Visualizza versione completa : Köln Concert - Jarrett, keith
silenZio
23-10-2008, 19:44
stavo riascoltando questo disco... impareggiabile... l'ho ascoltato centinaia di volte... durante la preparazione della tesi ricordo di averlo ascoltato continuamente anche 2/3 volte di seguito... tipo loop...
ora che l'ho ripreso in mano mi è venuta alla mente una domanda che già mi ero posto altre volte... chissà, mi chiedo, se le persone che assistettero all'esibizione quella sera riuscirono a capire la portata di quello che stavano ascoltando...
chissà chi colse l'importanza del concerto...
mah?!
Lorenzaccio
23-10-2008, 20:03
stavo riascoltando questo disco... impareggiabile... l'ho ascoltato centinaia di volte... durante la preparazione della tesi ricordo di averlo ascoltato continuamente anche 2/3 volte di seguito... tipo loop...
ora che l'ho ripreso in mano mi è venuta alla mente una domanda che già mi ero posto altre volte... chissà, mi chiedo, se le persone che assistettero all'esibizione quella sera riuscirono a capire la portata di quello che stavano ascoltando...
chissà chi colse l'importanza del concerto...
mah?!
Il Koln Concert è veramente un punto importante nella discografia jarrettiana ma forse il Paris Concert lo supera per bellezza. Purtroppo il problema di Jarrett è che dal vivo non è sempre impeccabile.
Sicuramente un ascoltatore attento coglie l'essenza di ciò che sta ascoltando e ne capisce la portata.
voltaire
23-10-2008, 21:56
l'ho scoperto grazie a caro diario
charley_ellroy
23-10-2008, 23:19
Capolavoro e must per diversi studenti universitari, a quanto vedo...
Edna Million
23-10-2008, 23:39
ora che l'ho ripreso in mano mi è venuta alla mente una domanda che già mi ero posto altre volte... chissà, mi chiedo, se le persone che assistettero all'esibizione quella sera riuscirono a capire la portata di quello che stavano ascoltando...
chissà chi colse l'importanza del concerto...
mah?!
sai che è quello che mi chiedo / mi sono chiesta anch'io ad ogni ascolto?
chissà se l'avevano capito,,,,
il primo "movimento" è qualcosa di trascendentale, di una bellezza irreale.
stavo riascoltando questo disco... impareggiabile... l'ho ascoltato centinaia di volte... durante la preparazione della tesi ricordo di averlo ascoltato continuamente anche 2/3 volte di seguito... tipo loop...
ora che l'ho ripreso in mano mi è venuta alla mente una domanda che già mi ero posto altre volte... chissà, mi chiedo, se le persone che assistettero all'esibizione quella sera riuscirono a capire la portata di quello che stavano ascoltando...
chissà chi colse l'importanza del concerto...
mah?!
chissà..sicuramente l'avranno capito più di ornette coleman e stravinsky...
ora che l'ho ripreso in mano mi è venuta alla mente una domanda che già mi ero posto altre volte... chissà, mi chiedo, se le persone che assistettero all'esibizione quella sera riuscirono a capire la portata di quello che stavano ascoltando...
chissà chi colse l'importanza del concerto...
mah?!
Credo che fossero tutti ATTERRITI e ansiosi di non tossire, non muoversi, non starnutire, non fare scricchiolare la seggiola sperando che il MAESTRO non si interrompesse dopo che aveva fulminato con lo sguardo gli STRONZI che aveva osato sghignazzare (si sente abbastanza bene esattamente a 5 secondi dall'inizio).
(in realtà non era ancora così maniaco, anzi, mi ricordo che circolava una leggenda urbana jazz per cui una volta, in uno dei numerosi concerti per piano solo, era rimasto a fissare il piano per parecchio tempo senza fare NULLA finché uno spettatore spazientito gli ha urlato "RE DIESIS!" e lui ha ringraziato e si è messo a improvvisare su quella tonalità. Chissà se è vero. È certo che oggi, dovesse accadere, probabilmente Keith lascerebbe la sala schiumando. Povero Keith.)
Una cosa che mi diverte molto fare, restando nell'ambito di pianisti idiosincratici, è suonare le Goldberg variations nella seconda versione di Glenn Gould mescolandole con quella incisa da Jarrett, facendo il pieno di idiosincrasie e mugugnii. Sublimi.
