro. Han negozi di vestiti, di dischi, o di strumenti musicali. Nel mentre fan i dj in radio varie, nei locali, mettono mixtape in free download per farsi conoscere, spesso in free download si trovan album di inediti, fan mille lavori sempre nell'ambito, e van avanti nonostante tutto. Nel rock pochi fanno cosi', son molti di piu' i piagnoni come Moltheni. Ovvio che occorre ridisegnare le proprie strategie, il tempo di stare li' a contare i soldi e' finito, e i soldi per fare la spesa bisogna tirarli fuori comunque
sì, senza offesa è un po' più complesso di come lo fai tu.
Tu stai parlando del ‘dopo’ furto, io parlo del furto. Come si dovranno organizzare i musicisti post furto è una scelta che lascio a loro, a me qui interessa discutere del furto, non del dopo furto, e mi pare che fosse di questo che si parlava.
Talebano? Chiedere il semplice rispetto dei diritti di una persona significa essere talebani? Berlusconi pensa la stessa identica cosa dei magistrati che pretenderebbero, i maledetti, di far rispettare la legge.
Il tuo discorso non fa una grinza, lo metto subito a fianco del "se fossimo tutti più buoni il mondo sarebbe un posto migliore"....
a me continua a sembrare un discorso demenziale, nel senso che è condivisibilissimo e nobile (sosteniamo la musica indipendente di qualità, compriamo dischi, e sono d'accordissimo), ma cerca di collegare due fenomeni che non sono collegati... E' irrealistico pensare che gente che prima non comprava i dischi di Chesnutt si metta improvvisamente a farlo, è addirittura più plausibile che molti di quelli che lo hanno scaricato poi lo abbiano pure comprato... che ne sai magari ha venduto comunque di più di prima, grazie al filesharing... Sinceramente sta gente distratta che scarica Vic Chesnutt e poi non lo ascolta mi pare una specie di creazione mitologica. Ma questo al di là del discorso sull'illegalità del download, è proprio il tuo discorso che non sta in piedi...
besse’, sinceramente non so che risponderti. Saluti a casa.
No, vabbè, io non voglio mettermici troppo perchè è evidente che Lodo è scatenato perchè c'è del vissuto di mezzo, e per carità, mi dispiace.
Il discorso che si stava cercando di fare qui mi pare che fosse però un po' più orientato al modello d'industria discografica, che diventa oggettivamente obsoleto di fronte a questa situazione.
E' difficile dire ad Alessandro "fatti i cazzi tuoi se l'industria fa delle scelte sbagliate" nel momento in cui si sta parlando proprio di questo. Al di là del ruolo di "consumatore fino alla morte" cui ci relegherebbe un atteggiamento come questo (ovvero, "tu compra e taci e non ti permettere di dare giudizi sull'operato dell'industria"), parte di quelle colpe sono proprio all'origine della situazione attuale. Che ricadano su chi vi lavora e non ha responsabilità di per sè è cosa comune a tutti le situazioni di fallimento industriale ed è anche un discorso ben più ampio, che scomoderebbe la funzione dello Stato e i costi sociali del cosiddetto libero mercato.
Vedi dock, quando si comincia a entrare nel personale il sintomo è quello della mancanza di argomenti, il che è un buon segno perché significa che non si sa più che pesci pigliare, e prova ne sia che bypassi tranquillamente tutto ciò che ti mette in difficoltà.
C’è del vissuto nelle mie parole? Immagino che tu intenda che io sono o sono stato un musicista, un discografico o un negoziante, cioè che abbia avuto a che fare con il commercio dei dischi. Hai toppato completamente. Però ci potrebbe essere in prospettiva, visto che per vivere scrivo, soprattutto traduco (ultimamente libri per bambini, se vuoi lo specifico). Mi chiedo – domanda retorica – come sia possibile che non si riesca a considerare come plausibile l’idea di qualcuno che la pensa diversamente. Io, per esempio, la penso diversamente da te senza per questo aver avuto a che fare col commercio di dischi. Se la tua timida intelligenza riesce a comprendere questo semplice concetto ok, altrimenti pace e bene lo stesso.
Il calcolo dell’industria è obsoleto? Saranno cazzi dell’industria o tuoi? Il libero mercato che tiri in ballo non c’entra nulla con il discorso che stiamo facendo, te lo ricordo ancora, perché il libero mercato non prevede di considerare legali azioni e comportamenti che tali non sono. Almeno non lo prevede in uno stato di diritto, understand?
Poi, vi invito a riflettere su un fatto: com'è che quando la fabbrica di macchine da scrivere chiude e manda tutti i lavoratori a casa, perchè ci sono i pc e nessuno compra più le macchine da scrivere, ci si stringe nelle spalle mentre quando si passa da cd ad mp3 siamo chiamati a comportamenti di "responsabilità morale" nei confronti di chi lavora nella fabbrica dei dischi? Di mezzo c'è la stessa questione (un'innovazione tecnologica): solo che nel primo caso passa di mano da una multinazionale all'altra, mentre nel secondo semplicemente le multinazionali non c'entrano più, hanno perso una nuova parte di mercato. Se fosse esistita una microsoft della discografia, non staremmo nemmeno a fare questi discorsi.
Toppato in tutta la linea. L’innovazione tecnologica è una cosa, il furto è un’altra cosa. Quello che accade oggi non nasce da innovazione tecnologica ma da furto di diritti. Quando le fabbriche di macchine da scrivere si trovarono ad affontare l’emergenza dei computer e furono costrette a rimettersi in gioco o a chiudere non fu perché i computer le avevano derubate dei loro diritti ma per semplice concorrenza, perché qualcuno aveva inventato una macchina migliore delle loro macchine. Su questo aspetto riesci a sintonizzarti? Quindi tutto il resto che hai scritto, pardon my french, è una sequenza di stupidaggini.
per le rispettive occupazioni, mettiamola in questo modo: io e molti altri più in gamba ed esperti di me 'creiamo contenuti' e potrei essere pagato per questi. Il tempo in cui viviamo non ce lo consente e quindi la nostra retribuzione si compone in maniera differente. la domanda a questo punto diventa: perchè noi possiamo fare così e altri invece pretendono di guadagnarci? intendiamoci non è che a me farebbe schifo essere pagato tanto a riga...semplicemente nel modo in cui stanno le cose attualmente non è più possibile ragionare così. Chi mette le sue cose on line lo fa perchè sa che ci finirebbero ugualmente, e forse perchè spera che questo gli crei un ritorno (comunque non garantito). Questo significa "ridisegnare il proprio ruolo nel mercato", prendere atto dei cambiamenti capire in che modo si può trarre vantaggio dalla situazione per quella che è ora
Già, ma perché mai questi hanno la folle pretesa che dovrebbero guadagnare dal loro lavoro? Mi chiedo per quale motivo tutti coloro che lavorano debbano avanzare simili demenziali richieste, è una vera e propria follia. Se mandi un curriculum con questi tuoi pensieri a Berlusconi vedrai come ti assume subito. Potresti fare il ministro del lavoro, ne hai la stoffa.
Domanda: non credi che anche questo guglielmi e questo besselva, con la loro assurda pretesa di guadagnare vendendo i loro elaborati sul mucchio selvaggio, siano veramente fuori dal tempo? Ma che cazzo di pretese hanno? Ma chi si credono di essere? Diglielo chiaro che non devono più fare così, diglielo. Vediamo se glielo dici. Scommettiamo che questa richiesta resterà inevasa e non avrai le palle per scriverlo in questo forum? Scommettiamo?
Sulla faccenda downloaders=berluscones, è talmente fondata che proprio il nostro Silvio sta preparandoci una legginamodello Sarkozy dove chi viene beccato a scaricare viene rintuzzato un paio di volte e poi bandito da tutte connessioni sul web con tanto di multa a seguito. Un provvedimento che mi pare perfettamente coerente con l'azione di un governo autoritario, anacronistico, confindustriale e sempre e solo dalla parte dei poteri forti, ma che immagino trovi voi assolutamente d'accordo...
