Visualizza versione completa : Novembre 2009
gracekaos
24-10-2009, 10:30
-Cosa apettarsi da questo numero ?
Personalmente sono curioso di leggere come verrà recensito "There in no enemy"
Stylish Kid
26-10-2009, 11:40
Wilco: era ora!!!!!!!!!
gracekaos
26-10-2009, 11:42
Wilco: era ora!!!!!!!!!
intervista ? copertina ? o entrambe ?
Adesso ho capito. Domande inutili.
Federico Guglielmi
26-10-2009, 11:43
intervista ? copertina ? o entrambe ?
Entrambe.
gracekaos
26-10-2009, 11:53
Entrambe.
http://www.ilmucchio.it/imageview.php?id=4943
:-D
Bono-Vox
26-10-2009, 12:14
Wilco: era ora!!!!!!!!!
Era dal 2004 che non si dava una copertina a loro se non ricordo male.
roundabout
26-10-2009, 16:36
Lo cerco con le pagine capovolte.
Henry Lee
27-10-2009, 15:04
arrivato oggi: finalmente qualcuno ha accennato al libro di Aurelio Pasini dedicato a Il Vile dei Marlene Kuntz (uno dei miei album italiani preferiti)!!
Mi unisco ai complimenti all'autore per aver svelato qualche retroscena gustoso, senza tuttavia cedere al pettegolezzo. :thanx:
A questo punto aspetto con ansia il volume su Siberia dei Diaframma... fatemi felice e ditemi che sarà il primo ad uscire nel 2010
Federico Guglielmi
27-10-2009, 15:07
A questo punto aspetto con ansia il volume su Siberia dei Diaframma... fatemi felice e ditemi che sarà il primo ad uscire nel 2010
L'idea sarebbe quella, ma devo farlo io... e sono, come dire?, "un po' incasinato" con altre cose. Vediamo...
outremer
27-10-2009, 15:13
L'idea sarebbe quella, ma devo farlo io... e sono, come dire?, "un po' incasinato" con altre cose. Vediamo...
se lo fai, esigo una ghiacciata prosa accigliata e distante da tutto. e dovrai vergarlo indossando uno spolverino. Altrimenti, solo pena e disgusto per te.
Henry Lee
27-10-2009, 15:31
L'idea sarebbe quella, ma devo farlo io... e sono, come dire?, "un po' incasinato" con altre cose. Vediamo...
In cambio mi impegno ad ordinare quello che hai scritto sugli After (mi sono abbonata dopo, mannaggia) e di esporlo con molta nonchalance sul tavolino del salotto di casa...
L'idea sarebbe quella, ma devo farlo io... e sono, come dire?, "un po' incasinato" con altre cose. Vediamo...
sburro
Nella mia zona ancora non c'è... aspettiamo! :-D
Amicosam
27-10-2009, 20:55
Nella mia zona ancora non c'è... aspettiamo! :-D
Idem
Jack Torrance
27-10-2009, 23:31
domattina si cerca subito ad Arezzo, va'.
timelyangel
28-10-2009, 07:32
mi avete colto di sorpresa...e' arrivato il 26 non ci volevo credere...bravi continuate cosi'!:-D
Il masticatore di sudari
28-10-2009, 12:28
Era dal 2004 che non si dava una copertina a loro se non ricordo male.
Ecco, appunto: nel 2004 l' avevano già avuta. Per me invece questa è stata un' occasione (non si sa se ripetibile) sprecata per metterci Il Teatro Degli Orrori, a mio avviso assai più meritevoli dei precedenti Zen Circus
L'idea sarebbe quella, ma devo farlo io... e sono, come dire?, "un po' incasinato" con altre cose. Vediamo...
Anch' io fremo per Siberia... e metti un obiettore a moderare il forum, cazzo, così vedrai che il tempo lo trovi! :-D
O se no te lo procuro io uno smanettone che per 15 euro al giorno ti segue tutto per filo e per segno :mrgreen:
BlisterInTheSun
28-10-2009, 12:37
è stata un' occasione (non si sa se ripetibile) sprecata per metterci Il Teatro Degli Orrori, a mio avviso assai più meritevoli dei precedenti Zen Circus
In accordo col masticatore.
Federico Guglielmi
28-10-2009, 12:52
Ecco, appunto: nel 2004 l' avevano già avuta. Per me invece questa è stata un' occasione (non si sa se ripetibile) sprecata per metterci Il Teatro Degli Orrori, a mio avviso assai più meritevoli dei precedenti Zen Circus.
Secondo me il paragone Zen Circus/Teatro degli orrori non ha alcun senso, e comunque il Teatro non sarebbe certo potuto andare in copertina a settembre. Per quanto riguarda le copertine e gli articoli, come ho già detto centinaia di volte, ogni mese/numero fa storia a sé.
Per quanto riguarda il Teatro, l'ipotesi di copertina era sta presa in considerazione, ma:
- sarebbe stata la NONA copertina dell'anno dedicata a fenomeni italiani
- sapevo che sarebbero già finiti in copertina su Rumore e Rockerilla, e per quanto ci riguarda preferiamo essere "originali". Semmai avremmo potuto farla in anteprima a ottobre, ma ormai avevamo già chiuso gli accordi per Benjamin Biolay e quindi la questione non si è posta.
L'intervista di quattro pagine mi sembra comunque più che adeguata. Basta con questo "mito" della copertina, che è solo un "contenitore".
Idem
E' arrivato oggi! :-D:-D:-D
roundabout
28-10-2009, 13:04
Ecco, appunto: nel 2004 l' avevano già avuta. Per me invece questa è stata un' occasione (non si sa se ripetibile) sprecata per metterci Il Teatro Degli Orrori, a mio avviso assai più meritevoli dei precedenti Zen Circus
Vabbe', ma se si discute pure una copertina ai Wilchi stiamo freschi. EDDA(i) :rolleyes:
karmarider
28-10-2009, 14:33
bel numero
anche se dei Wilco non me ne importa na mazza
thnx a Cilia per Brother Ali che è na BOMBA e cazzio Ivic perché gli Abba non vanno rivalutati affatto, sono sempre stati dei grandissimi!!!! :-P
edit- complimenti ai leisure society che riescono nell'impresa di annoiarmi fin dalla fotografia. Non è roba da poco.
comprato oggi
perchè c'è una lezioncina di storia romana sulla battaglia di canne? :mr:green:
Come un anno fa rompevo i coglioni per il mal funzionamento degli abbonamenti, adesso è ora di complimentarsi.
Oggi, 28 ottobre, mi è già arrivato il numero di novembre. E sono svariati mesi che il numero mi arriva con una puntualità impressionante.
Complimenti, finalmente pare abbiate risolto quello che era un problema importante per una rivista.
Adesso non posso far altro che consigliare a tutti l'abbonamento al Mucchio: si risparmia, ogni tanto ci sono degli omaggi, si dà una mano al giornale dal punto di vista economico. E arriva anche puntuale.
PS: grandi per la copertina ai Wilco.
Stylish Kid
28-10-2009, 16:08
Certo che il calendario prossimo venturo mi mette curiosità...chissà la Antolini nuda e cruda!?
Stylish Kid
28-10-2009, 16:09
Come un anno fa rompevo i coglioni per il mal funzionamento degli abbonamenti, adesso è ora di complimentarsi.
Oggi, 28 ottobre, mi è già arrivato il numero di novembre. E sono svariati mesi che il numero mi arriva con una puntualità impressionante.
Complimenti, finalmente pare abbiate risolto quello che era un problema importante per una rivista.
Adesso non posso far altro che consigliare a tutti l'abbonamento al Mucchio: si risparmia, ogni tanto ci sono degli omaggi, si dà una mano al giornale dal punto di vista economico. E arriva anche puntuale.
PS: grandi per la copertina ai Wilco.
Non si può che confermare.
purtroppo non posso dire lo stesso. il numero passato l'ho ricevuto ad ottobre inoltrato. quello di novembre non mi è stato recapitato, a differenza di quanto successo a molti di voi. boh.
Amicosam
28-10-2009, 18:31
Preso qualche minuto fa in edicola, figo!
the.killer
30-10-2009, 10:42
http://bolachas.org/bolachas-featured-in-il-mucchio
roundabout
30-10-2009, 11:23
http://bolachas.org/bolachas-featured-in-il-mucchio
Volevo postarlo io.
Puzzi di fagioli alla messicana.
the.killer
30-10-2009, 11:28
Volevo postarlo io.
Puzzi di fagioli alla messicana.
tu puzzi di friarielli rancidi ripassati all'agro
Gran numero, as usual.
Basta non leggere Del Papa :mr:green:
L'intervista ai Wilco e le stelle del Mucchio (tutti voti alti) mi hanno convinto a comprare il cd su internet.
Normalmente non disprezzo del Papa, ma il suo primo articolo sul Mucchio novembrino è semplicemente insostenibile.
Il Giornale di Feltri non si può leggere, punto. Il rosario di piagnistei di Massimo ricorda il disco rotto SB.
Jack Torrance
30-10-2009, 13:25
Gran numero, as usual.
Basta non leggere Del Papa :mr:green:
.
bella l'intervista ad Ammaniti e al Teatro. Quella ai Wilco devo ancora leggerla.
Rorschach
31-10-2009, 02:17
Ho visto che la cover del mucchio è messa in bella mostra sul sito ufficiale dei Wilco, complimenti.
Per adesso sono riuscito a darli solo una rapida sfogliata ma mi sembra un ottimo numero.
PeterRei
31-10-2009, 02:24
http://www.meridianozero.it/images/autori/liberale.gif
gracekaos
31-10-2009, 09:34
Fino a ieri nelle edicole non si trovava.
the.Carlo
31-10-2009, 13:55
edit- complimenti ai leisure society che riescono nell'impresa di annoiarmi fin dalla fotografia. Non è roba da poco.
Fesso. I Leisure Society sono bellissimi.
kikujiro
01-11-2009, 10:52
Penso che il numero sia mediamente valido, ma l'articolo di Del Papa è insostenibile.La coda di paglia di cui parla , lui deve averla lunga una decina di Km vista l'abnorme circonlocuzione di paarole atta a giustificare la sua intervista concesso a quell' obbrobrio che è "Il Giornale" .Inoltre paragonare la stampa di "destra" a quella di "sinistra" è veramente una delle cose più ridicole che abbia letto ultimamente.Poi è lui quello che parla del qualunquismo di Grillo! E' solo un terzista del cavolo, talmente perso nel suo sparare ad alzo zero contro tutti che non ci capisce più nulla e fallisce TUTTI i bersagli
kikujiro
01-11-2009, 10:53
ovviamente leggesi "parole" e "concessa"...dannata fretta!:crycrycry:
crispian
01-11-2009, 12:53
che palle però pedrini nella pubblicità del calendario..
Francesco Costanzo
01-11-2009, 13:23
Penso che il numero sia mediamente valido, ma l'articolo di Del Papa è insostenibile.La coda di paglia di cui parla , lui deve averla lunga una decina di Km vista l'abnorme circonlocuzione di paarole atta a giustificare la sua intervista concesso a quell' obbrobrio che è "Il Giornale" .Inoltre paragonare la stampa di "destra" a quella di "sinistra" è veramente una delle cose più ridicole che abbia letto ultimamente.Poi è lui quello che parla del qualunquismo di Grillo! E' solo un terzista del cavolo, talmente perso nel suo sparare ad alzo zero contro tutti che non ci capisce più nulla e fallisce TUTTI i bersagli
il numero di novembre a mio avviso è uno dei più interessanti usciti quest'anno, e sempre a mio avviso mi sa che l'articolo di Del papa l'hai letto un pò coi paraocchi, perchè è uno dei più equilibrati mai scritti negli ultimi anni.
Penso che il numero sia mediamente valido, ma l'articolo di Del Papa è insostenibile.La coda di paglia di cui parla , lui deve averla lunga una decina di Km vista l'abnorme circonlocuzione di paarole atta a giustificare la sua intervista concesso a quell' obbrobrio che è "Il Giornale" .Inoltre paragonare la stampa di "destra" a quella di "sinistra" è veramente una delle cose più ridicole che abbia letto ultimamente.Poi è lui quello che parla del qualunquismo di Grillo! E' solo un terzista del cavolo, talmente perso nel suo sparare ad alzo zero contro tutti che non ci capisce più nulla e fallisce TUTTI i bersagli
Sottoscrivo tutto.
dramatic
02-11-2009, 09:28
preso venerdi ma letto ancora quasi niente...
belle le foto che accompagnano l'intervista al corrispondente di guerra: lui vestito come un turista sulla tour eiffel con tanto di cappellino rosso, in mezza alla polvere ai carrarmati e ai militari in tenuta da guerra!
che non si capisce se lui è un incoscente o la guerra è una farsa o semplicemente la vita continua anche nelle situazioni più estreme
gracekaos
02-11-2009, 09:45
Ho iniziato a leggerlo stanotte.
Grande Babando che termina la sua recensione del disco dei Lucero così:
" però, per un'ora quasi, ci si emoziona (......) come succede raramente.
E se un pezzo come Goodbye Again vi lascia indifferenti ....è un problema vostro". sì:sì:sì:sì
Mi ha fatto sussultare di speranza invece la cronaca del concerto di Thom Yorke e Band a L.A.
Interessante l'intervista a quello di "Bolachas Gratis", (anche per il solo fatto che non conoscevo il suddetto blog :mr:green:)
karmarider
02-11-2009, 14:54
Fesso. I Leisure Society sono bellissimi.
me l'immagino, guarda :mrgreen:8#8
the.Carlo
02-11-2009, 16:11
me l'immagino, guarda :mrgreen:8#8
guarda che qui sulla mia scrivania ho sempre il bianchetto a te destinato
come dice il detto "la sodomia è un piatto che va servito freddo"
Penso che il numero sia mediamente valido, ma l'articolo di Del Papa è insostenibile.La coda di paglia di cui parla , lui deve averla lunga una decina di Km vista l'abnorme circonlocuzione di paarole atta a giustificare la sua intervista concesso a quell' obbrobrio che è "Il Giornale" .Inoltre paragonare la stampa di "destra" a quella di "sinistra" è veramente una delle cose più ridicole che abbia letto ultimamente.Poi è lui quello che parla del qualunquismo di Grillo! E' solo un terzista del cavolo, talmente perso nel suo sparare ad alzo zero contro tutti che non ci capisce più nulla e fallisce TUTTI i bersagli
dire che è un coglione e basta sarebbe già dargli troppa importanza. ma è amico di Max, rassegnamoci.
da mesi mi pongo questa domanda: ma i paguri a qualcuno fanno ridere??
perche sinceramente mi sembrano braccia crudelmente rubate all'agricoltura
Francesco Costanzo
03-11-2009, 23:15
da mesi mi pongo questa domanda: ma i paguri a qualcuno fanno ridere??
perche sinceramente mi sembrano braccia crudelmente rubate all'agricoltura
rubrica di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno.
outremer
03-11-2009, 23:23
rubrica di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno.
fa più ridere il Bagaglino
Francesco Costanzo
03-11-2009, 23:27
fa più ridere il Bagaglino
anche il tg uno.
rubrica di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno.
fa più ridere il Bagaglino
.
Diciotto
04-11-2009, 02:16
da mesi mi pongo questa domanda: ma i paguri a qualcuno fanno ridere??
perche sinceramente mi sembrano braccia crudelmente rubate all'agricoltura
Ok, l'ultimo pezzo è veramente fiacco, ma spesso li trovo parecchio divertenti. Date un' occhiata anche al sito di Don Zauker dove ci sono i loro interventi: http://www.donzauker.it/
Themercyseat
04-11-2009, 08:44
a me è piaciuto moltissimo l'articolo sulla musicoterapia.. peccato che per accedere ai corsi bisogna avere competenze musicali che io non ho, altrimenti...
karmarider
04-11-2009, 09:43
da mesi mi pongo questa domanda: ma i paguri a qualcuno fanno ridere??
perche sinceramente mi sembrano braccia crudelmente rubate all'agricoltura
don zauker è fenomenale....come pure luana la bebisitter
la rubrica sul mucchio è lassativa
dire che è un coglione e basta sarebbe già dargli troppa importanza. ma è amico di Max, rassegnamoci.
Però con la posta, cioè con le risposte di Max ai lettori ci si fa dell'ottima cartaigienica, oppure sminuzzata per benino è utile per minicoreografie da stadio.
es: Ciao Max, che ne pensi dell'ultimo dei Wilco?
risp: I Wilco sono in combutta con quel lestofante di Padre Pio, vaffanculo la Chiesa, Dio vota PdL, Ratzinger all'inferno e vaffanculo a Marco Travaglio...
fatemi tutta una pompa, marchettari del cazzo, w le suore che muoiono.
Ti saluto.
crispian
04-11-2009, 12:55
Però con la posta, cioè con le risposte di Max ai lettori ci si fa dell'ottima cartaigienica, oppure sminuzzata per benino è utile per minicoreografie da stadio.
es: Ciao Max, che ne pensi dell'ultimo dei Wilco?
risp: I Wilco sono in combutta con quel lestofante di Padre Pio, vaffanculo la Chiesa, Dio vota PdL, Ratzinger all'inferno e vaffanculo a Marco Travaglio...
fatemi tutta una pompa, marchettari del cazzo, w le suore che muoiono.
Ti saluto.
ma infatti 8#8 La tizia ha scritto una filippica sulla musica a scuola (tema che comunque a Max è sempre stato caro, mi pare) e lui ha risposto parlando della gente che andava a vedere padre pio :-D 8#8
ma infatti 8#8 La tizia ha scritto una filippica sulla musica a scuola (tema che comunque a Max è sempre stato caro, mi pare) e lui ha risposto parlando della gente che andava a vedere padre pio :-D 8#8
Effettivamente mi succede sempre la stessa cosa: appena lo sfoglio la posta è la prima cosa che mi trovo davanti, editoriale a parte, e penso "questa è l'ultima volta che lo compro", pensiero avvalorato anche dagli articoli di Del Papa, poi per fortuna il resto del giornale si regge sulle sue gambe, e finisce sempre che lo compro anche il mese successivo...purtroppo:-D
Effettivamente mi succede sempre la stessa cosa: appena lo sfoglio la posta è la prima cosa che mi trovo davanti, editoriale a parte, e penso "questa è l'ultima volta che lo compro", pensiero avvalorato anche dagli articoli di Del Papa, poi per fortuna il resto del giornale si regge sulle sue gambe, e finisce sempre che lo compro anche il mese successivo...purtroppo:-D
se continuo a comprarlo è perché sia le interviste che gli articoli, classic rock ad esempio, sono molto buoni. the raven è un fenomeno. le lettere ho smesso di leggerle gli articoli di del papa pure. un qualunque altro incapace qualunquista del cazzo lo trovo anche su XL.
trovo sempre spunti interessanti su Mediapolis di Castelli.
peccato non ci sia più la rubrica di Orioles.
prima o poi smetto di comprarvi giuro, come già feci con il Busca (per motivi diversi).
martin vega
04-11-2009, 19:31
un qualunque altro incapace qualunquista del cazzo lo trovo anche su XL.
piano coi paragoni impegnativi: su XL al confronto sono tutti filosofi greci.
karmarider
04-11-2009, 19:42
con tutte le robe orrende che posso aver detto nei confronti di MdP e MS, no....XL è L'IMBARAZZO vero
quentin compson
04-11-2009, 19:49
ma infatti 8#8 La tizia ha scritto una filippica sulla musica a scuola (tema che comunque a Max è sempre stato caro, mi pare) e lui ha risposto parlando della gente che andava a vedere padre pio :-D 8#8
Come Del Papa che in un articolo sulla fine della musica ci mette la filippica contro gli universitari fancazzisti e corrotti dalla sinistra.
Ormai hanno il pilota automatico
martin vega
04-11-2009, 20:16
con tutte le robe orrende che posso aver detto nei confronti di MdP e MS, no....XL è L'IMBARAZZO vero
ma converrai che al confronto con il blogger fermano anche le pagine della posta diventano un saggio di noam chomsky.
karmarider
04-11-2009, 20:23
ma converrai che al confronto con il blogger fermano anche le pagine della posta diventano un saggio di noam chomsky.
:mrgreen:
da mesi mi pongo questa domanda: ma i paguri a qualcuno fanno ridere??
perche sinceramente mi sembrano braccia crudelmente rubate all'agricoltura
Me lo chiedevo proprio oggi.
A me non hanno mai fatto ridere.
Effettivamente mi succede sempre la stessa cosa: appena lo sfoglio la posta è la prima cosa che mi trovo davanti, editoriale a parte, e penso "questa è l'ultima volta che lo compro", pensiero avvalorato anche dagli articoli di Del Papa, poi per fortuna il resto del giornale si regge sulle sue gambe, e finisce sempre che lo compro anche il mese successivo...purtroppo:-D
Il direttore si ciba e vive sotto un tetto per merito di Guglielmi & soci e di Castelli & soci.
Spero ne sia consapevole.
Federico Guglielmi
04-11-2009, 21:45
Il direttore si ciba e vive sotto un tetto per merito di Guglielmi & soci e di Castelli & soci.
Spero ne sia consapevole.
Non è così, non funziona così. Secondo me esagerate, con le critiche, benché talune abbiano un loro fondamento.
Aspera Frizzi E Lazzi
04-11-2009, 23:03
Non è così, non funziona così. Secondo me esagerate, con le critiche, benché talune abbiano un loro fondamento.
per carità,a volte esageriamo...però, insomma, se non uno, non due, ma davvero TANTI lettori criticano le stesse identiche cose (e aggiungerei lettori affezionati, visto che qui, almeno su questi topic, compriamo tutti il Mucchio da anni), forse un briciolo di verità c'è!
Non è così, non funziona così. Secondo me esagerate, con le critiche, benché talune abbiano un loro fondamento.
