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Silvia
02-11-2009, 14:54
La Procura abruzzese ha aperto un'inchiesta sulle voci registrate
di due guardie carcerarie che discutono sul pestaggio di un uomo



"Un detenuto non si picchia in sezione"
Audio shock dal carcere di Teramo



"Queste cose si fanno sotto... Abbiamo rischiato la rivolta, perché il negro ha visto..."

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/carceri-affollamento/pestaggio-teramo/stor_17113722_10300.jpg

di GIUSEPPE CAPORALE

"Un detenuto non si picchia in sezione" Audio shock dal carcere di Teramo

TERAMO - "Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...". Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all'interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un "pestaggio" ai danni di un detenuto, quasi come fosse la "prassi", un episodio che rientra nella "normalità" della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all'interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.

ASCOLTA L'AUDIO (http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video)

Il nastro è stato recapitato al giornale locale La Città di Teramo, ed è scoppiata la bufera. Il plico era accompagnato da una lettera anonima.

In merito alla vicenda la deputata Radicale-Pd Rita Bernardini, membro della commissione Giustizia, ha presentato un'interrogazione al ministro Alfano.
La deputata chiede al ministro Alfano se ritenga di dover accertare "se questi corrispondano al vero e di promuovere un'indagine nel carcere di Castrogno di Teramo per verificare le responsabilità non solo del pestaggio di cui si parla nella registrazione, ma anche se la brutalità dei maltrattamenti e delle percosse sia prassi usata dalla Polizia Penitenziaria nell'istituto".
Proprio questa mattina la Bernardini ed il segretario Generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno, faranno visita al carcere.

Intanto la Uil chiede chiarezza e verità anche a tutela della professionalità e dell'impegno quotidiano della polizia penitenziaria di Teramo.

"Noi possiamo solo affermare - sottolinea la segreteria regionale - che la violenza gratuita non appartiene alla cultura dei poliziotti penitenziari in servizio a Teramo che, invece, pur tra mille difficoltà hanno più volte operato con senso del dovere, abnegazione e professionalità. Ciò non toglie che la verità vada ricercata con determinazione e in tempi brevi. Noi vogliamo contribuire a questa ricerca impedendo, nel contempo, che si celebrino processi sommari, intempestivi e impropri".

Anche il notevole sovraffollamento è causa di forti tensioni. L'istituto potrebbe contenere al massimo 250 detenuti, ne ospita circa 400. Un solo agente per sezione deve sorvegliare, nei turni notturni, anche più di 100 detenuti; un flusso di traduzioni che determina l'esaurimento di tutte le risorse disponibili.




http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video

Alessandro Besselva
02-11-2009, 15:07
La Procura abruzzese ha aperto un'inchiesta sulle voci registrate
di due guardie carcerarie che discutono sul pestaggio di un uomo



"Un detenuto non si picchia in sezione"
Audio shock dal carcere di Teramo



"Queste cose si fanno sotto... Abbiamo rischiato la rivolta, perché il negro ha visto..."

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/carceri-affollamento/pestaggio-teramo/stor_17113722_10300.jpg

di GIUSEPPE CAPORALE

"Un detenuto non si picchia in sezione" Audio shock dal carcere di Teramo

TERAMO - "Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...". Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all'interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un "pestaggio" ai danni di un detenuto, quasi come fosse la "prassi", un episodio che rientra nella "normalità" della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all'interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.

ASCOLTA L'AUDIO (http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video)

Il nastro è stato recapitato al giornale locale La Città di Teramo, ed è scoppiata la bufera. Il plico era accompagnato da una lettera anonima.

In merito alla vicenda la deputata Radicale-Pd Rita Bernardini, membro della commissione Giustizia, ha presentato un'interrogazione al ministro Alfano.
La deputata chiede al ministro Alfano se ritenga di dover accertare "se questi corrispondano al vero e di promuovere un'indagine nel carcere di Castrogno di Teramo per verificare le responsabilità non solo del pestaggio di cui si parla nella registrazione, ma anche se la brutalità dei maltrattamenti e delle percosse sia prassi usata dalla Polizia Penitenziaria nell'istituto".
Proprio questa mattina la Bernardini ed il segretario Generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno, faranno visita al carcere.

