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Visualizza versione completa : Frank McCourt (19 agosto 1930 – 19 luglio 2009)


patchwork
20-07-2009, 12:57
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Lo scrittore americano Frank McCourt è morto questa notte a New York. Aveva 78 anni e da tempo era malato di cancro. McCourt era nato a New York il 19 agosto 1930 da una poverissima famiglia irlandese emigrata negli Stati Uniti in cerca di fortuna ma costretta nel 1934 a riattraversare l’Atlantico a causa dei problemi di salute del padre del narratore.

A lungo insegnante nelle scuole pubbliche, McCourt era arrivato al successo internazionale nel 1996 con il volume autobiografico Le ceneri di Angela, che gli fece vincere negli Stati Uniti un Pulitzer e il National Book Critics Circe Arward, restò per mesi ai vertici delle classifiche, vendette dieci milioni di copie e nel 1999 divenne un film per la regia di Alan Parker.

«Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora». Con queste parole inizia Le ceneri di Angela, il libro in cui McCourt incanala i suoi ricordi a partire dall’età di quattro anni in una narrazione dal sapore dickensiano, privilegiando il tono eroicomico per raccontare una storia ad alto tasso di drammaticità che vede protagonisti un padre alcolizzato, chiacchierone e buono a nulla, la madre Angela, pia e derelitta, che geme accanto al fuoco nella loro disadorna casa di Limerick, maestri arroganti, sacerdoti maneschi.

Come rilevò uno dei primi recensori statunitensi del volume, il mondo del piccolo McCourt, rivissuto da adulto e affidato alla pagina, unisce rabbia e perdono, dramma e commedia in un continuo, teso ma mai risentito paradosso. Tutti questi elementi, fusi insieme, sono all’origine del fascino di un libro che affronta un tema abituale a tanta narrativa irlandese del secolo scorso (si pensi, ad esempio, a Sean O’Faolain oppure a Liam O’Flaherty) in maniera completamente nuova.

In virtù di questa strategia tutti gli stereotipi e i cliché del tradizionale repertorio irlandese vengono distanziati e assorbiti dalla straordinaria abilità mostrata da McCourt nel ribaltare le convenzioni dell’autobiografia, trasformata in una specie di fantasia dai toni grotteschi e a volte macabri, giocando non sui materiali (che, ovviamente, restano sempre realistici), bensì sui toni in controcanto seguendo la lezione di Beckett, certo che “nulla è più divertente dell’infelicità”.

Nel 1949 Frank McCourt decise di far ritorno negli Stati Uniti e quel viaggio costituisce il punto di partenza di Che paese, l’America, in cui lo scrittore mette a confronto le sue due patrie e scopre la vocazione letteraria dopo aver trovato sulla nave una copia di Delitto e castigo di Dostoevskij. «Un marinaio che mi vide leggerlo mi disse: con Dostoesvkij non sarai mai solo, qualunque cosa ti accada. Aveva ragione. E proprio a quell’incontro devo la scoperta che la narrativa era il mio mondo e poteva essere una chiave per aprire il mio futuro», disse in seguito. Ma prima di coronare il sogno e frequentare i corsi della New York University, dove ottiene la laurea nel 1957, McCourt farà lo scaricatore di porto, andrà in guerra in Corea, lavorerà come inserviente in un albergo. Senza perdersi mai d’animo perché, precisa nella sua seconda opera, «sapevo che l’America mi avrebbe in ogni circostanza offerto un’occasione e una possibilità».

Trent’anni trascorsi nelle aule scolastiche (prima negli istituti professionali di Staten Island e quindi nel miglior liceo di Manhattan) sono infine al centro del terzo volume di McCourt, Ehi, prof!, di impianto autobiografico al pari dei precedenti, uscito nel 2005 e come gli altri tradotto in Italia dall’Adelphi. Durante quei trent’anni, calcola lo scrittore, ha tenuto circa trentamila ore di lezione a dodicimila studenti e ha soprattutto capito che «dover affrontare ogni giorno decine di adolescenti ti insegna a stare con i piedi poggiati saldamente per terra». Come in Le ceneri di Angela il tono è eroicomico, anche se di tanto in tanto McCourt lascia trasparire l’amarezza per la distanza che, ha scoperto, separava i sogni del periodo universitario dalla realtà quotidiana.