Non è per lecchinaggio nei tuoi confronti, o per paraculaggine, ma sinceramente tu, Castelli, Vignola e altri nomi portate avanti, in my opinion, la fetta buona della torta, quella competente musicalmente e che riesce a distinguere in meglio il Mucchio dal resto del panorama editoriale musicale, marchettaro e con mille altri difetti
OGGETTIVAMENTE, di Max che infila la Chiesa in ogni riga di ogni risposta di ogni lettera, e dei deliri di Del Papa, unico incompreso del pianeta Terra, ne abbiamo un bel pò tutti le palle piene...poi restano sempre opinioni, e quell'oggettivamente forse dovrei toglierlo, ma penso anche per voi sia difficile negare che questa percezione condivisa nel forum non sia frutto di menti deviate, ma di una riflessione critica, e comunque affettuosa in un certo senso, di lettori che vorrebbero meno idiozie possibili sulla loro rivista preferita
Molto bello e controcorrente l'articolo "Loro, gli altri" di Del Papa. Bravo.
Non è così, non funziona così. Secondo me esagerate, con le critiche, benché talune abbiano un loro fondamento.
su questo son d'accordo, se e' il direttore di una rivista musicale da 30 anni, in Italia, qualche merito sicuramente ce l'ha.
Sul tema, l'angolo della posta e' l'angolo della posta, una specie di zona franca dove il direttore di una rivista puo' dire un po' cosa gli va, per quanto mi riguarda i problemi della sezione attualita' sono altri, tipo le "vignette" e Del Papa
su questo son d'accordo, se e' il direttore di una rivista musicale da 30 anni, in Italia, qualche merito sicuramente ce l'ha.
Sul tema, l'angolo della posta e' l'angolo della posta, una specie di zona franca dove il direttore di una rivista puo' dire un po' cosa gli va, per quanto mi riguarda i problemi della sezione attualita' sono altri, tipo le "vignette" e Del Papa
Nessuno non gli riconosce il merito: in Italia ha fatto la storia della critica musicale e, inoltre, ha "indottrinato" musicalmente molte generazioni.
I problemi sono sorti da quando ha cominciato a voler scrivere di politica e di attualità: refusi, banalità, qualunquismo, incompetenza, ingenuità... A causa sua e di Del Papi in questi anni la reputazione del Mucchio è calata moltissimo. In passato era un giornale rispettato da tutti, adesso non lo è più. E non perché sia una rivista "antagonista" (come crede il buon direttore, il quale a quanto pare è convinto che le critiche che si muovono nei confronti del Mucchio avvengano poiché si tratta di una rivista "scomoda"), ma perché, come dicevo, ha fatto emergere molte lacune.
Per questo io sono uno di quelli che sostiene che se oggi il Mucchio è ancora vivo, il merito è esclusivamente della competenza musicale, cinematografica e, in generale, culturale dei collaboratori del direttore.
Se non fosse per loro, il nostro caro giornale sarebbe già fallito e il direttore, forse, sotto i ponti.
karmarider
05-11-2009, 14:42
OGGETTIVAMENTE, di Max che infila la Chiesa in ogni riga di ogni risposta di ogni lettera, e dei deliri di Del Papa, unico incompreso del pianeta Terra, ne abbiamo un bel pò tutti le palle piene
ocio che arrivano gli amici di facebook
articoli deliranti a parte, sono molto felice che si parli male di quella buffonata che è Alcatraz, la cittadella chic-snob-alternativa di Jacopo Fo. Una buffonata per riccastri che scambiano il vivere frugale col giocare alla comune neo hippy...
la mia unica esperienza è stata nauseante: un luogo in cui tutti ti danno del tu, eccedono in confidenza e ti fanno pagare salato il "non" servizio che danno. Sembra di rivedere "una vacanza bestiale", con Guido Nicheli che si esalta sull'isola deserta...na roba indecente.
Jacopo Fo poi, insostenibile...l'ho beccato a Corciano - Pg - a presentare una roba che si chiama "i Calzini sul Comò", in cui rimastica e risputa la solita sbobba sulla vita di coppia esattamente come se nessuno ne avesse mai parlato e lui la scoprisse per primo...una roba a tratti imbarazzante. Il tutto in combutta con la sua compagna, che è simpatica come un dildo ricoperto di cartavetrata su per il culo
statene alla larga, Gubbio offre di meglio (chiedete a Fuck Disco Beats)
Francesco Costanzo
05-11-2009, 15:35
resta il fatto che il Mucchio è una rivista che nel suo complesso da parecchi punti alle dirette concorrenti (piuttosto scarsini) e fornisce più spunti, articolie, informazioni visto poi che il mucchio non è solo musica (gli articoli sul teatro,performance,letteratura se li sognano xl,rumore,rolling e pure le riviste di settore specifico);
gli articoli di MdP e Max sostanzialmente non intaccano più di tanto il valore del Mucchio, anche perchè oggettivamente alcune volte le critiche verso i 2 suddetti appaiono pretestuose quando fanno buoni articoli o perlomeno non così cattivi come si dipingono.
A me per esempio My private life non piace e la leggo in modo distratto, ne' tantomeno mi preoccupo di analizzarla nei suoi contenuti, poichè la valuto per quello che è /vorrebbe essere.
Scusate, ma sto benedetto numero, in edicola, è uscito?
No, perché pare che Talenti sia stata bannata dal Mucchio... :crycrycry:
Federico Guglielmi
06-11-2009, 13:42
Scusate, ma sto benedetto numero, in edicola, è uscito?
No, perché pare che Talenti sia stata bannata dal Mucchio... :crycrycry:
È uscito da ere geologiche...scherzi a parte, da circa dieci giorni.
Themercyseat
06-11-2009, 13:44
Scusate, ma sto benedetto numero, in edicola, è uscito?
No, perché pare che Talenti sia stata bannata dal Mucchio... :crycrycry:
a piazza sempione ce l'hanno.
a piazza sempione ce l'hanno.
Eeeh addirittura fino a lì! :D
adlibitum
06-11-2009, 22:25
Scusate, ma sto benedetto numero, in edicola, è uscito?
No, perché pare che Talenti sia stata bannata dal Mucchio... :crycrycry:
Io l'ho comprato a via Capuana...(all'insegna del localismo più sfrenato:mr:green:)
Themercyseat
07-11-2009, 01:12
Eeeh addirittura fino a lì! :D
bè Talenti è dietro l'angolo, che dire. Io ho difficoltà a trovarlo ovunque, o meglio me lo rubano prima :evil:
pat tuna
09-11-2009, 12:48
nelle irritanti quattro pagine su tarantino (in particolare brutte le due di castelli, piene di sbagli di valutazione) un olè per vignola che eleva il tutto proprio nel finale riportando sul piano della cinofilia l'arte e il pensiero di quentin
vecchiotta ma buona per il raven del prossimo numero
a me è piaciuto moltissimo l'articolo sulla musicoterapia.. peccato che per accedere ai corsi bisogna avere competenze musicali che io non ho, altrimenti...
Vero. Peccato se ne sappia davvero poco...
Molto interessante l'intervista a Pino Arlacchi, sulla paura.
Incredibile quel tipo che sul Mucchio di questo mese ha "recensito" l'ultimo libro di Roth (Indignazione).
Questa recensione conferma una mia fermissima opinione espressa nelle pagine di questo forum e che riporto:
"Il giudizio altrui quasi sempre - così come il vostro - non è neppure il giudizio altrui ma quello di altri. E quello "di altri" molte volte non è neppure il giudizio di altri ma di altri ancora. E quello di quest'ultimi a volte non è neppure il loro ma quello di una cricca di persone vicine all'autore del libro, i quali a loro volte hanno propagato non il loro giudizio ma quello dell' autore del libro medesimo. Clarissimo?".
Dunque questi tipi fanno una recensione di un libro riportando non il proprio giudizio ma quello di altri o - direttamente- quello dello stesso autore del libro. Questi tipi in particolar modo - non sapendo che dire o che pesci pigliare - per non incorrere in figuracce vanno sul sicuro riportando nella loro "critica" quasi letteralmente i giudizi sull'opera che si trovano sulle note di copertina o nelle note indroduttive al libro.
Per lo più dunque - stando alla mia tesi - la critica di questi tipi è identica a quella formulata dall'autore stesso del libro. In questo particolarissimo caso la critica del nostro critico è identica a quella che si trova nelle note di copertina e nelle parole con le quali Roth chiude il suo romanzo spiegandolo e giustificandolo.
Se è così - e in questo caso è più di così - a questo punto sarebbe più giusto e più corretto riportare per intero invece della presunta critica le note introduttive di copertina o l'opinione dello stesso autore del libro.
Per quanto riguarda Roth è chiaro e lampante il motivo per cui alla fine del suo racconto egli cerchi di dare una spiegazione dello stesso: consapevole di raccontare sempre la stessa storia e per far intendere che con questa storia stesse raccontando o che stesse dicendo qualcosa di nuovo, cerca di dare una spiegazione finale al suo romanzo per giustificarlo e per giustificarsi. Ma non solo: egli spiegando o cercando di spiegare il suo romanzo con una disertazione finale di sapore sociologico o filosofico cerca di concludere un romanzo che altrimenti non si sarebbe concluso ed inoltre per dare un senso logico ad una storia che artisticamente era debole e poco plausibile. Spiegazione poi che non corrisponde neppure alla realtà dei fatti raccontati dall'autore e che ha puramente e semplicemente un intento apologetico dell'autore (dello stesso Roth che si identifica col protagonista del romanzo).
Alessandro Besselva
11-11-2009, 02:24
Incredibile quel tipo che sul Mucchio di questo mese ha "recensito" l'ultimo libro di Roth (Indignazione).
Questa recensione conferma una mia fermissima opinione espressa nelle pagine di questo forum e che riporto:
"Il giudizio altrui quasi sempre - così come il vostro - non è neppure il giudizio altrui ma quello di altri. E quello "di altri" molte volte non è neppure il giudizio di altri ma di altri ancora. E quello di quest'ultimi a volte non è neppure il loro ma quello di una cricca di persone vicine all'autore del libro, i quali a loro volte hanno propagato non il loro giudizio ma quello dell' autore del libro medesimo. Clarissimo?".
Dunque questi tipi fanno una recensione di un libro riportando non il proprio giudizio ma quello di altri o - direttamente- quello dello stesso autore del libro. Questi tipi in particolar modo - non sapendo che dire o che pesci pigliare - per non incorrere in figuracce vanno sul sicuro riportando nella loro "critica" quasi letteralmente i giudizi sull'opera che si trovano sulle note di copertina o nelle note indroduttive al libro.
Per lo più dunque - stando alla mia tesi - la critica di questi tipi è identica a quella formulata dall'autore stesso del libro. In questo particolarissimo caso la critica del nostro critico è identica a quella che si trova nelle note di copertina e nelle parole con le quali Roth chiude il suo romanzo spiegandolo e giustificandolo.
Se è così - e in questo caso è più di così - a questo punto sarebbe più giusto e più corretto riportare per intero invece della presunta critica le note introduttive di copertina o l'opinione dello stesso autore del libro.
Per quanto riguarda Roth è chiaro e lampante il motivo per cui alla fine del suo racconto egli cerchi di dare una spiegazione dello stesso: consapevole di raccontare sempre la stessa storia e per far intendere che con questa storia stesse raccontando o che stesse dicendo qualcosa di nuovo, cerca di dare una spiegazione finale al suo romanzo per giustificarlo e per giustificarsi. Ma non solo: egli spiegando o cercando di spiegare il suo romanzo con una disertazione finale di sapore sociologico o filosofico cerca di concludere un romanzo che altrimenti non si sarebbe concluso ed inoltre per dare un senso logico ad una storia che artisticamente era debole e poco plausibile. Spiegazione poi che non corrisponde neppure alla realtà dei fatti raccontati dall'autore e che ha puramente e semplicemente un intento apologetico dell'autore (dello stesso Roth che si identifica col protagonista del romanzo).
Questa volta però potevi sintetizzare un po' di più la tua formula abituale, e scrivere "Philip Roth è un somaro"...
noto che sul mucchio.it in homepage c'e' una vignetta che mi ha fatto ridere :) spero sia una rondine che fa primavera
http://farm3.static.flickr.com/2500/4090407069_be7f9c09f7_o.gif
karmarider
11-11-2009, 10:02
ma se na frase inizia con "if" non è sbagliato mette il punto interrogativo alla fine?
Questa volta però potevi sintetizzare un po' di più la tua formula abituale, e scrivere "Philip Roth è un somaro"...
Roth fa il suo mestiere...ma chi non ha in testa neppure un pensiero e scrive per ripetere il pensiero altrui (ricalcandolo) che mestiere fa?
Federico Guglielmi
11-11-2009, 11:04
Incredibile quel tipo che sul Mucchio di questo mese ha "recensito" l'ultimo libro di Roth (Indignazione).
Questa recensione conferma una mia fermissima opinione espressa nelle pagine di questo forum e che riporto:
"Il giudizio altrui quasi sempre - così come il vostro - non è neppure il giudizio altrui ma quello di altri. E quello "di altri" molte volte non è neppure il giudizio di altri ma di altri ancora. E quello di quest'ultimi a volte non è neppure il loro ma quello di una cricca di persone vicine all'autore del libro, i quali a loro volte hanno propagato non il loro giudizio ma quello dell' autore del libro medesimo. Clarissimo?".
Dunque questi tipi fanno una recensione di un libro riportando non il proprio giudizio ma quello di altri o - direttamente- quello dello stesso autore del libro. Questi tipi in particolar modo - non sapendo che dire o che pesci pigliare - per non incorrere in figuracce vanno sul sicuro riportando nella loro "critica" quasi letteralmente i giudizi sull'opera che si trovano sulle note di copertina o nelle note indroduttive al libro.
Per lo più dunque - stando alla mia tesi - la critica di questi tipi è identica a quella formulata dall'autore stesso del libro. In questo particolarissimo caso la critica del nostro critico è identica a quella che si trova nelle note di copertina e nelle parole con le quali Roth chiude il suo romanzo spiegandolo e giustificandolo.
Se è così - e in questo caso è più di così - a questo punto sarebbe più giusto e più corretto riportare per intero invece della presunta critica le note introduttive di copertina o l'opinione dello stesso autore del libro.
Per quanto riguarda Roth è chiaro e lampante il motivo per cui alla fine del suo racconto egli cerchi di dare una spiegazione dello stesso: consapevole di raccontare sempre la stessa storia e per far intendere che con questa storia stesse raccontando o che stesse dicendo qualcosa di nuovo, cerca di dare una spiegazione finale al suo romanzo per giustificarlo e per giustificarsi. Ma non solo: egli spiegando o cercando di spiegare il suo romanzo con una disertazione finale di sapore sociologico o filosofico cerca di concludere un romanzo che altrimenti non si sarebbe concluso ed inoltre per dare un senso logico ad una storia che artisticamente era debole e poco plausibile. Spiegazione poi che non corrisponde neppure alla realtà dei fatti raccontati dall'autore e che ha puramente e semplicemente un intento apologetico dell'autore (dello stesso Roth che si identifica col protagonista del romanzo).
Cioè... la recensione è copiata dalle note introduttive? Ho capito bene?
Potresti per favore riportare l'originale, così mi rendo conto?
Jack Torrance
11-11-2009, 11:31
Ma continuate a prenderlo sul serio?
Cioè... la recensione è copiata dalle note introduttive? Ho capito bene?
Potresti per favore riportare l'originale, così mi rendo conto?
Tutti i giudizi che io ho letto - e non soltanto sul mucchio - che riguardano l'opera ultima di Roth ognuno può leggerli nel libro stesso di Roth. Roth infatti conclude il suo libro cercando di dare una spiegazione logica degli avvenimenti che lui ha raccontato. Cioè è lo stesso Roth nel suo romanzo - a coronamento di esso - a spiegare e a erudire i suoi lettori sul significato ultimo della storia da lui raccontata. Queste spiegazioni poi sono stati letteralmente ripresi da tutti i suoi critici per "spiegare il significato del romanzo stesso.
Ma mi sorprende che tu ti sorprendi. Infatti dovresti sapere meglio di me che esprimere un giudizio prorio - autonomo, originale - su un'opera è la cosa più difficile del mondo. E che molti quindi - per non dire quasi tutti - cercano degli appigli sicuri a cui aggrapparsi per interpretare cose di cui nulla capiscono.
Wolverine
11-11-2009, 12:15
Tutti i giudizi che io ho letto - e non soltanto sul mucchio - che riguardano l'opera ultima di Roth ognuno può leggerli nel libro stesso di Roth. Roth infatti conclude il suo libro cercando di dare una spiegazione logica degli avvenimenti che lui ha raccontato. Cioè è lo stesso Roth nel suo romanzo - a coronamento di esso - a spiegare e a erudire i suoi lettori sul significato ultimo della storia da lui raccontata. Queste spiegazioni poi sono stati letteralmente ripresi da tutti i suoi critici per "spiegare il significato del romanzo stesso.
Ma mi sorprende che tu ti sorprendi. Infatti dovresti sapere meglio di me che esprimere un giudizio prorio - autonomo, originale - su un'opera è la cosa più difficile del mondo. E che molti quindi - per non dire quasi tutti - cercano degli appigli sicuri a cui aggrapparsi per interpretare cose di cui nulla capiscono.
ditemi pure di farmi i cazzi miei ma...
la domanda che forse ti è stata rivolta l'ho letta come " hai notato un copia incolla sulla recensione del mucchio a proposito del libro di roth"?
la risposta sembra vaga e poco pertinente, tutti non sanno un cazzo perchè esprimere una propria opinione è cosa assai difficile.. ecc. ecc. somari eccelsi.. ecc. ecc. nascondetevi altrimenti parlo, ecc. ecc. in sintesi.
hai sparato nel mucchio, anzi... sul mucchio. è il caso di dirlo.
scusate l'interferenza.
Federico Guglielmi
11-11-2009, 12:31
Tutti i giudizi che io ho letto - e non soltanto sul mucchio - che riguardano l'opera ultima di Roth ognuno può leggerli nel libro stesso di Roth. Roth infatti conclude il suo libro cercando di dare una spiegazione logica degli avvenimenti che lui ha raccontato. Cioè è lo stesso Roth nel suo romanzo - a coronamento di esso - a spiegare e a erudire i suoi lettori sul significato ultimo della storia da lui raccontata. Queste spiegazioni poi sono stati letteralmente ripresi da tutti i suoi critici per "spiegare il significato del romanzo stesso.
Ma mi sorprende che tu ti sorprendi. Infatti dovresti sapere meglio di me che esprimere un giudizio prorio - autonomo, originale - su un'opera è la cosa più difficile del mondo. E che molti quindi - per non dire quasi tutti - cercano degli appigli sicuri a cui aggrapparsi per interpretare cose di cui nulla capiscono.
Io nella nostra recensione non vedo grandi "giudizi" (a parte una riga a proposito della narrazione, definita "densissima e magistrale", ma solo un tentativo di sintetizzare la trama. Che è quella, e c'è poco da fare.
Se mi mandano un disco di punk settantasettino, e le note dicono che è un disco di punk settantasettino, prodotto da tizio e con dentro due cover, non dovrei scrivere queste informazioni essenziali perché sono già scritte nelle note di presentazione? L'importante è che in qualche modo io faccia capire se il disco in questione "merita" oppure no, secondo il mio parere.
Poi, in generale, è risaputo che le cose vanno come dici tu, nel senso che vige sempre più la regola del "copiaeincolla" e che le "recensioni" sono molto spesso fatte senza leggere i libri, ascoltare i dischi, guardare i film.
Io nella nostra recensione non vedo grandi "giudizi" (a parte una riga a proposito della narrazione, definita "densissima e magistrale", ma solo un tentativo di sintetizzare la trama. Che è quella, e c'è poco da fare.
Se mi mandano un disco di punk settantasettino, e le note dicono che è un disco di punk settantasettino, prodotto da tizio e con dentro due cover, non dovrei scrivere queste informazioni essenziali perché sono già scritte nelle note di presentazione? L'importante è che in qualche modo io faccia capire se il disco in questione "merita" oppure no, secondo il mio parere.
Poi, in generale, è risaputo che le cose vanno come dici tu, nel senso che vige sempre più la regola del "copiaeincolla" e che le "recensioni" sono molto spesso fatte senza leggere i libri, ascoltare i dischi, guardare i film.
L'ho sempre detto (e pensato) che tu Federico sei un grandissimo.
Federico Guglielmi
11-11-2009, 13:08
L'ho sempre detto (e pensato) che tu Federico sei un grandissimo.
Naturalmente non volevo dire che il "copiaeincolla" lo facciamo pure al Mucchio, eh... però non credo si possa negare che in tanti, sulla stampa e sul web, si dedichino a questa pratica.
Per dire... a me è capitato di redigere delle note per la stampa di alcuni dischi, ovviamente senza firmarle e ovviamente solo se credevo in quello che stavo scrivendo. Il ragionamento a monte è "diamo le informazioni giuste e rilevanti, in modo che tutti coloro che copiaeincolleranno non scriveranno grossolane cazzate".
Esempio (anche se le note in questo caso non le ho scritte io), nell'ultimo album di Carmen Consoli c'è una canzone intitolata "Mio zio" che parla di una subdula violenza domestica, e il testo è in prima persona. Nelle eventuali note avrei scritto in partenza che il testo NON è autobiografico.
raffaele
12-11-2009, 04:01
Naturalmente non volevo dire che il "copiaeincolla" lo facciamo pure al Mucchio, eh... però non credo si possa negare che in tanti, sulla stampa e sul web, si dedichino a questa pratica.
mi ricordo che il direttore stesso rispondendo ad una lettera nella posta riprese tale e quale un pezzo uscito sull'internazionale con non poca audacia visto che si sa che molti di noi poi l'internazionale lo leggono. chiedilo a lui se non se lo ricorda?
karmarider
12-11-2009, 10:32
vabè, pure l'articolo sulla merda mi pare puzzasse non poco...qui però stanno facendo un discorso diverso.
Bono-Vox
13-11-2009, 12:27
Finalmente sono riuscito a procurarmi il nuovo numero. Leggo con piacere che Max è venuto dalle mie parti, a Canne della Battaglia, e che è rimasto deluso del nulla che vi impera. Caro Max, che ti aspettavi? Barletta vive nel nulla. Siamo la Città della Disfida e nessuno a Barletta ha memoria di cosa sia la storia. Ultimamente hanno intitolato la Città a "Maria". Sono credente, ma non credo sia opportuno quel titolo, sia dal punto di vista storico (Barletta non è Loreto o Lourdes) sia dal punto di vista civile. La memoria storica ce l'abbiamo nel buco del culo. Della città antica è rimasto poco o niente. E Canne (che vige sotto l'amministrazione del Comune di Barletta) vive nel dimenticatoio più totale: una delle battaglie più importanti della storia. E' desolante! Come è desolante la mediocrità dei barlettani, attenta solo alla spocchiosa rappresentazione di sé, alla mediocre squadra di calcio e al nulla appunto, che per molti è tutto... Vivo a Roma da due anni e francamente Barletta non mi manca!
