Visualizza versione completa : Let It A, Let It B: il lato oscuro dei beatles
charlie varrick
21-10-2008, 00:04
Per esempio, sapevate che in realtà get back originariamente era un inno contro l' immigrazione?
Beatles razzisti: non ci credete?
Ecco qua miscredenti: No Pakistanis
http://it.youtube.com/watch?v=rz4B1FI2uos
Qua invece si limitano ad una apologia del periodo colonialista, tra una cover degli animals e sbeffeggiamenti verso disabili
http://it.youtube.com/watch?v=_rdwgadyMGo&feature=related
Poi let it a, let it b
http://it.youtube.com/watch?v=PLQa4fM-fPQ
non è esattamente così.
c'era un umorismo nero dietro queste cose.
get back era ed è una parodia dei nazionalisti.
Per esempio, sapevate che in realtà get back originariamente era un inno contro l' immigrazione?
http://majnun.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56691/200624174410_vulvia2.jpg
The Secret Chord
21-10-2008, 09:23
Sono più o meno con d@v1d3...credo che fossero una specie di humor nero + cazzate a ruota libera...Sono ragazzi.
eh si, anche perchè mi sembra strano che spompinassero il loro guru indiano, che lennon stesse con un "muso giallo" e che harrison suonasse così bene il sitar e che organizzo il concerto per il bangladesh.
In verità, in verità vi dico
Get back nasce come satira della paranoia sugli immigrati, non solo quelli pakistani. Poi, visto il periodo e le tensioni fra i quattro la cosa è sfuggita un po' di mano e il testo è diventato quasi un nonsense.
Una variante è quella nota come Commonwealth dove Macca ridicolizza Enoch Powell, membro eminente del partito conservatore, che aveva da poco pronunziato il suo celebre discorso sul sovraffollamento britannico dovuto all'immigrazione (legale) di persone provenienti dai paesi del Commonwealth. In origine era a metà tra la rumba e il calypso, con John che tirava fuori la vocetta che aveva imparato imitando Sellers nel Goon show
Il brano venne poi rielaborato (assumendo l'aspetto musicale quasi definitivo, quella che John definì una "better Lady Madonna") come No pakistanis, proseguendo l'aspetto satirico, utilizzando l'iperbole (ovvero assumendo le posizioni da criticare e portandole all'estremo). A quel punto anche se la canzone era eminentemente di Paul, Lennon volle aggiungere un verso dove si parlava espressamente del problema. È conosciuto perché il manoscritto è conservato in un Hard Rock Cafe:
"Meanwhile back at home too many Pakistanis,
Living in a council flat
Candidate Macmillan, tell us what your plan is,
Won't you tell us where you're at"
La versione cantata durante le session di Get back differisce di poco. Detto questo credo che quando si trattò di fare di quel brano il simbolo del "ritorno a casa" dei Beatles, nudi e crudi, senza sovraincisioni eccetera, gli venne sostanzialmente consigliato di lasciar perdere che rischiavano di essere fraintesi (nelle session Macca "scrisse" un altro brano che può turbare, fuori contesto, Negro in reserve, si trattava in realtà di un'improvvisazione su Devil in disguise, cantata con acconcia voce alla Elvis).
Detto questo non è che siccome uno fa il musicista non possa essere razzista o appoggiare posizioni conservatrici. Tra i più celebri sostenitori di Powell c'era Eric Clapton che diceva di non farne una questione razziale ("Io suono il blues e AMO i negretti, perdìo"), semplicemente considerava che l'Inghilterra stesse diventando sovraffollata non comprendendo che le istanze del politico partivano, comunque, da basi ben diverse. A sua discolpa slowhand disse che era 'mbriaco quando disse ciò (mi verrebbe da dire che siccome in quel periodo - 1976 - Clapton era 'mbriaco sempre non ci sono scuse).
Furono l'affermazione del chitarrista e le dichiarazioni di Bowie nella famigerata intervista a Playboy ("l'Inghilterra è pronta per un leader fascista") a dar vita al movimento Rock Against Racism.
Quante cosucce che si imparano da una semplice canzone, nevvero?
Alessandro Besselva
21-10-2008, 13:27
In verità, in verità vi dico
Get back nasce come satira della paranoia sugli immigrati, non solo quelli pakistani. Poi, visto il periodo e le tensioni fra i quattro la cosa è sfuggita un po' di mano e il testo è diventato quasi un nonsense.
