howehome
20-10-2008, 21:13
volcano! (Usa, Leaf / Goodfellas)
www.volcanoisaband.com
www.myspace.com/volcanoisaband
23/10/08 Bolzano @ Boulevard
24/10/08 Giussago (Pv) @ Ortosonico
25/10/08 Verona @ Interzona
info@wakeupandream.net
www.wakeupandream.net
Tornano finalmente in Italia, dove furono protagonisti di un fortunato tour a giugno 2006, i chicagoani volcano! (si scrive proprio così, minuscolo e con il punto esclamativo). L’occasione è l’uscita, a lungo attesa dai fans, di "Paperwork", secondo disco in studio, sempre su Leaf. Il loro esordio fu un piccolo caso nel mondo del rock indipendente per una rara capacità di tenere insieme spigoli e melodia, tensione e lirismo.
Sul nuovo "Paperwork":
"È un botto il ritorno del trio americano. Sempre materia cangiantemente dopo-rock come all'epoca di Beautiful Seizure ma fortemente più a fuoco. Come se i due anni passati fossero serviti a focalizzare l'attenzione su una materia sfuggente e in divenire o a far maturare quelle intuizioni che potevano sembrare figlie di uno stato di pura incoscienza giovanile. Undici pezzi assai articolati e spericolati, come da previsione. Come alchimisti del post rock Aaron With, Mark Cartwright e Sam Scranton sono ancora capaci di mischiare - in dosi, a noi poveri mortali, ignote - rock, indie-pop, noise, inserti di elettronica, improvvisazione controllatae quant'altro con un gusto particolare per la teatralità (la voce di With su tutto) e una tangibile predilezione per le strutture aperte e cerebrali. È musica da cervello, quella dei volcano! Ma non autoindulgente o compiaciuta. Tanto meno cervellotica. È musica che possiede sempre la sferzante spinta muscolare del rock come dimostra la batteria massiccia di Scranton; ma anche il contorto appeal della ricerca intesa come fusione/elaborazione del noto in chiave nuova (gli interplay strumentali, le rifrazioni umorali, i travasi stilistici effettuati con imbarazzante nonchalance). Tutto come nell'esordio? Apparentemente sì. Ma la sensazione di fondo è quella di una piena coscienza dell'agire. Del bilanciare suoni ed umori, inquietudini e naturale istinto alla sperimentazione. Di fare ricerca in un ambito in cui spesso ci si culla sul già detto e già sentito senza dimenticare che il rock è anche tentare di far crollare impalcature vecchie. (8.0/10)
Stefano Pifferi
www.sentireascoltare.com/settembreREce.pdf
“La critica di avanguardia adora questo trio di Chicago. Con una semplice strumentazione basso batteria chitarra riescono a mettere in piedi una rete di canzoni volativi, complicate, espanse oltre territori impensabili fino a un momento prima di ascoltarli… Accompagnati da una calda voce che stranamente assomiglia a quella di Antony di Antony & the Johnsons, i volcano! esplorano suoni che da qualche parte ho sentito negli album ultimi di Captain Beefheart, come Tension Loop, incredibilmente spiritata. Come ha detto qualcuno: il perfetto equilibrio tra un ordine rpeciso e un apparente caos”, Claudio Sorge, Rumore, 7/10
Su "Beautiful Seizure" (Leaf, 2006):
"...potremmo immaginare i Radiohead che incontrano gli Storm&Stress... Improvvisazione e forma-canzone, rock ed elettronica, ricerca melodica e cacofonie, folli inquietudini e placidi sfondi (ambientali e concreti), cerebralismo e teatralità, si rincorrono e si avvinghiano in un'oretta scarsa di musica palpitante e trasognata, implosiva e liberatoria..." (8) Fabio Polvani, Blow up
www.volcanoisaband.com
www.myspace.com/volcanoisaband
23/10/08 Bolzano @ Boulevard
24/10/08 Giussago (Pv) @ Ortosonico
25/10/08 Verona @ Interzona
info@wakeupandream.net
www.wakeupandream.net
Tornano finalmente in Italia, dove furono protagonisti di un fortunato tour a giugno 2006, i chicagoani volcano! (si scrive proprio così, minuscolo e con il punto esclamativo). L’occasione è l’uscita, a lungo attesa dai fans, di "Paperwork", secondo disco in studio, sempre su Leaf. Il loro esordio fu un piccolo caso nel mondo del rock indipendente per una rara capacità di tenere insieme spigoli e melodia, tensione e lirismo.
Sul nuovo "Paperwork":
"È un botto il ritorno del trio americano. Sempre materia cangiantemente dopo-rock come all'epoca di Beautiful Seizure ma fortemente più a fuoco. Come se i due anni passati fossero serviti a focalizzare l'attenzione su una materia sfuggente e in divenire o a far maturare quelle intuizioni che potevano sembrare figlie di uno stato di pura incoscienza giovanile. Undici pezzi assai articolati e spericolati, come da previsione. Come alchimisti del post rock Aaron With, Mark Cartwright e Sam Scranton sono ancora capaci di mischiare - in dosi, a noi poveri mortali, ignote - rock, indie-pop, noise, inserti di elettronica, improvvisazione controllatae quant'altro con un gusto particolare per la teatralità (la voce di With su tutto) e una tangibile predilezione per le strutture aperte e cerebrali. È musica da cervello, quella dei volcano! Ma non autoindulgente o compiaciuta. Tanto meno cervellotica. È musica che possiede sempre la sferzante spinta muscolare del rock come dimostra la batteria massiccia di Scranton; ma anche il contorto appeal della ricerca intesa come fusione/elaborazione del noto in chiave nuova (gli interplay strumentali, le rifrazioni umorali, i travasi stilistici effettuati con imbarazzante nonchalance). Tutto come nell'esordio? Apparentemente sì. Ma la sensazione di fondo è quella di una piena coscienza dell'agire. Del bilanciare suoni ed umori, inquietudini e naturale istinto alla sperimentazione. Di fare ricerca in un ambito in cui spesso ci si culla sul già detto e già sentito senza dimenticare che il rock è anche tentare di far crollare impalcature vecchie. (8.0/10)
Stefano Pifferi
www.sentireascoltare.com/settembreREce.pdf
“La critica di avanguardia adora questo trio di Chicago. Con una semplice strumentazione basso batteria chitarra riescono a mettere in piedi una rete di canzoni volativi, complicate, espanse oltre territori impensabili fino a un momento prima di ascoltarli… Accompagnati da una calda voce che stranamente assomiglia a quella di Antony di Antony & the Johnsons, i volcano! esplorano suoni che da qualche parte ho sentito negli album ultimi di Captain Beefheart, come Tension Loop, incredibilmente spiritata. Come ha detto qualcuno: il perfetto equilibrio tra un ordine rpeciso e un apparente caos”, Claudio Sorge, Rumore, 7/10
Su "Beautiful Seizure" (Leaf, 2006):
"...potremmo immaginare i Radiohead che incontrano gli Storm&Stress... Improvvisazione e forma-canzone, rock ed elettronica, ricerca melodica e cacofonie, folli inquietudini e placidi sfondi (ambientali e concreti), cerebralismo e teatralità, si rincorrono e si avvinghiano in un'oretta scarsa di musica palpitante e trasognata, implosiva e liberatoria..." (8) Fabio Polvani, Blow up