Domandina accattona (nell'edicola di paese tengono il Mucchio sotto chiave e non posso spulciarlo!) : è già stato recensito Bleach Deluxe Edition? Ci sono o sono previsti accenni d'articolo al concerto dei Nirvana al Piper di vent'anni fa? (brutta bestia la nostalgia/revivalismo,ma chi -come me- non c'era la copia la compra sempre,quando se ne parla!) Gracias!
Da una prima rapida sfogliata mi pare il numero meno buono di quest'anno, ma è merito degli altri.
martin vega
18-11-2009, 01:00
veramente terribile il pezzo su bolachas gratis. ideologicamente, intendo. continua a sfuggirmi il motivo per cui abbiate deciso di dare spazio a dei tizi che alla resa dei conti non sono altro che volgarissimi ladri. cosa c'è di degno di nota nelle loro imprese, ma più che altro quali imprese? questo non sono riuscito a capirlo. mettere online i dischi? e sarebbe una novità, un gesto rivoluzionario, un gesto di qualsivoglia significato che non sia rubare? ormai lo fanno tutti, di blog dove scaricare dischi è pieno il mondo, e la loro esistenza sarebbe una cosa figa? caro max (e caro federico), ti piacerebbe se il giorno stesso dell'uscita in edicola il tuo giornale fosse disponibile in downloading gratuito e illegale in tutto il mondo? e luca castelli scriverebbe lo stesso tutte le allucinanti panzane sulla musica liberata senza avere alle spalle un editore che cacci i soldi, senza la minima prospettiva di un ritorno economico? perchè è sempre quello il discorso: nessuno lavora gratis. o meglio, purtroppo il mondo è pieno di stronzi che lavorano gratis ma nessuno dovrebbe farlo. e la storia del "suonare di più dal vivo" (cosa che tra l'altro pensavo anch'io, nella beata ignoranza della mia stupida giovinezza) che si rinfaccia ai musicisti è l'equivalente di dire "se hai pochi soldi lavora di più" a un minatore. vergognoso. sono passati ormai dieci anni che sembra abbiano cancellato totalmente il concetto che mettere dischi online equivale a rubare, se lo fai sei un ladro. e proprio voi dedicate un articolo a questi mentecatti, a questo malcostume? intendiamoci, io stesso rubo, ma di certo non incoraggio la cosa nè tantomeno penso sia eticamente giusto: lo faccio perchè posso, esattamente come potevo comprare le vhs pirata dal negro o rubare le smarties al supermercato quando non esistevano gli antifurti all'uscita. ma il solo fatto di poter fare una cosa non la rende automaticamente giusta, porco il mondo. comunque storture come bolachas continueranno a proliferare fino a quando non si tornerà a chiamare chi le gestisce con il loro nome, e cioè ladri, ladri, ladri.
Federico Guglielmi
18-11-2009, 01:23
veramente terribile il pezzo su bolachas gratis. ideologicamente, intendo. continua a sfuggirmi il motivo per cui abbiate deciso di dare spazio a dei tizi che alla resa dei conti non sono altro che volgarissimi ladri. cosa c'è di degno di nota nelle loro imprese, ma più che altro quali imprese? questo non sono riuscito a capirlo. mettere online i dischi? e sarebbe una novità, un gesto rivoluzionario, un gesto di qualsivoglia significato che non sia rubare? ormai lo fanno tutti, di blog dove scaricare dischi è pieno il mondo, e la loro esistenza sarebbe una cosa figa? caro max (e caro federico), ti piacerebbe se il giorno stesso dell'uscita in edicola il tuo giornale fosse disponibile in downloading gratuito e illegale in tutto il mondo? e luca castelli scriverebbe lo stesso tutte le allucinanti panzane sulla musica liberata senza avere alle spalle un editore che cacci i soldi, senza la minima prospettiva di un ritorno economico? perchè è sempre quello il discorso: nessuno lavora gratis. o meglio, purtroppo il mondo è pieno di stronzi che lavorano gratis ma nessuno dovrebbe farlo. e la storia del "suonare di più dal vivo" (cosa che tra l'altro pensavo anch'io, nella beata ignoranza della mia stupida giovinezza) che si rinfaccia ai musicisti è l'equivalente di dire "se hai pochi soldi lavora di più" a un minatore. vergognoso. sono passati ormai dieci anni che sembra abbiano cancellato totalmente il concetto che mettere dischi online equivale a rubare, se lo fai sei un ladro. e proprio voi dedicate un articolo a questi mentecatti, a questo malcostume? intendiamoci, io stesso rubo, ma di certo non incoraggio la cosa nè tantomeno penso sia eticamente giusto: lo faccio perchè posso, esattamente come potevo comprare le vhs pirata dal negro o rubare le smarties al supermercato quando non esistevano gli antifurti all'uscita. ma il solo fatto di poter fare una cosa non la rende automaticamente giusta, porco il mondo. comunque storture come bolachas continueranno a proliferare fino a quando non si tornerà a chiamare chi le gestisce con il loro nome, e cioè ladri, ladri, ladri.
La questione ce la siamo posta, però... il fenomeno esiste e continuerà a esistere indipendentemente da noi, e far finta che non sia così non lo elimina certo. Ne abbiamo scritto perché si tratta, appunto, di un fenomeno.
rugantino
18-11-2009, 08:58
che sia un fenomeno non ci piove. Anche la mafia, l'abusivismo edilizio ed il traffico nelle grandi città lo sono. Ma dubito che verrebbero trattati con lo stesso tipo di attegiamento.
O sbaglio?
Ermanno Toma
18-11-2009, 09:58
che sia un fenomeno non ci piove. Anche la mafia, l'abusivismo edilizio ed il traffico nelle grandi città lo sono. Ma dubito che verrebbero trattati con lo stesso tipo di attegiamento.
O sbaglio?paragoni un po' fuori fuoco su!
discorso fatto mille volte ma lo ripeto: il download fa bene alla musica, oramai si sa anche con certezza che i dischi li compra soprattutto chi scarica!
meno male che ci sono emule, i blog e i torrent. almeno finchè quei fessi che fanno musica non si rendono conto che dovrebbero essere per primi loro ad offrire un ascolto gratuito.
Federico Guglielmi
18-11-2009, 10:04
che sia un fenomeno non ci piove. Anche la mafia, l'abusivismo edilizio ed il traffico nelle grandi città lo sono. Ma dubito che verrebbero trattati con lo stesso tipo di attegiamento.
O sbaglio?
No, però... però, onestamente, magari potessi trovarmi davanti un boss o un costruttore abusivo disposto a spiegarmi perché per lui è cosa buona giusta e utile ammazzare la gente o edificare villini a schiera sulle spiagge.
A parte i paradossi, è un dato di fatto che a considerare la faccenda un atto piratesco siamo in pochissimi, anche dentro il FdC... con quel pezzo si volevano spiegare le "ragioni" di chi rende disponibili i dischi on line, visto che ce n'era la possibilità. Niente più di questo.
rugantino
18-11-2009, 11:06
A parte i paradossi.
appunto.
Ciò che intendevo era mettere l'accento sul tipo di atteggiamento generale, a parte qualche rara eccezione, mi viene in mente la posizione piuttosto lucida sull'argomento di SIB su Blow Up, che la stampa specializzata e d'opinione ha da sempre, e particolarmente in Italia, nei confronti del file sharing.
Ciò che non si riesce a cogliere, secondo me, è l'enormità del danno alla musica (tralasciando le migliaia di addetti che in Italia hanno perso il lavoro e dei quali nessuno o quasi si è mai occupato) come elemento culturale irrinunciabile piuttosto che bene di facile consumo. Dove il "facile" ed il "consumo" hanno connotazioni precise e certamente non positive. Cosa che anche tu, Federico, immagino conosca piuttosto bene.
rugantino
18-11-2009, 11:20
discorso fatto mille volte ma lo ripeto: il download fa bene alla musica, oramai si sa anche con certezza che i dischi li compra soprattutto chi scarica!
questa, perdonami la schiettezza, è una solenne cazzata.
Il beneficio è limitato a chi, come i frequentatori appassionati di questo sito, acquistano dopo aver tassellato il prodotto via file sharing, un po' come si faceva acquistando il cocomero. Ma tali consumatori rappresentano una nicchia, e nemmeno troppo numerosa, dei tanti (tantissimi, mille volte più numerosi di quelli che ascoltavano, acquistandola, regolarmente musica fino all'avvento del file sharing) che "consumano" musica.
E poi le "certezze" alle quali fai riferimento non ci sono. Per una ricerca di Jupiter che dice che chi condivide e scarica musica abusivamente è anche acquirente musicale ce n'è una della Ipsos che dice che il maggior danno alla musica registrata è proprio dovuto al file sharing. Hanno entrambe ragione, dal loro punto di vista.
Ciò che è certo, senza ombra di dubbio o di smentita, è che la musica ha raggiunto un livello enorme di diffusione, ma è inversamente proporzionale al fatturato che produce.
Non credo sia così difficile notare il paradosso.
Alessandro Besselva
18-11-2009, 11:24
appunto.
Ciò che intendevo era mettere l'accento sul tipo di atteggiamento generale, a parte qualche rara eccezione, mi viene in mente la posizione piuttosto lucida sull'argomento di SIB su Blow Up, che la stampa specializzata e d'opinione ha da sempre, e particolarmente in Italia, nei confronti del file sharing.
Ciò che non si riesce a cogliere, secondo me, è l'enormità del danno alla musica (tralasciando le migliaia di addetti che in Italia hanno perso il lavoro e dei quali nessuno o quasi si è mai occupato) come elemento culturale irrinunciabile piuttosto che bene di facile consumo. Dove il "facile" ed il "consumo" hanno connotazioni precise e certamente non positive. Cosa che anche tu, Federico, immagino conosca piuttosto bene.
Infatti secondo me il danno più grosso il downloading lo fa a livello di mentalità, spingendo la gente a fruire la musica alla cazzo di cane. Credo che il problema dello scaricare i dischi gratis sia anche un problema di ampiezza del fenomeno. Nel senso: vent'anni fa, si registravano le cassette dai vinili e il problema "morale" - che è esattamente identico nel caso del filesharing - non veniva quasi sollevato, adesso viene percepito visto che ne moltiplica le implicazioni al quadrato... Io sinceramente però non riesco a non pensare che questo fenomeno abbia al massimo anticipato un po' il crollo della grande discografia, traballante per motivi strutturali da tempo...
Federico Guglielmi
18-11-2009, 11:34
appunto.
Ciò che intendevo era mettere l'accento sul tipo di atteggiamento generale, a parte qualche rara eccezione, mi viene in mente la posizione piuttosto lucida sull'argomento di SIB su Blow Up, che la stampa specializzata e d'opinione ha da sempre, e particolarmente in Italia, nei confronti del file sharing.
Ciò che non si riesce a cogliere, secondo me, è l'enormità del danno alla musica (tralasciando le migliaia di addetti che in Italia hanno perso il lavoro e dei quali nessuno o quasi si è mai occupato) come elemento culturale irrinunciabile piuttosto che bene di facile consumo. Dove il "facile" ed il "consumo" hanno connotazioni precise e certamente non positive. Cosa che anche tu, Federico, immagino conosca piuttosto bene.
Non ho mai avuto alcuna difficoltà ad ammettere che, nel mio mondo perfetto, la musica in Rete sarebbe solo ascoltabile a livelli bassissimi di qualità e non scaricabile, e potrebbe esservi collocata solo da chi l'ha creata: in questo modo sarebbero salvi i diritti di quanti non vogliono rischiare il "pacco" comprando a scatola chiusa, ma che per ascoltare il disco sul serio, copiarlo nell'iPod o quel che è dovrebbero, appunto, acquistarlo. Ma sappiamo che non viviamo in un mondo perfetto, quello stesso in cui - sempre secondo me - non esisterebbero Berlusconi, il Vaticano e aaaalazie, e la Juve disputerebbe solo mediocri campionati di B.
Comunque, non era quella la sede per affrontare (per la milionesima volta) il discorso generale sul download: lì si voleva solo far raccontare un punto di vista, oltretutto - purtroppo - largamente condiviso a livello di appassionati e lettori del Mucchio. Solo informazione, oltretutto di prima mano, che non penso proprio abbia favorito ulteriormente il fenomeno.
honeymoon killers
18-11-2009, 11:48
In realtà il discorso di Rugantino è stato abbastanza superato dagli eventi.
Era sicuramente così all'inizio del decennio e all'epoca dei masterizzatori, ma è provato ormai (non lo dico io, ma studi e statistiche) che passata la sbornia iniziale sono rimasti a scaricare musica solamente i fissatoni, la gente che si può incontrare su questo forum e i suoi epigoni "mondiali", e che questi in effetti poi i dischi li comprano e soprattutto vanno ai concerti, spendono soldi e in qualche modo sono quelli che il mercato lo tengono vivo.
Senza il filesharing moltissimi fenomeni - anche gente che ha goduto di un certo successo qui in italia - non sarebbero neanche esistiti. Gli Arcade Fire fanno numeri importanti anche in questo paese (concerti sold out col biglietto a 30 euro) e il loro disco qui è uscito con un ritardo enorme (un anno e mezzo) quando comunque il gruppo aveva già i suoi estimatori.
Gli ascoltatori casuali, quelli che comprano un disco l'anno e che di solito è gigi d'alessio, o gli u2, o i Pooh, non scaricano e quando lo fanno, lo fanno con una sola canzone. Quella che hanno sentito alla radio. E sì, forse il mercato dei singoli e delle compilation è stato distrutto da questo fenomeno e al tempo stesso il modo di fruire la musica - e qua sono d'accordo con alessandro - si sta sempre di più allontanando dal formato album, ma da qui a dire che il file sharing illegale sia il male della musica ci passa un mondo.
E si finisce di fare lo stesso errore delle major alla fine degli anni 90 quando invece di cercare un modo per cavalcare, gestire, sfruttare e riportare nei ranghi il fenomeno si sono messi a fare la guerra. Una guerra senza senso e possibilità di vittoria.
C'è da dire anche che moltissime case discografiche - anche "grosse" e internazionali - spesso mandano alcuni dei loro dischi a Bolachas, per cui è limitante e stupido trattare questo fenomeno solo alla stregua di "ladri che commettono un delitto".
Esempio personale: qualche mese fa su quel sito c'è finito un disco della mia piccola etichetta indie. E in una settimana in cui il disco è stato in homepage la band ha triplicato gli ascolti dall'estero e sono arrivate proposte per suonare in francia, spagna e portogallo.
Tant'è che quando uscirà il loro nuovo disco è già in programma una sortita da quelle parti. Dove presumibilmente venderanno dischi a gente che prima non avrebbe mai neanche avuto la possibilità di ascoltare una nota
Insomma: il file sharing sicuramente con una mano toglie, ma con l'altra restituisce in qualche modo il mal tolto.
Forse dovremmo cominciare a studiare un altro modo per fare "fatturato".
Resta il fatto che questo è il presente, c'è poco da fare
rugantino
18-11-2009, 11:57
In realtà il discorso di Rugantino è stato abbastanza superato dagli eventi.
Studio in maniera piuttosto approfondita il fenomeno, occupandomi attualmente di seguire lo sviluppo della musica digitale in Italia e nel mondo. Ho uno scaffale ricolmo di studi e statistiche che smentiscono la precedente (del resto uno dei più grandi statistici del mondo affermava con grande sense of humour che "l'87.3 % delle statistiche è inventato sul momento"), tutta roba che ho studiato ed approfondito negli ultmi dieci anni.
Che i fenomeni legati alla condivisione di file, al proliferare di siti dedicati, a MySpace, possano produrre (come nel caso della tua piccola indie) qualche vantaggio non mi sogno di negarlo. Ma le cose andrebbero valutate in una prospettiva più ampia, come credo abbiano colto sia Besselva che Federico.
honeymoon killers
18-11-2009, 12:05
Studio in maniera piuttosto approfondita il fenomeno, occupandomi attualmente di seguire lo sviluppo della musica digitale in Italia e nel mondo. Ho uno scaffale ricolmo di studi e statistiche che smentiscono la precedente (del resto uno dei più grandi statistici del mondo affermava con grande sense of humour che "l'87.3 % delle statistiche è inventato sul momento"), tutta roba che ho studiato ed approfondito negli ultmi dieci anni.
Che i fenomeni legati alla condivisione di file, al proliferare di siti dedicati, a MySpace, possano produrre (come nel caso della tua piccola indie) qualche vantaggio non mi sogno di negarlo. Ma le cose andrebbero valutate in una prospettiva più ampia, come credo abbiano colto sia Besselva che Federico.
no, ma sono d'accordo anche io.
Dico solo che bisognerebbe pensare al modo di rendere fruttuosi i vantaggi piuttosto che lamentarsi degli svantaggi che ormai sono gli stessi da 15 anni.
L'intervista al tipo della Beggars di qualche mese fa è un chiaro esempio positivo in questo senso (sostenendo anche di essere tutt'altro che in crisi dal punto di vista economico). E basta fare un giro sul sito della 4AD per capire che esiste un modo interessante di venire a patti col fenomeno e sfruttarlo.
Ripeto: a parte l'esempio personale, prendiamo gli Arcade Fire che fanno concerti a 50 mila euro di cachet sold out in tutto il mondo e che sono diventati gli Arcade Fire ancora prima che il loro disco arrivasse nei negozi in Europa e negli Stati Uniti.
Oppure gli Wilco. Dopo Summerteeth erano arrivati a un binario morto, scaricati dalla warner e considerati un investimento sbagliato da tutti.
Hanno messo online e gratis Yankee Hotel Foxtrot che tutt'ora, oltre ad avergli rilanciato la carriera, è il loro best seller assoluto
Wolverine
18-11-2009, 12:33
Ma le cose andrebbero valutate in una prospettiva più ampia, come credo abbiano colto sia Besselva che Federico.
interessante argomento di discussione.
rugantino
18-11-2009, 12:45
Continuiamo a fare discorsi differenti, ma su questo passaggio
L'intervista al tipo della Beggars di qualche mese fa è un chiaro esempio positivo in questo senso (sostenendo anche di essere tutt'altro che in crisi dal punto di vista economico). E basta fare un giro sul sito della 4AD per capire che esiste un modo interessante di venire a patti col fenomeno e sfruttarlo.
permettimi di dirti che non è tutto oro ciò che luccica.
O vuoi sapere quante persone impiegava la Beggars fino a dieci anni fa?
honeymoon killers
18-11-2009, 12:51
Continuiamo a fare discorsi differenti, ma su questo passaggio
permettimi di dirti che non è tutto oro ciò che luccica.
O vuoi sapere quante persone impiegava la Beggars fino a dieci anni fa?
Immagino e infatti non nego il terremoto di questi dieci anni, dico solo che dopo le macerie bisogna cominciare a pensare al modo ricostruire.
E questi lo stanno facendo e pure bene
Federico Guglielmi
18-11-2009, 13:46
Anche quando sono arrivate le automobili quelli che fabbricavano ruote di carro e gli stallieri hanno avuto problemi, fino ad arrivare quasi a estinguersi... è il progresso. È anche vero che la Rete ha un po' forzato il concetto di "progresso", liberalizzando quello che a tutti gli effetti è un furto e riuscendo anche a convincere molta gente che, no, loro non sono ladri ma benefattori... e che l'industria musicale ha solo da guadagnarne.
Non posso che ribadire il mio discorso, purtroppo irrealizzabile perché ormai le cose stanno così.
La conoscenza libera e gratuita della musica, di tutta la musica, in quanto patrimonio culturale, sarebbe garantita attraverso la possibilità dell'ascolto (di qualità appena accettabile) on line. Però, se la musica vuoi ascoltarla nello stereo di casa, in macchina o nell'iPod devi COMPRARLA da chi ha fatto sì che essa esistesse. Questo sarebbe sensato ed etico, per tutte le parti in causa: come dire, se voglio sapere com'è fatto un quadro del Caravaggio mi guardo un jpeg sullo schermo, se voglio vederlo dal vero pago il biglietto di ingresso del museo, se voglio appenderne nel salotto una riproduzione ne acquisto un poster.
Purtroppo è solo teoria.
Angelo Giulio
18-11-2009, 14:04
Ciò che non si riesce a cogliere, secondo me, è l'enormità del danno alla musica (tralasciando le migliaia di addetti che in Italia hanno perso il lavoro e dei quali nessuno o quasi si è mai occupato) come elemento culturale irrinunciabile piuttosto che bene di facile consumo. Dove il "facile" ed il "consumo" hanno connotazioni precise e certamente non positive. Cosa che anche tu, Federico, immagino conosca piuttosto bene.
eh certo, perchè prima del download l'industria musicale proponeva cultura ed ascolto consapevole :rolleyes:
a farli campare in massima parte era proprio la merda che oggi cercano di vendere in maniera ridicola (mai come in questo periodo le inutili cantanti di mtv fanno video nude). i negozi di dischi? me cojoni a voi feticisti appassionati, qualche anno fa hanno inventato l'automobile e il sellaio all'angolo s'è messo a vendere borsette.
inutile star lì ancora a rompere sull'etica della cosa, è un mondo diverso che ha scardinato vecchie concezioni, piagnucolare sul passato non serve.
rugantino
18-11-2009, 17:15
Anche quando sono arrivate le automobili quelli che fabbricavano ruote di carro e gli stallieri hanno avuto problemi, fino ad arrivare quasi a estinguersi... è il progresso. È anche vero che la Rete ha un po' forzato il concetto di "progresso", liberalizzando quello che a tutti gli effetti è un furto e riuscendo anche a convincere molta gente che, no, loro non sono ladri ma benefattori... e che l'industria musicale ha solo da guadagnarne.