Una variante è quella nota come Commonwealth dove Macca ridicolizza Enoch Powell, membro eminente del partito conservatore, che aveva da poco pronunziato il suo celebre discorso sul sovraffollamento britannico dovuto all'immigrazione (legale) di persone provenienti dai paesi del Commonwealth. In origine era a metà tra la rumba e il calypso, con John che tirava fuori la vocetta che aveva imparato imitando Sellers nel Goon show
Il brano venne poi rielaborato (assumendo l'aspetto musicale quasi definitivo, quella che John definì una "better Lady Madonna") come No pakistanis, proseguendo l'aspetto satirico, utilizzando l'iperbole (ovvero assumendo le posizioni da criticare e portandole all'estremo). A quel punto anche se la canzone era eminentemente di Paul, Lennon volle aggiungere un verso dove si parlava espressamente del problema. È conosciuto perché il manoscritto è conservato in un Hard Rock Cafe:
"Meanwhile back at home too many Pakistanis,
Living in a council flat
Candidate Macmillan, tell us what your plan is,
Won't you tell us where you're at"
La versione cantata durante le session di Get back differisce di poco. Detto questo credo che quando si trattò di fare di quel brano il simbolo del "ritorno a casa" dei Beatles, nudi e crudi, senza sovraincisioni eccetera, gli venne sostanzialmente consigliato di lasciar perdere che rischiavano di essere fraintesi (nelle session Macca "scrisse" un altro brano che può turbare, fuori contesto, Negro in reserve, si trattava in realtà di un'improvvisazione su Devil in disguise, cantata con acconcia voce alla Elvis).
Detto questo non è che siccome uno fa il musicista non possa essere razzista o appoggiare posizioni conservatrici. Tra i più celebri sostenitori di Powell c'era Eric Clapton che diceva di non farne una questione razziale ("Io suono il blues e AMO i negretti, perdìo"), semplicemente considerava che l'Inghilterra stesse diventando sovraffollata non comprendendo che le istanze del politico partivano, comunque, da basi ben diverse. A sua discolpa slowhand disse che era 'mbriaco quando disse ciò (mi verrebbe da dire che siccome in quel periodo - 1976 - Clapton era 'mbriaco sempre non ci sono scuse).
Furono l'affermazione del chitarrista e le dichiarazioni di Bowie nella famigerata intervista a Playboy ("l'Inghilterra è pronta per un leader fascista") a dar vita al movimento Rock Against Racism.
Quante cosucce che si imparano da una semplice canzone, nevvero?
Bowie se non ricordo male usò la variante "eh ma ero drogato", anche lì niente scuse.......
Drunk on the moon
21-10-2008, 13:40
Oddio, se parliamo di uscite razzialmente discutibili, c'e' Morrissey che di tanto in tanto sbuffa qualcosa dal suo spleen. Pare che sia riuscito a lamentarsi del fatto che ci sono sempre meno facce tipicamente britanniche per le strade del Regno Unito, ma anche qui Swan sapra' sciogliere ogni dubbio.
Piuttosto, il lato oscuro dei Beatles tira sempre parecchio e ormai fa mercato a se'.
Ha gia' fatto un po' di scalpore la biografia di John Lennon nelLa quale lo si dice maniaco sessuale e gretto, innamorato di e sessualmente attratto da McCartney e col rimpianto di non aver scopato con mamma' (la sua, non quella di McCartney, come dice Yoko Ono)
Oddio, se parliamo di uscite razzialmente discutibili, c'e' Morrissey che di tanto in tanto sbuffa qualcosa dal suo spleen. Pare che sia riuscito a lamentarsi del fatto che ci sono sempre meno facce tipicamente britanniche per le strade del Regno Unito, ma anche qui Swan sapra' sciogliere ogni dubbio.
Poi qualcuno ha avuto il coraggio di dirgli: "Moz, guarda che sei a Roma!" E lui: "Ah, volevo dire... ecco perché il veg-kebab fa così schifo"
Piuttosto, il lato oscuro dei Beatles tira sempre parecchio e ormai fa mercato a se'.
Ha gia' fatto un po' di scalpore la biografia di John Lennon nelLa quale lo si dice maniaco sessuale e gretto, innamorato di e sessualmente attratto da McCartney e col rimpianto di non aver scopato con mamma' (la sua, non quella di McCartney, come dice Yoko Ono)
Il punto è che mentre Macca (uomo ambiziosissimo e calcolatore che, però, vuole essere amato da tutti), George (misticismo + coca e belle fighe + giardinaggio) e Ringo (è qui la feshtah?) sono sempre uguali dall'inizio della storia alla morte (vabbé, Ringo è ancora vivo), Lennon è una contraddizione vivente che ben si esprime nel "you can count me out / in" di Revolution 1.
