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Visualizza versione completa : Le borse calano..


Vangher
06-10-2008, 13:37
Tutte le borse stanno perdendo parecchi punti.
I Governi stanno disquisendo su: aiuti statali si/no.

Pare che una certa finanza stia per salutare, e, di conseguenza, anche un certo modo di far politica.

Nel nostro Paese l'opposizione non pare voler cavalcare le paure per sfruttarle contro l'omino, da sempre sostenitore della deregulation.

Perché..?

beggar
06-10-2008, 13:51
Boh! forse perché non c'è una vera opposizione, dato che soprattutto su questi temi vanno abbastanza d'accordo tra loro.

Vangher
06-10-2008, 14:06
Beh.. beggar.. Io non leggo proprio tutti i quotidiani, ma qualcuno lo leggo, ed ho provato a leggere qualche articolo di fondo su quotidiani di SX, ma li ho trovati squallidamente simili.

Non mi dirai che questo non sarebbe un buon appiglio.. e che siano proprio d'accordo non voglio crederlo.

A meno che non attendano qualche cedimento nostrano per sparare ad alzo zero..

beggar
06-10-2008, 14:11
Non mi dirai che questo non sarebbe un buon appiglio.. e che siano proprio d'accordo non voglio crederlo.

Sarebbe un buon appiglio se esistesse un'opposizione non dico anticapitalista, ma almeno critica nei confronti del capitalismo stesso, di un certo capitalismo. Per questo ho detto che vanno d'accordo, anzi alcuni provvedimenti di Bersani ci stavano facendo diventare un Paese europeo all'avanguardia del liberismo.

Alessandro Besselva
06-10-2008, 14:13
Tutte le borse stanno perdendo parecchi punti.
I Governi stanno disquisendo su: aiuti statali si/no.

Pare che una certa finanza stia per salutare, e, di conseguenza, anche un certo modo di far politica.

Nel nostro Paese l'opposizione non pare voler cavalcare le paure per sfruttarle contro l'omino, da sempre sostenitore della deregulation.

Perché..?

Perchè non vale un cazzo

Angelo Giulio
06-10-2008, 14:16
è disarmante notare come ogni tanto (beh diciamo spesso) salti su uno "di sinistra" che ancora è rimasto alla dicotomia destra/liberista sinistra/statalista. ma sta gente dov'è vissuta fino ad oggi?

Vangher
06-10-2008, 14:26
anzi alcuni provvedimenti di Bersani ci stavano facendo diventare un Paese europeo all'avanguardia del liberismo.

... posizionando alcuni importanti "paletti" che non permettessero "voli creativi" a finanzieri rampanti... beggar...

Altrimenti come spiegheresti l'avversione della finanza nei confronti di Bersani..?

Però... chissà perché.. oggi Bersani tace... come, peraltro, tutti quanti.

beggar
06-10-2008, 14:35
... posizionando alcuni importanti "paletti" che non permettessero "voli creativi" a finanzieri rampanti... beggar...

Altrimenti come spiegheresti l'avversione della finanza nei confronti di Bersani..?

Però... chissà perché.. oggi Bersani tace... come, peraltro, tutti quanti.


Parlavo dei provvedimenti di Bersani in generale, che andavano verso il liberismo. Purtroppo, mi ripeto, non c'è un'opposizione critica nei confronti del capitalismo oggi in Italia, difatti tutti tacciono.

Godzilla's balls
06-10-2008, 15:45
Parlavo dei provvedimenti di Bersani in generale, che andavano verso il liberismo. Purtroppo, mi ripeto, non c'è un'opposizione critica nei confronti del capitalismo oggi in Italia, difatti tutti tacciono.

I provvedimenti di Bersani nello scorso governo non c'entrano proprio un cazzo con la deregulation e tanto meno con l'attuale crisi finanziaria che ha travolto le nostre "ottime" banche.

Godzilla's balls
06-10-2008, 16:01
Complimenti poi a Profumo!! è proprio un genio, stamattina se n'è uscito dicendo:"crisi mai vista" non c'è che dire, una considerazione doverosa oltreché perspicace da uno che occupa una posizione simile.
Topo gigio non avrebbe detto di meglio.

beggar
06-10-2008, 16:05
I provvedimenti di Bersani nello scorso governo non c'entrano proprio un cazzo con la deregulation e tanto meno con l'attuale crisi finanziaria che ha travolto le nostre "ottime" banche.


Infatti ho parlato di visione liberista, cosa che il Bersani ed il Pd hanno. Di questo ho parlato, e cioè dell'impossibilità di fare opposizione su di un terreno come il capitalismo. Tacciono semplicemente perché anche loro ne sono colpiti, in quanto ci credono a spada tratta.

KingAtNight
06-10-2008, 16:10
Complimenti doppi a sto Profumo che ammette anche che "aveva sottovalutato l'imponenza di questa crisi" o giù di lì.

Oh, io faccio coming out, visto che di banche/economia non ci capisco poi molto: ci sono rischi con la Banca Popolare di Milano? So che nessuno lo sa, ma magari c'è qualche master of economics qui dentro che ne mastica..

KaN costernato e che si vergogna della domanda

charley_ellroy
06-10-2008, 16:14
Da Repubblica.it
CITTA' DEL VATICANO - Anche il Papa è intervenuto sulla crisi mutui, ricordando che "i soldi scompaiono" e che "solo la parola di Dio è una realtà solida". "Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, - ha detto Benedetto XVI, parlando a braccio, in apertura dei lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia - e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine". Una considerazione, ha aggiunto il Papa, rivolta soprattutto a chi "costruisce solo sulle cose sono visibili, come il successo, la carriera, i soldi".

Io veramente non ho più parole. Cioè, non riesco a partorire una cazzata che sia più cazzata delle cose che dice questo qui. Bah.

Vangher
06-10-2008, 16:29
Complimenti doppi a sto Profumo che ammette anche che "aveva sottovalutato l'imponenza di questa crisi" o giù di lì.

Oh, io faccio coming out, visto che di banche/economia non ci capisco poi molto: ci sono rischi con la Banca Popolare di Milano? So che nessuno lo sa, ma magari c'è qualche master of economics qui dentro che ne mastica..

KaN costernato e che si vergogna della domanda

Ma da quanto ne so io il problema per chi ha qualche euro sul conto corrente non si dovrebbe porre. Eventuali problemi potrebbero esserci per quelli che hanno soldi investiti in fondi. Specialmente se sono soldi investiti su forndi a rischio alto o medio alto.. (ma chi li ha investiti così sapeva di correre qualche rischio..).
Esistono anche fondi a rischio basso..(quelli che rendono meno per intenderci..), e per quelli la banca dovrebbe comunque garantire il capitale investito.