Non ho ben compreso la metafora degli stallieri e i carri e le automobili (mica sono downloadabili aggratis le automobili..). Cio che è acclarato (e su questo le varie ricerche e dati statistici sono tutti d'accordo) ed incontestabile è un solo, paradossale, fatto: oggi chi guadagna davvero dalla musica sono aziende che la musica non la producono. E non si parla mica di quattro spicci, ma di triliardi di USD. Gli stessi blogger del sito che avete intervistato fanno il loro business: più traffico, più introiti. Sic et simplicer.
Ermanno Toma
18-11-2009, 17:37
eh certo, perchè prima del download l'industria musicale proponeva cultura ed ascolto consapevole :rolleyes:
ecco. ed io comunque non capisco come mai una volta scoperta la tecnologia per far viaggiare un album da tahiti alla garbatella in due minuti nessuna casa discografica si sia mossa per tempo.
rugantino
18-11-2009, 18:01
io comunque non capisco come mai una volta scoperta la tecnologia per far viaggiare un album da tahiti alla garbatella in due minuti nessuna casa discografica si sia mossa per tempo.
questa è osservazione molto sensata, che mette a fuoco il principale errore strategico compiuto dalla discografia all'alba dei sistemi di acquisizione gratuita di musica on line.
Rimane il fatto che in Paesi nei quali la musica, anche quella pop e canzonettistica, viene ancora percepita come un valore (oltre al rispetto della legalità), le abitudini al consumo si stanno spostando. In USA (che il file sharing l'ha inventato e diffuso) e in UK , ovvero i due mercati faro della discografia mondiale, lo sfruttamento del supporto digitale nelle sue varie forme sta fermando la crisi drammatica dovuta al drastico calo del supporto fisico (cd). In Italia la situazione è invece quella che conoscono molto bene tutti coloro che operano nel settore.
raffaele
18-11-2009, 18:01
prima della questione etica sul downloading secondo me bisognerebbe fare una questione di educazione all'ascolto.
la rivoluzione è stata fatta nella velocita di fruizione che è un indice della riduzione della musica a bene di consumo. uno dovrebbe chiedersi quanti dischi ricorda di quelli che ha ascoltato, quanto a lungo ascolta un disco prima di passare ad un altro per capire quanto il filesharing ha levato in termini di attenzione nell'ascolto che ora non è piu rituale ma pregiudiziale nel senso che uno piu facilmente rimane chiuso nei suoi pregiudizi usando la scusa di averlo almeno ascoltato il disco.
Federico Guglielmi
18-11-2009, 18:09
Non ho ben compreso la metafora degli stallieri e i carri e le automobili (mica sono downloadabili aggratis le automobili..). Cio che è acclarato (e su questo le varie ricerche e dati statistici sono tutti d'accordo) ed incontestabile è un solo, paradossale, fatto: oggi chi guadagna davvero dalla musica sono aziende che la musica non la producono. E non si parla mica di quattro spicci, ma di triliardi di USD. Gli stessi blogger del sito che avete intervistato fanno il loro business: più traffico, più introiti. Sic et simplicer.
Appunto per questo parlavo di "forzatura".
Comunque, se anche io a livello personale deploro il download "piratesco" (e l'ho scritto mille volte), un giornale come il Mucchio non può far finta che il fenomeno non esista... e quelle due pagine su Bolachas informano e offrono punti di vista, per di più di prima mano.
rugantino
18-11-2009, 18:25
Appunto per questo parlavo di "forzatura".
Comunque, se anche io a livello personale deploro il download "piratesco" (e l'ho scritto mille volte), un giornale come il Mucchio non può far finta che il fenomeno non esista... e quelle due pagine su Bolachas informano e offrono punti di vista, per di più di prima mano.
La mie sono considerazioni abbastanza svincolate dall'articolo in questione.
Ammetterai comunque che, per ragioni di opportunità e anche di mercato, si tende all'indulgenza nei confronti di chi mette in rete musica lasciando che chiunque possa usufruirne senza limiti (e traendone profitto, è bene ricordarlo), mentre au contraire non si lesinano critiche feroci e, a volte, del tutto gratuite e irragionevoli, a chi invece la musica la produce e la vende. Dimentico forse del fatto che se siamo appassionati forse lo dobbiamo, oltre che all'artista o alla band della quale ci siamo innamorati, anche a chi ha permesso coi propri sforzi economici e con le proprie strutture (di qualunque dimensioni esse siano), oltre che con le proprie intuizioni, di farci arrivare quel particolare artista o quella particolare band.
Dimentico forse del fatto che se siamo appassionati forse lo dobbiamo, oltre che all'artista o alla band della quale ci siamo innamorati, anche a chi ha permesso coi propri sforzi economici e con le proprie strutture (di qualunque dimensioni esse siano), oltre che con le proprie intuizioni, di farci arrivare quel particolare artista o quella particolare band.
D'accordissimo sul discorso particolare: secondo me il concetto di ringraziamento/legame affettivo è una chiave importante per il futuro. Ma sul discorso generale, l'imprenditore non dovrebbe costruire la propria impresa basandosi sulle tecnologie e sulle condizioni del suo tempo? Per 40 anni, la vendita unitaria di oggetti chiamati dischi è stata praticamente l'unica via per diffondere la musica registrata nel mondo. Per quello l'industria che è riuscita a controllare quel canale di distribuzione si è sviluppata in un certo modo. Non era una direzione divina, ma tecnologica. Oggi c'è una nuova infrastruttura che segue dinamiche, funzionamenti, concetti radicalmente diversi. P2P, frammentazione, fruizione illimitata, la sacrilega condivisione di massa. Queste sono le regole del nostro tempo. E non si sposano bene con i meccanismi di controllo/distribuzione/commercializzazione validi fino a quindici anni fa. Il vero imprenditore non dovrebbe rendersene conto, comprendere che non ha senso cercare di applicare vecchi modelli di business a condizioni tecnologiche così differenti e studiare qualcosa di nuovo (VERAMENTE nuovo)? Se viviamo in un'epoca in cui l'informazione circola in modo rapido, libero e diffuso - con tutti i pregi e i difetti, i vantaggi e le sfide che ciò comporta - perchè bisognerebbe cercare di rinchiuderla in gabbia per permettere a imprenditori/industrie di continuare a controllare il mercato senza rinnovarsi? E' un discorso un po' brusco, forse, ma non è sempre stato così nella storia di questa pallottola di terra su cui viviamo? Il progresso non ha sempre superato i vecchi modelli di business, spingendo alla creazione di nuovi?
Wolverine
19-11-2009, 12:00
ma in italia non esiste una associazione di produttori che abbia voglia di iniziare un ragionamento a grandi linee utile per trovare una sintesi? E non parlo degli artisti, per loro credo che sia che si parli di digitale che di tradizionale mescola polimerica.. l'importante è vendere.
ricordo un po la battaglia per i formati su supporto ottico hd rispetto al blu ray, dietro gli acronimi erano chiaramente celati interessi multimilionari, lg-philips-sony toshiba-fujtsu..., variamente interessati a sostenere uno standard rispetto ad un altro. Sembra l'abbia spuntata definitivamente il blu ray, quindi le altre grandi case seguiranno lo standard.
Nel campo musicale e nello specifico nell'affrontare un finto mostro dettato dal progresso perchè non si riesce a trovare grossomodo una idea che possa anticipare un forum dedicato a soluzioni che lasciate al loro destino non fanno altro che aumentare la passione per il file sharing?
Da profano penso che ci siano più versioni
a) ancora il supporto materiale e la musica su supporto materiale rendono consistenti ritorni economici da fette di mercato a discapito della scelta enormemente più vasta su siti che offrono digital download ( vedi l'esempio di toph da tahiti alla garbatella )
b) nessun interesse a rappresentare in maniera globale da un lato i produttori, le sigle musicali. dall'altra il nuovo consumatore, il nuovo ascoltatore, più propenso al digital download che ad una spesa superiore e meno vasta in termini di offerta.
Immagino un futuro fatto di anteprime gratuite su ogni brano ricercato in un database enorme... quindici secondi a brano. alta qualità.
ma credo non sarà così semplice.
la crisi discografica secondo Marco Parente, ovvero l'addio al supporto fisico, la scomparsa del disco:
Io sono una pubblicaziione vivente (17/11/2009)
Finalmente! L'idea di supporto/prodotto, sia esso digitale o analogico, ha imboccato la strada predestinata del suo fallimento, permettendomi in futuro di non dover più dipendere necessariamente dai tempi (poco illuminati peraltro) di editori, distributori o discografici che siano e di poter affermare con risoluta convinzione che, ogni qual volta mi esibisco in un luogo pubblico, quello si! è un disco che sta girando, un'immagine che sta passando: sono io che sto pubblicando.
E così, raro come un fiore nel deserto, nasce e prende forma l'idea di "PUBBLICAZIONE VIVENTE", la sola che ben mi definisce in questo momento e che mi permette di continuare a esprimermi solo nell'atto di esprimere, sfuggendo a ogni storia e storicizzazione possibile.
Ecco che l'annuncio del "Il Diavolaccio" come l'uscita del mio nuovo lavoro, non è l'ennesima trovata del "Parente", ma bensì ciò che più si avvicina in modo onesto, reale e vitale alla mia idea di "oggetto creativo". Proprio perchè Imprendibile, come solo l'Arte più sana!
Marco Parente
La "prima assoluta" occasione per ascoltarlo (vedendolo), questo nuovo lavoro di Marco Parente sarà: il 26 Novembre (con replica il 27) alla Mole Vanvitelliana di Ancona alle ore 21.00.
BUON ASCOLTO DELLA VISIONE! BUONA VISIONE DELL'ASCOLTO!
P.S. Certo non vuol per forza dire che in futuro non pubblicherò su di un supporto tradizionale, se sopravvissuto alle barbarie della rete. Ma se e quando questo avverrà, sarà per pura e semplice nostalgia.
Alessandro Besselva
19-11-2009, 13:18
ma in italia non esiste una associazione di produttori che abbia voglia di iniziare un ragionamento a grandi linee utile per trovare una sintesi? E non parlo degli artisti, per loro credo che sia che si parli di digitale che di tradizionale mescola polimerica.. l'importante è vendere.
In Italia purtoppo, se parliamo di grande discografia, di consigli di amministrazione etc etc, i discografici un minimo illuminati sono pochi... e molti di costoro, negli ultimi anni, hanno perso il posto o si sono messi, per l'appunto, a continuare a fare il loro lavoro per conto proprio, magari proprio lavorando su queste evoluzioni tecnologiche...
maxstefani
21-11-2009, 11:55
rugantino dovresti scrivere un articolo sul mucchio......
untitled
21-11-2009, 12:41
acclarato
Ma una petizione per censurare questo verbo dal Forum?
Al pari di Scarùffi? (anch'esso verbo)(di se stesso).
billikid
22-11-2009, 09:28
Non posso che ribadire il mio discorso, purtroppo irrealizzabile perché ormai le cose stanno così.
La conoscenza libera e gratuita della musica, di tutta la musica, in quanto patrimonio culturale, sarebbe garantita attraverso la possibilità dell'ascolto (di qualità appena accettabile) on line. Però, se la musica vuoi ascoltarla nello stereo di casa, in macchina o nell'iPod devi COMPRARLA da chi ha fatto sì che essa esistesse. Questo sarebbe sensato ed etico, per tutte le parti in causa: come dire, se voglio sapere com'è fatto un quadro del Caravaggio mi guardo un jpeg sullo schermo, se voglio vederlo dal vero pago il biglietto di ingresso del museo, se voglio appenderne nel salotto una riproduzione ne acquisto un poster.
Purtroppo è solo teoria.
E quante volte la devi comprare? In vinile, in cd, in file mp3 e nei formati prossimi venturi ti devi ricomprare tutte le volte Born to run? Oppure possiamo pensare che una volta comprato il vinile tu abbia dato e ti sia concessa facoltà di scaricarti l'album per metterlo su cd da sentire in macchina e inserirlo nell'Ipod? Per me qui c'è una stortura (voluta e favorita dall'industria discografica). Se vuoi vedere la Gioconda ogni volta paghi il biglietto, ma davvero si può prentendere che ogni volta che uno vuole ascoltare una canzone la paghi? Se invece è vera la seconda (compri una volta e poi hai il diritto di fruirne) il download non si può fermare nè limitare.
E quante volte la devi comprare? In vinile, in cd, in file mp3 e nei formati prossimi venturi ti devi ricomprare tutte le volte Born to run?
Sei sicuro di aver letto bene cosa ha scritto Federico?
billikid
23-11-2009, 12:20
Sei sicuro di aver letto bene cosa ha scritto Federico?
Dici di no? Può essere, perchè tutte le pagine non le ho lette. Però rispetto al discorso di Federico che ho quotato, quello che volevo dire è che sul nuovo sarei anche d'accordo con lui (in rete solo a qualità bassissima, lo ascolti e se lo vuoi te lo compri) ma su tutto il vecchio no, perchè se io nel 1982 ho comprato il discone di Born to run, non è che adesso per averlo in cd o mp3 me lo devo ricomprare all'infinito. Quindi in questo caso penso che dovrebbe essere concesso scaricarlo dalla rete. Vedo difficile combinare i due aspetti però.
Spero di aver chiarito (e capito).
Federico Guglielmi
23-11-2009, 13:23
Dici di no? Può essere, perchè tutte le pagine non le ho lette. Però rispetto al discorso di Federico che ho quotato, quello che volevo dire è che sul nuovo sarei anche d'accordo con lui (in rete solo a qualità bassissima, lo ascolti e se lo vuoi te lo compri) ma su tutto il vecchio no, perchè se io nel 1982 ho comprato il discone di Born to run, non è che adesso per averlo in cd o mp3 me lo devo ricomprare all'infinito. Quindi in questo caso penso che dovrebbe essere concesso scaricarlo dalla rete. Vedo difficile combinare i due aspetti però.
Spero di aver chiarito (e capito).
Certo, parlando sempre sul piano teorico quello che dici avrebbe anche un senso, benché di fatto i cd rimasterizzati siano "nuovi"... Però, scusa, se il vinile ti si rovina pretendi di averne un altro gratis o lo ricompri e stop? Non vedo grandissima differenza.
Se vent'anni fa hai comprato un vinile e oggi la tecnologia (che prima non c'era) ti offre un nuovo formato, perché chi lo produce dovrebbe "regalarlo"? Da notare anche che i cd di dischi vecchi di norma costano la metà, o anche meno, di quelli recenti.
Insomma, credo che dal punto di vista pratico il problema sia irrisolvibile... per l'etica, invece, ognuno se la stiracchia come vuole...
billikid
23-11-2009, 14:00
Se vent'anni fa hai comprato un vinile e oggi la tecnologia (che prima non c'era) ti offre un nuovo formato, perché chi lo produce dovrebbe "regalarlo"? Da notare anche che i cd di dischi vecchi di norma costano la metà, o anche meno, di quelli recenti.
Va bene, ma compro la tecnologia o il prodotto artistico? Perchè se la questione è in qualche modo tutelare l'artista che ha diritto di vedersi compensare per l'opera del suo ingegno, io credo di averlo pagato nel 1982. Se invece la questione è compensare i produttori di tecnologia è tutto un altro discorso: ti ricordo che un cd vuoto costa meno di 1 euro. Non so se è questione di etica stiracchiata, ma so che una volta la grande battaglia sul costo dei cd la facevate voi del Mucchio. Mi ricordo pagine e pagine a spiegarci che i cd costavano il doppio del valore reale.
Federico Guglielmi
23-11-2009, 14:23
Va bene, ma compro la tecnologia o il prodotto artistico? Perchè se la questione è in qualche modo tutelare l'artista che ha diritto di vedersi compensare per l'opera del suo ingegno, io credo di averlo pagato nel 1982. Se invece la questione è compensare i produttori di tecnologia è tutto un altro discorso: ti ricordo che un cd vuoto costa meno di 1 euro. Non so se è questione di etica stiracchiata, ma so che una volta la grande battaglia sul costo dei cd la facevate voi del Mucchio. Mi ricordo pagine e pagine a spiegarci che i cd costavano il doppio del valore reale.
Infatti lo continuiamo a dire... sono il primo a ribadire che i 20 euro sono una rapina bella e buona.
Però è anche vero che se non ci si fa prendere dalla frenesia, e non vedo perché si dovrebbe farlo possedendo già "l'opera" in vinile, qualsiasi cd si acquista con dieci euro o meno, prezzo che tutto sommato mi sembra equo. Per dire, visto che nomini "Born To Run", l'intera discografia storica di Springsteen, in quelle belle edizioni giapponesi con le copertine di cartone apribili, sta a 10 euro (quindi anche 9, con le varie tessere-sconto).
I produttori di tecnologia vanno compensati perché dietro il prodotto ci sono comunque enormi investimenti di ricerche, studi, esperimenti, macchinari e quant'altro. La vendita dei dischi dà comunque lavoro a un sacco di gente, e agli artisti vengono riconosciute (pur magre) royalties. È il sistema capitalistico.
Poi, certo, "eticamente" sono d'accordo che chi compra - boh, cento dischi all'anno - dovrebbe avere il diritto di scaricarsi gratis qualsiasi altra cosa, ma dato che non c'è modo di rendere praticabile una simile regola, non c'è scelta: o si compra, o si ruba creandosi tutti gli alibi del caso (fondati o meno che siano).
Wolverine
23-11-2009, 15:28
Infatti lo continuiamo a dire... sono il primo a ribadire che i 20 euro sono una rapina bella e buona.
Però è anche vero che se non ci si fa prendere dalla frenesia, e non vedo perché si dovrebbe farlo possedendo già "l'opera" in vinile, qualsiasi cd si acquista con dieci euro o meno, prezzo che tutto sommato mi sembra equo. Per dire, visto che nomini "Born To Run", l'intera discografia storica di Springsteen, in quelle belle edizioni giapponesi con le copertine di cartone apribili, sta a 10 euro (quindi anche 9, con le varie tessere-sconto).
I produttori di tecnologia vanno compensati perché dietro il prodotto ci sono comunque enormi investimenti di ricerche, studi, esperimenti, macchinari e quant'altro. La vendita dei dischi dà comunque lavoro a un sacco di gente, e agli artisti vengono riconosciute (pur magre) royalties. È il sistema capitalistico.
Poi, certo, "eticamente" sono d'accordo che chi compra - boh, cento dischi all'anno - dovrebbe avere il diritto di scaricarsi gratis qualsiasi altra cosa, ma dato che non c'è modo di rendere praticabile una simile regola, non c'è scelta: o si compra, o si ruba creandosi tutti gli alibi del caso (fondati o meno che siano).
ho sottolineato un passaggio che trovo forzato, molto probabilmente non ho ben capito io e per questo lo strovo strano, se acquisto un cd non utilizzo una tecnologia diffusa e collaudata? sostanziali differenze di prezzo ( ma mica giustificate ) posso trovarle in un dvd audio, un superaudio cd ed altre cazzate.
Di quali investimenti si parla da giustificare un prezzo esorbitante vicino ai 2o euro?
poi, perchè chi è un consumatore massiccio ed abituale dovrebbe aver diritto ad un aggratis? i miei dieci dischi l'anno mi collocano in una fascia di consumatore diverso e da penalizzare?
billikid
23-11-2009, 15:52
Comunque era solo un'opinione che presto sarà superata dagli eventi, che a mio parere ci conducono verso la musica in streming con un abbonamento mensile e un tot di download gratuiti inclusi. La questione dischi riguarda ormai soltanto noi dinosauri che ne abbiamo stanze piene.
Federico Guglielmi
23-11-2009, 15:54
ho sottolineato un passaggio che trovo forzato, molto probabilmente non ho ben capito io e per questo lo strovo strano, se acquisto un cd non utilizzo una tecnologia diffusa e collaudata? sostanziali differenze di prezzo ( ma mica giustificate ) posso trovarle in un dvd audio, un superaudio cd ed altre cazzate.
Di quali investimenti si parla da giustificare un prezzo esorbitante vicino ai 2o euro?
Infatti billikid parlava di dischi in vinile comprati prima che arrivasse il cd. Discorso che può valere anche per qualsiasi altra tecnologia sia giunta nel frattempo (il superaudiocd, per esempio) o dovesse giungere in futuro.
poi, perchè chi è un consumatore massiccio ed abituale dovrebbe aver diritto ad un aggratis? i miei dieci dischi l'anno mi collocano in una fascia di consumatore diverso e da penalizzare?
Beh... è un po' la logica dell'economia accettata su scala mondiale: più acquisti, meno spendi in proporzione. Parlando sempre in teoria, se la cosa fosse realizzabile, non ci vedrei nulla di strano se le major discografiche lanciassero una campagna tipo "compra almeno 100 nostri cd all'anno e, mandandoci la prova dell'avvenuto acquisto, ti daremo accesso a un sito iperprotetto dove avrai il diritto di scaricare quello che vuoi dai nostri cataloghi".
Lungi da me difendere l'industria discografica, ma è così così difficile accettare il fatto che, in termini legali, la musica APPARTIENE a chi la produce, e solo chi la produce può disporne come vuole decidendo se venderla/regalarla/non diffonderla?
Federico Guglielmi
23-11-2009, 15:56
Comunque era solo un'opinione che presto sarà superata dagli eventi, che a mio parere ci conducono verso la musica in streming con un abbonamento mensile e un tot di download gratuiti inclusi. La questione dischi riguarda ormai soltanto noi dinosauri che ne abbiamo stanze piene.
Questo è, in effetti, piuttosto probabile. I dischi continueranno a essere stampati, magari in tirature più ridotte, per chi vorrà possederli come "oggetto".
Johnny S.
23-11-2009, 16:06
Questo è, in effetti, piuttosto probabile. I dischi continueranno a essere stampati, magari in tirature più ridotte, per chi vorrà possederli come "oggetto".
per fortuna nell'underground le cose non sono cambiate. 500/1000 copie venivano stampate dai gruppi per ogni disco 25 anni fa e 500/1000 copie vengono stampate ora.
Lungi da me difendere l'industria discografica, ma è così così difficile accettare il fatto che, in termini legali, la musica APPARTIENE a chi la produce, e solo chi la produce può disporne come vuole decidendo se venderla/regalarla/non diffonderla?