Intanto la Uil chiede chiarezza e verità anche a tutela della professionalità e dell'impegno quotidiano della polizia penitenziaria di Teramo.

"Noi possiamo solo affermare - sottolinea la segreteria regionale - che la violenza gratuita non appartiene alla cultura dei poliziotti penitenziari in servizio a Teramo che, invece, pur tra mille difficoltà hanno più volte operato con senso del dovere, abnegazione e professionalità. Ciò non toglie che la verità vada ricercata con determinazione e in tempi brevi. Noi vogliamo contribuire a questa ricerca impedendo, nel contempo, che si celebrino processi sommari, intempestivi e impropri".

Anche il notevole sovraffollamento è causa di forti tensioni. L'istituto potrebbe contenere al massimo 250 detenuti, ne ospita circa 400. Un solo agente per sezione deve sorvegliare, nei turni notturni, anche più di 100 detenuti; un flusso di traduzioni che determina l'esaurimento di tutte le risorse disponibili.




http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video

La solita disfattista, magare anche lui ha avuto dei genitori che se ne sono fregati, ed era sicuramente un drogato...

Silvia
02-11-2009, 15:11
Non ti indigni neanche un pochino? :(

Alessandro Besselva
02-11-2009, 15:12
Non ti indigni neanche un pochino? :(

Non vorrei mai contrariare Lodo

Ermanno Toma
02-11-2009, 15:14
sono sempre più basito da alcuni utenti. scusa silvia ma ti sembra uno scandalo il fatto che qualcuno si sia indignato per quello che è successo?

Huskebasi
02-11-2009, 15:14
Non vorrei mai contrariare Lodo

:rolleyes: 8#8

Silvia
02-11-2009, 15:15
sono sempre più basito da alcuni utenti. scusa silvia ma ti sembra uno scandalo il fatto che qualcuno si sia indignato per quello che è successo?

Dove avrei affermato una cosa del genere?

Ermanno Toma
02-11-2009, 15:17
Dove avrei affermato una cosa del genere?beh o sono diventato scemo io tutto d' un tratto oppure il titolo mi sembrava una presa per il culo.

Silvia
02-11-2009, 15:21
beh o sono diventato scemo io tutto d' un tratto oppure il titolo mi sembrava una presa per il culo.

Ironico sì, ma se fosse stata una presa per il culo avrei riportato un articolo tipo 'i calciatori vengono pagati troppo'.

Ermanno Toma
02-11-2009, 15:22
Ironico sì, ma se fosse stata una presa per il culo avrei riportato un articolo tipo 'i calciatori vengono pagati troppo'.allora sorry, colpa mia.

è evidente che questa sezione del forum mi fa male.

carmilla
02-11-2009, 15:30
Non ti indigni neanche un pochino? :(

credo che siano parecchie le cose di cui indignarsi...anche della mancanza di sensibilità di alcuni.

Silvia
02-11-2009, 15:35
eddue.

carmilla
02-11-2009, 15:41
non voglio fare alcuna polemica, il titolo mi sembrava un tantino provocatorio.
Sorry

untitled
02-11-2009, 15:44
Per farti capire Siliva, avresti dovuto intitolare:
"le pochissime e isolate mele marce FORSE colpiscono ancora. FORSE.(prima bisogna indagare, non si può mettere il carro davanti ai buoi o seppellire l'orso prima di averlo ucciso, qui una volta era tutta campagna, è una montatura della sinistra noglobal)."

Ti devo insegnare tutto...

beggar
02-11-2009, 15:47
La solita disfattista, magare anche lui ha avuto dei genitori che se ne sono fregati, ed era sicuramente un drogato...