Allyouneedislove
06-10-2008, 16:53
calma però... qua è scattato il panico, per quello la situazione sta crollando.

in generale la regola del profilo di rischio ovviamente esiste però ricordiamoci che Lehmann aveva rating AA (direi proprio non male) quindi sarebbe rientrata in quella categoria ma non è mica successo qui.

PidarOles rinnegato
06-10-2008, 17:04
Questa crisi è una delle cose più stimolanti che mi sta capitando di vivere.
Tutti i miei clienti più i miei fornitori più i miei colleghi non dormono alla notte. Forniture a rischio, ditte che tirano giù la serranda da un giorno all'altro, russi che mi ordinano roba per poi cancellare tutto nel giro di 15 minuti, bulgari che costruiscono e distruggono, polacchi che cambiano fornitori come calzini.

Io nel frattempo regalo il mio TFR alla mediolanum che investe tutto nel mercato azionario irlandese e poi mi compro pure la macchina nuova.
Stasera nel momento un cui mi piccerò il mio personal della buonanotte penserò a tutti loro e me ne sbattero:

Nel momento in cui tutto andava a rotoli, alla gente sembrava non gliene importasse più di tanto.

Francesco Dupin
06-10-2008, 17:06
Nel nostro Paese l'opposizione non pare voler cavalcare le paure per sfruttarle contro l'omino, da sempre sostenitore della deregulation.

Perchè?

L' opposizione di oggi farebbe fatica a cavalcare anche la giostra cavalli di Gardaland.
Figuriamoci "le paure".

Vangher
06-10-2008, 17:08
Infatti ho parlato di visione liberista, cosa che il Bersani ed il Pd hanno. Di questo ho parlato, e cioè dell'impossibilità di fare opposizione su di un terreno come il capitalismo. Tacciono semplicemente perché anche loro ne sono colpiti, in quanto ci credono a spada tratta.

Un momento beggar.. Avversare il capitalismo è un fatto. Fondere in un unico pentolone i vari sistemi finanziari (Statunitense, Europeo, Cinese, ecc) è bel altra cosa.

Prescindendo dal capitalismo per un momento scopriamo che il problema nasce dalla deregulation che ha permesso l'emissione, l'investimento, e la quotazione in Borsa su derivati.. ossia sullo zero periodico negativo, sui debiti, sul nulla finanziario.

Questo è un problema prettamente Statunitense che coinvolge le nostre banche per la quota di investimenti esteri, ed i Risparmiatori ai quali sono stati venduti investimenti su derivati & C.

Ora mi pare corretto sottolineare che Bersani aveva tentato di porre freno a questo tipo di finanza creativa, lavorando per una maggiore limpidezza quantomeno a salvaguardia dei piccoli Risparmiatori.
Se oggi qualcuno si ritrova derivati o similari fra i suoi investimenti a rischio zero la colpa non è certo di Bersani.. ed accomunarlo ai sostenitori della deregulation non mi pare etico.

oip
06-10-2008, 17:08
L' opposizione di oggi farebbe fatica a cavalcare anche la giostra cavalli di Gardaland.
Figuriamoci "le paure".
tohh. c'è un'opposizione?

e comunque io, per quanto spari cazzate legate più al fatto che debba spararle che ad altro, ad Alessandro Profumo voglio bene.

beggar
06-10-2008, 17:24
Un momento beggar.. Avversare il capitalismo è un fatto. Fondere in un unico pentolone i vari sistemi finanziari (Statunitense, Europeo, Cinese, ecc) è bel altra cosa.

Prescindendo dal capitalismo per un momento scopriamo che il problema nasce dalla deregulation che ha permesso l'emissione, l'investimento, e la quotazione in Borsa su derivati.. ossia sullo zero periodico negativo, sui debiti, sul nulla finanziario.

Questo è un problema prettamente Statunitense che coinvolge le nostre banche per la quota di investimenti esteri, ed i Risparmiatori ai quali sono stati venduti investimenti su derivati & C.

Ora mi pare corretto sottolineare che Bersani aveva tentato di porre freno a questo tipo di finanza creativa, lavorando per una maggiore limpidezza quantomeno a salvaguardia dei piccoli Risparmiatori.
Se oggi qualcuno si ritrova derivati o similari fra i suoi investimenti a rischio zero la colpa non è certo di Bersani.. ed accomunarlo ai sostenitori della deregulation non mi pare etico.

Beh, è quello che ho detto. Veltroni ed il Pd sono filoamericani, guardano a quel mondo da sempre con ammirazione, al fine di copiarlo. Quindi non possono oggi dire nulla, dato che gli Stati Uniti sono il loro punto di riferimento, il loro modello di capitalismo. In un certo qual senso, al di là del lavoro di Bersani che bisognerebbe sviscerare per bene, gli è venuto a mancare il terreno sotto ai piedi.

ZioNegro
06-10-2008, 17:51
Chiedo a chi ne saprà, invariabilmente, più di me: ma è vero il rischio di default dello Stato Italiano?

PidarOles rinnegato
06-10-2008, 18:22
Compra l'Internazinale di questa settimana.


2 anni fa avevano predetto tutto per filo e per segno, il titolo era:
Cosa succederebbe se i prezzi delle case scendessero?

KingAtNight
06-10-2008, 18:43
Ma da quanto ne so io il problema per chi ha qualche euro sul conto corrente non si dovrebbe porre. Eventuali problemi potrebbero esserci per quelli che hanno soldi investiti in fondi. Specialmente se sono soldi investiti su forndi a rischio alto o medio alto.. (ma chi li ha investiti così sapeva di correre qualche rischio..).
Esistono anche fondi a rischio basso..(quelli che rendono meno per intenderci..), e per quelli la banca dovrebbe comunque garantire il capitale investito.

Io ho 50 euro mensili investiti su un fondo a rischio basso...che non sono un cazzo, visto che è da poco che mi sono fatto il conto, però qualche soldino ce l'ho in banca..

tesmal
06-10-2008, 19:04
Compra l'Internazinale di questa settimana.


2 anni fa avevano predetto tutto per filo e per segno, il titolo era:
Cosa succederebbe se i prezzi delle case scendessero?

anche galapagos su il manifesto scrive di questa crisi da almenoalmeno un anno

mistergao
06-10-2008, 20:15
Chiedo a chi ne saprà, invariabilmente, più di me: ma è vero il rischio di default dello Stato Italiano?