Qualcosa mi fa pensare che tu non abbia capito un cazzo della frase che ha postato mi pare martin vega (e dopo anch’io), frase che era leggermente più raffinata di come l’hai intesa tu. A questo punto, vista l’oggettiva impossibilità a spiegartela, credo che chi non ti paga per il lavoro che fai faccia proprio bene.
quando mi avvicinai all'ascolto "mio" della musica, mio padre era operaio e mia madre casalinga, tale per cui gli scazzi di soldi non erano pochi. Oltretutto i miei genitori rientravano pienamente nella categoria "ascoltatori deboli". Non avevo certo abbastanza soldi per poter comprare dischi e/o videocassette a manetta, anzi. Non avessi masterizzato decine e decine di dischi, o copiati da cassetta, non avrei mai e poi mai avuto la possibilita' di formare una cultura musicale. Tale per cui non me ne pento proprio per niente di aver piratato tantissimo nella mia adolescenza. Poi oh, ero ladro mica dico che no, pero' me ne frego
il mondo sarebbe sopravvissuto lo stesso, nessuno ti obbligava a formarti una cultura musicale. So che posso apparire stronzo ma il rispetto dei diritti altrui nasce nelle piccole cose e nei piccoli comportamenti. Posso capire e comprendere che si rubi per fame, certo non per ascoltare quattro dischi. Potevi comunque ascoltare la radio, no? Ah già, ma l’impunità è un’emozione troppo forte da resistere… e quindi, sapendo di restare impunito, scarichi. Giusto?
nel momento in cui "esponi" la tua arte, in qualche modo la doni e corri il rischio che venga copiata, campionata, falsificata, scaricata da internet, whatever, oltre che comprata. e pensa un po', più è buona e più sarà copiata falsificata campionata scaricata ecc. e dovresti esserne pure orgoglioso, pensa te.
‘Espongo’? E quando mai? Io l’oggetto della mia ‘arte’ lo vendo, non lo “espongo”. Se è un quadro lo espongo per venderlo, se è un disco lo espongo (in un negozio di qualunque tipo) per venderlo. Chi fa arte la vende, non la regala (a meno che non sia un incapace consapevole di non poter vendere un cazzo). Come chi vende le mele, le automobili e le sedie. Poi se arriva qualcuno e lo deruba, allora si tratta di furto, in qualunque modo tu lo voglia chiamare.
Orgoglioso? Certo, vedi un po' come sono orgogliosi i musicisti del download illegale, si strappano i capelli pur che la gente gli scarichi tutto.
ma ci sei o ci fai?
hai presente i campioni musicali con cui si fanno le basi hip hop?
e i quadri composti da immagini coperte da copyright e rielaborate?
se questi artisti avessero considerato taboo utilizzare l'arte ALTRUI (indi rubarla e trasformarla in altro da sé), non avremmo avuto ciò di cui sopra.
le creative e linux esistono proprio partendo dal presupposto che quel che faccio spero arrivi alla massima diffusione possibile, spesso senza porre del denaro in mezzo, che è esattamente il contrario di dire "quel che faccio io è MIO e basta e se lo vuoi lo paghi"
vabbè, niente, lasciamo stare, dai.
Temo che sia poco e male informata, dike. I campioni usati nell’hip hop, per esempio, si pagano. I quadri composti da immagini coperte da copyright e rielaborate? Lo dici tu stessa: rielaborate, mica rubate di sana pianta. Il parallelo popart-download è demenziale, perdonami. Il parallelo, anche se forzato, potresti farlo tra “furto di un quadro” e “download”, non tra “rielaborazione” e “download”. Anche se essendo forme d’arte diverse il parallelo funziona poco in ogni caso.
Creative C. e Linux non c’entra nulla con tutto questo, chi li adotta per sé non coinvolge altri, non c’è furto di niente, chi li adotta non lede i diritti di nessuno. Mi pare abbastanza chiaro, o no?
A me sembra soltanto che si faccia un po' fatica a staccarsi dall'idea di mercato che abbiamo e a cominciare a pensarne un'altra, coerente con il fatto che (a meno di non abbattere l'intero websystem a colpi d'accetta) ormai la musica, legalmente o meno, circola più veloce della luce.
Hai ragione. Visto che chi ha un negozio a Catania paga il pizzo, è l’ora che cominciamo a pensare a un’altra forma di commercio coerente con il fatto che (a meno di non abbattere l'intera mafia a colpi d'accetta) ormai i negozi, legalmente o meno, pagano tutti il pizzo.
Personalmente non so pensare a nessun investimento che mi soddisfi più di quello sulla cultura, sul cinema e sulla musica: lì spendo tutti i pochi soldi che posso per vedere concerti, per comprare libri e riviste come Il Mucchio, per procurare ristampe o dischi d'importanza particolare. Magari spendo meno di ognuno di voi, ma ci investo comunque tempo, denaro ed energia e sentirmi dire che sono un furbetto del quartierino che vuole solo arraffare il più possibile (specie di fronte a delle major che sono arraffone per definizione) mi fa un po' ridere...
Se qualcuno postasse il mucchio gratis in pdf in un p2p lo compreresti lo stesso? (la risposta “sì perché mi piace molto” farà sganasciare dal ridere chiunque, quindi usala con questa consapevolezza).
Negli anni che citi tu, Federico, l'idea di musica come condivisione era qualcosa di ben più profondo che non il semplice "arrubbiamoci il biglietto" dei fan di Vasco Rossi che ancora oggi scavalcano i cancelli: certo, applicata al tour management degli artisti che venivano dall'estero suonava come una prepotenza e aveva effetti disastrosi. Eppure quelle stesse logiche di 'musica per tutti' hanno visto nascere esperienze politicomusicali importanti e memorabili, di cui godiamo i frutti ancora oggi.
Sì è vero, ne godiamo ancora oggi: la merda allo stato puro nutre ancora qualcuno.
Esiste poi un grande evento musicale avvenuto qualche anno prima in modo del tutto gratuito: si chiamava Woodstock e se oggi qualcuno (fra film, documentari, dischi, libri, ristampe, riedizioni ecc.) si sta ancora contando i soldi che ci ha fatto sopra, quelli non sono tanto i musicisti che vi hanno suonato, ma i famosi 'tenutari dei diritti': Chi è che ha rubato, in questo caso?
Tu hai le idee molto, molto confuse.
Io direi che queste esperienze sono nate "nonostante" le autoriduzioni. Suonava come una prepotenza perché lo era... quella fu una cosa assolutamente indifendibile, secondo me...
Ah, le autoriduzioni erano prepotenze indifendibili mentre il download no? Mi illumini sul perché di questa diversità di valutazione? Sono curioso.
Mi scuso per l'espressione infelice (efficace, però), ma secondo me si va a finire al solito discorso che son tutti buoni a fare i froci con il culo degli altri.
Mirabile e incommensurabile citazione che da sola riassume alla perfezione tutti i discorsi che stiamo facendo.
Sulle ultime righe sono d'accordissimo.
Sulla questione di Woodstock, non mi pare di dire grandi amenità. Si tratta di un evento che, volontariamente o meno, passò alla storia come una prima ed enorme esperienza di musica "libera", in tutti i sensi. Quello che volevo sottolineare è che, una volta fatto rientrare nelle maglie del mercato, ha dato e continua a dare i suoi grossi guadagni (assolutamente leciti), spesso anche indifferentemente da chi organizzò e di chi vi suonò.
A me come immagino a voi riesce decisamente difficile pensarlo, ma il fatto è che una volta all'interno di un sistema industriale un artista è nè più nè meno che un lavoratore di quel sistema, con tutti i suoi bei contrattini, affatto diversi da quelli di un collaboratore tecnico o dell'addetto stampa (se non nei compensi).
Se il discorso è "scaricare è sbagliato perchè non si riconosce il diritto dell'autore sulla propria opera" non si può non ricordare che spesso chi compra della musica non fa arrivare i soldi a chi quella musica l'ha creata ma (per ragioni varie ed eventuali, di contratti, di transizioni ad altre label eccetera...) semplicemente chi ne detiene i diritti. Paternità intellettuale a parte, quelli del creatore non sono diritti inalienabili che il peer2peer sta violando per la prima volta, bensì merce vendibile e comprabile a prezzi diversi, secondo la situazione, l'importanza del soggetto e altre migliaia di varianti.
io non ho i mezzi e le conoscenze adeguate per contestare tutto il modus operandi del capitalismo, ma sarebbe l'ora che qualcuno (anche alla luce di esperienze come quelle del web) cominciasse a ripensarci, almeno in parte.
dici grandi amenità.
con rispetto parlando, una sequenza di errori, inesattezze, cazzate e stupidaggini da far venire i brividi.
penso che i quindicenni/ventenni di oggi non sappiano neppure che i dischi si possano acquistare. Non rientra proprio nei loro pensieri, come concezione in sè,perchè cresciuti col download. E la cosa è grave si. E ritengono davvero che sia giusto così, una cosa normale, loro dovuta.
esatto, è questo che personalmente mi incuriosisce di più e mi spinge a replicare punto per punto ai perfetti esempi di quel che dici che troviamo in queste pagine. capire come si evolve la cognizione di tutto quanto nella testa dei ragazzetti (anche se si hanno 30 anni si può esser ragazzetti) è meraviglioso.
io non ho i mezzi e le conoscenze adeguate per contestare tutto il modus operandi del capitalismo, ma sarebbe l'ora che qualcuno (anche alla luce di esperienze come quelle del web) cominciasse a ripensarci, almeno in parte.