Disco meraviglioso, ma a volte mi ammorba un po' la balla.
silenZio
24-10-2008, 09:28
già, credo che swan abbia ragione...
però...
però...
c'è un pensiero che mi rode... e non riesco pure a dirlo per bene... mò ci provo:
io, da profano musicale, ho la fortuna di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo in quello che ascolto (quando sono fortunato, ma chi non lo fa... del resto... coi dischi...) e mi ci vuole del tempo. e se penso che il K.C. fu un'improvvisazione che, in teoria, sarebbe dovuta morire con la serata... cioè, mi spiego? è stata registrata, ed infatti noi ce l'ascoltiamo.... ma quella concerto è improvvisato per quello sparuto pubblico di quella sala... se non fosse stato registrato, posto che non ne staremmo parlando, sarebbe dovuto essere stato digerito in quel poco più di un ora... e cazzo... sta cosa mi "affligge"... abbè abbè è una fissa del caxxo e c'ho poco da fare in ufficio.. però rimane l'idea... allora la domanda, qualcuno fu capace di colgliere la portata (che a posteriori con la registrazione tutti, a loro modo, più o meno hanno colto) di quella serata? ma parlo proprio di possibbilità intellettuale di poter metabolizzare quelle note tutte insieme,....
(p.s. lo volevo scrivere nel primo post: se qualcuno pensa di poterne parlare male è chiaramente in malafede... e si può tenere il pensiero per se...:p)
Allyouneedislove
24-10-2008, 10:18
io, da profano musicale, ho la fortuna di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo in quello che ascolto (quando sono fortunato, ma chi non lo fa... del resto... coi dischi...) e mi ci vuole del tempo. e se penso che il K.C. fu un'improvvisazione che, in teoria, sarebbe dovuta morire con la serata... cioè, mi spiego? è stata registrata, ed infatti noi ce l'ascoltiamo.... ma quella concerto è improvvisato per quello sparuto pubblico di quella sala... se non fosse stato registrato, posto che non ne staremmo parlando, sarebbe dovuto essere stato digerito in quel poco più di un ora... e cazzo... sta cosa mi "affligge"... abbè abbè è una fissa del caxxo e c'ho poco da fare in ufficio.. però rimane l'idea... allora la domanda, qualcuno fu capace di colgliere la portata (che a posteriori con la registrazione tutti, a loro modo, più o meno hanno colto) di quella serata? ma parlo proprio di possibbilità intellettuale di poter metabolizzare quelle note tutte insieme,....
(p.s. lo volevo scrivere nel primo post: se qualcuno pensa di poterne parlare male è chiaramente in malafede... e si può tenere il pensiero per se...:p)
aldilà della bellezza della musica, che ovviamente è innegabile, c'è il fatto ugualmente innegabile che l'approccio a un disco del genere è pieno di aspettative e suggestioni ancora prima dell'ascolto, figuriamoci per chi è lì presente.... penso.
chi si trova lì a beccarsi un'improvvisazione di un artista così già di suo è predisposto al midiciale (come dice Bergonzoni), il fatto è che è sempre unico e la portata la devi percepire per forza, secondo me. (poi ti confesso che io mi emoziono anche a lezione quando io mi fermo e il mio insegnante improvvisa.... è solo quel momento, solo quella musica. poi più. c.a.z.z.o.)
silenZio
24-10-2008, 10:26
...
ally un over 3d per te...
non sei più andato sul thread di hendrix.... :crycrycry::crycrycry:
scusate la profanazione del thread...:mr:green:
io, da profano musicale, ho la fortuna di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo in quello che ascolto (quando sono fortunato, ma chi non lo fa... del resto... coi dischi...) e mi ci vuole del tempo. e se penso che il K.C. fu un'improvvisazione che, in teoria, sarebbe dovuta morire con la serata... cioè, mi spiego? è stata registrata, ed infatti noi ce l'ascoltiamo.... ma quella concerto è improvvisato per quello sparuto pubblico di quella sala... se non fosse stato registrato, posto che non ne staremmo parlando, sarebbe dovuto essere stato digerito in quel poco più di un ora... e cazzo... sta cosa mi "affligge"... abbè abbè è una fissa del caZZo e c'ho poco da fare in ufficio.. però rimane l'idea... allora la domanda, qualcuno fu capace di colgliere la portata (che a posteriori con la registrazione tutti, a loro modo, più o meno hanno colto) di quella serata? ma parlo proprio di possibbilità intellettuale di poter metabolizzare quelle note tutte insieme,....
Basti dire che nonostante le richieste Jarrett si è rifiutato per anni di pubblicare una trascrizione a uso dei pianisti e, a quanto pare, fosse per lui, si poteva anche non fare il disco ché l'improvvisazione è il calore di un momento, poi via di nuovo verso il vento.
silenZio
24-10-2008, 10:35
Basti dire che nonostante le richieste Jarrett si è rifiutato per anni di pubblicare una trascrizione a uso dei pianisti e, a quanto pare, fosse per lui, si poteva anche non fare il disco ché l'improvvisazione è il calore di un momento, poi via di nuovo verso il vento.
non so se, per questo, rimanere impressionato dal genio o dalla follia....
perchè io con la mia piccola sensibilità non riesco a capire.. .ma io non sono jarrett... eh eh
Allyouneedislove
24-10-2008, 10:38
ally un over 3d per te...
non sei più andato sul thread di hendrix.... :crycrycry::crycrycry:
scusate la profanazione del thread...:mr:green:
oggi ne aprirei uno su Robben Ford:??xx??:
no eh...
arrivo!!!