No. Guarda, io sono uno che gioca in borsa, per cui in questo momento dovrei cagarmi in mano, anche perchè ho qualche azione Unicredit ( grazie a Dio non tante ).
Di base questa è una crisi che nasce dal modo - malato - in cui gli americani davano crediti a destra e a manca, cosa che in Europa non si faceva.
Il problema è che poi l'americano medio non pagava più e le banche americane han cominciato ad andare a gambe all'aria.
Dopo un po' di tempo ( forse troppo? Forse troppo poco? ) il loro governo è intervenuto, stanziando sul mercato i famosi 700 miliardi di dollari.
Poi uno può chiedersi: come mai le borse perdono anche oggi?
Risposta: speculazione.
Anche perchè vicino ai titoli bancari e assicurativi hanno perso aanche i titoli legati all'economia reale, aziende con realtà solide ( o delle quali non si sa nulla di malvagio per il futuro ).
E ti dirò di più: questa situazione secondo me non si sistemerà prima del 2010 e molto dipenderà dal risultato delle elezioni americane.
Per cui, sarò anche un ottimista immotivato, ma è il caso di piangere senza disperarsi, anche perchè se le azioni fossero carta straccia, nessuno oggi le avrebbe comprate.

Mac_Phisto
06-10-2008, 20:47
D'alema dì una cosa di sinistra!
:alienship:

sigur-rós
06-10-2008, 21:39
Io ho 50 euro mensili investiti su un fondo a rischio basso...che non sono un cazzo

in effetti perchè 50€? cioè non sono veramente un cazzo. piuttosto giocali a poker, se sei un minimo capace rischiano di renderti di più...


per il resto, vedo che l'assemblea straordinaria di ieri di Unicredit è servita molto; oggi -13% in borsa.
si tratta comunque solo dell'inizio, la crisi si annusava da tempo e bisogna solo aspettare fino a quando si toccherà il fondo. al momento sono poco informato, dovrei aggiornarmi, ma sarebbe davvero snervante.


però vi ricordo un bel anneddoto sul caso Parmalat (che non c'entra un cazzo, ma chiarisce le idee sul mondo illuminato dell'economia, anche solo di casa nostra): il primo a scoprire cose che non andavano nei conti Parlamat fu un consulente di Lodi che consigliò ai risparmiatori di vendere le azioni Parmalat. beh, fu licenziato. 1 anno dopo si scoprì che aveva ragione.

Angelo Giulio
06-10-2008, 22:14
Chiedo a chi ne saprà, invariabilmente, più di me: ma è vero il rischio di default dello Stato Italiano?

:lolor:

adoro lo scatenarsi di queste notizie senza fondamento

voltaire
06-10-2008, 22:57
L'economia non va un gran bene un pò ovunque... non solo in Italia con destra o sinistra

quentin compson
06-10-2008, 23:20
No. Guarda, io sono uno che gioca in borsa, per cui in questo momento dovrei cagarmi in mano, anche perchè ho qualche azione Unicredit ( grazie a Dio non tante ).
Di base questa è una crisi che nasce dal modo - malato - in cui gli americani davano crediti a destra e a manca, cosa che in Europa non si faceva.
Il problema è che poi l'americano medio non pagava più e le banche americane han cominciato ad andare a gambe all'aria.
Dopo un po' di tempo ( forse troppo? Forse troppo poco? ) il loro governo è intervenuto, stanziando sul mercato i famosi 700 miliardi di dollari.
Poi uno può chiedersi: come mai le borse perdono anche oggi?
Risposta: speculazione.
Anche perchè vicino ai titoli bancari e assicurativi hanno perso aanche i titoli legati all'economia reale, aziende con realtà solide ( o delle quali non si sa nulla di malvagio per il futuro ).
E ti dirò di più: questa situazione secondo me non si sistemerà prima del 2010 e molto dipenderà dal risultato delle elezioni americane.
Per cui, sarò anche un ottimista immotivato, ma è il caso di piangere senza disperarsi, anche perchè se le azioni fossero carta straccia, nessuno oggi le avrebbe comprate.

(premettendo che di politica finanziaria non capisco quasi una mazza), mi pare che il problema delle banche americane non siano solo i titoli spazzatura e la crisi dei mutui, ma anche le eccessive esposizioni delle grandi imprese verso di loro.
Tra l'altro, il progetto del nostro governo è quello di eliminare il divieto, per le banche di credito ordinario, di avere partecipazioni azionarie(divieto che risaliva alla legge bancaria emessa negli anni trenta). Solito tempismo, direi.

Star69
06-10-2008, 23:35
Complimenti doppi a sto Profumo che ammette anche che "aveva sottovalutato l'imponenza di questa crisi" o giù di lì.

Oh, io faccio coming out, visto che di banche/economia non ci capisco poi molto: ci sono rischi con la Banca Popolare di Milano? So che nessuno lo sa, ma magari c'è qualche master of economics qui dentro che ne mastica..

KaN costernato e che si vergogna della domanda


No non dovrebbe avere problemi, gli istituti che pagheranno eventuali peggioramenti del sistema finanziario saranno le piccole banche (il gruppo bpm non è certo il più piccolo)

Star69
06-10-2008, 23:36
Io ho 50 euro mensili investiti su un fondo a rischio basso...che non sono un cazzo, visto che è da poco che mi sono fatto il conto, però qualche soldino ce l'ho in banca..

Non esistono i rischi bassi ormai.

odelay
06-10-2008, 23:41
Da Repubblica.it
CITTA' DEL VATICANO - Anche il Papa è intervenuto sulla crisi mutui, ricordando che "i soldi scompaiono" e che "solo la parola di Dio è una realtà solida". "Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, - ha detto Benedetto XVI, parlando a braccio, in apertura dei lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia - e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine". Una considerazione, ha aggiunto il Papa, rivolta soprattutto a chi "costruisce solo sulle cose sono visibili, come il successo, la carriera, i soldi".

Io veramente non ho più parole. Cioè, non riesco a partorire una cazzata che sia più cazzata delle cose che dice questo qui. Bah.

Beh, non è che sia una novità: sulle disgrazie, la Chiesa ci magna da sempre.

2046
07-10-2008, 00:17
Il rischio esiste per tutti gli istituti bancari, ed e' a cascata: Unicredit e' la banca italiana più esposta in quanto opera molto con prodotti finanziari di tipo anglosassone e probabilmente nelle pieghe del suo bilancio ha molti più titoli 'tossici' di quanto sia stata finora disposta ad ammettere.