è vero, non li hai, almeno su questo siamo d'accordo.
invece di postare qui io ti consiglierei, da fratello maggiore e forse da padre, di studiare un po' di più il concetto di 'capitalismo' e poi di ripassare. è possibile che ti renderesti conto di tante, tante cose...
p.s. adesso torno a lavorare elaborando contenuti. pagati, si spera.
il mondo sarebbe sopravvissuto lo stesso, nessuno ti obbligava a formarti una cultura musicale. So che posso apparire stronzo ma il rispetto dei diritti altrui nasce nelle piccole cose e nei piccoli comportamenti. Posso capire e comprendere che si rubi per fame, certo non per ascoltare quattro dischi. Potevi comunque ascoltare la radio, no? Ah già, ma l’impunità è un’emozione troppo forte da resistere… e quindi, sapendo di restare impunito, scarichi. Giusto?
mica cerco giustificazioni o attenuanti, ho solo detto che potevo scegliere se rubare o rimanere ignorante, e ho scientemente scelto di rubare. E non me ne pento.
E poi tu fai la bella fica, ma se nell'adolescenza ti sei riempito la casa di dischi, e' perche' o te li compravi con il mone dei tuoi, oppure perche' i tuoi ascoltavano musica che a te aggradava, oppure perche' sei un ricco ereditiere. E non certo per un merito tuo, a meno che tu non abbia iniziato a lavorare duro a 14 anni
mica cerco giustificazioni o attenuanti, ho solo detto che potevo scegliere se rubare o rimanere ignorante, e ho scientemente scelto di rubare. E non me ne pento.
E poi tu fai la bella fica, ma se nell'adolescenza ti sei riempito la casa di dischi, e' perche' o te li compravi con il mone dei tuoi, oppure perche' i tuoi ascoltavano musica che a te aggradava, oppure perche' sei un ricco ereditiere. E non certo per un merito tuo, a meno che tu non abbia iniziato a lavorare duro a 14 anni
...giousto il tempo per risponderti: no, i dischi li compravo non andando in discoteca, che mi faceva ribrezzo, e lavorando mentre facevo l'università. ho fatto il muratore, l'impiegato, il cameriere. e compravo libri e dischi, mi vestivo con quattro soldi e non ero vittima del consumo forzato. mi dispiace ma è così. apprezzo comunque che tu ammetta di rubare e di non pentirti, sei comunque una persona a modo tuo onesta ed è un piacere dialogare con te. dico sul serio, nessuna ironia. uelli che fanno incazzare sono solo gli ipocriti, le anime belle.
p.s. dimenticavo: ho fatto anche il contadino, bracciante agricolo. mi servì molto per capire come funziona il mondo mentre preparavo il primo esame di storia delle dottrine politiche.
ah ecco, quindi se la espongo, mi espongo al rischio che qualcuno me la porti via. tipo aprire un negozio dove c'è la mafia: "se lo apri ti esponi al rischio che qualcuno ti chieda il pizzo ma se sei particolarmente bravo a gestirlo e tieni cose di qualità allora ce la farai nonostante il pizzo che devi pagare". nel mio mondo invece non si paga il pizzo e si apre un negozio: se sono bravo a gestirlo regge, altrimenti chiude. non è un po' meglio?
nel momento in cui "esponi" la tua arte, in qualche modo la doni e corri il rischio che venga copiata, campionata, falsificata, scaricata da internet, whatever, oltre che comprata. e pensa un po', più è buona e più sarà copiata falsificata campionata scaricata ecc. e dovresti esserne pure orgoglioso, pensa te.
‘Espongo’? E quando mai? Io l’oggetto della mia ‘arte’ lo vendo, non lo “espongo”.
direi che basta così, dai.
maxstefani
01-03-2010, 15:10
maronna ragà! ma il topic non era sul numero di marzo?
billikid
01-03-2010, 15:14
Senza contare il fatto che senza tutto il contorno visivo, tattile, informativo (note, testi, foto), i dischi perdono parte del loro fascino e, in quanto file a costo zero, non vengono neppure considerati "oggetti" dotati di autentico valore artistico-culturale.
.
Scusa, ma il contorno tattile, visivo e iinformativo per me è morto con l'Lp. I libretti dei cd fanno mediamente schifo, spesso sono riempitivi inutili, le confezioni deluxe in digipack non mi emozionano se la musica che c'è dentro non vale la pena. Gli Lp come opera d'arte muoiono praticamente alla fine degli anni Ottanta e quindi dovremmo ritenere che da trent'anni in qua è tutto sbagliato e pretendere che i nostri figli e nipoti tornino ad ascoltare la musica con la puntina. Impossibile.
Volendo vederla in modo alternativo, non può essere che con il file la musica si riprende il ruolo centrale? Se la canzone è bella va, se è brutta non va e non puoi rimediare mettendoci una bella foto, il testo o magari una gnocca nuda.
In fondo quando vai a vedere un quadro ti piace se è bello il quadro, non se è bella la cornice o la stanza in cui è appeso.
rugantino
01-03-2010, 15:16
il paragone tra peer2peer e copia di cassettine agli amici etc. è roba ridicola, eppure qualche solone non perde tempo a considerarlo come pietra di paragone. Perché se il principio è lo stesso, le dimensioni NO. Come paragonare una singola bicicletta a tutti i motocicli venduti da Piaggio/Honda/Suzuki in un anno.
Rattrista vedere come persone indubbiamente dotate di cervello perdano il lume della ragione quando si tratta di considerare il tipo di danno che tale pratica (il peer2peer) arreca alla MUSICA, non solo al MERCATO, ma proprio alla MUSICA intesa come opera d'ingegno CULTURALE. Ci si limita a dire "e vabbè, ste mmerde delle majors hanno fatto i soldi na vita e adesso che non vendono come prima cacano er cazzo che la colpa è del file sharing.. ma se fottessero, ste mmerde" e via con giaculatorie tristissime e anacronistiche sul capitalismo, etc. etc. senza contare che:
il mercato è fatto da majors e da tante altre realtà indipendenti che sono lì per creare profitto, non per missione o vocazione al sacrificio dei propri danari.
il consumo di musica si è decuplicato in dieci anni mentre il fatturato della musica registrata si è ridotto di due terzi nello stesso periodo. Un paradosso di proporzioni monumentali.
gli ISP sono OGGI coloro che fanno davvero i soldi con la musica, ovviamente senza investire un solo centesimo sullo sviluppo artistico di chicchessia.
Detto questo, è indubbio che le case discografiche (DI QUALSIASI DIMENSIONE) abbiano commesso errori macroscopici (Besselva parlava della Emi e dei suoi errori, ma potrebbe farlo anche con la Creation... ), il più grande è stato quello di non approfittare IMMEDIATAMENTE delle nuove tecnologie andando invece al muro contro muro coi vari Napster etc. Col risultato che si prova a chiudere la stalla coi buoi già in fuga. Dove i buoi sono i giovani che, oggi, NON HANNO LA BENCHE' MINIMA PERCEZIONE DEL VALORE DELLA MUSICA. Quando per valore s'intende anche quello economico, ma non solo.
Capisco che questo sito non sia il luogo adatto per esprimere certe posizioni, tanto più che qui dentro, tranne qualche rara eccezione, siamo tutti acquirenti e appassionati. Ma credetemi quando dico che se un album dell'ultimo talentmmerda da noi sbeffeggiato vende un milione di copie invece di 100.000, a beneficiarne siamo anche noi che compriamo Nick Cave. Perché se un mercato è in buona salute, maggiori saranno le occasioni per sviluppare carriere anche di artisti non propriamente commerciali da parte di coloro che la musica la producono.
rugantino
01-03-2010, 15:18
maronna ragà! ma il topic non era sul numero di marzo?
l'argomento è caldo. Da buon direttore dovresti percepirne l'importanza.
billikid
01-03-2010, 16:01
il consumo di musica si è decuplicato in dieci anni mentre il fatturato della musica registrata si è ridotto di due terzi nello stesso periodo. Un paradosso di proporzioni monumentali.