«Quando ero alla New York University - rileva tra l’altro - non vedevo l’ora di iniziare. Ai tuoi studenti, mi dicevo, piacerà da matti tutto quello spirito di ribellione e quel gusto della sfida del romanticismo. Mi illudevo. A loro non interessavano affatto. E poi non avevano alcun rispetto per gli insegnanti. ‘Ehi prof, ma tu l’hai mai fatto un lavoro vero? Mica insegnare’, mi chiese un giorno un ragazzo. In America questa è opinione diffusa e l’insegnamento è la cenerentola della professioni. Gli insegnanti devono entrare dalla porta di servizio e la gente si congratula con loro per tutto il tempo libero che hanno».

Scrittore della memoria senza risentimenti, secondo la felice definizione di un critico, McCourt venne a Roma nel 2002 per partecipare a un festival letterario e in occasione di quel viaggio rilasciò un’intervista al Messaggero nella quale, tra l’altro, ironizzava sul suo tardivo successo («sono un vecchio scrittore nuovo») e aggiungeva che la letteratura «in un mondo assediato come quello attuale rappresenta una guida e non un rifugio».

Avril Mondragon
20-07-2009, 17:04
ho letto oggi sul corriere. mestizia :(

69+
20-07-2009, 17:28
Io avevo sentito la notizia stamani su Radio Popolare

Le Ceneri di Angela non l'ho letto, però prima o poi lo farò... E' mieloso (con tutto il rispetto verso il defunto autore)?

patchwork
20-07-2009, 18:56
Io avevo sentito la notizia stamani su Radio Popolare

Le Ceneri di Angela non l'ho letto, però prima o poi lo farò... E' mieloso (con tutto il rispetto verso il defunto autore)?
no (a differenza del film), anzi.. racconta una storia allucinante stemperandola con grande sarcasmo

Avril Mondragon
20-07-2009, 19:22
Io avevo sentito la notizia stamani su Radio Popolare

Le Ceneri di Angela non l'ho letto, però prima o poi lo farò... E' mieloso (con tutto il rispetto verso il defunto autore)?

è una delle cose più angoscianti che mi sia capitato di leggere.. il film non l'ho visto ma il libro trasuda dolore vero e amarezza ma, come ha detto patch riesce a non essere mai pesante grazie al sarcasmo - o meglio, grazie alla purezza infantile con cui McCourt è riuscito a distanza di decenni a conservare i ricordi della propria infanzia

Bardiel
20-07-2009, 20:48
Io ricordo una martellata nei coglioni piuttosto, però vabbè!

Bono-Vox
21-07-2009, 01:04
Io avevo sentito la notizia stamani su Radio Popolare

Le Ceneri di Angela non l'ho letto, però prima o poi lo farò... E' mieloso (con tutto il rispetto verso il defunto autore)?

Neanch'io l'ho mai letto, ma ne ho sempre sentito parlare bene. Mi sa che lo leggerò anch'io.

R.I.P.

zoe
21-07-2009, 09:50
Le ceneri di Angela ed Ehi, prof giacciono sugli scaffali da tempo immemore. Sapendomi appassionata di doyle e o'connor m'era stato consigliato da chiunque.
Mi sa che è giunta l'ora di recuperare.
Che mestizia però.

the.killer
21-07-2009, 10:32
Sapendomi appassionata di o'connor


joseph, spero.

zoe
21-07-2009, 10:33
joseph, spero.

certo che sì

Heiaci
16-08-2009, 15:49
Io avevo sentito la notizia stamani su Radio Popolare

Le Ceneri di Angela non l'ho letto, però prima o poi lo farò... E' mieloso (con tutto il rispetto verso il defunto autore)?

Le ceneri di Angela è un libro stupendo, tragico e divertente assieme. Oddio, prevale decisamente il tragico, ma anche i momenti più cupi son tratteggiati con uno stile sobrio, senza cercare forzatamente la commozione. Libro per nulla mieloso. Decisamente consigliato.