Un default di Unicredit (senza un intervento di altre banche più sane disposte ad inglobarla) potrebbe scatenare un effetto domino su tutte le altre banche italiane, giù giù fino alle più piccole. Questo perche' ogni banca detiene in portafoglio titoli delle altre 'consorelle' maggiori, e si ritroverebbero con parti rilevanti del proprio attivo di portafoglio con fortissimi cali di valore, compromettendone la normale funzionalità. Si salverebbero molto probabilmente le piccolissime tipo Casse rurali / crediti cooperativi.

Ovviamente tutto questo provocherebbe un pressoché totale blocco dell'erogazione del credito, e una crisi sistemica soprattutto delle piccole e medie imprese a cui verrebbe richiesto un immediato rientro delle proprie esposizioni. Non esiste un rischio default dello Stato Italiano a tutt'oggi (diverso il discorso per molti comuni italiani, molti dei quali sono ricolmi di prodotti derivati dissennatamente adottati dalle amministrazioni locali. Il mancato gettito ICI ha già creato seri problemi : siamo agli inizi di ottobre, e molti comuni hanno sostanzialmente posposto i pagamenti dei propri fornitori al 2009 per mancanza di liquidità), ma lo scenario che vede fallimenti a catena delle banche e blocco del credito alle imprese e' un qualcosa ancora di inimmaginabile e al 99% verrebbe scongiurato con massicci sacrifici del contribuente - in soldoni, nazionalizzando quote rilevanti dei capitali sociali delle banche esposte 'sterilizzando' la parte 'tossica' del loro bilanci e mantenendo la loro operatività. Il problema serio per le banche italiane in questo momento è la difficoltà crescente ad ottenere la necessaria liquidità quotidiana sul mercato interbancario: nessuno si fida più di nessuno.

Per quanto riguarda le somme depositate in banca, occorre distinguere:

Conti correnti : rimborsati fino a 103.000 euro dal Fondo Interbancario di garanzia (volontario delle banche, le normative europee finora prevedono una copertura fino a 20.000). Alcuni stati europei tipo Irlanda, Germania ed Austria hanno annunciato la copertura totale dei depositi (creando potenziali situazioni conflittuali, ed è probabile che gli altri saranno 'costretti' a seguirli)

Titoli di Stato : e' sempre stato l'investimento in assoluto più sicuro (lo Stato è sempre l'ultimo a dare default). L'ideale sarebbe diversificare su diverse nazioni europee e non.

Obbligazioni e certificati bancari : fino a che la singola banca che li emette non fallisce, e come già detto e' un eventualità ancora molto remota, sono coperti. Se la banca alza bandiera bianca, starà nell'abilità dei liquidatori garantire la
le più alta possibile, ma ovviamente il 100% di rimborso è andato.

Fondi di ogni tipo : esposti alla volatilità delle quotazioni azionarie e/o dei prezzi delle obbligazioni contenute nei loro portafogli. Assolutamente non garantiti. Prodotti da sempre studiati per tosare l'investitore.

Prodotti misti assicurativo / finanziari tipo Unit, strutturate etc.. spesso hanno un minimo garantito, ma dipende chi ha emesso il titolo su cui vengono costruite. Molti avevano Unit create su titoli della Lehman Brothers, i più molto probabilmente senza nemmeno saperlo.

Azioni, warrant etc.. incrociate le dita e salite sull'ottovolante.

Aggiungo un'ultima nota, e mi scuso in anticipo se sembrerò severo: non vantatevi sempre di non capire nulla di finanza / mercati etc. come se fosse un merito. C'è un motivo se il consumatore italiano + di altri viene regolarmente 'tosato' da banche e assicurazioni anche in periodi tranquilli, figuriamoci ora...

KingAtNight
07-10-2008, 09:49
Non esistono i rischi bassi ormai.

Mi piace questo, si.

Allyouneedislove
07-10-2008, 10:05
No. Guarda, io sono uno che gioca in borsa, per cui in questo momento dovrei cagarmi in mano, anche perchè ho qualche azione Unicredit ( grazie a Dio non tante ).
Di base questa è una crisi che nasce dal modo - malato - in cui gli americani davano crediti a destra e a manca, cosa che in Europa non si faceva.
Il problema è che poi l'americano medio non pagava più e le banche americane han cominciato ad andare a gambe all'aria.Dopo un po' di tempo ( forse troppo? Forse troppo poco? ) il loro governo è intervenuto, stanziando sul mercato i famosi 700 miliardi di dollari.
Poi uno può chiedersi: come mai le borse perdono anche oggi?
Risposta: speculazione.
Anche perchè vicino ai titoli bancari e assicurativi hanno perso aanche i titoli legati all'economia reale, aziende con realtà solide ( o delle quali non si sa nulla di malvagio per il futuro ).
E ti dirò di più: questa situazione secondo me non si sistemerà prima del 2010 e molto dipenderà dal risultato delle elezioni americane.
Per cui, sarò anche un ottimista immotivato, ma è il caso di piangere senza disperarsi, anche perchè se le azioni fossero carta straccia, nessuno oggi le avrebbe comprate.


aggiungo che la cosa in fase di bilancio è stata nascosta sotto al tappeto e questo ha ingantito il problema.

occhio quando si parla di profilo di rischio perchè alal fine siamo quasi tutti penso minuscoli risparmiatori (chi riesce a risparmiare) e le azienda con il soggetto hanno obblighi di trasparenza. quindi più o meno sotto controllo.

poi ti arriva un fondo-marasma dove tu non ci capisci una mazza e te la pigli in quel posto, però.

mistergao
07-10-2008, 10:34
occhio quando si parla di profilo di rischio perchè alal fine siamo quasi tutti penso minuscoli risparmiatori (chi riesce a risparmiare) e le azienda con il soggetto hanno obblighi di trasparenza. quindi più o meno sotto controllo.

Controlli che si sono inetnsificati dopo il crack Parmalat, Cirio, ecc...


poi ti arriva un fondo-marasma dove tu non ci capisci una mazza e te la pigli in quel posto, però.

Hai detto tutto. Questo è il modo di mettertelo nel culo.

doc strangelove
07-10-2008, 10:35
Aggiungo un'ultima nota, e mi scuso in anticipo se sembrerò severo: non vantatevi sempre di non capire nulla di finanza / mercati etc. come se fosse un merito. C'è un motivo se il consumatore italiano + di altri viene regolarmente 'tosato' da banche e assicurazioni anche in periodi tranquilli, figuriamoci ora...