Più che un paradosso questa è la chiave. Come non percepirlo? Se il consumo di musica è dieci volte tanto e tu industria non riesci a intercettarlo e farlo rendere, sei un'industria inadeguata (che non a caso continua a chiamarsi "discografica" anche adesso che i dischi non esistono più).
Facciamo un tentativo di paragone: se sei il re della vendita di arance in cassette e scopri che adesso la gente le coglie dagli alberi, hai due strade. Chiedere una legge che obblighi la gente a comprare le arance in cassette oppure inserirti nel mercato degli alberi di arance. Un'industria delle arance avveduta cosa farebbe?
Vedi dock, quando si comincia a entrare nel personale il sintomo è quello della mancanza di argomenti, il che è un buon segno perché significa che non si sa più che pesci pigliare, e prova ne sia che bypassi tranquillamente tutto ciò che ti mette in difficoltà.
C’è del vissuto nelle mie parole? Immagino che tu intenda che io sono o sono stato un musicista, un discografico o un negoziante, cioè che abbia avuto a che fare con il commercio dei dischi. Hai toppato completamente. Però ci potrebbe essere in prospettiva, visto che per vivere scrivo, soprattutto traduco (ultimamente libri per bambini, se vuoi lo specifico). Mi chiedo – domanda retorica – come sia possibile che non si riesca a considerare come plausibile l’idea di qualcuno che la pensa diversamente. Io, per esempio, la penso diversamente da te senza per questo aver avuto a che fare col commercio di dischi. Se la tua timida intelligenza riesce a comprendere questo semplice concetto ok, altrimenti pace e bene lo stesso.
Cioè, mo' son io che la metto sul personale? No chiariamo, il mio accenno era al fatto che per almeno un paio di volte tu hai citato una faccenda di perdita del lavoro a causa di documenti che non avrebbero dovuto essere divulgati e che invece sono finiti on line, il che, mi pareva, aveva qualche dolorosa ispirazione autobiografica.
Non ho immaginato nulla di quello che hai scritto, e se ho toppato anche sul tuo 'vissuto' e tu non hai mai perso un impiego per colpa del filesharing, tanto meglio per tutti quanti...Io ho avuto solo la premura di fare un passo indietro e di spostare l'attenzione sul problema più generale, senza voler pronunciare sentenze su nessuno in particolare nè tantomeno su un tuo eventuale licenziamento.
Spostarla sul personale, casomai, è dire che io ho una 'timida intelligenza' o che 'non dovrei essere pagato da nessuno': ma a quanto pare, superata una certa età, ti danno una licenza per stronzeggiare e fare il vissuto.
Domanda: non credi che anche questo guglielmi e questo besselva, con la loro assurda pretesa di guadagnare vendendo i loro elaborati sul mucchio selvaggio, siano veramente fuori dal tempo? Ma che cazzo di pretese hanno? Ma chi si credono di essere? Diglielo chiaro che non devono più fare così, diglielo. Vediamo se glielo dici. Scommettiamo che questa richiesta resterà inevasa e non avrai le palle per scriverlo in questo forum? Scommettiamo?
Guarda, se vuoi io glielo dico pure, ma loro meglio di me e te sapranno dire che esistono collaborazioni sul Mucchio (come in gran parte di altre riviste, musicali e non) che non vengono pagate. Siamo sempre lì, ovviamente chi scrive senza compensi lo sa e lo accetta, è tutto legale e il mucchio avrà una serie di ottime ragioni (probabilmente di bilancio) per non pagarle...resta il fatto che chi vuole scrivere (o creare) oggi deve fare i conti con questa realtà, e che spesso ci si ritrova a lavorare per obiettivi diversi dalla retribuzione e che i lavori creativi non sono più solo e sempre ripagati come qualsiasi altro (tanto all'ora, tanto al carattere, tanto alla riga...).
Mi piacerebbe per una volta che chi ha più esperienza di me, invece di ripetere sempre e solo la tiritera "devi farne di strada bimbo", si calasse un attimo nei panni di chi un lavoro forse lo sta tutt'ora cercando, e nella situazione attuale ci deve necessariamente finire con tutte le scarpe, magari proprio dalla famigerata prospettiva del 'creatore di contenuti'. Per questo cerca di capirla nella sua complessità, senza limitarsi a bollarla come 'sbagliata'.
Ma secondo voi se io dico che ormai chi scrive e chi crea non deve necessariamente ricevere compensi lo dico così, per sadismo, perchè siccome sono giovane e incosciente a me i soldi mi fanno schifo...
Perchè alla fin fine è sempre un rigirare la frittata: 'io dopo tot anni non vengo più pagato a causa di come vanno le cose ora e la colpa è tutta di voi stronzi che vi comportate male. Tu per come vanno le cose ora fai fatica anche solo ad iniziare ad essere pagato, ma la colpa è solo vostra quindi o dici che sbagliate tutti oppure tanto peggio per te' Più che moralismo, la parola giusta qui sarebbe 'paternalismo'. Ai bei tempi era tutto giusto, oggi va tutto male, e se tu non puoi permetterti questo ragionamento perchè questi sono i tuoi bei tempi, allora fatti tuoi. Basta che non mi tolgano la sedia da sotto il mio culo, perchè sennò lì scendo e me la prendo con voi...e poi parliamo di chi fa il frocio col culo degli altri...
Glisso tutta la storia dell'"iodagiovanesìchemelasudavomicacomevoifrocetti" (che potrete tranquillamente classificare alla voce 'paternalismo' di cui sopra) e mi limito a concludere che l'unico vero motivo per cui queste discussioni nascono, almeno da parte mia, con le migliori intenzioni, è forse la voglia di confrontarsi per capire dove stanno andando le cose, sotto un aspetto particolarmente importante del nostro tempo (tecnologie della comunicazione) che non coinvolge soltanto l'ascolto della musica e l'industria che ci sta dietro, ma anche diversi altri settori lavorativi (l'informazione è fra questi) che coinvolgono la vita di motli di noi. Capisco lo shock di chi deve smettere le proprie abitudini e vede cambiare le cose dopo tanti anni, ma ricordate che c'è chi quella parte non l'ha vissuta e, in compenso, cerca di capire questa che arriva.
Dirci che abbiamo perso l'ultimo treno, che siamo tutti ontologicamente ladri e quel che succede è 'sbagliato' e basta, senza voler ammettere ulteriori complessità, è una retorica che potrà rassicurare voi, ma che a chi ha la mia età non serve assolutamente a un cazzo. Per questo dobbiamo scrollarci le prediche dalle spalle e cercare di guardare alla cosa in manierà il più possibile 'laica' e realista: chi gioca a fare il vecchio moralista, su questo ed altri argomenti, è soltanto un peso.
P.S. per la cronaca, il PDF del Mucchio si trova in p2p (Emule). Evidentemente qualche abbonato che paga è al tempo stesso un ladro (?!?). Comunque sì, io lo compro lo stesso. Siccome dire lo faccio perchè mi piace fa ridere non lo dirò...non so...forse perchè son stronzo :rolleyes:
PPS x MAX: sono responsabile dell'off-topic e mi incarico a riportare il discorso in ontopic...a mia discolpa posso dire che in quei di torino la rivista non è ancora uscita...
adlibitum
01-03-2010, 21:08
In tutto ciò almeno a Roma è uscito, insieme a Extra :)
adlibitum
01-03-2010, 22:17
Grandi cambiamenti nelle Stelle del Mucchio, colori, chi va, chi viene, chi torna!
(e rigoroso ordine alfabetico)
Francesco Costanzo
02-03-2010, 21:54
grazie a carlo bordone per il bellissimo articolo sui Crowes in classic rock.:-D
Grandi cambiamenti nelle Stelle del Mucchio, colori, chi va, chi viene, chi torna!
(e rigoroso ordine alfabetico)
Meglio così, i colori di prima danneggiavano l'iride; poi è cambiata anche la carta, no?
roundabout
03-03-2010, 09:51
poi è cambiata anche la carta, no?
Brutta, brutta, brutta :(
Bono-Vox
03-03-2010, 11:18
Preso ieri
Amicosam
03-03-2010, 11:26
Una sola misera stella per l'ultimo dei Black Rebel Motorcycle Club è veramente poca cosa. Almeno due.
roundabout
03-03-2010, 13:08
Una sola misera stella per l'ultimo dei Black Rebel Motorcycle Club è veramente poca cosa. Almeno due.