Il problema è proprio quello, Federico, ma va ribaltato: su Internet, o per lo meno sull'Internet "attuale", nessuno è più in grado di controllare la diffusione di alcun contenuto grezzo e digitalizzabile (che sia una canzone, una news, un video, una bestemmia). Una volta che quel contenuto finisce online, entra automaticamente in circolazione e viene replicato all'istante. Non è un sogno di sovversione, è un dato di fatto. Reso universale e possibile (e quindi in qualche modo socialmente accettato) dall'interazione continua/quotidiana di milioni di persone. La musica appartiene a chi la crea e si può/deve lavorare per fare in modo che sia lui l'unica persona che può guadagnarne qualcosa. L'unico in grado di venderla in cambio di soldi. Ma la circolazione online della musica (e di qualsiasi altro contenuto, lo ripeto), al momento, è di fatto incontrollabile. Nelle condizioni attuali, non è più nelle mani di nessuno. O è nelle mani di tutti. A seconda dei punti di vista. E' questa l'idea - rivoluzionaria, innovativa, sacrilega, truffaldina, libertaria, comunista, benefica, venefica, ognuno usi l'aggettivo che vuole... - che forse bisognerebbe iniziare ad accettare. Provando a inventare modelli di business che partano dalla circolazione e non dalla limitazione. L'unica alternativa è fermare Internet, stravolgerla, trasformarla in una specie piattaforma tv dove i contenuti viaggiano solo in una direzione, dal produttore al consumatore. Ci stanno provando un po' tutti, da dieci anni a questa parte. Adesso anche Murdoch e la regina Elisabetta. Vediamo se ce la faranno.
P.S. Una cosa importante: non mescoliamo le cose, il discorso riguarda Internet, non i dischi tradizionali. Bisognerebbe forse anche accettare l'idea che viviamo in un'epoca in cui, su molte cose, si viaggia con velocità e modalità diverse. Molto diverse. Talmente diverse che un'unica regola o modello di business non può più funzionare per tutto.
Federico Guglielmi
23-11-2009, 16:56
Il problema è proprio quello, Federico, ma va ribaltato: su Internet, o per lo meno sull'Internet "attuale", nessuno è più in grado di controllare la diffusione di alcun contenuto grezzo e digitalizzabile (che sia una canzone, una news, un video, una bestemmia). Una volta che quel contenuto finisce online, entra automaticamente in circolazione e viene replicato all'istante. Non è un sogno di sovversione, è un dato di fatto. Reso universale e possibile (e quindi in qualche modo socialmente accettato) dall'interazione continua/quotidiana di milioni di persone. La musica appartiene a chi la crea e si può/deve lavorare per fare in modo che sia lui l'unica persona che può guadagnarne qualcosa. L'unico in grado di venderla in cambio di soldi. Ma la circolazione online della musica (e di qualsiasi altro contenuto, lo ripeto), al momento, è di fatto incontrollabile. Nelle condizioni attuali, non è più nelle mani di nessuno. O è nelle mani di tutti. A seconda dei punti di vista. E' questa l'idea - rivoluzionaria, innovativa, sacrilega, truffaldina, libertaria, comunista, benefica, venefica, ognuno usi l'aggettivo che vuole... - che forse bisognerebbe iniziare ad accettare. Provando a inventare modelli di business che partano dalla circolazione e non dalla limitazione. L'unica alternativa è fermare Internet, stravolgerla, trasformarla in una specie piattaforma tv dove i contenuti viaggiano solo in una direzione, dal produttore al consumatore. Ci stanno provando un po' tutti, da dieci anni a questa parte. Adesso anche Murdoch e la regina Elisabetta. Vediamo se ce la faranno.
P.S. Una cosa importante: non mescoliamo le cose, il discorso riguarda Internet, non i dischi tradizionali. Bisognerebbe forse anche accettare l'idea che viviamo in un'epoca in cui, su molte cose, si viaggia con velocità e modalità diverse. Molto diverse. Talmente diverse che un'unica regola o modello di business non può più funzionare per tutto.
Tutto giusto per molti versi, ma vallo a spiegare a quei dementi dell'industria discografica.
Quello che volevo sottolineare io, partendo dai post precedenti, è che comunque, finché quelli che sono ancora i legali proprietari della musica non decidono di regalarla, chi scarica sta commettendo un furto, e spesso si arrampica sugli specchi per giustificare la propria azione. Se parliamo di "etica", anche l'evasione fiscale nei confronti di un governo ladro è giusta... ed è "giusto" pure rubare alle banche e alle assicurazioni, che sono rapinatori legalizzati. Quindi, se domani la tecnologia inventa un sistema che renda possibile non pagare le tasse e rubare alle banche e alle assicurazioni, lo mettiamo tutti in pratica e mandiamo a puttane l'economia?
Tutto giusto per molti versi, ma vallo a spiegare a quei dementi dell'industria discografica.
Quello che volevo sottolineare io, partendo dai post precedenti, è che comunque, finché quelli che sono ancora i legali proprietari della musica non decidono di regalarla, chi scarica sta commettendo un furto, e spesso si arrampica sugli specchi per giustificare la propria azione. Se parliamo di "etica", anche l'evasione fiscale nei confronti di un governo ladro è giusta... ed è "giusto" pure rubare alle banche e alle assicurazioni, che sono rapinatori legalizzati. Quindi, se domani la tecnologia inventa un sistema che renda possibile non pagare le tasse e rubare alle banche e alle assicurazioni, lo mettiamo tutti in pratica e mandiamo a puttane l'economia?
Rispetto al copyright, Internet è fuorilegge per natura. Le violazioni sono continue, impercettibili, all'ordine del giorno. Anche le più banali. La legge sul diritto d'autore implica che di qualsiasi prodotto dell'intelletto umano sia immediatamente e automaticamente vietata la riproduzione. Senza se e senza ma. A meno che non ci sia l'autorizzazione dell'avente diritto. Io che ho "quotato" il tuo intervento sul forum, senza chiederti il permesso, ho tecnicamente violato questa legge (a meno che nel regolamento del forum, da qualche parte, ci sia scritto che tutti gli iscritti accettano l'idea di lasciar "quotare" liberamente i loro interventi). E' chiaro che è un esempio provocatorio, ma dimostra come noi stiamo vivendo contemporaneamente in un mondo in cui la legge vieta praticamente qualsiasi forma di copia, mentre una piattaforma di uso quotidiano funziona come un inesauribile generatore di copie. Il problema è talmente evidente quanto di difficile soluzione, visto il controllo ormai secolare che viene esercitato dall'industria dell'intrattenimento sulle leggi sul copyright e su qualsiasi loro variazione.
Il terreno etico invece è scivolosissimo. Da un lato e dall'altro. Se per rispettare un'idea di "etica" uno dovesse sempre e solo seguire tutte le leggi che esistono, allora è chiaro che nessuna legge cambierebbe mai. Le leggi spesso cambiano proprio perchè c'è una frattura "etica", che rende necessaria una modifica. Pensiamo a come è cambiato il rapporto della società con il fumo. E come le leggi si siano gradualmente adattate a questo cambiamento. In questo caso, è la tecnologia che pone degli enormi dilemmi etici. Il più grande, mi sembra, sia proprio quello di cui si parlava sopra: è eticamente concepibile/accettabile un sistema in cui i contenuti circolano liberamente? Come spesso capita, la tecnologia non ha aspettato alcuna risposta ed è andata avanti. Buona parte della società, mi sembra, ha fatto lo stesso. Un certo settore dell'industria e una generazione cresciuta con valori/principi che sono annullati da questa novità, si sono opposti fieramente. La legge, che ovviamente e anagraficamente è anch'essa basata su quei valori/principi, anche. Risultato: siamo nel punto di massima tensione. Ha ragione Confalonieri quando dice "su Internet c'è bisogno di copyright", perchè su Internet il copyright praticamente non esiste.
Un'ultimissima cosa: anche i paragoni del tipo "cosa faremmo/cosa non faremmo se fosse possibile" sono scivolissimi. E le risposte non sempre univoche. Per la stessa ragione per cui oggi Internet è sommersa di musica e news scopiazzate, alla luce del sole, dovrebbe essere lo stesso per qualsiasi tipo di contenuto digitale: video pedopornografici e progetti di bombe atomiche fai-da-te compresi. In realtà non è così: quelli ci sono, ma sono costretti a circolare nel sottobosco del Web, per trovarli bisogna faticare un po' e si corre il serio rischio di essere subito acchiappati e sbattuti alla gogna pubblica e a quella carceraria. Perchè? Proprio perchè, pur in un contesto di libera circolazione, quelli sono ritenuti reati più gravi (dalle forze dell'ordine) e - soprattutto - distorsioni sociali inaccettabili dalla maggior parte della popolazione. Se qualcuno trova un blog come Bolachas Gratis, probabilmente lo consiglia a tutti i suoi amici appassionati di musica, favorendone la diffusione. Se incappa in un sito in cui si inchiappettano i bambini, in linea di massima (le eccezioni ci sono sempre) lo denuncia. Oppure lo ignora, rallentandone comunque la diffusione.
Federico Guglielmi
23-11-2009, 18:46
Rispetto al copyright, Internet è fuorilegge per natura. Le violazioni sono continue, impercettibili, all'ordine del giorno. Anche le più banali. La legge sul diritto d'autore implica che di qualsiasi prodotto dell'intelletto umano sia immediatamente e automaticamente vietata la riproduzione. Senza se e senza ma. A meno che non ci sia l'autorizzazione dell'avente diritto. Io che ho "quotato" il tuo intervento sul forum, senza chiederti il permesso, ho tecnicamente violato questa legge (a meno che nel regolamento del forum, da qualche parte, ci sia scritto che tutti gli iscritti accettano l'idea di lasciar "quotare" liberamente i loro interventi). E' chiaro che è un esempio provocatorio, ma dimostra come noi stiamo vivendo contemporaneamente in un mondo in cui la legge vieta praticamente qualsiasi forma di copia, mentre una piattaforma di uso quotidiano funziona come un inesauribile generatore di copie. Il problema è talmente evidente quanto di difficile soluzione, visto il controllo ormai secolare che viene esercitato dall'industria dell'intrattenimento sulle leggi sul copyright e su qualsiasi loro variazione.
Il terreno etico invece è scivolosissimo. Da un lato e dall'altro. Se per rispettare un'idea di "etica" uno dovesse sempre e solo seguire tutte le leggi che esistono, allora è chiaro che nessuna legge cambierebbe mai. Le leggi spesso cambiano proprio perchè c'è una frattura "etica", che rende necessaria una modifica. Pensiamo a come è cambiato il rapporto della società con il fumo. E come le leggi si siano gradualmente adattate a questo cambiamento. In questo caso, è la tecnologia che pone degli enormi dilemmi etici. Il più grande, mi sembra, sia proprio quello di cui si parlava sopra: è eticamente concepibile/accettabile un sistema in cui i contenuti circolano liberamente? Come spesso capita, la tecnologia non ha aspettato alcuna risposta ed è andata avanti. Buona parte della società, mi sembra, ha fatto lo stesso. Un certo settore dell'industria e una generazione cresciuta con valori/principi che sono annullati da questa novità, si sono opposti fieramente. La legge, che ovviamente e anagraficamente è anch'essa basata su quei valori/principi, anche. Risultato: siamo nel punto di massima tensione. Ha ragione Confalonieri quando dice "su Internet c'è bisogno di copyright", perchè su Internet il copyright praticamente non esiste.
Un'ultimissima cosa: anche i paragoni del tipo "cosa faremmo/cosa non faremmo se fosse possibile" sono scivolissimi. E le risposte non sempre univoche. Per la stessa ragione per cui oggi Internet è sommersa di musica e news scopiazzate, alla luce del sole, dovrebbe essere lo stesso per qualsiasi tipo di contenuto digitale: video pedopornografici e progetti di bombe atomiche fai-da-te compresi. In realtà non è così: quelli ci sono, ma sono costretti a circolare nel sottobosco del Web, per trovarli bisogna faticare un po' e si corre il serio rischio di essere subito acchiappati e sbattuti alla gogna pubblica e a quella carceraria. Perchè? Proprio perchè, pur in un contesto di libera circolazione, quelli sono ritenuti reati più gravi (dalle forze dell'ordine) e - soprattutto - distorsioni sociali inaccettabili dalla maggior parte della popolazione. Se qualcuno trova un blog come Bolachas Gratis, probabilmente lo consiglia a tutti i suoi amici appassionati di musica, favorendone la diffusione. Se incappa in un sito in cui si inchiappettano i bambini, in linea di massima (le eccezioni ci sono sempre) lo denuncia. Oppure lo ignora, rallentandone comunque la diffusione.
È un ragionamento serio e realistico, oltre che espresso con lodevole pacatezza. Posso non condividerne appieno tutte le implicazioni, ma di sicuro lo accetto serenamente, così come ho imparato a convivere con la logica del download "selvaggio" (l'unico aspetto che proprio non tollero e - soprattutto vista la mia professione - è la diffusione online di dischi non ancora pubblicati, anche mesi prima della loro uscita, da parte di privati).
Da appassionato e operatore del settore, mi piacerebbe solo che al più presto questa faccenda trovi al più presto un suo equilibrio, una sua "regola", perché in questa situazione anarchica non mi trovo granché a mio agio. Una regola, qualunque essa sia.
Comunque, da qualche parte nella mia mente c'è il pensiero che dietro tutta questa improvvisa libertà disinteressata ci sia qualcuno che ci lucra o che ci lucrerà. Dubito che "il sistema" non troverà prima o poi il modo di arginare, imbrigliare, bloccare, sfruttare il fenomeno.
Themercyseat
23-11-2009, 20:30
È un ragionamento serio e realistico, oltre che espresso con lodevole pacatezza. Posso non condividerne appieno tutte le implicazioni, ma di sicuro lo accetto serenamente, così come ho imparato a convivere con la logica del download "selvaggio" (l'unico aspetto che proprio non tollero e - soprattutto vista la mia professione - è la diffusione online di dischi non ancora pubblicati, anche mesi prima della loro uscita, da parte di privati).
Da appassionato e operatore del settore, mi piacerebbe solo che al più presto questa faccenda trovi al più presto un suo equilibrio, una sua "regola", perché in questa situazione anarchica non mi trovo granché a mio agio. Una regola, qualunque essa sia.
Comunque, da qualche parte nella mia mente c'è il pensiero che dietro tutta questa improvvisa libertà disinteressata ci sia qualcuno che ci lucra o che ci lucrerà. Dubito che "il sistema" non troverà prima o poi il modo di arginare, imbrigliare, bloccare, sfruttare il fenomeno.
Io da profana ti quoto, e mi permetto di dire che ho passato da tempo questa fase dello scaricamento folle, capendo ad un certo punto che determinati album volevo averli in qualità decente. Penso che questo sia un punto importante, cioè avere un album che ti piace sul serio e spenderci un tot per averlo in un formato che permetta un ascolto anche in cuffia, mettendo già in conto una spesa mensile.
Per quanto riguarda l'evoluzione del sistema internet e streaming, anche per me sarebbe auspicabile una regola generale.
Io vedrei bene il sistema ITunes ma con una modifica, ovvero pagare prima la versione prova dell'album ( che magari costi chessò 1 euro e permetta 3/4 ascolti dell'intero album) per poi comprare l'album per intero o avere semplicemente fruito dell'ascolto base.
Oppure come diceva qualcuno su, prevedere un tot al mese con cui avere una quantità di cd a scelta, tipo abbonamento flat. Questo però mi sembra ancora lontano...
Il masticatore di sudari
23-11-2009, 20:49
Comunque, da qualche parte nella mia mente c'è il pensiero che dietro tutta questa improvvisa libertà disinteressata ci sia qualcuno che ci lucra o che ci lucrerà. Dubito che "il sistema" non troverà prima o poi il modo di arginare, imbrigliare, bloccare, sfruttare il fenomeno.
Insomma un sistema tipo "ti regalo le prime dosi poi diventi dipendente e te le vendo care". Plausibile, ma non mi convince. Se fosse veramente così avrebbero clamorosamente sbagliato i loro calcoli, a mio avviso. Qui non si tratta di "prime dosi", qui si è impressa una forma mentis per cui nelle nuove generazioni la musica è inconcepibile se non regalata o comunque fruita gratuitamente. Potrebbe essere che per fruirla arriveranno a importi qualche spot, ma anche lì la vedo dura che non ci sia di conseguenza una contro-reazione che porti in uno dei miliardi di rivoli non ancora "irregimentati" del web. No, il web, purtroppo e per fortuna, è nato come sistema aperto e per chiuderlo e regolamentarlo rigidamente (senza possibilità di contromosse) bisognerebbe attuare una vera e propria controriforma "dittatoriale" a livello mondiale, cosa che mi sembra francamente improbabile, nonostante tutto.
Wolverine
23-11-2009, 21:35
Rispetto al copyright, Internet è fuorilegge per natura. Le violazioni sono continue, impercettibili, all'ordine del giorno. Anche le più banali. La legge sul diritto d'autore implica che di qualsiasi prodotto dell'intelletto umano sia immediatamente e automaticamente vietata la riproduzione. Senza se e senza ma. A meno che non ci sia l'autorizzazione dell'avente diritto. Io che ho "quotato" il tuo intervento sul forum, senza chiederti il permesso, ho tecnicamente violato questa legge (a meno che nel regolamento del forum, da qualche parte, ci sia scritto che tutti gli iscritti accettano l'idea di lasciar "quotare" liberamente i loro interventi). In questo caso, è la tecnologia che pone degli enormi dilemmi etici. Il più grande, mi sembra, sia proprio quello di cui si parlava sopra: è eticamente concepibile/accettabile un sistema in cui i contenuti circolano liberamente? Come spesso capita, la tecnologia non ha aspettato alcuna risposta ed è andata avanti. Buona parte della società, mi sembra, ha fatto lo stesso. Un certo settore dell'industria e una generazione cresciuta con valori/principi che sono annullati da questa novità, si sono opposti fieramente. La legge, che ovviamente e anagraficamente è anch'essa basata su quei valori/principi, anche. Risultato: siamo nel punto di massima tensione. Ha ragione Confalonieri quando dice "su Internet c'è bisogno di copyright", perchè su Internet il copyright praticamente non esiste.
Ho tagliato in parte il tuo post non perchè interessante, anzi, offre tanti spunti di discussione.
Ma volevo prenderlo per "pezzi" . Io non so se confalonieri fa le stesse osservazioni che nel tuo pezzo sono sollevate in maniera corretta e non - non - perchè pilotate da pressioni come suppongo le sue esternazioni possano esserlo.
Il discorso si amplia a questioni meramente speculative.
cito ancora confalonieri, ma a questo punto potrei citare altri uomini di governo che mossi da interessi corporativi stentano a trovare soluzioni che rischiano di provocare la sommossa del web. Quindi non vanno oltre le dichiarazioni che sanno un po dell'effetto giuliani ( si chiama così ?? ) che tanto rumore provocò.
Faccio una analogia, il gioco d'azzardo gestito da aams.
Da due anni il governo stronca dietro il disegno del riciclaggio di danari e della truffa le famose e famigerate slot machine, videopoker ed altri congegni tarati per incassare spudoratamente ai danni di chi?... dello stato.
Lì è stato facile scoprire un meccanismo dietro il quale ogni macchinetta, nel più sperduto bar di provincia di ogni piccolo paese, sia collegato direttamente con gestore aams.
E lo è tramite la rete, ogni macchinetta dietro vede montata una antenna collegata in rete che comunica in tempo reale incassi ed è tarata per fornire una vincita accettabile all'utente finale.
Il bello, o brutto, sta dietro le ripartizioni del gestore del locale che a fronte di cento euro di incassi ( esempio.. ) vede per sè un incasso non superiore al trenta per cento, qualcosa di simile per l'utente, il giocatore, il resto.. per sè.
E' incredibile notare con quale velocità lo stato sia corso ai ripari per bloccare una montagna di danari che prima della messa in rete di questi aggeggi era appannaggio esclusivo del gestore del locale e dell'affittuario.
Paragonando questo al settore musicale, davvero si crede sia impossibile non mettere un freno al download selvaggio?
Non è che per caso la "perdita" economica stimata ai danni della siae sia cosa trascurabile in termini di parametri economici tanto da far passare totalmente disinteressata o peggio .. impossibile da arginare.. ?
il ragionamento relativo alla musica si potrebbe trasporre pari pari al cinema, con i film che ormai si trovano in rete ancora prima dell'uscita in sala.
bene, pensate che tra un po' di anni ci sarà ancora qualcuno che vorrà investire i propri soldi per produrre un film?
Wolverine
23-11-2009, 23:10
il ragionamento relativo alla musica si potrebbe trasporre pari pari al cinema, con i film che ormai si trovano in rete ancora prima dell'uscita in sala.
bene, pensate che tra un po' di anni ci sarà ancora qualcuno che vorrà investire i propri soldi per produrre un film?
non credo il cinema si possa trasporre al mondo della musica.
se così fosse comunque, in linea di massima, tra qualche anno con la esponenziale diffusione di terminali pc connessi al web dovrebbero andare a sparire anche i quotidiani .. il caso di alcuni di questi oltreoceano che hanno deciso di tagliare la versione cartacea hanno però risolto con connessioni dedicate. l'utente decide che tipo di canone pagare e la versione on line in termini di abbonamento ha in certi casi superato anche le più rosee aspettative.
Lungimiranti? o forse azzardo dicendo che il target di riferimento era ben noto al punto da fidelizzare lo stesso la propria clientela anche attraverso un metodo ben più fastidioso rispetto alla comoda versione tradizionale, spiegazzata, ma che portavi ovunque e ovunque leggevi.
Aggiungo un problema di carattere culturale.
Non conosco dati specifici riferiti per nazione sul problema "violazione di copyright dovuto a download illegale ", ma credo che l'Italia occupi i primissimi posti.
C'è una diffusa tendenza alla illegalità anche in questo settore, per quanto sia minoritario rispetto ad altri mali diffusi, è inversamente proporzionale all'alibi che ci si crea confrontando il prezzo esposto su un cd del gruppo xy pensando sia eccessivo.
tornando a bomba, credo sia semplice adottare uno standard riconosciuto da un competente sistema giuridico italiano che impone su determinati passaggi dati (streaming, download superiori a 1000kb ad esempio ) una autentica sul proprio ip.. piccolo canone, grande tranquillità...