Ti quoto in tutto, specialmente su quest'ultimo punto: ho fatto per un certo periodo il promotore,e poi l'analista, e mi sono arreso anche perche' non è possibile che certa gente butti soldi in investimenti assurdi senza sapere di che cosa si tratti...pero' "me l'ha consigliato il direttore della mia filiale/il mio assicuratore/un amico che fa gli investimenti"..quante inculate ha visto dare dagli "amici"...
In ogni caso, no panic, per ora, è solo (ovvia)speculazione : anche io , nel mio piccolissimo sto giocando al ribasso :ieri è andata bene ,oggi si vedra'

Allyouneedislove
07-10-2008, 10:56
[QUOTE=mistergao;4280]Controlli che si sono inetnsificati dopo il crack Parmalat, Cirio, ecc...


QUOTE]

no scusa, mi stavo riferendo ai subprime... è là che in fase di bilancio hanno mascherato la falla.

oh poi se ci sono veri esperti lascio volentieri la palla. io faccio andare le mani, non vendo fondi né li gestisco.
(per fortuna):cool:

a parte che il mio lavoro domani lo faranno a Varanasi.

HK54
07-10-2008, 11:02
http://www.ilfoglio.it/media/img/vincino/20081007_1.gif

Godzilla's balls
07-10-2008, 11:39
In ogni caso, no panic, per ora, è solo (ovvia)speculazione : anche io , nel mio piccolissimo sto giocando al ribasso :ieri è andata bene ,oggi si vedra'

La speculazione (almeno in Europa) non la vedo poi così ovvia perchè nei prossimi ulteriori ribassi (perchè ce ne saranno altri di sicuro) si manifesterà (si sta già manifestando a dire il vero) tutta la sfiducia che gli operatori finanziari (quelli "buoni) hanno nella mano pubblica che erano sicuri vigilasse o intervenisse prima che la situazione precipitasse.
Non vorre comunque sembrare antipatico, ma il fatto che la borsa pianga mi lascia discretamente indifferente, l'unica cosa che davvero mi infastidisce in questo frangente è la sottile ma persistente sensazione che chi vive del proprio lavoro sarà chiamato a coprire i danni causati congiuntamente dal c.d. "management" e dai c.d. "risparmiatori": ladri gli uni, abbagliati dall'idea di far soldi senza sudare gli altri, becchi noi.
Ora il punto veramente critico è che la crisi finanziaria, si tramuti in crisi economica: le banche sovraesposte con paccottiglia di scarsissimo applicheranno la stretta creditizia mettendo in gravissima difficoltà le imprese (anche tutte quelle buone) che saranno costrette a chiudere o a tagliare posti di lavoro, quindi recessione e di quelle toste.

beggar
07-10-2008, 12:21
I nodi sono venuti al pettine, il capitalismo americano si alimentava con le guerre ma era da tempo un cadavere putrefatto che infettava il mondo, ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Sarà giunta l'ora di sopravanzare certi sistemi legati alla mera logica del profitto, in mano alle banche ed ai sicari dell'economia.

ZioNegro
07-10-2008, 13:03
I nodi sono venuti al pettine, il capitalismo americano si alimentava con le guerre ma era da tempo un cadavere putrefatto che infettava il mondo, ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Sarà giunta l'ora di sopravanzare certi sistemi legati alla mera logica del profitto, in mano alle banche ed ai sicari dell'economia.

http://img521.imageshack.us/img521/5959/lestatux2.jpg


Ovviamente tutto questo provocherebbe un pressoché totale blocco dell'erogazione del credito, e una crisi sistemica soprattutto delle piccole e medie imprese a cui verrebbe richiesto un immediato rientro delle proprie esposizioni. Non esiste un rischio default dello Stato Italiano a tutt'oggi (diverso il discorso per molti comuni italiani, molti dei quali sono ricolmi di prodotti derivati dissennatamente adottati dalle amministrazioni locali. Il mancato gettito ICI ha già reato seri problemi : siamo agli inizi di ottobre, e molti comuni hanno sostanzialmente posposto i pagamenti dei propri fornitori al 2009 per mancanza di liquidità), ma lo scenario che vede fallimenti a catena delle banche e blocco del credito alle imprese e' un qualcosa ancora di inimmaginabile e al 99% verrebbe scongiurato con massicci sacrifici del contribuente - in soldoni, nazionalizzando quote rilevanti dei capitali sociali delle banche esposte 'sterilizzando' la parte 'tossica' del loro bilanci e mantenendo la loro operatività. Il problema serio per le banche italiane in questo momento è la difficoltà crescente ad ottenere la necessaria liquidità quotidiana sul mercato interbancario: nessuno si fida più di nessuno.


Grazie mille, solo non mi è chiara una cosa: di fatto i comuni sono al momento attuale dei debitori insolventi senza possibilità di rimettere in positivo il bilancio? O ho capito male?

doc strangelove
07-10-2008, 15:07
http://img521.imageshack.us/img521/5959/lestatux2.jpg



Grazie mille, solo non mi è chiara una cosa: di fatto i comuni sono al momento attuale dei debitori insolventi senza possibilità di rimettere in positivo il bilancio? O ho capito male?

No, purtroppo hai capito benissimo: centinaia di comuni, piccoli e anche molto grandi ( vedi ahimè la mia Torino), sono infestati da questi "prodotti" finanziari, che ormai scottano piu' del fuoco, comprati per speculazione o per "ricatto" (ricordo una bella puntata della Gabbanelli sull'argomanto)..e ora trattengono il fiato: la realtà è che rischiano la bancarotta; è solo un altra faccia della crisi incombente..:crycrycry::crycrycry:

doc strangelove
07-10-2008, 15:08
I nodi sono venuti al pettine, il capitalismo americano si alimentava con le guerre ma era da tempo un cadavere putrefatto che infettava il mondo, ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Sarà giunta l'ora di sopravanzare certi sistemi legati alla mera logica del profitto, in mano alle banche ed ai sicari dell'economia.

.

Vangher
07-10-2008, 15:08
No. Secondo me non hai proprio capito male..

doc strangelove
07-10-2008, 15:19
Ora il punto veramente critico è che la crisi finanziaria, si tramuti in crisi economica: le banche sovraesposte con paccottiglia di scarsissimo applicheranno la stretta creditizia mettendo in gravissima difficoltà le imprese (anche tutte quelle buone) che saranno costrette a chiudere o a tagliare posti di lavoro, quindi recessione e di quelle toste.