Già...

Silvia
02-11-2009, 16:58
Per farti capire Siliva, avresti dovuto intitolare:
"le pochissime e isolate mele marce FORSE colpiscono ancora. FORSE.(prima bisogna indagare, non si può mettere il carro davanti ai buoi o seppellire l'orso prima di averlo ucciso, qui una volta era tutta campagna, è una montatura della sinistra noglobal)."

Ti devo insegnare tutto...

Ci avevo pensato, ma tempo fa qualcuno se la prese per via dei titoli troppo lunghi, quindi ho dovuto optare per una parola sfruttata, un troncamento poetico e un banalissimo avverbio.

happy jack
02-11-2009, 23:45
Ho un caro amico che è guardia carceraria da oltre quindici anni..è uno dei pochi con un certo livello di cultura (si sta laureando in psicologia). Sarebbe lunga elencarvi le mancanze e le condizioni di lavoro in cui operano agenti e operatori, le lacune causate dalle lungaggini amministrative, il disinteresse della società in generale. Ultimamente mi ha confessato la frustazione di una carriera che, nonostante l'impegno non gli ha consentito di sentire di aver fatto alcunché di buono, soprattutto per colpa del sistema che non permette che alcuna, anche la più minima, innovazione per migliorare l'efficienza dell'istituto e in fine la qualità della vita dei detenuti.
Troppo deve cambiare: il livello culturale di chi opera, i dirigenti, i meccanismi.
Molte sono le resistenze burocratiche, ma soprattutto mentali e culturali, lì come altrove in questo paese, solo che in un carcere hai a che vedere con la vita di migliaia di persone, forzatamente private della libertà, molte straniere, molte con disagi mentali e fisici, e quando l'amministrazione di un paese non funziona ai vertici, figuriamoci nelle prigioni.

beggar
02-11-2009, 23:47
Non può essere una giustificazione, però.

happy jack
03-11-2009, 00:01
Ti sembra una giustificazione? Sto solo dicendo che il sistema fa acqua e che siamo più vicini alla Turchia o al Brasile (faccio esempi di cinefila memoria) più che ad uno stato di diritto europeo. Non so quante persone abbiano amici qui nel forum, che lavorano come agenti di custodia, o come operatori. Spero di sì, così parlate con loro.
Durante l'università ho fatto parte anche di un gruppo di volontari, L'Altro Diritto, che si occupava di assistenza legale extragiudiziale, soprattutto per extracomunitari in carcere. Ho visitato Porto Azzurro, Sollicciano, Volterra..sono realtà che vanno viste e capite. Mi rifiuto di credere che tutti gli agenti sistematicamente spacchino le teste ai detenuti, se avvengono queste cose è esattamente per quello che ho sopra detto: mala gestione, ignoranza, carceri troppo affollate, situazioni invivibili, tra arresti, custodie cautelari, reclusioni..Sono decine di migliaia i detenuti in Italia. Spesso condizionati in strutture inadeguate e sovraffollate. Spesso per reati che non giustificherebbero la permanenza in carcere.

Alessandro Besselva
03-11-2009, 00:41
Ti sembra una giustificazione? Sto solo dicendo che il sistema fa acqua e che siamo più vicini alla Turchia o al Brasile (faccio esempi di cinefila memoria) più che ad uno stato di diritto europeo. Non so quante persone abbiano amici qui nel forum, che lavorano come agenti di custodia, o come operatori. Spero di sì, così parlate con loro.
Durante l'università ho fatto parte anche di un gruppo di volontari, L'Altro Diritto, che si occupava di assistenza legale extragiudiziale, soprattutto per extracomunitari in carcere. Ho visitato Porto Azzurro, Sollicciano, Volterra..sono realtà che vanno viste e capite. Mi rifiuto di credere che tutti gli agenti sistematicamente spacchino le teste ai detenuti, se avvengono queste cose è esattamente per quello che ho sopra detto: mala gestione, ignoranza, carceri troppo affollate, situazioni invivibili, tra arresti, custodie cautelari, reclusioni..Sono decine di migliaia i detenuti in Italia. Spesso condizionati in strutture inadeguate e sovraffollate. Spesso per reati che non giustificherebbero la permanenza in carcere.