Alessandro Besselva
24-11-2009, 10:23
tornando a bomba, credo sia semplice adottare uno standard riconosciuto da un competente sistema giuridico italiano che impone su determinati passaggi dati (streaming, download superiori a 1000kb ad esempio ) una autentica sul proprio ip.. piccolo canone, grande tranquillità...
Spero che per allora sarò già in Borneo a dare la caccia a tribù di cacciatori di teste...
billikid
24-11-2009, 10:33
qui si è impressa una forma mentis per cui nelle nuove generazioni la musica è inconcepibile se non regalata o comunque fruita gratuitamente.
Per me il cambiamento è tutto nella tecnologia, non nella forma mentale delle persone. Anche io da teen ager avevo l'idea che la musica fosse non da avere regalata ma certamente da condividere. Per cui uno comprava un lp e tutti gli altri lo registravano. Così si fruiva tutti di molta più musica rispetto alle possibilità economiche. Oggi è uguale, il termine giusto non è nè regalo nè furto ma condivisione. I miei giovani nipoti non sono scaricatori maniacali ma la musica che vogliono la ottengono, dagli amici (dallo zio), via mail, chiavetta usb, ormai forse anche via cellulare.
Impediamo il download? Ma tanto che ci vuole a estrarre i files da un cd e poi masterizzarlo a tutti gli amici? Non c'è possibilità di tornare indietro. Bisogna che l'industria musicale (e anche cinematografica) si convinca che offrire prodotti liberamente scaricabili a una quota mensile ragionevole conviene a tutti. Per 20 euro al mese e download di musica libera, accetterebbero anche molte persone che 20 euro al mese in musica non li spendono di sicuro. La base di clienti si allargherebbe a dismisura. Chiudere e impedire invece ridurrà la fruizione della musica a noi pochi fanatici.
Io propongo di condividere la proprietà delle automobili e delle case.
Con 20 euro al mese diamo a tutti la possibilità di condividere l'auto preferita: un mese una Mercedes, l'altro mese una 500, poi una BMW e quindi un bel SUV. Si pagano 20 euro alla concessionaria, si prende l'auto e si va in giro. Chiaramente la benzina la paghiamo noi e se si fa un incidente il costo delle riparazioni è nostro.
Poi si dà un'occhiata all'appartamento che si preferisce, si suona il campanello e si entra: 20 euro al proprietario e restiamo un mese. Poi via, un'altra città e un altro appartamento.
Condivisione globale.
Poi si potrebbe pensare anche ai conti in banca: 20 euro al mese e siamo i padroni di qualunque conto.
Poi mogli e mariti: 20 euro al mese ai mariti per le mogli, e alle mogli per i mariti, e ne diventiamo proprietari per un mese usufruendone a iosa. Io mi prenoto per La Hunziker e Ilaria D'Amico.
Il masticatore di sudari
24-11-2009, 12:14
Io propongo di condividere la proprietà delle automobili e delle case.
Con 20 euro al mese diamo a tutti la possibilità di condividere l'auto preferita: un mese una Mercedes, l'altro mese una 500, poi una BMW e quindi un bel SUV. Si pagano 20 euro alla concessionaria, si prende l'auto e si va in giro. Chiaramente la benzina la paghiamo noi e se si fa un incidente il costo delle riparazioni è nostro.
Poi si dà un'occhiata all'appartamento che si preferisce, si suona il campanello e si entra: 20 euro al proprietario e restiamo un mese. Poi via, un'altra città e un altro appartamento.
Condivisione globale.
Poi si potrebbe pensare anche ai conti in banca: 20 euro al mese e siamo i padroni di qualunque conto.
Poi mogli e mariti: 20 euro al mese ai mariti per le mogli, e alle mogli per i mariti, e ne diventiamo proprietari per un mese usufruendone a iosa. Io mi prenoto per La Hunziker e Ilaria D'Amico.
Guarda che al di là del sarcasmo, non è mica uno scenario tanto improbabile, eh. Qualcosa del genere la ipotizzava nel 2000 anche il quotato economista Jeremy Rifkin, e da allora i fatti stanno convergendo sempre più verso le sue ipotesi. Ne abbiamo discusso anche qui, per la cronaca:
http://www.ilmucchio.net/showthread.php?t=4647
billikid
24-11-2009, 12:14
Ci voleva un bell'off topic, se no il discorso diventava troppo interessante
Federico Guglielmi
24-11-2009, 13:06
Ci voleva un bell'off topic, se no il discorso diventava troppo interessante
Infatti...
Quasi quasi sposto tutti gli ultimi post sull'altra discussione...
rugantino
24-11-2009, 13:37
quei dementi dell'industria discografica.
come volevasi dimostrare.
(vedi mio precedente post sull'indulgenza versus attacchi all'industria discografica).
Federico Guglielmi
24-11-2009, 13:57
come volevasi dimostrare.
(vedi mio precedente post sull'indulgenza versus attacchi all'industria discografica).
Ma è ovvio che si parla di quelli che stanno nelle stanze dei bottoni a livello internazionale, su. Quelli che non hanno nemmeno immaginato cosa stava per accadere e sono stati capaci solo di adottare contromisure ridicole e peggiorative cercando di chiudere la stalla dopo che i buoi erano tutti scappati.
Oppure, se non sono dementi, sono dei geni assoluti... perché hanno ordito tutto questa storia del downloading con modalità da complotto, facendo finta di esserne danneggiati (e gongolando, invece, per la possibilità che veniva loro offerta di snellire il personale) in attesa di sferrare l'attacco finale e dire "credevate, poveri coglioni, che ci stavate fottendo? E invece no, era tutto un trucco e in quel posto ce l'avete voi".
Dici di no? Può essere, perchè tutte le pagine non le ho lette.
No, non lo so, è solo che la teoria di FG non mi pare implichi la necessità di acquistare la musica in vari formati.Se poi a te non va bene il formato di cui sei già in possesso passi ad un altro, esattamente come già accade ora.
non vedo perché il mio paradosso debba passare per un off topic quando è il cuore autentico del discorso.
quella che taluni chiamano 'condivisione' lede il legittimo diritto di chi scrive, suona, pubblica musica di vedere i propri diritti non lesi. Se il legittimo proprietario di un disco (perché l'ha inciso, fatto, suonato, pubblicato, ci ha messo lavoro, tempo, soldi) NON vuole che questo disco venga reso disponibile in downloading gratuito a disposizione di tutti, secondo voi chi lo fa cosa fa se non ledere un diritto altrui?
E perché lo fa? Perché PUO' FARLO, mentre un'automobile non può 'condividerla'. Billykid, prova ad andare da un concessionario e chiedigli se in nome della condivisione ti fa usare un'auto per un mesetto e poi vedi. E se mi rispondi che sto cercando di 'provocare' (l'argomento principe di chi non sa che pesci pigliare) allora spiegami che differenza passa tra un disco e un'automobile in termini di diritto legittimo di chi li crea a vedersi rispettati i propri diritti.
Quindi il downloading, oltre che ledere un diritto personale e legittimo fa anche molto peggio perché lo fa contro chi non può difendersi, visto che il frutto del suo lavoro è 'immateriale': come picchiare un handicappato, che non può reagire. La si metta come si vuole ma il discorso è esattamente questo e NON altri. Chi non la vede così mi spieghi in cosa sta la differenza.
Federico, chiedo scusa ma visto che anche tu hai scritto che sono andato OT, mi dici cosa penseresti e faresti se il giorno stesso dell'uscita del Mucchio ci fosse qualcuno che lo scannerizza tutto ben bene e lo mette in download gratuito in qualche blog in rete causandoti forti perdite? E chiunque altro vedesse sfumare il proprio lavoro da internet, in qualunque modo, solo perché si tratta di lavoro intellettuale, quindi musica, film, scrittura?
Mi rendo conto che molti, qui dentro, sono ragazzi che non lavorano ma non sarebbe male se una piccola riflessione la facessero, su argomenti di questo tipo, senza seguire l'impulso e pensando che un giorno, forse, lavoreranno nell'immateriale...
Federico Guglielmi
24-11-2009, 14:49
Federico, chiedo scusa ma visto che anche tu hai scritto che sono andato OT, mi dici cosa penseresti e faresti se il giorno stesso dell'uscita del Mucchio ci fosse qualcuno che lo scannerizza tutto ben bene e lo mette in download gratuito in qualche blog in rete causandoti forti perdite? E chiunque altro vedesse sfumare il proprio lavoro da internet, in qualunque modo, solo perché si tratta di lavoro intellettuale, quindi musica, film, scrittura?
Diciamo che la questione è più generale che legata in particolare al numero di novembre del Mucchio, e dato che il tuo post rischia di scoperchiare il vaso di Pandora, forse si poteva spostarla. Però sta ancora qui, e magari può anche restarci: era solo un'ipotesi.
Diciamo che la questione è più generale che legata in particolare al numero di novembre del Mucchio, e dato che il tuo post rischia di scoperchiare il vaso di Pandora, forse si poteva spostarla. Però sta ancora qui, e magari può anche restarci: era solo un'ipotesi.
ah, va bene, questo è giustissimo (però non l'ho aperta io la discussione, che nel complesso è certamente OT)
Federico Guglielmi
24-11-2009, 15:10
ah, va bene, questo è giustissimo (però non l'ho aperta io la discussione, che nel complesso è certamente OT)
Infatti avrei spostato tutta la "deriva", peraltro interessante.
rugantino
24-11-2009, 15:21
Ma è ovvio che si parla di quelli che stanno nelle stanze dei bottoni a livello internazionale, su.
Sul digital download, e prima ancora sul file sharing o (sembra la notte dei tempi) sul "caso" Napster, l'IFPI (massimo organismo associativo dell'industria discografica) ha avuto posizioni niente affatto univoche. Molte aziende si sono adeguate alla tecnologia investendo in apparati a volte addirittura sovradimensionati in modo rapidissimo, altre ci hanno messo più tempo. Ma tutte oramai sono al passo coi tempi.
Un fatto che forse è sfuggito ai tanti che immaginano un futuro fatto di abbonamenti mensili da 10U$D o 10 € che consentano di scaricare legalmente almeno dieci (dieci) album al mese + avere accesso illimitato in streaming alla library musicale offerta (library a volte composta di milioni e milioni di canzoni), è che il futuro è già qui. Nel senso che esistono da tempo decine e decine di società che permettono questo servizio. Come ne esistono altre che consentono ascolto gratuito di TUTTO lo scibile musicale a fronte della visione di qualche spot (un po' come succede con le videonews dei maggiori portali d'informazione). Il problema è che questo genere di servizio in Italia non decolla. E non credo sia difficile comprendere il perché.
Nessuno poi che dia una risposta alla questione semplicissima posta in precedenza, che ripropongo:
ma se i provider di Internet guadagnano cifre mostruose attraverso lo scambio di files musicali (più o meno un terzo del traffico in rete è generato da questa tipologia di scambismo), non sarebbe quantomeno corretto che tali provider versassero una percentuale dei loro introiti (facilmente verificabili anche solo per singolo frammento di canzone) a chi la musica la produce? Invece qui ancora leggo le solite annosissime questioni sul fatto che il prezzo dei cd, e i discografici demmerda etc. etc. Come se, in questa drammatica crisi economica e culturale, i soli colpevoli fossero "quei dementi dei discografici" e non, anche, tutti quelli che ruotano intorno al mondo musicale, giornalisti musicali compresi (quasi tutti, con rarissime e coraggiose eccezioni), oltre a quelli che ci sono dentro (artisti e gruppi in primis, sempre pronti a schierarsi ruffianamente col "pubblico" e raramente disposti a ragionare sulla questione)...
Wolverine
24-11-2009, 15:48
Nessuno poi che dia una risposta alla questione semplicissima posta in precedenza, che ripropongo:
ma se i provider di Internet guadagnano cifre mostruose attraverso lo scambio di files musicali (più o meno un terzo del traffico in rete è generato da questa tipologia di scambismo), non sarebbe quantomeno corretto che tali provider versassero una percentuale dei loro introiti (facilmente verificabili anche solo per singolo frammento di canzone) a chi la musica la produce? Invece qui ancora leggo le solite annosissime questioni sul fatto che il prezzo dei cd, e i discografici demmerda etc. etc. Come se, in questa drammatica crisi economica e culturale, i soli colpevoli fossero "quei dementi dei discografici" e non, anche, tutti quelli che ruotano intorno al mondo musicale, giornalisti musicali compresi (quasi tutti, con rarissime e coraggiose eccezioni), oltre a quelli che ci sono dentro (artisti e gruppi in primis, sempre pronti a schierarsi ruffianamente col "pubblico" e raramente disposti a ragionare sulla questione)...
a dire il vero, ma non cambia nulla in soldoni, qualcosa del genere l'avevo esposta qualche post fa, in maniera piuttosto ingarbugliata magari, basterebbero poche risorse tecnologiche per far ciò che dici, il punto più interessante della discussione invece è quello sul ruffian style esposto alla fine del tuo post.
La soluzione c'è ma non si vuol trovare?
edit: il tuo punto di vista su quanto non decolla in Italia dal punto di vista dei siti che offrono il DD ?
billikid
24-11-2009, 16:18
E perché lo fa? Perché PUO' FARLO, mentre un'automobile non può 'condividerla'. Billykid, prova ad andare da un concessionario e chiedigli se in nome della condivisione ti fa usare un'auto per un mesetto e poi vedi. E.
Mai sentito parlare di car-sharing? O di leasing? E si è mai sentita un'industria automobilistica che mettesse il divieto a queste possibilità di affitto o condivisione di auto?
Il tuo paragone è sbagliato. E' chiaro che non puoi fregare un'auto al concessionario e poi scambiartela coi tuoi amici, ma puoi benissimo comprarla e poi condividerla con chi ti pare. O puoi, cosa che appunto fa il car-sharing, comprare 10 macchine e metterle in un posto della città a disposizione di chi, con un abbonamento mensile o chilometrico, le usa soltanto. Senza comprarle.
Tieni conto che avevamo già superato il concetto di download illegale e stavamo parlando di abbonamento e streaming, 20 euro con download compreso.
Se poi vogliamo proseguire off topic come mi rompe i coglioni aver pagato circa 4mila dischi il doppio del loro valore (i truffaldini 20 euro e passa che tutti riteniamo eccessivi) altrettanto mi sta sui coglioni aver comprato per 22mila euro un'auto che adesso, visto che c'è la crisi, ti tirano dietro per 15mila meno 3500 di rottamazione. Era prima che gonfiavano i prezzi, non adesso...
rugantino
24-11-2009, 16:57
a dire il vero, ma non cambia nulla in soldoni, qualcosa del genere l'avevo esposta qualche post fa, in maniera piuttosto ingarbugliata magari, basterebbero poche risorse tecnologiche per far ciò che dici, il punto più interessante della discussione invece è quello sul ruffian style esposto alla fine del tuo post.
La soluzione c'è ma non si vuol trovare?
edit: il tuo punto di vista su quanto non decolla in Italia dal punto di vista dei siti che offrono il DD ?
perdonami, mi deve essere sfuggita la tua considerazione...
In quanto al ruffian style se io, poniamo il caso direttore di rivista musicale, ho tra i miei lettori appassionati e meno appassionati scaricatori a manetta preferirò (per le ragioni di mercato e opportunismo che citavo pagina fa, oltre che per pulsioni retoriche e demagogiche) scrivere che i discografici sono banditi e che in fondo a scaricare a buffo non v'è nessun male (le discografiche ci potevano pensare prima... concetto espresso, oltre che dal Ministro Maroni, grosso modo anche da chi, come Federico, è un feticista dell'oggetto di cui si dibatte e ha speso bei soldi per la sua collezione di albums). Per lo stesso motivo gli artisti, sempre pronti a schierarsi a favore di questa o quella causa, tutto fanno tranne prendere una posizione chiara sulla questione. Timorosi di alienarsi simpatie e di sembrare adesi alla logica capitalistica che, almeno in alcuni casi, garantisce agli stessi lucrosi anticipi e investimenti in risorse economiche sui loro progetti. Un esempio tra i tanti: Jovanotti che, anni fa, si presentò alla sua conferenza stampa col cappellino di Napster. Artista che al tempo stesso gode di contratto milionario con la principale major mondiale. Ricordo che tali forme d'ipocrisia sono state oggetto di un simpatico servizio delle Iene che mandava suoi inviati travestiti a farsi autografare copie masterizzate dei loro album. Notevoli e a volte furibonde le reazioni degli artisti. rarissimi coloro che hanno autografato copie non originali. Poi ci sono le eccezioni, come quella Lily Allen che ha recentemente provato ad assumere posizione "fuori dal coro" e che è stata costretta a chiudere il suo blog per le tonnnellate di insulti ricevuti. Proprio lei che per ironia della sorte ha sbancato le charts con un singolo easy listening intitolato Fuck You.
Il mancato decollo dei servizi in streaming e download in abbonamento ha una spiegazione lapalissiana: coloro che hanno goduto di un bene per anni aggratise, sapendo che le sanzioni previste per chi viola la legge sul copyright non sono applicate, continueranno a farlo.
billikid
24-11-2009, 17:39
Il mancato decollo dei servizi in streaming e download in abbonamento ha una spiegazione lapalissiana: coloro che hanno goduto di un bene per anni aggratise, sapendo che le sanzioni previste per chi viola la legge sul copyright non sono applicate, continueranno a farlo.
Non sono tanto d'accordo. Intanto mi sembra che Itunes anche in Italia non se la passi così male. E poi, a parte questo caso, non mi sembra che ci sia grande promozione di queste possibilità e nemmeno che siano sviluppate al punto da risultare "friendly" anche per il profano. Se in una cosa si crede si promuove, si pubblicizza in tv, sulla stampa specializzata e (soprattutto) non, si realizza in modo che anche il più incapace col computer sappia procurarsi le canzoni. Non mi pare che siamo a questo punto. Se scaricarsi i pezzi diventasse pratico come entrare in un negozio e comprare un disco, credo che la gente lo farebbe.
rugantino
24-11-2009, 18:02
Non sono tanto d'accordo. Intanto mi sembra che Itunes anche in Italia non se la passi così male. E poi, a parte questo caso, non mi sembra che ci sia grande promozione di queste possibilità e nemmeno che siano sviluppate al punto da risultare "friendly" anche per il profano. Se in una cosa si crede si promuove, si pubblicizza in tv, sulla stampa specializzata e (soprattutto) non, si realizza in modo che anche il più incapace col computer sappia procurarsi le canzoni. Non mi pare che siamo a questo punto. Se scaricarsi i pezzi diventasse pratico come entrare in un negozio e comprare un disco, credo che la gente lo farebbe.
Utilizzare servizi in abbonamento o crearsi un account su I-Tunes è cosa semplicissima. Rapida e senza rischi. Ho un account su I-Tunes da tempo e lo utilizzo con regolarità. E' stato molto più semplice, almeno per me, che imparare a reperire ed installare programmi di file sharing. Ma io ho quasi cinquant'anni, mentre un pischello (moooolto più pratico di me) tra la possibilità di scegliere un account su I-Tunes (a pagamento) o un bel Mulo, sceglierà sempre il secondo.
E' altresì comprensibile che se in Italia una qualsiasi neonata azienda vuole crecere nel settore deve considerare il suo start up sulla base di investimenti che facciano conoscere al pubblico l'esistenza del bene o servizio che offre. Ma in tutta onestà nessuno, oggi, investirebbe una cifra di centinaia di migliaia di europei per pubblicizzare servizi simili (I-Tunes non ha mai fatto pubblicità al servizio di download a pagamento in quanto può contare su sinergie tra i vari prodotti Apple, oltre che sull'indiscutibile successo del suo negozio digitale che oggi "se la comanda", come dicono nell'Urbe, essendo in posizione di pressoché totale monopolio) sapendo già che:
a) l'attuale Governo non emanerà provvedimenti realmente restrittivi e che comportino azioni di sanzionamento verso internet provider
b) la posizione dominante di I-Tunes difficilmente verrà scalfita da una campagna pubblicitaria onerosa e con scarse possibilità di ritorno
Il caso di Nokia è esemplare. Pur avendo la leadership della produzione mondiale di telefonia mobile non riesce a fare passi avanti col suo digital store e col suo servizio Comes With Music. E loro sono dei giganti...
Chiudo con una considerazione che riguarda i volumi di vendita sviluppati da I-Tunes Italia. Che sono una cagatina in confronto a Paesi come Francia, Germania e soprattutto UK (quasi la metà del mercato digitale di musica venduta in Europa viene dai sudditi di Elisabetta). Degli States non ne parliamo... lì i numeri sono già oggi giganteschi.
Mai sentito parlare di car-sharing? O di leasing? E si è mai sentita un'industria automobilistica che mettesse il divieto a queste possibilità di affitto o condivisione di auto?
Il tuo paragone è sbagliato. E' chiaro che non puoi fregare un'auto al concessionario e poi scambiartela coi tuoi amici, ma puoi benissimo comprarla e poi condividerla con chi ti pare. O puoi, cosa che appunto fa il car-sharing, comprare 10 macchine e metterle in un posto della città a disposizione di chi, con un abbonamento mensile o chilometrico, le usa soltanto. Senza comprarle.
No, permetti ma il paragone è perfetto: il caso che citi tu prevede che chi pratica il car-sharing sia CONSENZIENTE. E che l'auto, dopo averla usata, la riporti alla base. Che non sono dettagli: le etichette e i musicisti non sono affatto consenzienti (se non per i motivi perfettamente spiegati da rugantino) e i file, una volta scaricati e ascoltati, te li tieni tu, non è che spariscono dal tuo computer.
Tieni conto che avevamo già superato il concetto di download illegale e stavamo parlando di abbonamento e streaming, 20 euro con download compreso.
La discussione può anche averlo 'superato'. Io, e con me migliaia e migliaia di etichette, lavoratori dell'industria discografica e dell'industria della fabbricazione dei cd, continuiamo a pensare che si tratti di un furto. Se non hai il 'benestare' del legittimo proprietario della musica che scarichi, sei un ladro. Senza se e senza ma. Poi si possono addurre giustificazioni di qualunque tipo ma il concetto è sempre lo stesso: se ledi il mio diritto mi stai derubando, c'è poco da fare. e insisto: lo fai esclusivamente perché le puoi farlo (infatti 'condivisioni' di questo tipo, guarda caso, vengono fatte solo in Internet e non nel mondo reale, dove se ci provi ti arrestano).