Non vorrei sembrare troppo pessimista ( anche se lo sono), ma la recessione è gia' cominciata: nelle ultime due settimane hanno chiuso in Italia , da un giorno all'altro,centinaia di ditte , per lo piu' piccoline ma non solo, perche' il crollo dei consumi è gia' di fatto iniziato : quindi (CIT tua) recessione, e di quelle toste

Vangher
07-10-2008, 15:24
Beh, è quello che ho detto. Veltroni ed il Pd sono filoamericani, guardano a quel mondo da sempre con ammirazione, al fine di copiarlo. Quindi non possono oggi dire nulla, dato che gli Stati Uniti sono il loro punto di riferimento, il loro modello di capitalismo. In un certo qual senso, al di là del lavoro di Bersani che bisognerebbe sviscerare per bene, gli è venuto a mancare il terreno sotto ai piedi.

Non trovo corrette certe tue associazioni beggar.

Non avversare certe politiche Democratiche Statunitensi non significa essere "filoamericani"; così come tifare Milan non significa essere filoberlusconiani, o tifare Valentino Rossi non significa essere a favore degli evasori fiscali.

Inoltre nè Veltroni, né altri di quell'area, da quanto ne so, hanno mai lodato la deregulation made in USA.

Capisco la tua posizione anticapitalistica, ma accomunare tutto e tutti senza alcuna riflessione e/o approfondimento serve solamente a gettar via il bambino con l'acqua sporca.

Vangher
07-10-2008, 15:33
Non vorrei sembrare troppo pessimista ( anche se lo sono), ma la recessione è gia' cominciata: nelle ultime due settimane hanno chiuso in Italia , da un giorno all'altro,centinaia di ditte , per lo piu' piccoline ma non solo, perche' il crollo dei consumi è gia' di fatto iniziato : quindi (CIT tua) recessione, e di quelle toste

Beh.. direi che è logico che la crisi Statunitense abbia forti ripercussioni sull'Italia.
I consumi in USA sono in fortissimo calo, e le importazioni sono notevolmente calate.
L'Italia è, da sempre, una Nazione di trasformazione (non abbiamo materie prime..), e gli USA rappresentavano un mercato primario per noi.
Mancando quel mercato è ovvio che ci sia un calo negli ordini e, conseguentemente, nella produzione.
Inoltre i grandi gruppi hanno difficoltà a reperire finanziamenti, e questo è un altro aspetto della stessa crisi.

beggar
07-10-2008, 15:40
Non trovo corrette certe tue associazioni beggar.

Non avversare certe politiche Democratiche Statunitensi non significa essere "filoamericani"; così come tifare Milan non significa essere filoberlusconiani, o tifare Valentino Rossi non significa essere a favore degli evasori fiscali.

Inoltre nè Veltroni, né altri di quell'area, da quanto ne so, hanno mai lodato la deregulation made in USA.

Capisco la tua posizione anticapitalistica, ma accomunare tutto e tutti senza alcuna riflessione e/o approfondimento serve solamente a gettar via il bambino con l'acqua sporca.

Tifare per una squadra di mafiosi non ti fa di certo onore, e se gli dài i soldi ne fai parte. :mr:green:

A parte gli scherzi. Il Pd nasce dismettendo non solo il comunismo, ma lo stesso termine "sinistra". Non fa parte dell'Internazionale Socialista (Sia Psoe che Spd, ad esempio, ne fanno parte) e si descrive meramente come partito riformista.

Detto questo, che mi sembra già bastante, Veltroni non ha mai nascosto la sua ispirazione americana, e quel Paese, volente o nolente, rappresenta oggi il capitalismo, ne è la summa. Loro si ispirano a questo modello.

Non ho parlato di anticapitalismo ma di critica al capitalismo. Sono due concetti diversi. Un comunista come me è anticapitalista, mentre un uomo di sinistra dovrebbe essere critico nei confronti del capitalismo, in special modo di certo capitalismo. Il Pd, invece, non lo è mai stato.

Godzilla's balls
07-10-2008, 15:55
Intanto fuori uno: l'Islanda.
Corona islandese completamente a puttane.

Si comincia con i pesci piccoli poi......

beggar
07-10-2008, 15:57
Già:

Il Lunedì Nero, come molti hanno chiamato la giornata di ieri per i disastrosi cali delle borse di tutto il mondo, ha di fatto portato sull'orlo del baratro l'Islanda. Ieri la valuta dell'Isola atlantica si è deprezzata del 23 per cento sull'euro mentre Reykjavik decideva di avviare un provvedimento senza precedenti, ossia la nazionalizzazione di tutte le banche. Da tempo il sistema finanziario ed economico islandese è in profonda crisi: una crisi che lo tsunami finanziario globale rischia di portare a un punto di non ritorno.

Bardiel
07-10-2008, 17:46
Menomale, almeno non costerà più miliardi andare 3 giorni in islanda.

KingAtNight
07-10-2008, 18:19
nazionalizzazione di tutte le banche.

Bentornato bolscevismo 8#8

Ruff Rogers
07-10-2008, 18:27
Il prossimo che mi viene a dire: "Raegan e la Tatcher sono stati due grandi statisti che hanno fatto miracoli" giuro che vado là e lo meno.

beggar
07-10-2008, 19:17
nazionalizzazione di tutte le banche.

Bentornato bolscevismo 8#8

Già, fa ridere... un riso amaro però.

2046
07-10-2008, 19:36
Menomale, almeno non costerà più miliardi andare 3 giorni in islanda.

:mr:green:

Tornando al problema della finanza locale, è acclarato che molti comuni hanno nelle pieghe dei propri bilanci contratti di tipo derivato che possono portare e in molti casi porteranno ad un esposizione debitoria verso le banche drammatica. Magari non nell'immediato: lì stanno facendo più danni i mancati flussi dell'ICI, e un comune fa fatica a spendere soldi che non ha.

* d'altro lato, proprio nel peggior frangente possibile si inizia a configurare un sistema fiscale di stampo federalista : al di là dello spessore culturale di chi si fa portabandiera di queste proposte, è un'ulteriore fattore di cui occorre tener conto. In tempi di crisi acclarata delle finanze locali, le regioni italiane meno 'virtuose' sarebbero sicuramente molto penalizzate e sostanzialmente commissariate. Si parla di scenari non a brevissimo termine, eh, niente panico nemmeno qui.

* più che un improbabilissimo default del sistema bancario, personalmente sono più preoccupato dal continuo accumularsi di debito pubblico (e la crisi della finanza locale non potrebbe che peggiorare le cose) e dalle possibili ripercussioni a livello europeo.

Godzilla's balls
07-10-2008, 19:48
Il prossimo che mi viene a dire: "Raegan e la Tatcher sono stati due grandi statisti che hanno fatto miracoli" giuro che vado là e lo meno.