Per me sono stati pure troppo generosi. Dovevano dargli una palla.
the.killer
03-03-2010, 13:46
Roma - oggi, ore 10 e 30
t.k: buongiorno avete il mucchio?
edicolante sessantenne: mug?
t.k: mucchio...
edicolante sessantenne: mucca???
t.k: mucchio! mucchio!!!....un giornale musicale....
edicolante sessantenne: aaah sì sì....eccolo
cliente settantenne: aaah il mucchio selvaggio! lo fanno ancora?
t.k: sì
edicolante sessantenne: ah lo conosci pure te?? lo sai de che parla?
cliente settantenne: sì de ammucchiate!! ahahahahaha!
t.k: infatti lo compro apposta! arrivederci....
e il sole fuori splendeva forte sulla garbatella
dinamitebla
03-03-2010, 14:16
Testani e' allora "Fuori dal Mucchio" ?:(
Federico Guglielmi
03-03-2010, 14:24
Testani e' allora "Fuori dal Mucchio" ?:(
Purtroppo sì, ma per sua libera scelta...
Troppo impegnato con la direzione della Arcana.
dinamitebla
03-03-2010, 14:58
Purtroppo sì, ma per sua libera scelta...
Troppo impegnato con la direzione della Arcana.
:(
Ben sostituito nelle stelle comunque...
un peso massimo (Cilia) ed un promettente giovane virgulto (Raugei)
Purtroppo sì, ma per sua libera scelta...
Troppo impegnato con la direzione della Arcana.
Peccato, era una bella firma.
roundabout
04-03-2010, 11:29
Peccato, era una bella firma.
Quando Testani assegnava 4 stelle ascoltavo il disco senza manco leggere la recensione. Poi la leggevo e mi ci trovavo :(
Bono-Vox
04-03-2010, 11:37
Purtroppo sì, ma per sua libera scelta...
Troppo impegnato con la direzione della Arcana.
Peccato davvero!
Bono-Vox
04-03-2010, 11:39
Roma - oggi, ore 10 e 30
t.k: buongiorno avete il mucchio?
edicolante sessantenne: mug?
t.k: mucchio...
edicolante sessantenne: mucca???
t.k: mucchio! mucchio!!!....un giornale musicale....
edicolante sessantenne: aaah sì sì....eccolo
cliente settantenne: aaah il mucchio selvaggio! lo fanno ancora?
t.k: sì
edicolante sessantenne: ah lo conosci pure te?? lo sai de che parla?
cliente settantenne: sì de ammucchiate!! ahahahahaha!
t.k: infatti lo compro apposta! arrivederci....
e il sole fuori splendeva forte sulla garbatella
8#8
maxstefani
04-03-2010, 12:34
la conversazione dell'edicolante è troppo divertente anche se mi mette un po' di angoscia. sono 30 anni che mi sbatto contro giornalai come questo. è come un muro che non riesco mai a superare e che poi penalizza comunque le vendite.
dispiace anche a me di testani ma erano anni che soffriva della sindrome "cosa faccio da grande?". un ruolo più istituzionale come quello che riveste adesso all'Arcana probabilmente tranquillizza sia lui che chi gli sta accanto. ma non è detto che non possa tornare.
Aspera Frizzi E Lazzi
04-03-2010, 13:24
la conversazione dell'edicolante è troppo divertente anche se mi mette un po' di angoscia. sono 30 anni che mi sbatto contro giornalai come questo. è come un muro che non riesco mai a superare e che poi penalizza comunque le vendite.
dispiace anche a me di testani ma erano anni che soffriva della sindrome "cosa faccio da grande?". un ruolo più istituzionale come quello che riveste adesso all'Arcana probabilmente tranquillizza sia lui che chi gli sta accanto. ma non è detto che non possa tornare.
Se vai all'edicola di via nomentana/angolo corso trieste, troverai il mucchio tra le riviste di giardinaggio.
Almeno fino a un anno fa, poi, una volta, cercai di spiegargli l'errore!
rugantino
04-03-2010, 13:45
Testani aveva il tipico entusiasmo infettivo delle reviews del Mucchio che ricordo. In un certo senso rappresentava la continuità col modo di presentare un album, una band, un'artista, che fu peculiare alla rivista nei suoi primi quindici anni di vita. Peccato che si dedichi ad altro.
Il Faraone
04-03-2010, 14:31
L'assenza di Testani mi spiace moltissimo, per la qualità della sua scrittura, per l'area "americana" di "azione" (che coprirà Pasini?) e per la bellezza della sua persona in assoluto. Un collaboratore dello stesso spessore penso sia merce abbastanza rara...
pat tuna
04-03-2010, 15:03
torniamo al solfeggio dei maestri rugantino/lodo sul download, facciamolo per l'ultima volta
- l'industria in generale è in crisi, non si vede perchè l'industria della musica debba fare eccezione, e perchè per le proprie colpe non debba essere più pesantemente in crisi di chi è in pesante crisi
-l'industria della musica è quella che per il profitto è passata dal vendere un oggetto in vinile in una confezione pregiata allo svendere pezzi di plastica piccoli, brutti, cattivi, inguardabili, spesso inascoltabili
questo è un punto cruciale, pensateci
il fatto da me già sollevato della campagna contro la duplicazione su musicassetta degli lp è assolutamente paradigmatico, la tecnica comunicativa è la stessa, assolutamente identica, cambia solo la potenza del grimaldello che l'uomo ha per scardinare laloro scatoletta di possesso di copyright, cambia solo la portata della ridicolaggine della volontà di spillar denaro da parte di un industria che produce pezzi di plastica brutti, cattivi inguardabili e spesso inascoltabili
- l'industria della musica è l'unica che si lamenta della libera diffusione del contenuto della plastica che vende, non mi risulta che nè le case editrici nè gli autori delle opere letterarie (per fare un esempio acconcio) si lamentino dei milioni di pubbliche biblioteche in cui le loro opere vengono gratuitamente fruite
compro più dischi adesso che posso scegliere rispetto a prima, punto di vista eminentemente culturale, è una questione di libertà, e voi sembrate contro la libertà, soprattutto
cioè, vi piace l'industria o il commercio, non siete i paladini dell'arte
a me dispiace unicamente che muoiano negozi di dischi, ma se in papuanuovaguinee mi vendono lo stesso prodotto ad un quinto di quello che mi costa a cento metri da casa cosa debbo fare?
flamingo
04-03-2010, 15:25
a me dispiace unicamente che muoiano negozi di dischi, ma se in papuanuovaguinee mi vendono lo stesso prodotto ad un quinto di quello che mi costa a cento metri da casa cosa debbo fare?
Far saltare tralicci dell'Enel?
l'industria della musica è quella che per il profitto è passata dal vendere un oggetto in vinile in una confezione pregiata allo svendere pezzi di plastica piccoli, brutti, cattivi, inguardabili, spesso inascoltabili
:)
Applausi.
Non sapete quanto mi girò il culo quando, passando dal vinile al cd, il prezzo raddoppiò per avere un oggetto più brutto.
Adesso non voglio giustificare il downloading selvaggio, ma non mi dispiace più di tanto per le avide industrie discografiche.
Chi di spada ferisce, di spada perisce.
sgt.white
04-03-2010, 20:23
volevo chiedere se solo la mia copia di marzo è difettata.
In pratica da pag. 22 a pg. 34 la stampa è sdoppiata, come quando si sbaglia una fotocopia, con l'effetto simile a quando si guarda un film in 3D senza avere gli occhiali appositi.
Leggere è una tortura.
Il difetto si ripete da pg. 148 a pag 162, ma la lettura è possibile.