Capisco la frustrazione del tuo amico, però continuo a non capire in che modo l'ignoranza o la frustrazione, o essere pagati poco, o lavorare in pessime condizioni, possa spingere qualcuno ad ammazzare di botte qualcun'altro. Chiaramente non mi riferisco al tuo amico e alle guardie carcerarie in generale, ma alle mele marce e a tutti quelli che cercano di giustificarle tirando in ballo le suddette motivazioni...

beggar
03-11-2009, 00:51
Capisco la frustrazione del tuo amico, però continuo a non capire in che modo l'ignoranza o la frustrazione, o essere pagati poco, o lavorare in pessime condizioni, possa spingere qualcuno ad ammazzare di botte qualcun'altro. Chiaramente non mi riferisco al tuo amico e alle guardie carcerarie in generale, ma alle mele marce e a tutti quelli che cercano di giustificarle tirando in ballo le suddette motivazioni...

Infatti. Anche perché in Francia sono pure peggio, e non credo lavorino in condizioni peggiori.

Silvia
03-11-2009, 09:13
http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/articolo/1767268

Themercyseat
03-11-2009, 10:23
Capisco la frustrazione del tuo amico, però continuo a non capire in che modo l'ignoranza o la frustrazione, o essere pagati poco, o lavorare in pessime condizioni, possa spingere qualcuno ad ammazzare di botte qualcun'altro. Chiaramente non mi riferisco al tuo amico e alle guardie carcerarie in generale, ma alle mele marce e a tutti quelli che cercano di giustificarle tirando in ballo le suddette motivazioni...

non sto giustificando questo caso ma in altri casi di cui ho avuto personalmente esperienza quando si è in condizioni disastrose, con carceri piene zeppe e personale non proprio esperto il passo è breve.
che poi sia una vergogna è un discorso da fare prima di tutto verso l'alto.
Non si può pensare di mettere operatori a gestire situazioni che non sono in grado di gestire, in molti casi, con molti più detenuti di quelli che potrebbero contenere, con linee guida poco anzi pochissimo chiare. ( es: come prevenire il suicidio e la depressione e gli atti contro la persona in carcere? qui è l'operatore stesso che decide come agire, mica c'è uno psicologo che può aiutarlo 24 h su 24. anzi le ore di lavoro di psicologi nelle carceri sono state ulteriormente ridotte.)

Themercyseat
03-11-2009, 10:24
Infatti. Anche perché in Francia sono pure peggio, e non credo lavorino in condizioni peggiori.

e purtroppo anche in Francia succedono le stesse cose.
Quando hai a che fare con tante persone insieme, di cui magari due poco rilassate e siete due operatori poco esperti va da sè che la situazione può degenerare in un attimo.

Themercyseat
03-11-2009, 10:27
http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/articolo/1767268

questo è un caso diverso e probabilmente è stato registrato dalle stesse guardie carcerarie per tirarsi fuori da aggressioni da entrambe le parti che potrebbero scatenare una guerra vera e propria e sulla scia della morte di stefano.

che poi appena ho letto che la registrazione è avvenuta su telefono cellulare mi sono chiesta chi potesse averla fatta.. sicuramente non una visita esterna, sicuramente non un detenuto per cui...

beggar
03-11-2009, 10:43
e purtroppo anche in Francia succedono le stesse cose.
Quando hai a che fare con tante persone insieme, di cui magari due poco rilassate e siete due operatori poco esperti va da sè che la situazione può degenerare in un attimo.

Io credo che dipenda principalmente dale persone, ed in piccola parte dalle condizioni di lavoro.