Se poi vogliamo proseguire off topic come mi rompe i coglioni aver pagato circa 4mila dischi il doppio del loro valore (i truffaldini 20 euro e passa che tutti riteniamo eccessivi) altrettanto mi sta sui coglioni aver comprato per 22mila euro un'auto che adesso, visto che c'è la crisi, ti tirano dietro per 15mila meno 3500 di rottamazione. Era prima che gonfiavano i prezzi, non adesso...
Ah be', anche a me girano i coglioni aver comprato un'auto che poi si è rivelata una sola, un paio di scarpe che mi stanno strette, un giornale che non mi è piaciuto, una mela poco dolce, un paio di pantaloni che si sono scoloriti dopo il primo lavaggio. Penso che se tu lavori, in qualunque campo, c'è qualcuno che si lamenta di un servizio che gli hai fatto o di un bene che gli hai venduto e che non l'hanno soddisfatto. A questo credo che sia difficile porre rimedio. Lo facciamo col furto come con la musica? Per me va benissimo, basta che lo si faccia con TUTTO, quindi che lo si faccia anche con i servizi e i beni che vendi tu. Prova a far mente locale un attimo solo; e se non lavori prova a far mente locale col lavoro di tuo padre, poi ne riparliamo...
billikid
24-11-2009, 19:35
La discussione può anche averlo 'superato'. .
Intendevo ovviamente dire che avevamo già stabilito che il download illegale è un furto, mentre non vedo cosa ci sia di male nel pensare a un futuro con abbonamento streaming e un tot di download gratuiti a fronte di abbonamento mensile, che farebbero in tanti di più di quelli che si scomodano per comprare un cd e ne comprano magari tre all'anno. Cosa ci sia di male in un discorso come questo non lo capisco. Da "industriale discografico" quale mi sembra di capire che sei, mi sembra che stiate cercando di tenervi stretti i fanatici che comprano dieci dischi al mese e magari anche i remasters, le compilation con due inediti del cazzo aggiunti in fondo, e di allargare la base grazie al download legale, accessibile e a prezzo ragionevole, non vi freghi niente.
billikid
24-11-2009, 19:39
Ah be', anche a me girano i coglioni aver comprato un'auto che poi si è rivelata una sola, un paio di scarpe che mi stanno strette, un giornale che non mi è piaciuto, una mela poco dolce, un paio di pantaloni che si sono scoloriti dopo il primo lavaggio. Prova a far mente locale un attimo solo; e se non lavori prova a far mente locale col lavoro di tuo padre, poi ne riparliamo...
No, mi girano i coglioni non se la macchina va male, ma se alla prima occasione in cui non la si riesce a vendere scopro che poteva costare 10mila euro in meno di quello che l'ho pagata io. Io lavoro ma cerco di far pagare il mio lavoro per quello che vale, non è che quando la gente sta in grana gli chiedo il doppio e se vedo che non hanno soldi mi abbasso sempre un po' di più verso il reale valore del mio prodotto.
Federico Guglielmi
24-11-2009, 19:45
Segnalo a chi mi ha messo la definizione "ostentando sicumera" sotto il nome che ha fatto un errore perché la sicumera è l'ostentazione di grande sicurezza, quindi ha scritto "ostentando l'ostentazione di grande sicurezza", che è veramente una brutta espressione.
È una citazione, letterale, da Elio e le Storie Tese, evidentemente ironica.
Intendevo ovviamente dire che avevamo già stabilito che il download illegale è un furto, mentre non vedo cosa ci sia di male nel pensare a un futuro con abbonamento streaming e un tot di download gratuiti a fronte di abbonamento mensile, che farebbero in tanti di più di quelli che si scomodano per comprare un cd e ne comprano magari tre all'anno. Cosa ci sia di male in un discorso come questo non lo capisco. Da "industriale discografico" quale mi sembra di capire che sei, mi sembra che stiate cercando di tenervi stretti i fanatici che comprano dieci dischi al mese e magari anche i remasters, le compilation con due inediti del cazzo aggiunti in fondo, e di allargare la base grazie al download legale, accessibile e a prezzo ragionevole, non vi freghi niente.
guarda, per quel che può contare la mia opinione, a me va bene tutto, ma proprio tutto. non vendo dischi (se mai li compro) e non faccio musica, quindi per me va bene anche il p2p illegale. quello che scrivo lo scrivo solo perché lo penso, non per difendere nessuno. per vivere scrivo e traduco, quindi potrei esser coinvolto in futuro, per ora no.
nel discorso che fai, e in qualunque altro discorso tu possa fare, va tutto benissimo a patto che il legittimo creatore della musica sia d'accordo. se non lo è si tratterà sempre di un furto. se un musicista accetterà di stare in streaming, benissimo: tutti contenti. ma se un altro non accetterà, 'rubargli' la sua musica, il suo lavoro, la sua vita, significherà, appunto, rubare.
per il resto, i remasters, le compilation, le ristampe e tutto il resto vale il più sano e vecchio principio del mondo: ti sembrano speculazioni? non comprarli. costano troppo? non comprarli. te lo ordina il dottore di comprarli? no, giusto? e quindi non comprarli, sono solo speculazioni e tu non comprarli. una cosa che vale per qualunque altro bene: ti piace l'iphone ma pensi che costi troppo? non comprarlo. ti piacciono i beatles ma pensi che le ristampe siano una speculazione? e tu non comprarle. ti piace un'auto ma costa troppo? e tu non comprarla. ti piacerebbe vivere a new york ma costerebbe troppo? e tu stai dove sei ora. ti piace una donna ma lei non te la dà? e tu trombane un'altra. che problema c'è? se tutte quest persone non volessero 'allargare' il loro ambito di azione facendo pagare meno i loro beni, tu fregatene: non comprarglieli e mandali affanculo. ma non rubarli perché non te lo ordina il dottore, di rubarli, non credi?
Wolverine
24-11-2009, 21:59
Non sono tanto d'accordo. Intanto mi sembra che Itunes anche in Italia non se la passi così male. E poi, a parte questo caso, non mi sembra che ci sia grande promozione di queste possibilità e nemmeno che siano sviluppate al punto da risultare "friendly" anche per il profano. Se in una cosa si crede si promuove, si pubblicizza in tv, sulla stampa specializzata e (soprattutto) non, si realizza in modo che anche il più incapace col computer sappia procurarsi le canzoni. Non mi pare che siamo a questo punto. Se scaricarsi i pezzi diventasse pratico come entrare in un negozio e comprare un disco, credo che la gente lo farebbe.
Ma io ho quasi cinquant'anni, mentre un pischello (moooolto più pratico di me) tra la possibilità di scegliere un account su I-Tunes (a pagamento) o un bel Mulo, sceglierà sempre il secondo.
Ma in tutta onestà nessuno, oggi, investirebbe una cifra di centinaia di migliaia di europei per pubblicizzare servizi simili (I-Tunes non ha mai fatto pubblicità al servizio di download a pagamento in quanto può contare su sinergie tra i vari prodotti Apple, oltre che sull'indiscutibile successo del suo negozio digitale che oggi "se la comanda", come dicono nell'Urbe, essendo in posizione di pressoché totale monopolio) sapendo già che:
a) l'attuale Governo non emanerà provvedimenti realmente restrittivi e che comportino azioni di sanzionamento verso internet provider
b) la posizione dominante di I-Tunes difficilmente verrà scalfita da una campagna pubblicitaria onerosa e con scarse possibilità di ritorno
Il caso di Nokia è esemplare. Pur avendo la leadership della produzione mondiale di telefonia mobile non riesce a fare passi avanti col suo digital store e col suo servizio Comes With Music. E loro sono dei giganti...
Chiudo con una considerazione che riguarda i volumi di vendita sviluppati da I-Tunes Italia. Che sono una cagatina in confronto a Paesi come Francia, Germania e soprattutto UK (quasi la metà del mercato digitale di musica venduta in Europa viene dai sudditi di Elisabetta). Degli States non ne parliamo... lì i numeri sono già oggi giganteschi.
billikid solleva un punto importante, dove sembra si scateni il grande cortocircuito.
Ovvio che nessuna azienda investirà mai in prodotti validi sapendo che molti altri canali per di più allestiti con poche decine di migliaia di euro godono di una enorme fidelizzazione facendo scaricare di tutto senza controllo.
E' altrettanto assurdo notare che chi sia preposto alla esazione del balzello sul copyright faccia spallucce di fronte ad un problema serio, molto serio, che necessita di una radicale rivisitazione.
Intanto, stoppare il mulo e programmi di sharing è facile, molto facile. Ma non basta, prima di "spegnere" definitivamente questi canali illegali si dovrebbe investire su questioni culturalmente radicate in negativo, lo stesso rugantino cita cifre assurde da parte della regolarità - e della legalità - dell'utente inglese rispetto al pischello italiano. Non parlo degli usa, lì molti problemi infrastrutturali ( che sono anche parte del problema ) sono stati superati da secoli.
Se itunes detiene il monopolio è inverosimile che una azione sinergica sopra abbozzata non possa frantumare questa posizione.
Il pischello utilizza il mulo? il pischello non è ignorante. Il pischello sa di godere di una sorta di immunità garantita dalla totale assenza di regole, voglio spingermi oltre, di leggi. Così per i genitori dei pischelli.
Il casco per le moto? è utile, è uno strumento che salva la vita . Eppure prima della sua obbligatorietà veniva lasciato da parte, sotto la sella.
Siamo distanti anni luce da un modo rispettoso per le regole, a meno che queste diventino leggi.
le proporzioni di questo vivere incivile sono inversamente proporzionali ai dati snocciolati da rugantino.
Probabilmente Federico e molti di voi avranno sentito migliaia di volte affrontare autorevolmente il problema e noiosamente avranno alzato un virtuale vaffanculo a chi spesso lamentandosi ma avendo il potere per aprire una seria discussione non ha mai mosso un dito dallo stagno, ma il mucchio ? non potrebbe esser un serio apripista ad una tavola rotonda..
una considerazione ot. non citate quel di jovanotti per il cappellino.. il tizio non era stato prescelto dalla campagna anti ecstasy dai locali ma si interessò in piccolissima parte.. paura di passare dalla parte dei genitori rompicoglioni di turno? o era una bufala?
- scrivo tra bambini festanti e giocattoli rumorosi, scusate se potrò dare l'impressione di essere sconnesso -
billikid
25-11-2009, 10:07
ti sembrano speculazioni? non comprarli. costano troppo? non comprarli. te lo ordina il dottore di comprarli? no, giusto? e quindi non comprarli, sono solo speculazioni e tu non comprarli. una cosa che vale per qualunque altro bene: ti piace l'iphone ma pensi che costi troppo? non comprarlo. ti piacciono i beatles ma pensi che le ristampe siano una speculazione? e tu non comprarle. ti piace un'auto ma costa troppo? e tu non comprarla. ti piacerebbe vivere a new york ma costerebbe troppo? e tu stai dove sei ora. ti piace una donna ma lei non te la dà? e tu trombane un'altra. che problema c'è? se tutte quest persone non volessero 'allargare' il loro ambito di azione facendo pagare meno i loro beni, tu fregatene: non comprarglieli e mandali affanculo. ma non rubarli perché non te lo ordina il dottore, di rubarli, non credi?
Tu saresti stato bene in Germania est con la Trabant uguale per tutti passata dal governo.
Del mio discorso, che ho capito che non condividi, l'unico punto che mi sembra tu non capisca è che, a mio parere, vendere milioni di abbonamenti mensili a 20 euro è meglio e rende di più che vendere migliaia di cd-furto a 21 euro. L'ipotesi era di far guadagnare di più a questi bravi, onesti e vessati discografici, non di meno.
E' miope non pensare a sfruttare la maggiore accessibilità alla musica che ti dà la rete, è la scelta di chi sta bene così e cerca solo di tenere le cose ferme.
Tu saresti stato bene in Germania est con la Trabant uguale per tutti passata dal governo.
Mi sembra un parallelo poco centrato. Io mica ti dico di comprare quello che comprano tutti o di uniformarti ai gusti, ti dico semplicemente che se una cosa costa troppo per le tue tasche non sei mica autorizzato a 'rubarla', non te lo ordina mica il dottore. Solo questo.
Del mio discorso, che ho capito che non condividi, l'unico punto che mi sembra tu non capisca è che, a mio parere, vendere milioni di abbonamenti mensili a 20 euro è meglio e rende di più che vendere migliaia di cd-furto a 21 euro. L'ipotesi era di far guadagnare di più a questi bravi, onesti e vessati discografici, non di meno.
E' miope non pensare a sfruttare la maggiore accessibilità alla musica che ti dà la rete, è la scelta di chi sta bene così e cerca solo di tenere le cose ferme.
Ah, certo, potrei esser d'accordo con te su tutta la linea. La differenza tra quello che dici tu e quello che dico io è solo che a scegliere come e cosa fare di un certo bene devono essere i legittimi proprietari del bene stesso, non i clienti del bene. Il che significa che se un'etichetta decide di non mettere in streaming i suoi dischi al cliente dovrebbe andar bene di non ascoltarli, non di 'forzare' l'ascolto attraverso un'appropriazione indebita. Sempre per continuare il parallelo, se tu vendi le mele a 5 euro al chilo e il cliente pensa che costino troppo, non è che il cliente è autorizzato a rubarle; può consigliarti di abbassare il prezzo ma se tu non lo vuoi abbassare, cazzi del cliente: comprerà mele da qualcun altro.
Il succo di qualunque discorso è semplicissimo: chi produce un bene ha tutti i sacrosanti diritti di metterlo in vendita al prezzo che preferisce e nella maniera che preferisce; il cliente ha il diritto di criticare ma non di rubare, e ha la possibilità di comprare qualcos'altro. E' la base della convivenza civile,, ancor prima che la base di ogni forma di economia.
billikid
25-11-2009, 10:40
Il succo di qualunque discorso è semplicissimo: chi produce un bene ha tutti i sacrosanti diritti di metterlo in vendita al prezzo che preferisce e nella maniera che preferisce; .
Scusa, ma questo prooprio no. I prezzi devono essere coerenti. Mi hai fatto esempi con tutto, le mele, le pere, qualunque cosa, allora te ne faccio alcuni io: le banche, la benzina, le assicurazioni, tutti indagati e regolarmente multati dall'antitrust perchè fanno cartello stabilendo prezzi e balzelli fuori mercato. Il cliente non è una mucca e non è giusto mungerlo a piacere e neanche dirgli "è così, se non ti sta bene rivolgiti altrove".
E non è neanche giusto decidere di continuare a stampare col piombo (e far pagare un libro dieci volte di più) se sono state inventate le stampanti che fanno la stessa cosa a un costo dieci volte inferiore.
Esiste e va rispettato anche chi compra, non solo chi vende.
Scusa, ma questo prooprio no. I prezzi devono essere coerenti. Mi hai fatto esempi con tutto, le mele, le pere, qualunque cosa, allora te ne faccio alcuni io: le banche, la benzina, le assicurazioni, tutti indagati e regolarmente multati dall'antitrust perchè fanno cartello stabilendo prezzi e balzelli fuori mercato. Il cliente non è una mucca e non è giusto mungerlo a piacere e neanche dirgli "è così, se non ti sta bene rivolgiti altrove".
E non è neanche giusto decidere di continuare a stampare col piombo (e far pagare un libro dieci volte di più) se sono state inventate le stampanti che fanno la stessa cosa a un costo dieci volte inferiore.
Esiste e va rispettato anche chi compra, non solo chi vende.
fare trust non significa uniformare i prezzi, billykid. far trust significa uniformarli in modo che non esista concorrenza, l'esatto contrario di quel che penso io. se i possessori/erogatori 'unici' di un certo bene (custodia del denaro, benzina ecc.) si mettono d'accordo per tenere i prezzi alti, allora l'antitrust agisce perché non possono farlo. tant'è vero che se domani l'agip si mette in testa di vendere la benzina a 2 euro al litro l'antitrust non la multa mica...
per i dischi il discorso mi pare leggermente diverso, dal momento che li trovi ai prezzi più diversi in milioni di negozi al mondo. quindi non c'entra niente. ma se anche c'entrasse, non saresti comunque autorizzato a 'rubare' un bene ma solo a veder multato il suo erogatore/possessore (non è che se le compagnie che vendono benzina fanno un bel trust tu sei autorizzato a rubare la benzina, non credi?)
billikid
25-11-2009, 10:59
Parti sempre dal "rubare" e si è già detto che siamo d'accordo: non bisogna rubare, non bisogna scaricare illegalmente.
Invece chiedere con forza che si lavori per facilitare l'accesso alla musica a prezzo ragionevole usando la rete, invece di far finta che non esista o addirittura cercare di limitarla, secondo me è sacrosanto e non mi va affatto bene una risposta del tipo "a noi sta bene così, se non ti va non comprare".
parabolik
25-11-2009, 11:02
ma se un'etichetta di media grandezza offrisse il suo catalogo e le sue uscite future gratis in digitale, mantenendo però dall'altra parte la vendita dell'oggetto fisico per chi vuole comunque possedere, metterebbe un freno ai programmi di condivisione - cosa che non riuscirebbe a fare sotto la possibilità di creare un abbonamento e lasciar scaricare file musicali perché gli stessi dopo un giorno sarebbero condivisi su centinaia di blog - riuscendo a promuovere di fatto e rendere più mirata tutta la sua attività, ricavando introiti dagli accessi e dalle informazioni di ogni singolo utente che passa sul sito a scaricare/usare servizi/passeggiaresulsito? o la faccio troppo facile io?
Parti sempre dal "rubare" e si è già detto che siamo d'accordo: non bisogna rubare, non bisogna scaricare illegalmente.
Invece chiedere con forza che si lavori per facilitare l'accesso alla musica a prezzo ragionevole usando la rete, invece di far finta che non esista o addirittura cercare di limitarla, secondo me è sacrosanto e non mi va affatto bene una risposta del tipo "a noi sta bene così, se non ti va non comprare".
parto da 'rubare' perché mi pare che si continui a girare intorno al concetto di "come fare per non pagare la musica".
per me puoi chiedere con forza al fine di accedere alla musica a un 'prezzo ragionevole' ma resta un piccolo problema: chi lo stabilisce qual è il prezzo ragionevole? tu? io? gli utenti? dimmi che cosa vendi e ti dico io il prezzo ragionevole delle tue merci, ok? poi vado da un avvocato e gli dico qual è il prezzo ragionevole per una sua consulenza; va bene così?
io non ti rispondo "a me va bene così e se non ti va non comprare" per i dischi, ti rispondo così per qualunque altra cosa, anche per le cose che vendi tu, a prezzi troppo alti.
a proposito: dimmi cosa vendi e ti dimostrerò che hai prezzi ALTISSIMI e quindi cercherò di convincerti di abbassarli a una misura 'ragionevole', ok?
ma se un'etichetta di media grandezza offrisse il suo catalogo e le sue uscite future gratis in digitale, mantenendo però dall'altra parte la vendita dell'oggetto fisico per chi vuole comunque possedere, metterebbe un freno ai programmi di condivisione - cosa che non riuscirebbe a fare sotto la possibilità di creare un abbonamento e lasciar scaricare file musicali perché gli stessi dopo un giorno sarebbero condivisi su centinaia di blog - riuscendo a promuovere di fatto e rendere più mirata tutta la sua attività, ricavando introiti dagli accessi e dalle informazioni di ogni singolo utente che passa sul sito a scaricare/usare servizi/passeggiaresulsito? o la faccio troppo facile io?
parabolik, che differenza passa tra: 1) un'etichetta che mette i suoi dischi gratis nel suo sito, e 2) quegli stessi dischi che vengono messi in 'condivisione' su emule? dico come risultato, che differenza passa? :confused:
parabolik
25-11-2009, 11:30
.. che la gente per scaricare il disco deve entrare nel sito dell'etichetta, crea traffico e questo traffico può essere gestito e canalizzato per ricavare degli introiti in pubblicità e tanto altro, introiti che invece non arrivano alla casa discografica se io compro un disco e lo piazzo su emule, su soulseek o su un blog; in un certo senso è lo stesso meccanismo che fa sì che bolachas si regga in piedi ma sulle spalle di etichette e artisti.
.. che la gente per scaricare il disco deve entrare nel sito dell'etichetta, crea traffico e questo traffico può essere gestito e canalizzato per ricavare degli introiti in pubblicità e tanto altro, introiti che invece non arrivano alla casa discografica se io compro un disco e lo piazzo su emule, su soulseek o su un blog; in un certo senso è lo stesso meccanismo che fa sì che bolachas si regga in piedi ma sulle spalle di etichette e artisti.
ah be' la pubblicità... sinceramente temo che le etichette siano poco convinte di questo ragionamento e preferiscano venderli, i loro dischi... :)
billikid
25-11-2009, 11:57
ah be' la pubblicità... sinceramente temo che le etichette siano poco convinte di questo ragionamento e preferiscano venderli, i loro dischi... :)
Esatto. Preferiscono vendere i dischi. Ed è già tanto, per fortuna che non si sono fermati ai rulli da grammofono.
In realtà il prezzo giusto dei cd lo sanno anche i sassi, è intorno ai 10 euro, c'è una lunghissima letteratura anche sul Mucchio in proposito. Il resto serve solo a dar da mangiare a gente che col "prodotto artistico" non c'entra niente. Tutti costoro hanno sacro terrore che il supporto fisico scompaia, per quello non si fa.
Alessandro Besselva
25-11-2009, 13:30
Esatto. Preferiscono vendere i dischi. Ed è già tanto, per fortuna che non si sono fermati ai rulli da grammofono.
In realtà il prezzo giusto dei cd lo sanno anche i sassi, è intorno ai 10 euro, c'è una lunghissima letteratura anche sul Mucchio in proposito. Il resto serve solo a dar da mangiare a gente che col "prodotto artistico" non c'entra niente. Tutti costoro hanno sacro terrore che il supporto fisico scompaia, per quello non si fa.
Comunque ormai, se uno si sbatte un minimo, i cd nuovi 10 euro (o poco più, diciamo dai 10 ai 13) riesce a pagarli già adesso. Quindi il discorso "costano troppo->li scarico", in questo momento, non sta molto in piedi....