Quindi pacifista ma anche finanziatore delle pantere bianche, mistico ma ubriacone, poeta ma anche autore di filastrocche oscene.
Secondo me dietro la forte omofobia c'è sempre una componente omosessuale, non si può mai dire quanto latente, che fa orrore a chi ce l'ha (non solo in quel campo: perché il predicatore che esige la castità viene sempre poi beccato con la puttanona di turno? Perché esso ama la gnocca ma ci ha le turbe perché ha paura di essere scoperto solo che, come Faul, VUOLE essere scoperto). Quindi, forse, le sparate "antichecca" di Lennon contro Epstein sono state interpretate come tentativo estremo di nascondere l'indicibile.
Sulla mamma, poi, non ne parliamo. E, da aggiungere, ogni tanto torna fuori la questione che sarebbe stato un calcio in testa assestato da John all'amico Stuart Sutcliffe durante un litigio a portare all'emorragia cerebrale che (ANNI dopo... vabbè, tutto è possibile) lo avrebbe ucciso.
Personalmente, soprattutto in sede biografica, le congetture inverificabili sono abbastanza fastidiose. Il nuovo libro di Norman (il suo Shout! è storico ma anche drammaticamente superato da tutte le ricerche degli ultimi trent'anni) non può essere tremendo come quello di Goldman, che posseggo orgogliosamente, che demoliva Lennon sotto qualsiasi aspetto, compeso quello artistico (tutte le canzoni di John con una progressione simile a quella che apre Instant Karma venivano bollate come plagio della filastrocca Three blind mices e il fatto che fosse stata incisa in versione rock alle audizioni per la Decca non faceva che avvalorare questa tesi - e anche se fosse? Hai visto te che cazzo di genio? - Imagine veniva definita "più noiosa di un coro di quaccheri", che anche a me esce un po' dalle orecchie, però...). Lì John era l'assassino di Stuart, aveva costretto all'aborto migliaia di giovinette (ma proprio descritto come una sorta di Killer BoB che prima le ingravidava e poi le disimbarazzava quasi personalmente), eroinomane all'ultimo stadio così come Yoko Ono, paranoico, pazzo, pedofilo, omosessuale attivo e passivo, fortunatamente un alibi per l'omicidio di Bobby Kennedy ma probabile mandante di quello di Epstein... Il tutto, note alla mano, supportato da interviste a "fonti di prima mano che preferiscono restare anonime" oppure da John Smith "il nome è uno pseudonimo per proteggere il testimone".
Tutto sommato spassosissima perché, poi, uno si ascolta, chessò, Walls & bridges e se gli sembra un disco di merda è un disco di merda, se gli piace gli piace indipendentemente da se Winston sognava o meno di cacciarglielo a Julia.
che harrison suonasse così bene il sitar
c'entra nulla col topic, ma ho letto forse proprio qui o forse da qualche altra parte che per gli indiani abituati allo strumento quello che faceva Harrison col sitar suonasse loro in maniera del tutto ridicola
c'entra nulla col topic, ma ho letto forse proprio qui o forse da qualche altra parte che per gli indiani abituati allo strumento quello che faceva Harrison col sitar suonasse loro in maniera del tutto ridicola
vero.
detto questo potrebbe essere un problema di musicalità
ciò che in europa è valido non lo è in india
vero.
detto questo potrebbe essere un problema di musicalità
ciò che in europa è valido non lo è in india
ma si, che poi il sitar è uno strumento della tradizione classica e sospetto che come tutti i musicisti classici anche gli indiani non vedessero di buon occhio che un loro strumento venisse "maltrattato" in un contesto pop. Poi per me non esiste il modo giusto a priori di suonare uno strumento...
Drunk on the moon
21-10-2008, 16:23
Poi qualcuno ha avuto il coraggio di dirgli: "Moz, guarda che sei a Roma!" E lui: "Ah, volevo dire... ecco perché il veg-kebab fa così schifo"
No, era in Patria e pure recidivo :lolor:
Seguito poco la discussione,ma sovrapponendosi ad altre uscite discutibili, ha fatto incazzare in particolar modo alcuni esponenti della comunita' giamaicana... edulcorando di molto sbottarono un po' "ma guarda tu se sta checca..." :rolleyes:
Il punto è che mentre Macca (uomo ambiziosissimo e calcolatore che, però, vuole essere amato da tutti), George (misticismo + coca e belle fighe + giardinaggio) e Ringo (è qui la feshtah?) sono sempre uguali dall'inizio della storia alla morte (vabbé, Ringo è ancora vivo1), Lennon è una contraddizione vivente che ben si esprime nel "you can count me out / in" di Revolution 1.