Regan no ma avercene di Tatcher in Italia.....adesso mi picchi? :D

Ruff Rogers
07-10-2008, 19:53
Regan no ma avercene di Tatcher in Italia.....adesso mi picchi? :D

Dimmi l'indirizzo che vengo là e te meno




No, a parte gli scherzi, mi riferivo ai campioni dell'ultracapitalismo senza regole con lo stato visto come nemico. Idea malsana di quel pazzo furioso di Friedman che, in questi giorni, ha dimostrato tutta la propria inapplicabilità e mostruosità.

Però per almeno trentacinque anni in giro per il mondo ha fatto danni con la pala.

Peccato che il vecchiaccio bastardo sia morto e non possa vedere i risultati delle cazzate che sparava.

timelyangel
07-10-2008, 23:17
speriamo che vada tutto a puttane sto sistema di merda!

Star69
07-10-2008, 23:44
eh si certo, speriamo proprio. Vabbè.

KingAtNight
08-10-2008, 09:26
Ieri BPM a-13%, tifate per me! Yo!

Godzilla's balls
08-10-2008, 09:31
eh si certo, speriamo proprio. Vabbè.


E te che gli rispondi pure.......

Godzilla's balls
08-10-2008, 10:48
Indice Midex in questo preciso momento: -6,66%

Basta è la fine.

Wolverine
08-10-2008, 11:51
facciamo un piccolo esempio.
fondo azionario.. investimento basato in pancia con 50 % titoli di stato, cdp e vari..
50 % titoli azioni mib (eni, unicredit.. mediobanca... )

quanto caxxo stiamo bruciando???? quanto si è svalutato in media negli ultimi 30 gg.?????

d@v1d3
08-10-2008, 13:38
è tempo di comprare

PidarOles rinnegato
08-10-2008, 13:42
è tempo di comprare

Che cosa?

La crisi grossa ancora deve venire.
All'inizio del 2009 quando le aziende faranno i loro investimenti, dove li andranno a prendere i soldi?
E quando si renderanno conto di non poter avere i liquidi per allargare la base clienti/prodotti o, ancor peggio, per pagare i debiti che faranno?

Godzilla's balls
08-10-2008, 15:11
Comunque vedo ottimamente l'intenzione di fusione tra Unicredit e San Paolo IMI.
I correntisti avranno in regalo anche un bottiglietta di preziosissimo Profumo di Passera.

skogkatt
08-10-2008, 15:24
Comunque vedo ottimamente l'intenzione di fusione tra Unicredit e San Paolo IMI.
I correntisti avranno in regalo anche un bottiglietta di preziosissimo Profumo di Passera.

Quindi se si fondono anche loro due, quanti gruppi bancari rimangono in Italia? Due? Uno? Tre? Scusate ma non li so: allora ci stanno Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena (è ancora indipendente?) e poi la rete di creditti cooperativi, e poi? Insomma si va verso un duopolio o qualcosa del genere? :confused:

Allyouneedislove
08-10-2008, 15:38
comprare ora
comprare ora
comprare ora

KingAtNight
08-10-2008, 17:01
Parlando del futuro del mondo, i 3 scenari ipotizzati da LIMES:

1. Chimerica. Un accordo fra la maggiore potenza mondiale (Usa), indebitata fino al collo, e il suo grande creditore (Cina), che è insieme l’unico sfidante prevedibile per succederle come egemone in questo secolo. L’osmosi economica sino-americana potrebbe produrre un concordato complessivo fra i due superpartner, legati da fortissimi interessi reciproci.

2. Eurussia. L’interdipendenza energetica fra Europa occidentale e Russia potrebbe svilupparsi fino a investire il complesso delle relazioni fra Germania, Francia, Italia, Spagna e altre nazioni euroccidentali e il colosso russo, anch’esso fortemente segnato dalla crisi, in particolare in quanto economia fondata sulle materie prime, idrocarburi in testa. Questa macroarea potrebbe poi stabilire rapporti con Chimerica (o con uno dei suoi due partner) su basi totalmente nuove.

3. Caos o peggio nuove guerre, fino a un nuovo conflitto mondiale. Ipotesi catastrofica ma non per questo impossibile. Semplicemente, il sistema va del tutto fuori controllo. Si salva chi può. Con tutti i mezzi disponibili, violenza compresa.


Tutti molto prevedibili, però è così che andrà..

Ruff Rogers
08-10-2008, 17:17
C'è da dire che, nonostante nessuno ne parli, al contrario delle altre crisi passate, stavolta ci si metterà, in tempo più brevi di quanto crediamo, anche la fine dei combustibili fossili, che darà la mazzata finale all'idea malsana e aberrante di sviluppo illimitato in un ambiente limitato.

Io cmq continuo a credere che il governo americano post mandato Obama (sempre che duri quattro anni) sarà qualcosa di questo tipo:

http://www.atlaswords.com/IMAGES%2022/Hitler%20Cancelliere.jpg

In un modo o nell'altro, sò cazzi nostri. Ma cò la pala.

Didone
09-10-2008, 10:11
Blitz in sala: «se io qui, tutto sotto controllo»
Crisi: il Berlusconi-show al Bagaglino
«Abbiamo preso un provvedimento grazie al quale nessun italiano perderà un euro». Il pubblico applaude

ROMA - È entrato nella penombra del Salone Margherita quasi chinando la testa, svelto a sedersi in platea, a confondersi. Mancavano venti minuti alla fine del primo tempo e adesso si capisce che è stata una mossa studiata. Adesso, mentre il sipario si chiude e tutti pensano di potersene andare al bar: e invece no, perché c'è lui, appunto, c'è Silvio Berlusconi che si alza di colpo e saluta con la mano, e lo vedono tutti che è raggiante. Applauso che sale, che cresce, qualche signora che grida eccitata. E lui lì, che fa segno di star giù, di smetterla, che chiede un po' di silenzio, «perché, signori e signori, ho qualcosa da dirvi...».

Ora parla piano, nel gran silenzio del teatro. «Sono venuto per dirvi che stasera, a Palazzo Chigi, abbiamo preso un provvedimento grazie al quale in questa crisi nessun italiano... e ripeto: nessun italiano perderà neppure un euro». Seconda bordata di applausi. Erano qui a godersi lo spettacolo «Partiti... di testa!», con Manlio Dovì e la cosa più berlusconiana che pensavano di vedere era la faccia del cantante-ospite, la faccia di Mariano Apicella, il chitarrista personale del Cavaliere; nessuno osava sperare in un incontro con lui, con il Cavaliere in persona. Che, subito, prosegue. «Ho voluto partecipare a questa serata, e mi fa piacere ascoltare le canzoni del mio caro amico Apicella, anche se sono al termine di una giornata convulsa... ma, ecco, sono venuto proprio per dimostrarvi che la situazione è sotto controllo». Sono le 22,30. Se le sensazioni contano qualcosa, davvero non sembra che la giornata di Berlusconi sia stata lunga e faticosa come tutti sappiamo.