Roma - oggi, ore 10 e 30
t.k: buongiorno avete il mucchio?
edicolante sessantenne: mug?
t.k: mucchio...
edicolante sessantenne: mucca???
t.k: mucchio! mucchio!!!....un giornale musicale....
edicolante sessantenne: aaah sì sì....eccolo
cliente settantenne: aaah il mucchio selvaggio! lo fanno ancora?
t.k: sì
edicolante sessantenne: ah lo conosci pure te?? lo sai de che parla?
cliente settantenne: sì de ammucchiate!! ahahahahaha!
t.k: infatti lo compro apposta! arrivederci....
e il sole fuori splendeva forte sulla garbatellaAHahah ma ho capito dove sei andato! è l'edicola sul tratto di strada verso la metro (paralallelo al tratto di strada del pericoloso romana mente) ? stesse scene con me.
ps
pat tuna tiene ragione
martin vega
05-03-2010, 06:58
torniamo al solfeggio dei maestri rugantino/lodo sul download, facciamolo per l'ultima volta
- l'industria in generale è in crisi, non si vede perchè l'industria della musica debba fare eccezione, e perchè per le proprie colpe non debba essere più pesantemente in crisi di chi è in pesante crisi
che siano tempi di crisi e recessione nessuno credo lo metta in dubbio. il discorso per me è proprio un altro: scaricare gratis i dischi da Internet equivale a rubare? scaricare gratis i dischi da Internet è infinitamente più facile, veloce, endemico e alla portata di tutti rispetto a farsi duplicare la cassetta dall'amico vent'anni fa? scaricare gratis i dischi da Internet nuoce soprattutto e prima di tutto all'esistenza stessa di professionalità quali il produttore, l'ingegnere del suono, il giornalista superesperto con decenni di esperienza sul campo, il commesso maniacale totalmente ossessionato, e ovviamente i musicisti stessi, non tanto alle major sanguisughe che tanto un modo per arricchirsi spillando soldi alla povera gente lo trovano sempre e comunque, SI O NO? per come la vedo io è questo il punto del dibattere, non quali siano le ragioni della crisi. e tanto per essere chiari, le risposte alle domande per me sono SI, SI, CAZZO SI.
-l'industria della musica è quella che per il profitto è passata dal vendere un oggetto in vinile in una confezione pregiata allo svendere pezzi di plastica piccoli, brutti, cattivi, inguardabili, spesso inascoltabili
questo è un punto cruciale, pensateci
il fatto da me già sollevato della campagna contro la duplicazione su musicassetta degli lp è assolutamente paradigmatico, la tecnica comunicativa è la stessa, assolutamente identica, cambia solo la potenza del grimaldello che l'uomo ha per scardinare laloro scatoletta di possesso di copyright, cambia solo la portata della ridicolaggine della volontà di spillar denaro da parte di un industria che produce pezzi di plastica brutti, cattivi inguardabili e spesso inascoltabili
ma questi sono gusti, il formato è una questione di gusti, come esistono milioni di audiofili convinti che il CD sia il male ce ne sono altrettanti pronti a motivarti con dovizia di ragioni perchè e percome il metacrilato sia preferibile per praticità e resa qualitativa al vetusto vinile, allo stesso modo in cui probabilmente ci sono ancora gli agguerriti e pugnaci nostalgici del caro vecchio 78 giri che pesava sei tonnellate ed aveva un suono così caldo, così vero. a ognuno il suo. ma che si debba pagare per entrare in possesso di tali manufatti siamo d'accordo o no?
- l'industria della musica è l'unica che si lamenta della libera diffusione del contenuto della plastica che vende, non mi risulta che nè le case editrici nè gli autori delle opere letterarie (per fare un esempio acconcio) si lamentino dei milioni di pubbliche biblioteche in cui le loro opere vengono gratuitamente fruite
è diverso: in biblioteca poi il libro lo devi restituire. e se anche volessi fotocopiartelo, sai lo sbattimento? andare fino in copisteria, passare interminabili quarti d'ora chino sulla macchina a voltare pagina e premere il tasto, poi voltare pagina e premere il tasto, poi voltare pagina e premere il tasto, poi voltare pagina e premere il tasto e via così, sempre lo stesso gesto per pagine e pagine e pagine. e pure volendo dare per assodato che chiunque prenda in prestito un libro in biblioteca lo faccia unicamente per fotocopiarselo di sgamo e avere così la sua copia illegale, bisogna comunque tenere conto che le fotocopie costano, e neanche poco. quindi, oltre al fatto che come ruberia diventa decisamente laboriosa, c'è anche il dover comunque tirare fuori dei soldi. è per tutte queste ragioni che il paragone biblioteche = file sharing non regge, per il semplice fatto che sono due cose completamente diverse. nessuno sostiene che la diffusione della musica non debba essere libera quanto quella di un libro (non io, almeno) ma un conto è un prestito, un altro è rubare.
compro più dischi adesso che posso scegliere rispetto a prima, punto di vista eminentemente culturale, è una questione di libertà, e voi sembrate contro la libertà, soprattutto
cioè, vi piace l'industria o il commercio, non siete i paladini dell'arte
ne sono felice per te, potrei ribattere esponendoti minuziosamente come e quanto siano cambiate le mie abitudini di ascoltatore e acquirente da dopo l'avvento del peer to peer e delle connessioni a banda larga, ma sarebbe un resoconto lungo e noioso e, soprattutto, totalmente inutile nonchè assolutamente ininfluente per le sorti mie, tue, della musica e del mondo. che tu o io utilizziamo i programmi p2p con costrutto non cambia il fatto che, servendosi di un programma p2p, di fatto commettiamo un furto. e a ogni pat tuna sparso per il mondo che sfrutta con discernimento il p2p corrispondono legioni di stronzi che non hanno la benchè minima intenzione di pagare per quello che ascoltano, semplicemente perchè esiste il modo per farlo gratis. io non lo so se mi piace l'industria o il commercio, non mi sono mai posto il problema, ma so che se voglio portarmi a casa un disco (o un libro, o un film) lo devo pagare. altrimenti è un furto. è una questione di semantica, di chiamare le cose con il loro nome.
a me dispiace unicamente che muoiano negozi di dischi, ma se in papuanuovaguinee mi vendono lo stesso prodotto ad un quinto di quello che mi costa a cento metri da casa cosa debbo fare?
e su questo siamo tristemente d'accordo: è la legge del mercato, acquistiamo volentieri dove cosa di meno. ma acquistiamo.
martin vega
05-03-2010, 07:17
comunque complimenti a Damir Ivic per il pezzo sul netmage: non condivido tutto quello che ha scritto (personalmente ho trovato il coreano prima di Aaron Dilloway una delle cose migliori sentite negli ultimi tempi), ma le ultime due frasi sono da applausi a scena aperta. bravissimo.
PS: la nuova carta alla "Video Impulse" mi piace di più di quella scorsa stile "cronaca vera".
Superfuzz
05-03-2010, 08:28
quoto più o meno tutto il Martin pensiero; non avrei potuto scrivere di meglio.
solo un cosa: non sono poi così convinto che i Martin Vega, i Pat Tuna ed i Superfuzz, ovverosia chi sfrutta con discernimento il p2p, siano così pochi, anzi credo che nella fascia che parte dai 25 meglio 30 anni in su siano parecchi (parlo di chi possiede la passione della musica ovviamente). Il problema, come gia detto, sono le generazioni cresciute con il p2p; è una questione quindi essenzialmente culturale e francamente non vedo come se ne possa uscirne, se non con un ripensamento globale-rivoluzione di tutto ciò che è musica-produrre e vendere musica.
billikid
05-03-2010, 09:21
-l'industria della musica è quella che per il profitto è passata dal vendere un oggetto in vinile in una confezione pregiata allo svendere pezzi di plastica piccoli, brutti, cattivi, inguardabili, spesso inascoltabili
questo è un punto cruciale, pensateci
il fatto da me già sollevato della campagna contro la duplicazione su musicassetta degli lp è assolutamente paradigmatico, la tecnica comunicativa è la stessa, assolutamente identica, cambia solo la potenza del grimaldello che l'uomo ha per scardinare laloro scatoletta di possesso di copyright, cambia solo la portata della ridicolaggine della volontà di spillar denaro da parte di un industria che produce pezzi di plastica brutti, cattivi inguardabili e spesso inascoltabili
Amen, Alleluja.
Una sola misera stella per l'ultimo dei Black Rebel Motorcycle Club è veramente poca cosa. Almeno due.
almeno quattro.
quoto più o meno tutto il Martin pensiero; non avrei potuto scrivere di meglio.
solo un cosa: non sono poi così convinto che i Martin Vega, i Pat Tuna ed i Superfuzz, ovverosia chi sfrutta con discernimento il p2p, siano così pochi, anzi credo che nella fascia che parte dai 25 meglio 30 anni in su siano parecchi (parlo di chi possiede la passione della musica ovviamente). Il problema, come gia detto, sono le generazioni cresciute con il p2p; è una questione quindi essenzialmente culturale e francamente non vedo come se ne possa uscirne, se non con un ripensamento globale-rivoluzione di tutto ciò che è musica-produrre e vendere musica.
Se produttori, discografici e major non ripensano il mercato dal punto di vista CULTURALE e non speculativo, sfruttando il mezzo, senza denigrarlo, si sarebbero risolti l'80 % dei problemi.