Basti dire che nonostante le richieste Jarrett si è rifiutato per anni di pubblicare una trascrizione a uso dei pianisti e, a quanto pare, fosse per lui, si poteva anche non fare il disco ché l'improvvisazione è il calore di un momento, poi via di nuovo verso il vento.
vabbè però sono due cose diverse, pure lui oh....
capisco il disco (bella rima) che a te può pure non andare per mille motivi ma lo spartito è oggetto di studio dai. è davvero utile.
non so se, per questo, rimanere impressionato dal genio o dalla follia....
perchè io con la mia piccola sensibilità non riesco a capire.. .ma io non sono jarrett... eh eh
Il punto è: costui è davvero geloso della sua arte oltre che pieno di fisime. Nella sua vita artistica, che io sappia, ha fatto un solo e unico compromesso, quasi quarant'anni fa, accettando di suonare elettrico per Miles. Un compromesso che ha fruttato perché ha reso Jarrett subito celebre.
Credo, comunque, che sarebbe divenuto celebre lo stesso, magari avrebbe impiegato un po' più di tempo.
Credo, altresì, che il paradosso lo infastidisse non poco. È la famigerata legge di Barbara Ann: tu componi da anni le più raffinate e incredibili partiture, poi per pressione della casa discografica prendi una chitarra, due fratelli e tre amici, cazzeggi su un pezzo altrui e ne viene fuori la canzone che ti identificherà nei secoli futuri (perché nel mondo reale i Beach Boys non sono quelli di Pet sounds o di Good vibrations, al massimo quelli di Surfin U.S.A. MA il brano più noto ovunque resta Barbara Ann, anzi, Barbrienn. Plaudo a me stesso per avere infilato i Beach Boys nella cosa che c'entra meno d'un cazzo al mondo.
Quindi questo che fa dell'acustica del pianoforte (con tutte le idiosincrasie che comporta: meccanica, tasti, accordatura, pedali, altezza del seggiolino, postura, legno...) e del pianoforte acustico i suoi mezzi espressivi raggiunge la fama come nuovo talento ELETTRICO ultima scoperta del grande Miles Davis.
Allo stesso modo i concerti per pianoforte solo, in totale improvvisazione, dovrebbero essere come lacrime nella pioggia, svanire immediatamente. Invece, grazie al disco, si perpetuano e, non solo, le parti più facilmente cantabili, diventano popolarissime (basta pensare a Memories of tomorrow), la gente le ascolta e le riascolta e l'improvvisazione perde completamente la sua magia intrinseca, diventa qualcosa che si ripete ogni volta che qualcuno ascolta il disco.
Ma tornando al tema, sennò mi dilungo sul serio, snobbisticamente direi che sì, se ne accorserò, ché il pubblico jazz è assai più attento degli altri, perché non ha appigli, ha poco da guardare se non i musicisti (il musicista in questo caso) e di fronte all'assolo strepitoso, al momento di incredibile versatilità, non se lo lascia sfuggire.
Ho visto un concerto dei Radiohead a Firenze (in presentazione dell'imminente Kid A) con Thom York seduto al piano e con le spalle girate al pubblico. Ogni terzo momento ci zittiva con un fare a dir poco altezzoso ed irriverente. Però questo non mi ha minimamente impedito di godere la musica, che mi ha estraniato dal contesto, sì, ma facendomi comunque godere.
Le idiosincrasie di Jarrett non lo rendono di certo meno geniale, tutt'altro.
gli STRONZI che aveva osato sghignazzare (si sente abbastanza bene esattamente a 5 secondi dall'inizio).
6. si direbbero degli incanutiti vecchi laidi.
Spider Jerusalem
05-11-2008, 16:11
Basti dire che nonostante le richieste Jarrett si è rifiutato per anni di pubblicare una trascrizione a uso dei pianisti e, a quanto pare, fosse per lui, si poteva anche non fare il disco ché l'improvvisazione è il calore di un momento, poi via di nuovo verso il vento.
Io credo invece che fosse esattamente il contrario, nemmeno lui aveva idea se sarebbe stato più o meno geniale quello che gli sarebbe uscito dalle dita. Quella volta (e forse tante altre, solo che non le conosciamo) rimase registrata una ottima interpretazione, che ha permesso a Jarrett di "tirarsela" meritatamente per gli anni a venire. Ma resto dell'idea che non ha mai acconsentito troppo alla registrazione di ogni singola improvvisazione (eccezion fatta per quelle "programmate" tipo i Sun Bear Concerts) anche perchè non si notasse troppo la sproporzione percentuale fra le improvvisazioni "ispirate" e quelle, ahimè, standard.
Sciapò, ma questo è superiore
http://records.paulgray.pl/media/record/1159
IANCURTIS
05-11-2008, 18:10
lo state mitizzando...un pò troppo...:cool:
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