Huskebasi
03-11-2009, 12:12
Io credo che dipenda principalmente dale persone, ed in piccola parte dalle condizioni di lavoro.

Io credo di no.
Se c'è un lavoro che non farei mai è proprio la guardia carceraria, il secondino.
Vivere giorno dopo giorno a contatto con la violenza, ma non quella esplosiva di atti criminali o sulla piazza, no, quella normale di un luogo di detenzione, quella che si sente come un brontolio basso, costante, tutti i santi giorni di lavoro.
Che non è come lavorare in fabbrica, non produci nulla, non hai niente da mostrare come risultato del tuo lavoro.
Ma giorno dopo giorno tu vivi in un ambiente saturo, dove è facile, giorno dopo giorno, che ti contamini, dove i tuoi stessi colleghi o superiori possono già essere contaminati e dove capita che se rifiuti la contaminazione tu venga isolato...in un carcere.
Il tuo posto di lavoro, nelle condizioni delle carceri italiane, diventa semplicemente un luogo di punizione assimilabile all'idea che ci si può fare dell'inferno...e se è vero che all'inferno ci sono i condannati è anche vero che chi li controlla può diventare un demonio egli stesso.
Spesso sono le realtà che condizionano gli uomini, bisogna cambiare le realtà perchè gli uomini non rischino di sbarellare.

Poi ci sono anche quelli che sono sbarellati dall'inizio, ma è un'altra storia.

happy jack
03-11-2009, 14:43
Io credo di no.
Se c'è un lavoro che non farei mai è proprio la guardia carceraria, il secondino.
Vivere giorno dopo giorno a contatto con la violenza, ma non quella esplosiva di atti criminali o sulla piazza, no, quella normale di un luogo di detenzione, quella che si sente come un brontolio basso, costante, tutti i santi giorni di lavoro.
Che non è come lavorare in fabbrica, non produci nulla, non hai niente da mostrare come risultato del tuo lavoro.
Ma giorno dopo giorno tu vivi in un ambiente saturo, dove è facile, giorno dopo giorno, che ti contamini, dove i tuoi stessi colleghi o superiori possono già essere contaminati e dove capita che se rifiuti la contaminazione tu venga isolato...in un carcere.
Il tuo posto di lavoro, nelle condizioni delle carceri italiane, diventa semplicemente un luogo di punizione assimilabile all'idea che ci si può fare dell'inferno...e se è vero che all'inferno ci sono i condannati è anche vero che chi li controlla può diventare un demonio egli stesso.
Spesso sono le realtà che condizionano gli uomini, bisogna cambiare le realtà perchè gli uomini non rischino di sbarellare.

Poi ci sono anche quelli che sono sbarellati dall'inizio, ma è un'altra storia.

Ci siamo noi fuori e loro dentro, gli agenti sono nel mezzo.

Themercyseat
03-11-2009, 17:56
io dovevo andarci a lavorare, nelle carceri.
ma tanto sapevo già come sarebbe andata a finire, come in molti altri posti "del sociale" dove ho lavorato.
Mi sarei mangiata il fegato e avrei scritto ai giornali, mi sarei incatenata ai cancelli, avrei fatto un casino assurdo. Perchè è veramente indecoroso come siano organizzate le prigioni in Italia.
Sono solo un luogo di punizioni, niente di più.

Huskebasi
03-11-2009, 18:05
Ci siamo noi fuori e loro dentro, gli agenti sono nel mezzo.

Forse nel mezzo...ma dentro insieme a loro!