Aspera Frizzi E Lazzi
05-03-2010, 09:59
quoto più o meno tutto il Martin pensiero; non avrei potuto scrivere di meglio.
solo un cosa: non sono poi così convinto che i Martin Vega, i Pat Tuna ed i Superfuzz, ovverosia chi sfrutta con discernimento il p2p, siano così pochi, anzi credo che nella fascia che parte dai 25 meglio 30 anni in su siano parecchi (parlo di chi possiede la passione della musica ovviamente). Il problema, come gia detto, sono le generazioni cresciute con il p2p; è una questione quindi essenzialmente culturale e francamente non vedo come se ne possa uscirne, se non con un ripensamento globale-rivoluzione di tutto ciò che è musica-produrre e vendere musica.
quello e' vero, pero' devi considerare pure una cosa: e' una minoranza.
Passami il brutto termine, ma "l'età del download" di musica e' drasticamente bassa e, almeno da noi, cala con l'aumentare del download. L'altro giorno leggevo che la fascia che scarica più musica e' quella che va dagli 11 ai 20 anni che rappresenta il 72% dei fruitori del download musicale. E dei dischi scaricati da questa percentuale, solo una minuscola parte (non ti dico la percentuale perché non la ricordo,ma era intorno al 2/3%) acquista l'originale.
Il restante 18% acquista più di prima rispetto al download? Magari e' vero per un buon 10% (nell'articolo, che per la cronaca ho letto su una rivista di diritto in biblioteca, si considerava almeno un 8% che ha sempre acquistato e con l'avvento del dl ha acquistato più o meno lo stesso) compra di più, io stesso, soprattutto quando stavo a Cosenza dove si trovava poco o niente, ho ampliato i miei orizzonti con audiogalaxy e, appena ne ho avuto la possibilità, ho acquistato il formato fisico di album che magari prima non avrei acquistato.
Ma il conto e' senlmplice: se prima il totale dei ricavati era 100 e dopo il dl il 72% degl acquirenti scarica e compra solo al 3%, pur avendo quell'otto % invariato e quel 10% che, per assurdo, compra IL DOPPIO di prima, il profitto e' decimato.
L'industria discografica ha i suoi difetti e le sue madornali colpe? Verissimo! Ci sono metodi per pagare un cd meno? Assolutamente si'! Per prima cosa basta girare i negozi della propria città e vedere quelli maggiormente specializzati che magari fanno prezzi migliori, poi se non si ha fretta, dopo qualche mese, ormai i cd vanno in offerta. Altrimenti, soprattutto per le novità o se si vive in una piccola città, c'è Amazon. Ao', io ho comprato l'ultimo della Newsom che ho visto a 28 (VENTOTTO) euro in negozio a 12 con le spese, four tet a 8 euro, liars, limited edition, col preorder e le spese mi e' costato 11 euro. E così via. Vi sembrano prezzi troppo cari? allora siete in malafede.
sui download, io ringrazio il cielo, perchè così intanto posso ascoltare molte più cose rispetto al passato, dopodichè posso permettermi di non sbagliare con gli acquisti, come invece mi capitava in passato, solo basandomi su una recensione o un ascolto veloce in negozio.. in più un grande risparmio grazie ai vari play.com et similia, dove al prezzo di un cd in negozio me ne arrivano almeno 2!
per il resto, qui nel profondo nord non si sono ancora visti nè mucchio, nè extra! :evil:
billikid
05-03-2010, 10:21
quello e' vero, pero' devi considerare pure una cosa: e' una minoranza.
Passami il brutto termine, ma "l'età del download" di musica e' drasticamente bassa e, almeno da noi, cala con l'aumentare del download. L'altro giorno leggevo che la fascia che scarica più musica e' quella che va dagli 11 ai 20 anni che rappresenta il 72% dei fruitori del download musicale. E dei dischi scaricati da questa percentuale, solo una minuscola parte (non ti dico la percentuale perché non la ricordo,ma era intorno al 2/3%) acquista l'originale.
Il restante 18% acquista più di prima rispetto al download? Magari e' vero per un buon 10% (nell'articolo, che per la cronaca ho letto su una rivista di diritto in biblioteca, si considerava almeno un 8% che ha sempre acquistato e con l'avvento del dl ha acquistato più o meno lo stesso) compra di più, io stesso, soprattutto quando stavo a Cosenza dove si trovava poco o niente, ho ampliato i miei orizzonti con audiogalaxy e, appena ne ho avuto la possibilità, ho acquistato il formato fisico di album che magari prima non avrei acquistato.
Ma il conto e' senlmplice: se prima il totale dei ricavati era 100 e dopo il dl il 72% degl acquirenti scarica e compra solo al 3%, pur avendo quell'otto % invariato e quel 10% che, per assurdo, compra IL DOPPIO di prima, il profitto e' decimato.
L'industria discografica ha i suoi difetti e le sue madornali colpe? Verissimo! Ci sono metodi per pagare un cd meno? Assolutamente si'! Per prima cosa basta girare i negozi della propria città e vedere quelli maggiormente specializzati che magari fanno prezzi migliori, poi se non si ha fretta, dopo qualche mese, ormai i cd vanno in offerta. Altrimenti, soprattutto per le novità o se si vive in una piccola città, c'è Amazon. Ao', io ho comprato l'ultimo della Newsom che ho visto a 28 (VENTOTTO) euro in negozio a 12 con le spese, four tet a 8 euro, liars, limited edition, col preorder e le spese mi e' costato 11 euro. E così via. Vi sembrano prezzi troppo cari? allora siete in malafede.
Secondo me da 11 a 20 anni si compra comunque poco perchè si hanno pochi soldi. Il 72% degli acquirenti non valeva comunque il restante 28%, quello che poteva e può permettersi anche 5-10 cd al mese
io sono abbastanza sicuro che la via presa (piattaforme tipo itunes e negozi online) sara' la rinascita delle industrie discografiche. se itunes abbassa i prezzi e porta un album intorno ai 3/4 euro (prezzo giusto dato che il piu' affascinante cd fisico si trova ormai a 10 euro) tempo 2/3 anni quelli che ora sono segni - diventeranno + grossi come case.
billikid
05-03-2010, 11:27
Io invece credo che si faranno abbonamenti mensili da 20-30 euro per l'ascolto libero in streaming su I-pod e simili e un certo numero di download gratuiti inclusi, sempre al mese.
Io invece credo che si faranno abbonamenti mensili da 20-30 euro per l'ascolto libero in streaming su I-pod e simili e un certo numero di download gratuiti inclusi, sempre al mese.
Dischi in streaming per un periodo limitato + abbonamenti mensili per download di Mp3, riduzione dell'IVA sui dischi e diamo una bella botta al problema.
rugantino
05-03-2010, 11:38
gli abbonamenti musicali per ascoltare qualsiasi novità in streaming esistono già da tempo e costano mediamente sui 9 europei al mese, oltre allo streaming dello scibile musicale con la stessa cifra si possono eseguire un tot numero di download al mese (almeno 3). In Italia c'è www.dada.it che offre questo tipo di servizio.
La fascia di pubblico giovanissimo è quella che ha sempre rappresentato (una volta eh) il core target delle discografiche in tutto il mondo. Esempio: i Take That prima, o i Backstreet Boys dopo, in Italia vendevano oltre mezzo milione di pezzi (cd), uscissero oggi venderebbero a malapena 70mila pezzi. Ed è in quelle 430.000 copie mancanti la ragione per la quale diventa estremamente difficile, se non impossibile, investire su sviluppo di nuovi talenti che non siano il prodotto di format televisivi.
La fascia di pubblico giovanissimo è quella che ha sempre rappresentato (una volta eh) il core target delle discografiche in tutto il mondo. Esempio: i Take That prima, o i Backstreet Boys dopo, in Italia vendevano oltre mezzo milione di pezzi (cd), uscissero oggi venderebbero a malapena 70mila pezzi. Ed è in quelle 430.000 copie mancanti la ragione per la quale diventa estremamente difficile, se non impossibile, investire su sviluppo di nuovi talenti che non siano il prodotto di format televisivi.
pero' devi considerare che i musicisti hanno trovato nuove vie per farsi da soli, vie che prima dell' avvento di internet non esistevano. per me se nella crisi discografica dobbiamo trovare chi non ha assolutamente perso questi sono proprio i musicisti.
Porca troia possibile che internet abbia giovato solo all'industria pornografica.
Voglio dire internet anche per loro poteva essere una mazzata.