In realtà il prezzo giusto dei cd lo sanno anche i sassi, è intorno ai 10 euro, c'è una lunghissima letteratura anche sul Mucchio in proposito. Il resto serve solo a dar da mangiare a gente che col "prodotto artistico" non c'entra niente. Tutti costoro hanno sacro terrore che il supporto fisico scompaia, per quello non si fa.
il prezzo 'giusto'?! spero che tu scherzi, billy.
non esiste un prezzo 'giusto' per nessuna merce (a parte pochissime), figurati per i dischi, che vivono in mille tipologie diverse:
- dischi stampati in italia in lp con una distribuzione
- dischi stampati in italia in cd con una distribuzione
- dischi stampati in italia in lp ma senza distribuzione
- dischi stampati in italia in cd ma senza distribuzione
- dischi stampati all'estero in lp con una distribuzione in italia
- dischi stampati all'estero in cd con una distribuzione in italia
- dischi stampati all'estero in lp senza distribuzione in italia
- dischi stampati all'estero in cd senza distribuzione in italia
- aggiungi il tipo di negozio e quindi gli sconti che può avere dalle ditte (più è grande e più ha sconti)
- aggiungi il costo, molto diversificato, delle possibili confezioni (digipack, jewel box, ecc.)
- aggiungi se è un disco licenziato o meno
...e altro che ora non mi sovviene. Metti in ballo tutte queste variabili e vedi un po' se un disco può costare 10 euro o 30 euro pur essendo identico.
billikid
25-11-2009, 14:22
Comunque ormai, se uno si sbatte un minimo, i cd nuovi 10 euro (o poco più, diciamo dai 10 ai 13) riesce a pagarli già adesso. Quindi il discorso "costano troppo->li scarico", in questo momento, non sta molto in piedi....
Io questo discorso non l'ho proprio fatto. Stavo solo sostenendo che l'industria discografica dovrebbe usare la rete e il download per vendere molta più musica a prezzo molto più basso,guadagnandoci di più.
Il discorso è lungo diverse pagine di botta e risposta, che forse hanno anche rotto i maroni a tutti gli altri.
billikid
25-11-2009, 14:33
il prezzo 'giusto'?! spero che tu scherzi, billy.
non esiste un prezzo 'giusto' per nessuna merce (a parte pochissime), figurati per i dischi, che vivono in mille tipologie diverse:
- dischi stampati in italia in lp con una distribuzione
- dischi stampati in italia in cd con una distribuzione
- dischi stampati in italia in lp ma senza distribuzione
- dischi stampati in italia in cd ma senza distribuzione
- dischi stampati all'estero in lp con una distribuzione in italia
- dischi stampati all'estero in cd con una distribuzione in italia
- dischi stampati all'estero in lp senza distribuzione in italia
- dischi stampati all'estero in cd senza distribuzione in italia
- aggiungi il tipo di negozio e quindi gli sconti che può avere dalle ditte (più è grande e più ha sconti)
- aggiungi il costo, molto diversificato, delle possibili confezioni (digipack, jewel box, ecc.)
- aggiungi se è un disco licenziato o meno
...e altro che ora non mi sovviene. Metti in ballo tutte queste variabili e vedi un po' se un disco può costare 10 euro o 30 euro pur essendo identico.
Non capisco cosa ci trovi di naturale in un disco, sempre lo stesso, che può costare da 10 a 30 euro. Come mai non ti viene da pensare che ti stanno fregando? Perchè dovrebbe essere un problema mio tutta questa varietà di tipologie per vendere comunque sempre lo stesso prodotto? E' un esempio soltanto di disorganizzazione della discografia moderna, disorganizzata perchè non gliene frega un accidente di fare meglio, visto che i polli da spennare li ha sempre avuti. Come lo distribuisci, lo digipacchi, lo licenzi, lo sconti, a me non frega niente. Un cd oggetto costa qualche centesimo, pagata ogni canzone 1 euro ce n'è d'avanzo. Il resto son problemi di chi li produce e mette in vendita. Problemi che con un download organizzato e ben fatto, adeguatamente pubblicizzato e reso facile per tutti, calcolato su un abbonamento mensile coerente e senza speculazioni... puffff, scomparirebbero d'incanto.
Niente più edizione giapponese rimasterizzata distribuita in Australia e arrivata in Italia via cargo intercettato dai pirati malesi a 160 euro: quella magari la lasciamo ai feticisti del digipack.
Per gli altri musica, tutta, regolare, pagata, per tutti.
Non ho parlato di rubare, sia chiaro. Altrimenti ripartiamo dall'inizio e già non se ne può più.
Io spero sinceramente si torni a circolare con le carrozzelle trainate dai cavalli e ad accendere il fuoco con la pietra focaia. Povere major discografiche. Poverine.
Alessandro Besselva
25-11-2009, 15:08
Io questo discorso non l'ho proprio fatto. Stavo solo sostenendo che l'industria discografica dovrebbe usare la rete e il download per vendere molta più musica a prezzo molto più basso,guadagnandoci di più.
Il discorso è lungo diverse pagine di botta e risposta, che forse hanno anche rotto i maroni a tutti gli altri.
ma non intendevo dire che lo facessi tu questo discorso, dico che molti lo usano per legittimare il download, e che ora come ora non sta più in piedi, perchè a cercare, la roba a prezzi decenti si trova. Ok, su siti che vendono cd e non nel negozio di fiducia magari, però non si può avere tutto...
Io l'ultimo dei Tinariwen l'ho comprato a 12 euro appena uscito, idem l'ultimo di Toumani Diabate lo scorso anno....
Non capisco cosa ci trovi di naturale in un disco, sempre lo stesso, che può costare da 10 a 30 euro. Come mai non ti viene da pensare che ti stanno fregando? Perchè dovrebbe essere un problema mio tutta questa varietà di tipologie per vendere comunque sempre lo stesso prodotto? E' un esempio soltanto di disorganizzazione della discografia moderna, disorganizzata perchè non gliene frega un accidente di fare meglio, visto che i polli da spennare li ha sempre avuti. Come lo distribuisci, lo digipacchi, lo licenzi, lo sconti, a me non frega niente.
scusa eh, ma qui il discorso non è più musicale ma economico. le spese di trasporto e di stampa incidono eccome, dovresti saperlo. e così tutto il resto, come con qualunque altra merce. se compri le mele sul campo dove vengono colte le paghi molto meno che se le fai arrivare dal trentino, non ti pare? sul serio, qui siamo in economia, all'ABC letterale, non alla musica... Insisto: ma che lavoro fai per non capire certe banalità?
Un cd oggetto costa qualche centesimo, pagata ogni canzone 1 euro ce n'è d'avanzo. Il resto son problemi di chi li produce e mette in vendita. Problemi che con un download organizzato e ben fatto, adeguatamente pubblicizzato e reso facile per tutti, calcolato su un abbonamento mensile coerente e senza speculazioni... puffff, scomparirebbero d'incanto.
Niente più edizione giapponese rimasterizzata distribuita in Australia e arrivata in Italia via cargo intercettato dai pirati malesi a 160 euro: quella magari la lasciamo ai feticisti del digipack.
Per gli altri musica, tutta, regolare, pagata, per tutti.
Non ho parlato di rubare, sia chiaro. Altrimenti ripartiamo dall'inizio e già non se ne può più.
ah be', se a te interessa unicamente il file allora è ovvio che le distanze si azzerano e il discorso si chiude, se a te piacciono solo gli mp3 allora ok, discussione finita, se per te quelli che comprano il 'pezzo' in cd o il vinile sono 'feticisti' allora il discorso si chiude sul serio. ma se ti interessa, oltre l'mp3 nudo e cruso, anche la stampa in cd, vinile, la copertina, le note, i testi e tutto il resto, allora si ricomnincia daccapo: la diversità dei costi è impossibile da annullare per la musica come per qualunque altro bene.
billikid
25-11-2009, 16:44
scusa eh, ma qui il discorso non è più musicale ma economico. le spese di trasporto e di stampa incidono eccome, dovresti saperlo. e così tutto il resto, come con qualunque altra merce. se compri le mele sul campo dove vengono colte le paghi molto meno che se le fai arrivare dal trentino, non ti pare? sul serio, qui siamo in economia, all'ABC letterale, non alla musica... Insisto: ma che lavoro fai per non capire certe banalità?
ah be', se a te interessa unicamente il file allora è ovvio che le distanze si azzerano e il discorso si chiude, se a te piacciono solo gli mp3 allora ok, discussione finita, se per te quelli che comprano il 'pezzo' in cd o il vinile sono 'feticisti' allora il discorso si chiude sul serio. ma se ti interessa, oltre l'mp3 nudo e cruso, anche la stampa in cd, vinile, la copertina, le note, i testi e tutto il resto, allora si ricomnincia daccapo: la diversità dei costi è impossibile da annullare per la musica come per qualunque altro bene.
Io di lp e cd ne ho 4mila, mia nipote ne ha 4. Perchè dovrebbe adattarsi a questo sistema? Perchè dovrebbe interessarle la copertina, le note, i testi, perchè lodo e billikid sono cresciuti fruendo della musica in quel modo? Perchè mentre il mondo va avanti, lei dovrebbe approvvigionarsi di dischi per posta come negli anni ottanta (a parte che ci sono ottimi formati non mp3, Flac, Wav, Ogg, Aac, quel che vuoi)?
Quanto ai costi aggiuntivi, sono superati anche quelli. Tu parli sempre di mele, si vede che fai l'ortolano. Allora dovresti sapere cos'è la filiera corta, il mercato contadino, il gruppo di acquisto, tutte queste cose moderne che fa la gente (quella bieca gente che ascolta l'ipod invece del grammofono) negli anni duemila per azzerare proprio quei costi aggiuntivi e del tutto ingiustificati, ma soprattutto diversissimi da zona a zona, da negozio a negozio, da persona a persona che tu invece godi a pagare e consideri dovuti.
Sai perchè succede? Perchè oggi può succedere. Ieri il sistema non prevedeva che il contadino ti vendesse le mele direttamente da casa sua, doveva passare dal mercato all'ingrosso, da quello al dettaglio, con due giri di camion che facevano aumentare il costo. Oggi invece si può. E si fa. Con buona pace del commerciante che vende a prezzo più alto.
Io di lp e cd ne ho 4mila, mia nipote ne ha 4. Perchè
Quanto ai costi aggiuntivi, sono superati anche quelli. Tu parli sempre di mele, si vede che fai l'ortolano. Allora dovresti sapere cos'è la filiera corta, il mercato contadino, il gruppo di acquisto, tutte queste cose moderne che fa la gente (quella bieca gente che ascolta l'ipod invece del grammofono) negli anni duemila per azzerare proprio quei costi aggiuntivi e del tutto ingiustificati, ma soprattutto diversissimi da zona a zona, da negozio a negozio, da persona a persona che tu invece godi a pagare e consideri dovuti.
Sai perchè succede? Perchè oggi può succedere. Ieri il sistema non prevedeva che il contadino ti vendesse le mele direttamente da casa sua, doveva passare dal mercato all'ingrosso, da quello al dettaglio, con due giri di camion che facevano aumentare il costo. Oggi invece si può. E si fa. Con buona pace del commerciante che vende a prezzo più alto.
Intervento illuminante.
Sai, queste cose non fanno tanto comodo a chi lucra nelle zone intermedie della filiera. E' per questo che scoppia il casino. Facci caso, chi è contrario al file-sharing è contrario anche alla vendita dei dischi originali direttamente sui siti dei musicisti. E' perchè? Perchè ci guadagnerebbe solo il musicista e il suo entourage, come è giusto che sia. Invece per decenni ci hanno mangiato intermediari inutili che hanno fatto lievitare all'inverosimile il prezzo dei beni.
rugantino
25-11-2009, 17:35
Quanto ai costi aggiuntivi, sono superati anche quelli.
infatti una novità album, molto spesso corredata di bonus tracks esclusive per il formato digitale oltre che di digital booklet, difficilmente supera i 9.99 Europei. Inoltre abbondano offertone a 6.99 Euri che sovente offrono anche album doppi.
In quanto ai costi aggiuntivi, parlando di filiere, l'unico vero costo molto sensibile che il digitale ha azzerato è quello derivante dai magazzini (che poi è vero solo in parte visto che lo storage virtuale presuppone la creazione di piattaforma digitale che ha costi non trascurabili di gestione e manutenzione) e dal trasporto e consegna del prodotto "fisico". Nonostante ciò la trasformazione di un file audio master (per intenderci, come esce dallo studio di masterizzazione) in qualcosa come 12 differenti formati digitali (molti negozi vendono nei formati che meglio si adattano alle loro necessità o ai bisogni della loro clientela) non è cosa che possa risolversi con un paio di click. Questo perché la qualità del file deve necessariamente essere perfetta e rispettare certe caratteristiche tecniche da modulare per ogni digital store. Quindi occorrono macchine all'altezza e gente che stia ore con gli occhi piantati sullo schermo del pc a trasformare e scrivere tutti i dati necessari.
Per il resto (costi di registrazione, costi di marketing e promozione, costi per la grafica etc. etc.) tutto è rimasto invariato. Con la differenza che oggi (visto il crollo delle vendite) nessuno investe più in pubblicità (basta sfogliare il Mucchio per rendersene conto) legata al prodotto musicale. Se non in modo molto "light" su radio e TV quando esce il blockbuster di turno.
Molte piccole etichette, o spesso artisti in solitaria, piazzano i loro lavori ed i loro prodotti su I-Tunes in modo diretto e senza nessun genere di intermediario. Eppure scelgono (tra il menu di prezzi offerto da I-Tunes) prezzi medi quando non full, segno che anche abbattendo la filiera l'artista preferisce non svendere la sua produzione (esistono addirittura ricerche molto precise che affermano che il prezzo basso spesso non rappresenti incentivo all'acquisto, fatta eccezione per compilations e altro genere di raccolte, ma addirittura sia considerato un deterrente che rende sospettoso l'acquirente). Detto questo si può aggiungere che avere accesso diretto al consumatore vendendo direttamente il proprio repertorio via I-Tunes senza transitare attraverso etichette più grandi o distributori di una certa consistenza (distributori che nel mondo digitale hanno acquisito l'orribile nome di "aggregatori") equivale a non rendere visibile la propria opera. E se non sei visibile sarà difficile che qualcuno ti scopra.
Sempre a proposito di I-Tunes o negozi digitali generalisti come Amazon, il cliente tipo di questi stores ha un'età media (in Italia) di 35 anni e oltre. Cioè identica all'acquirente del prodotto "fisico".
L'unica fascia più giovanile che si avvicina al download "legale e a pagamento" è rintracciabile in negozi specializzati (i cosiddetti boutique shops) che offrono principalmente (e a prezzi piuttostom alticci) dance ed elettronica (Beatport, Trackitdown, Whatpeopleplay etc. etc.). Fenomeno, quello dei negozi specializzati in rete, che sta crescendo molto e rappresenta un settore che potrebbe nell'immediato ritagliarsi ampi spazi di mercato.
dal sommario il numero di dicembre pare proprio bruttino
Io di lp e cd ne ho 4mila, mia nipote ne ha 4. Perchè dovrebbe adattarsi a questo sistema?
ah, non chiederlo a me che neanch la conosco
Perchè dovrebbe interessarle la copertina, le note, i testi, perchè lodo e billikid sono cresciuti fruendo della musica in quel modo? Perchè mentre il mondo va avanti, lei dovrebbe approvvigionarsi di dischi per posta come negli anni ottanta (a parte che ci sono ottimi formati non mp3, Flac, Wav, Ogg, Aac, quel che vuoi)?
Non chiederlo a me e non chiedertelo: chiedilo a lei, no? se le piaceranno i testi, le confezioni e tutto il resto, bene, se non le piaceranno, bene lo stesso. Cioè, di che stiamo a parlare? Il mondo va avanti? Cioè ascoltare mp3 invece che dischi significa andare avanti? Bene. Sarà pure una scelta ascoltare quel che uno preferisce oppure dovremo ascoltare forzatamente mp3 perché il mondo è andato avanti? Ma soprattutto: nessuno ti impedisce di ascoltare mp3: compri un CD, lo riversi in mp3 e poi lo metti nell'ipod e te lo ascolti. Semplice, no?
Il problema infatti non è tanto cosa preferisci acquistare o ascoltare TU ma cosa preferisce vendere chi vende, cioè il musicista e l'etichetta; tu devi adeguarti a quello che preferiscono fare i musicisti e le etichette, non il contrario, capisci? Puoi consigliarli, va benissimo, ma la decisione è loro, non tua.
Quanto ai costi aggiuntivi, sono superati anche quelli. Tu parli sempre di mele, si vede che fai l'ortolano.
No, ma potrei farlo.
Allora dovresti sapere cos'è la filiera corta, il mercato contadino, il gruppo di acquisto, tutte queste cose moderne che fa la gente (quella bieca gente che ascolta l'ipod invece del grammofono) negli anni duemila per azzerare proprio quei costi aggiuntivi e del tutto ingiustificati, ma soprattutto diversissimi da zona a zona, da negozio a negozio, da persona a persona che tu invece godi a pagare e consideri dovuti.
Certo, la filiera corta. Quindi se un disco è stampato solo in Australia possiamo andar lì a compralo come si fa con le mele, giusto? Così accorciamo la filiera. Lo capisci che si tratta di decisioni che spettano a chi vende e non a te che sei (dovresti essere) l'acquirente? Se un'etichetta decide di NON vendere in mp3 cosa facciamo, la dichiariamo illegale? Li mettiamo in galera? Capisci? A livello di consiglio va benissimo, e molte etichette già lo fanno, va benissimo. Ma non puoi pensare che gli altri, quelli che preferiscono il 'pezzo' all'mp3, siano dei rincoglioniti, non credi? Conosco gente che legge solo in internet mentre io preferisco comprare la carta; io non credo che loro siano imbecilli ma non mi ritengo un vecchio rincoglionito, non credi?
Sai perchè succede? Perchè oggi può succedere. Ieri il sistema non prevedeva che il contadino ti vendesse le mele direttamente da casa sua, doveva passare dal mercato all'ingrosso, da quello al dettaglio, con due giri di camion che facevano aumentare il costo. Oggi invece si può. E si fa. Con buona pace del commerciante che vende a prezzo più alto.
Ceto, anche se la cosa è un po' difficile se abiti distante dal contadino. Non per tutti è facile andare a trovarlo alla fattoria, non ti pare? Libertà: tu prefirsci acquistare gli mp3 e io i dischi. Nessuno dei due è più stupido o arretrato dell'altro, credo. O tu mi ritieni tale? Io non voglio obbligarti a comprare CD o Lp se tu non vuoi, tu fai altrettanto cone, non ti pare? E soprattutto rispetta chi NON vuol vendere in mp3: accusalo di quel che vuopi ma rispettalo, non credi?
Federico Guglielmi
25-11-2009, 18:57
Comunque il mio sogno forumistico è una discussione tipo questa, ma tra Lodo e Il Masticatore: garantito che non avrà mai fine. 8#8
dinamitebla
25-11-2009, 19:02
Comunque il mio sogno forumistico è una discussione tipo questa, ma tra Lodo e Il Masticatore: garantito che non avrà mai fine. 8#8
http://www.mlahanas.de/Greeks/Arts/Medusa/MedusaFilm2.jpg
Arrivera' il giorno....
frodoflynn
25-11-2009, 21:22
Ma la copertina di dicembre è dedicata a questo?
http://www.malvestite.net/
Wolverine
27-11-2009, 13:24
molti di voi sicuramente conoscono questo sito
http://www.jamendo.com/it/
cosa offre di buono alla discussione di qualche pagina dietro?
Wolverine
28-11-2009, 08:47
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/radio-bar/radio-bar/radio-bar.html?ref=hpspr1
Ermanno Toma
28-11-2009, 10:08
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/radio-bar/radio-bar/radio-bar.html?ref=hpspr1ecco. quanta lungimiranza eh!
rugantino
28-11-2009, 10:27
andate e apritevi un bel pub o bar in francia/germania/spagna/uk/usa/giappone etc. etc.
poi tornate e mi dite come funziona lì con la siae locale e la raccolta di diritti connessi (scf).
La solita polemicuccia populista del cazzo.
quentin compson
28-11-2009, 11:30
edit
Ermanno Toma
28-11-2009, 11:35
andate e apritevi un bel pub o bar in francia/germania/spagna/uk/usa/giappone etc. etc.
poi tornate e mi dite come funziona lì con la siae locale e la raccolta di diritti connessi (scf).
La solita polemicuccia populista del cazzo.
ma pure le imprese artigiane? pure parrucchieri e carrozzieri? parla anche di questo l' articolo eh. e perchè si paga già la SIAE allora?
rugantino
28-11-2009, 12:36
ma pure le imprese artigiane? pure parrucchieri e carrozzieri? parla anche di questo l' articolo eh. e perchè si paga già la SIAE allora?
http://www.scfitalia.it/showPage.php?template=faq&id=1
Wolverine
28-11-2009, 13:23
andate e apritevi un bel pub o bar in francia/germania/spagna/uk/usa/giappone etc. etc.
poi tornate e mi dite come funziona lì con la siae locale e la raccolta di diritti connessi (scf).
La solita polemicuccia populista del cazzo.
guarda che linkavo articoli per continuare la discussione seppur da punti di vista diversi, non alimentavo nessuna polemica, ancor meno populista
rugantino
28-11-2009, 13:34
guarda che linkavo articoli per continuare la discussione seppur da punti di vista diversi, non alimentavo nessuna polemica, ancor meno populista
ce l'avevo con l'articolista e con chi le fa scrivere ste cose sparandole addirittura in prima pagina ;-)
Wolverine
28-11-2009, 14:16
http://www.scfitalia.it/showPage.php?template=faq&id=1
quindi leggendo le faq, un artista riceve delle royalties sia dalla riproduzione del proprio brano (scf ) che per i diritti d'autore sul testo e sulle musiche proprie (siae ) ?
edit. perchè bisogna avere una password per visualizzare le case discografiche che aderiscono?
Ermanno Toma
28-11-2009, 14:20
http://www.scfitalia.it/showPage.php?template=faq&id=1ah, ok.
karmarider
28-11-2009, 14:43
edit
vBulletin® v3.8.6, Copyright ©2000-2012, Jelsoft Enterprises Ltd.