Alessandro Besselva
03-11-2009, 18:50
non sto giustificando questo caso ma in altri casi di cui ho avuto personalmente esperienza quando si è in condizioni disastrose, con carceri piene zeppe e personale non proprio esperto il passo è breve.
che poi sia una vergogna è un discorso da fare prima di tutto verso l'alto.
Non si può pensare di mettere operatori a gestire situazioni che non sono in grado di gestire, in molti casi, con molti più detenuti di quelli che potrebbero contenere, con linee guida poco anzi pochissimo chiare. ( es: come prevenire il suicidio e la depressione e gli atti contro la persona in carcere? qui è l'operatore stesso che decide come agire, mica c'è uno psicologo che può aiutarlo 24 h su 24. anzi le ore di lavoro di psicologi nelle carceri sono state ulteriormente ridotte.)

Ma non mi riferivo a nessuno in particolare...intendo dire che, al di là di essere incazzato, ignorante, malpagato, stressato, per ammazzare uno di botte devi avere qualche spinta ulteriore, tipo essere una merda...

beggar
03-11-2009, 18:52
Io credo di no.
Se c'è un lavoro che non farei mai è proprio la guardia carceraria, il secondino.
Vivere giorno dopo giorno a contatto con la violenza, ma non quella esplosiva di atti criminali o sulla piazza, no, quella normale di un luogo di detenzione, quella che si sente come un brontolio basso, costante, tutti i santi giorni di lavoro.
Che non è come lavorare in fabbrica, non produci nulla, non hai niente da mostrare come risultato del tuo lavoro.
Ma giorno dopo giorno tu vivi in un ambiente saturo, dove è facile, giorno dopo giorno, che ti contamini, dove i tuoi stessi colleghi o superiori possono già essere contaminati e dove capita che se rifiuti la contaminazione tu venga isolato...in un carcere.
Il tuo posto di lavoro, nelle condizioni delle carceri italiane, diventa semplicemente un luogo di punizione assimilabile all'idea che ci si può fare dell'inferno...e se è vero che all'inferno ci sono i condannati è anche vero che chi li controlla può diventare un demonio egli stesso.
Spesso sono le realtà che condizionano gli uomini, bisogna cambiare le realtà perchè gli uomini non rischino di sbarellare.

Poi ci sono anche quelli che sono sbarellati dall'inizio, ma è un'altra storia.

Non faccio il discorso di cercarsi un altro lavoro, perché spesso è impossibile (anche se per me rimane meglio la povertà piuttosto che distruggersi l'esistenza ed abbrutirsi fino a quel punto). Però non credo che, a parte casi limite di situazioni anch'esse al limite, le condizioni possano portare uomini normali a trasformarsi in bestie. Io credo che, ed in questo è colpevole la morale distorta di questa società borghese, molte persone odiano chi sbaglia, odiano il drogato, l'omosessuale, lo sbandato, il perdigiorno, cioè odiano chi non è "normale", chi disturba la quiete pubblica. E quest'odio lo provano anche coloro che fanno questi lavori, che fanno da cassa di risonanza per l'odio stesso. Quindi le pessime condizioni possono contribuire ad amplificare questa forma d'odio che porta gli uomini ad accanirsi contro i perdenti e gli sfigati, ma non ne sono la causa. La causa è l'odio che risiede in questa civiltà ed in alcuni suoi uomini, che ne sono figli.

Huskebasi
03-11-2009, 20:21
Non faccio il discorso di cercarsi un altro lavoro, perché spesso è impossibile (anche se per me rimane meglio la povertà piuttosto che distruggersi l'esistenza ed abbrutirsi fino a quel punto). Però non credo che, a parte casi limite di situazioni anch'esse al limite, le condizioni possano portare uomini normali a trasformarsi in bestie.

Guarda Beggar che il male è banale.
Se ne son visti a bizzeffe di uomini normali che si trasformano in animali se inseriti in contesti dove la violenza è la normalità.
Il carcere è un brodo di coltura della violenza stessa e, tranne rarissime eccezzioni chi ne esce è più abbruttito di quando entra...e chi lo vive quotidianamente non può esserne impermeabile.
Poi certo sussiste un livello di conoscenza del problema che non supera il dire "il carcere è un luogo dove si punisce e stop", che è anche figlio di paure e di istigazione alla violenza nella società (oggi poi...tra lega e altri cornutoni), ma la quotidianità di una vita lavorativa passata lì dentro incide.