Foto di ogni genere gratuite. Addirittura di celebrità famose. Video stragratuiti e di tutti e per tutti i gusti. Storie, Webcam amatoriali, canali televisivi. Eppure i Dvd porno sono sempre in attivo.
E' proprio vero che il pelo tira sempre più dei buoi.
Forse la vera soluzione è rivedere le copertine dei cd in forma più sensuale !!!! :mr:green:
Porca troia possibile che internet abbia giovato solo all'industria pornografica.
Voglio dire internet anche per loro poteva essere una mazzata.
Foto di ogni genere gratuite. Addirittura di celebrità famose. Video stragratuiti e di tutti e per tutti i gusti. Storie, Webcam amatoriali, canali televisivi. Eppure i Dvd porno sono sempre in attivo.
E' proprio vero che il pelo tira sempre più dei buoi.
Forse la vera soluzione è rivedere le copertine dei cd in forma più sensuale !!!! :mr:green:
:lol:
rugantino
05-03-2010, 12:22
Porca troia possibile che internet abbia giovato solo all'industria pornografica.
Voglio dire internet anche per loro poteva essere una mazzata.
Foto di ogni genere gratuite. Addirittura di celebrità famose. Video stragratuiti e di tutti e per tutti i gusti. Storie, Webcam amatoriali, canali televisivi. Eppure i Dvd porno sono sempre in attivo.
E' proprio vero che il pelo tira sempre più dei buoi.
Non so dove tu abbia letto che l'industria pornografica è in grande spolvero, il porno ha subito un contraccolpo immenso per quanto riguarda i film veri e propri (sostituiti con registrazioni home made di qualità scadente ma dai costi di produzione risibili). Da tempo la pornografia viaggia sui canali a pagamento (vedi sky) o su quelli digitali in abbonamento.
rugantino
05-03-2010, 12:24
pero' devi considerare che i musicisti hanno trovato nuove vie per farsi da soli, vie che prima dell' avvento di internet non esistevano. per me se nella crisi discografica dobbiamo trovare chi non ha assolutamente perso questi sono proprio i musicisti.
Conosco moltissimi musicisti che non sarebbero per niente d'accordo con questa tua analisi. Anche se non lo direbbero mai in pubblico.
martin vega
05-03-2010, 20:33
da licenziare in tronco chiunque, nell'intervista a gipi, abbia fatto diventare i black flag ("bandiera nera") black fag ("frocio negro"); se è uno stagista, fare in modo di assicurarsi che non trovi modo di essere sfruttato gratis nemmeno dall'ultima delle redazioni del più infimo giornaletto di annunci pornografici distribuito gratuitamente nei cessi degli autogrill. ho avuto una contorsione intestinale quando ho letto quell'abominio. e che cazzo! al confronto il cinofilo appioppato al povero quentin tarantino diventa una stronzatella.
da licenziare in tronco chiunque, nell'intervista a gipi, abbia fatto diventare i black flag ("bandiera nera") black fag ("frocio negro"); se è uno stagista, fare in modo di assicurarsi che non trovi modo di essere sfruttato gratis nemmeno dall'ultima delle redazioni del più infimo giornaletto di annunci pornografici distribuito gratuitamente nei cessi degli autogrill. ho avuto una contorsione intestinale quando ho letto quell'abominio. e che cazzo! al confronto il cinofilo appioppato al povero quentin tarantino diventa una stronzatella.
8#88#88#88#8
pensa te se lo legge henry rollins
Federico Guglielmi
05-03-2010, 23:33
da licenziare in tronco chiunque, nell'intervista a gipi, abbia fatto diventare i black flag ("bandiera nera") black fag ("frocio negro"); se è uno stagista, fare in modo di assicurarsi che non trovi modo di essere sfruttato gratis nemmeno dall'ultima delle redazioni del più infimo giornaletto di annunci pornografici distribuito gratuitamente nei cessi degli autogrill. ho avuto una contorsione intestinale quando ho letto quell'abominio. e che cazzo! al confronto il cinofilo appioppato al povero quentin tarantino diventa una stronzatella.
È un errore di battitura, dai...
Se non me la prendo io, che il logo dei Black Flag ce l'ho tatutato sul braccio...
maxstefani
07-03-2010, 19:19
comunque grave, visto che l'articolo viene letto da almeno 4 persone.
comunque grave, visto che l'articolo viene letto da almeno 4 persone.
sputtana tutti con una bella email.
outremer
07-03-2010, 19:31
comunque grave, visto che l'articolo viene letto da almeno 4 persone.
pensavo vendeste di più
Aspera Frizzi E Lazzi
07-03-2010, 19:57
sputtana tutti con una bella email.
http://claudioanastasio.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/150758/bomba_atomica11.jpg
http://monte.files.wordpress.com/2008/01/bomba_atomica-2.jpg
Gatecrasher
07-03-2010, 21:26
Tra le altre cose i Black Fag esistono davvero.
qui ancora non mi è arrivato, confido in questa settimana!:??xx??:
numero ricco e interessante(come sempre)..anche l'articolo di del papa su formigoni e co.è buono..interessante il reportage su l'aquila(e l'atmosfera truce è proprio quella descritta dall'articolista..)però:
1)la recensione di raugei all'ultimo lavoro della(bravissima..)niblett mi pare un attimo superficiale e sempliciotta,neanche stesse parlando di irene grandi..
2)stessa cosa vale per pasini e la pollock..
3)ancora peggio turra per l'ultimo degli xiu xiu..recensione banale,superficiale,insufficiente..ok non gli sarà piaciuto l'album(peggio per lui,aggiungerei..)ma una recensione così grida vendetta....
concludo il mio carnet de doléances con qualche appunto alle recensioni cinematografiche:tre stelle a pupi avati(!!!!) e due a scorsese e eastwood???
ma ancora a rimirar le stelle?
Uhm, direi che si tratta del primo numero che non mi soddisfa da un anno a questa parte.
Sicuro mi piacerà il prossimo:).
ma avete nuovamente cambiato la carta del giornale?
mi sembra più plastificata e soprattutto dopo la lettura mi ritrovo con le dita macchiate d'inchiostro.. cosa mai successa con i numeri precedenti..
Jack Torrance
12-03-2010, 19:35
ma avete nuovamente cambiato la carta del giornale?
mi sembra più plastificata e soprattutto dopo la lettura mi ritrovo con le dita macchiate d'inchiostro.. cosa mai successa con i numeri precedenti..
Ah ecco, allora non sono l'unico. Pensavo realmente di fumarmi i tromboni. Perché tutto ciò?
Uhm, direi che si tratta del primo numero che non mi soddisfa da un anno a questa parte.
Sicuro mi piacerà il prossimo:).
Idem.
Segnalo con piacere il recupero di Two Dancers dei Wild Beasts, disco da queste parti quasi totalmente ignorato.
Bravi :-D
sigur-rós
13-03-2010, 13:32
Ah ecco, allora non sono l'unico. Pensavo realmente di fumarmi i tromboni. Perché tutto ciò?
Perchè non sapete sfogliare il giornale e tu, in particolare, hai votato Elephant dei White Stripes contro ( ) dei Sigur Ros.
Detto questo, a me la nuova carta piace assai e spero non cambi più.
Segnalo con piacere il recupero di Two Dancers dei Wild Beasts, disco da queste parti quasi totalmente ignorato.
Bravi :-D
NOI del web l'avevamo beccato in tempo, con il magnifico Giordani. Tiè!
Beccatevi lo spamming (occhio alla data)
http://www.kalporz.com/recensioni/two-dancers-wild-beasts.htm
Comunque ormai sondare tutto è impresa improba, perfino per un mensile attento e puntuale come Il Mucchio.
soprattutto dopo la lettura mi ritrovo con le dita macchiate d'inchiostro.. cosa mai successa con i numeri precedenti..
Purtroppo è successo anche a me con eXtra.
La cosa più bella di questo numero è sicuramente l'intervista a La Tempesta.
E' sempre interessante scoprire i "retroscena" di questo tipo di realtà musicali. E poi oggi, a mio avviso, La Tempesta è la miglior casa discografica indipendente italiana.
Stylish Kid
17-03-2010, 14:43
La cosa più bella di questo numero è sicuramente l'intervista a La Tempesta.
E' sempre interessante scoprire i "retroscena" di questo tipo di realtà musicali. E poi oggi, a mio avviso, La Tempesta è la miglior casa discografica indipendente italiana.
La stessa cosa era successa con le LDCE, Enrico Gabrielli, Dente....
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