voltaire
10-10-2008, 22:31
Ormai ascoltato diverse volte... voglio dare un esempio pratico di cosa intendo con "canzoni troppo lunghe":
- THAT WAS JUST YOUR LIFE: ottima apertura sia per il disco che per la canzone stessa, una cavalcata di tutto rispetto... intorno ai 4:30 il primo "diversivo" chitarroso con un buon uso dell'effetto stereo, segue un assolo (o meglio l'assolo visto che si ripete in tutto il disco) al cui termine, a mio parere la canzone potrebbe anche finire... continua invece il cantato e una continua ripetizione dei riff già sentiti (a dire il vero la chitarra ci piazza dentro qualcosa, ma è qualcosa di inutile)... si arriva intorno ai 6:30 (6:30!!!) e si riprende il "giro madre" seguito dal ritornello (si sarebbe salvato qualcosa se la canzone fosse terminata con "life")... la canzone termina oltre i 7:00... avrei tagliato 2:30 buoni
- THE END OF THE LINE: in parte riesce a salvarsi dall'eccessiva lungaggine di tutto il disco... anche se il giro è il più classico dei classici del genere mavvabbé... non abbiamo toccato i 4:00 e abbiamo sentito 2 strofe e due ritornelli e sta iniziando il primo diversivo con assolo in cui si intrecciano due chitarre (tutto ordinario e buono... considerando poi che non è "l'assolo", per quello pazientiamo pochi secondi eeeee ECCOLO!!!)... la canzone prosegue nel migliore dei modi comunque con un intermezzo "tranquillo" di tutto rispetto... peccato che dai 6:47 alla fine (quasi otto minuti!!!) risentiamo tutto ciò che abbiamo sentito prima, oltre ad innumerevoli volte "the end of the line"
- THE DAY THAT NEVER COMES: canzone discreta... inizia in classico stile ballata metallicosa (l'arpeggio non suona diverso dal solito mi pare)... ci piazzano dentro però un paio di episodi imbarazzanti: a 5:20 parte un assolo da sbellicarsi dalle risate e tutto ciò che viene dopo è totalmente inascoltabile... ah termina anche questa a ridosso degli otto minuti
insomma, a mio parere, nessuna canzone è perfetta e ognuna ha momenti che oscillano tra l'ottimo e l'indifendibile...
***
- THAT WAS JUST YOUR LIFE: ottima apertura sia per il disco che per la canzone stessa, una cavalcata di tutto rispetto... intorno ai 4:30 il primo "diversivo" chitarroso con un buon uso dell'effetto stereo, segue un assolo (o meglio l'assolo visto che si ripete in tutto il disco) al cui termine, a mio parere la canzone potrebbe anche finire... continua invece il cantato e una continua ripetizione dei riff già sentiti (a dire il vero la chitarra ci piazza dentro qualcosa, ma è qualcosa di inutile)... si arriva intorno ai 6:30 (6:30!!!) e si riprende il "giro madre" seguito dal ritornello (si sarebbe salvato qualcosa se la canzone fosse terminata con "life")... la canzone termina oltre i 7:00... avrei tagliato 2:30 buoni
- THE END OF THE LINE: in parte riesce a salvarsi dall'eccessiva lungaggine di tutto il disco... anche se il giro è il più classico dei classici del genere mavvabbé... non abbiamo toccato i 4:00 e abbiamo sentito 2 strofe e due ritornelli e sta iniziando il primo diversivo con assolo in cui si intrecciano due chitarre (tutto ordinario e buono... considerando poi che non è "l'assolo", per quello pazientiamo pochi secondi eeeee ECCOLO!!!)... la canzone prosegue nel migliore dei modi comunque con un intermezzo "tranquillo" di tutto rispetto... peccato che dai 6:47 alla fine (quasi otto minuti!!!) risentiamo tutto ciò che abbiamo sentito prima, oltre ad innumerevoli volte "the end of the line"
- THE DAY THAT NEVER COMES: canzone discreta... inizia in classico stile ballata metallicosa (l'arpeggio non suona diverso dal solito mi pare)... ci piazzano dentro però un paio di episodi imbarazzanti: a 5:20 parte un assolo da sbellicarsi dalle risate e tutto ciò che viene dopo è totalmente inascoltabile... ah termina anche questa a ridosso degli otto minuti
insomma, a mio parere, nessuna canzone è perfetta e ognuna ha momenti che oscillano tra l'ottimo e l'indifendibile...
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