Themercyseat
03-11-2009, 23:21
Ma non mi riferivo a nessuno in particolare...intendo dire che, al di là di essere incazzato, ignorante, malpagato, stressato, per ammazzare uno di botte devi avere qualche spinta ulteriore, tipo essere una merda...

su questo non c'è dubbio. io non parlavo di un gruppo che prende uno che se ne sta pacifico e lo ammazza di botte, infatti, parlavo più che altro di come situazioni già disumane possano portare facilmente incidenti se messe in mano a persone stressate, ignoranti, malpagate e senza mezzi.

Vangher
04-11-2009, 10:47
su questo non c'è dubbio. io non parlavo di un gruppo che prende uno che se ne sta pacifico e lo ammazza di botte, infatti, parlavo più che altro di come situazioni già disumane possano portare facilmente incidenti se messe in mano a persone stressate, ignoranti, malpagate e senza mezzi.

Concordo, e concordo anche con Huskebasi.
Molte strutture carcerarie risalgono a più fi cent'ani fa. Il numero dei reclusi è straripante,
Se pensiamo che la legge 626 prevede negli uffici una metratura di 20metri quadrati per ogni impiegato, vogliamo considerarne almeno 10 per un recluso..?
Penso che attualmente non si arrivi ai 3 metri.
Vogliamo poi parlare delle condizioni di lavoro delle guardie..? Sempre sotto organico, costretti anche loro a lavorare in condizioni di perenne disagio.
Rabbia da una parte, frustrazione dall'altra. Un ottimo cocktail venefico per scatenare gli istinti più biechi che albergano in ognuno di noi.
Secondo me occorrono nuove strutture. Costruite fuori dalle città. La costruzione di queste strutture può essere finanziata (almeno parzialmente) dalla vendita dei beni sequestrati alla mafia, e dalla vendita dei terreni ove sorgono attualmente le attuali strutture carcerarie (a Milano, per esempio, San Vittore è in pieno centro..). Riqualificazione del Personale carcerario,in numero adeguato, adozione di nuove tecnologie per la sorveglianza. per iniziare.

happy jack
07-11-2009, 00:29
Concordo, e concordo anche con Huskebasi.
Molte strutture carcerarie risalgono a più fi cent'ani fa. Il numero dei reclusi è straripante,
Se pensiamo che la legge 626 prevede negli uffici una metratura di 20metri quadrati per ogni impiegato, vogliamo considerarne almeno 10 per un recluso..?
Penso che attualmente non si arrivi ai 3 metri.
Vogliamo poi parlare delle condizioni di lavoro delle guardie..? Sempre sotto organico, costretti anche loro a lavorare in condizioni di perenne disagio.
Rabbia da una parte, frustrazione dall'altra. Un ottimo cocktail venefico per scatenare gli istinti più biechi che albergano in ognuno di noi.
Secondo me occorrono nuove strutture. Costruite fuori dalle città. La costruzione di queste strutture può essere finanziata (almeno parzialmente) dalla vendita dei beni sequestrati alla mafia, e dalla vendita dei terreni ove sorgono attualmente le attuali strutture carcerarie (a Milano, per esempio, San Vittore è in pieno centro..). Riqualificazione del Personale carcerario,in numero adeguato, adozione di nuove tecnologie per la sorveglianza. per iniziare.

Mi sembra un discorso sensato e realista.

El Sutrapu
20-11-2009, 21:21
segnalo questa storia:

http://www.facebook.com/topic.php?uid=174694578292&topic=13463#

http://nikiaprilegatti.blogspot.com/

7
21-12-2009, 12:22
ho letto questa cosa su repubblica e mi sono ricordato che se ne era parlato qui.

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/carceri-affollamento/morte-detenuto-teramo/morte-detenuto-teramo.html