Quindi pacifista ma anche finanziatore delle pantere bianche, mistico ma ubriacone, poeta ma anche autore di filastrocche oscene.
Secondo me dietro la forte omofobia c'è sempre una componente omosessuale, non si può mai dire quanto latente, che fa orrore a chi ce l'ha (non solo in quel campo: perché il predicatore che esige la castità viene sempre poi beccato con la puttanona di turno? Perché esso ama la gnocca ma ci ha le turbe perché ha paura di essere scoperto solo che, come Faul, VUOLE essere scoperto). Quindi, forse, le sparate "antichecca" di Lennon contro Epstein sono state interpretate come tentativo estremo di nascondere l'indicibile.
Sulla mamma, poi, non ne parliamo. E, da aggiungere, ogni tanto torna fuori la questione che sarebbe stato un calcio in testa assestato da John all'amico Stuart Sutcliffe durante un litigio a portare all'emorragia cerebrale che (ANNI dopo... vabbè, tutto è possibile) lo avrebbe ucciso.
Personalmente, soprattutto in sede biografica, le congetture inverificabili sono abbastanza fastidiose. Il nuovo libro di Norman (il suo Shout! è storico ma anche drammaticamente superato da tutte le ricerche degli ultimi trent'anni) non può essere tremendo come quello di Goldman, che posseggo orgogliosamente, che demoliva Lennon sotto qualsiasi aspetto, compeso quello artistico (tutte le canzoni di John con una progressione simile a quella che apre Instant Karma venivano bollate come plagio della filastrocca Three blind mices e il fatto che fosse stata incisa in versione rock alle audizioni per la Decca non faceva che avvalorare questa tesi - e anche se fosse? Hai visto te che cazzo di genio? - Imagine veniva definita "più noiosa di un coro di quaccheri", che anche a me esce un po' dalle orecchie, però...). Lì John era l'assassino di Stuart, aveva costretto all'aborto migliaia di giovinette (ma proprio descritto come una sorta di Killer BoB che prima le ingravidava e poi le disimbarazzava quasi personalmente), eroinomane all'ultimo stadio così come Yoko Ono, paranoico, pazzo, pedofilo, omosessuale attivo e passivo, fortunatamente un alibi per l'omicidio di Bobby Kennedy ma probabile mandante di quello di Epstein... Il tutto, note alla mano, supportato da interviste a "fonti di prima mano che preferiscono restare anonime" oppure da John Smith "il nome è uno pseudonimo per proteggere il testimone".2Tutto sommato spassosissima perché, poi, uno si ascolta, chessò, Walls & bridges e se gli sembra un disco di merda è un disco di merda, se gli piace gli piace indipendentemente da se Winston sognava o meno di cacciarglielo a Julia.
1 :lolor::lolor::lolor:
2 qualche volta il mondo dei biografi e filologi del Rock mi pare come in "Maledetto il giorno che t'ho incontrato" di Verdone. :lolor:
10.0 al breve(sul serio, data la mole di pubblicazioni) excursus sulle biografie.
Il sospetto che forse non dovesse essere presa sul serio *ogni* uscita di ventenni cazzari, ancorche' musicisti geniali, coi loro cazzi y mazzi personali che li rendevano contraddittori anyway e ancor piu' nel mezzo di un'avventura meravigliosa e irripetibile... non va assecondato, studi, ricostruzioni e rivelazioni sono parte irrinunciabile del nostro amato baraccone r'n'r :??xx??:
edit: ed, mi pare probabile che tu abbia letto giusto. Gli indiani hanno tutt'altro uso e finalita' e anche scale musicali & armoniche, tutt'altra costruzione proprio. Per Harrison era un flavour esotico da aggiungere o anche esplorare,ma restava un musicista pop-rock occidentale alle prese con un universo con leggi altre, millenarie e a lui solo molto parzialmente conosciute.(e sconosciute al 99,9% pure a noi)
charlie varrick
21-10-2008, 22:29
non è esattamente così.
c'era un umorismo nero dietro queste cose.
get back era ed è una parodia dei nazionalisti.
Si, ma il mio voleva essere un bieco tentativo di suscitare polemiche, tentativo tentato comunque.
Quelle session sono piene di sorprese, rilancio quindi con:
http://it.youtube.com/watch?v=qI_N_5D5-f8
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