Viene fuori a piccoli passi, si avvicina alla zona del bar stringendo mani, rispondendo a battute: una decina di ragazze in minigonna, scese rapidamente dalla galleria, cercano di farsi largo. Vi confesso una cosa: io non dico di essere il migliore, ma davvero, se mi guardo intorno... non vedo nessuno migliore di me». Ride lui e ridono tutti. Si volta, si trova davanti il regista Pier Francesco Pingitore. Lo tratta con confidenza. «Ti dico, caro mio: questa crisi non è uno scherzo, ma non è nemmeno come quella del '29...». Tutti ascoltano muti. E lui: «Posso darvi un consiglio? Bisogna tenere i titoli nel cassetto e aspettare. Lo faccio anche io, per capirci, con Mediaset. Il valore del titolo ce l'ho avuto prima su, intorno ai 20 euro, poi giù, sugli 11... oggi eravamo sui 3,90... ma io sono tranquillo... Ripeto: bisogna stare calmi. Non dovete farvi prendere dal panico...». Sta spiegando la crisi economica mondiale con toni e termini rassicuranti. Un comizio casalingo. La gente annuisce. Un signore ha chiamato a casa la moglie e, con il telefonino tenuto a mezz'aria, la sta facendo ascoltare in diretta.

Il Cavaliere prosegue: «Vi dicevo del panico. Questa mattina, i direttori delle banche mi hanno fatto sapere che i loro clienti andavano agli sportelli disperati, tutti che volevano portar via i soldi per poi metterli, non so, sotto il materasso... Ecco, è per questo che sono venuto. Per rassicurarvi tutti... anche perché, ve lo giuro: noi, in Europa, siamo quelli che stanno meglio». Poi racconta un paio di barzellette. Quella in cui tutti si piegano dalla risate è questa: «Allora, c'è un tizio che entra in un ristorante e vede una bella signora. Si volta, e fa all'amico: oh, io me la farei. E l'amico: scusa, ma quella sarebbe mia moglie... E l'altro: beh, pagando, s'intende...». Intanto, la pattuglia di ragazze è riuscita a infilarsi nella mischia. Berlusconi le nota, le lascia avvicinare. Seguono complimenti, e non solo. Ad una, la più carina, Berlusconi dispensa infatti il solito vecchio consiglio: «Dammi retta... fatti sposare da uno ricco». Poi, di colpo, spruzza lì un po' di politica: «Ma vi sembro un dittatore? Quelli della sinistra non fanno che ripeterlo... dicono che c'è un regime... allora, vi sembro un dittatore? Mah, sono davvero dei pazzi... ». Lo chiamano dentro, gli chiedono di cantare, di salire sul palco con Apicella. E lui, il Cavaliere, un po' ciondolante, con la smorfia che conoscete: «Beh, intanto andiamo a goderci il secondo tempo, poi vediamo se...».



Fabrizio Roncone
09 ottobre 2008

al peggio non c'è limite

oip
09-10-2008, 10:44
....
Vi confesso una cosa: io non dico di essere il migliore, ma davvero, se mi guardo intorno... non vedo nessuno migliore di me». Ride lui e ridono tutti.
anche a me vien da ridere.
un riso amaro.

Allyouneedislove
09-10-2008, 10:52
anche a me vien da ridere.
un riso amaro.

sì ma scusate eh... chi se ne fotte del teatrino dai... queste son bazzecole da Studio Aperto. E' proprio quello che vuole lui, che parliate di questo.... ma come dobbiamo dirvelo?

ricapitolando e parlando di cose serie che non abbiamo 12 anni


In Italia «la crisi non presenta particolari anomalie». E questo perchè «una caratteristica propria del sistema bancario italiano è avere un carattere meno sofisticato che ha preservato elementi di crisi che vediamo in altri paesi europei». Così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti in Aula alla Camera nel corso dell'informativa del Governo sulla crisi dei mercati finanziari. «Abbiamo ricevuto da Bankitalia, Consob e Isvap i dati e secondo loro, e noi concordiamo, il sistema finanziario italiano ha un sufficiente grado di capitalizzazione e liquidità». In Italia, dunque, è escluso un fallimento delle banche. «Non esiste - ha detto - un problema sui depositi perchè escludiamo il fallimento delle banche». Tremonti ha poi aggiunto che le norme approvate ieri vanno proprio in questa direzione. «Il sistema italiano ha il più stabile estrutturato sistema di garanzie dei depositi - ha aggiunto Tremonti - eravamo già sopra la soglia europea abbiamo comunque ritenuto di aggiungere l'integrale garanzia pubblica» a quella del fondo interbancario. Il ministro dell'Economia ha riferito subito dopo anche in Aula al Senato. Lì ha detto, minacciando le dimissioni, che la norma salva-manager inserita nel decreto legge di modifica della legge Marzano per Alitalia al Senato va soppressa. «Se si immagina che la linea del Governo sia quella prevista da un emendamento che prevede una riduzione della soglia penale per alcune attività di amministratori - ha detto - si sbaglia. Quello è un emendamento fuori dalla logica di questo Governo. O va via quell'emendamento o va via ministro dell'Economia».

Eventuali interventi «caso per caso». Parlando del decreto legge varato ieri sera dal Consiglio dei ministri Tremonti ha detto che si tratta di un intervento «fatto assolutamente in tempo e in linea con quanto deciso in sede Ue. Non sarebbe stato nell'interesse nazionale un intervento unilaterale». Un intervento nell'ottica della precauzione. Gli eventuali interventi in favore degli istituti di credito saranno fatti «caso per caso. Non sono state predeterminate cifre in ordine all'intervento: sarà "quanto basta"». Tremonti, ribadendo che gli interessi saranno temporanei, ha sottolineato che «non è nell'interesse del Paese che una banca fallisca e è nel potere del Governo che una banca non fallisca».

«Tutto il possibile è stato coordinato». Il ministro dell'Economia ha sottolineato che l'evidenza della crisi finanziaria è databile al 26 settembre: in questa data inizia la gestione della crisi finanziaria in Europa con iniziative e contatti sistematici a livello tecnico, diplomatico, politico. «Tutto il possibile - dice il ministro - è stato coordinato», «pur essendo la crisi fortemente segmentata e differenziata nelle forme e nelle sedi geografiche in cui si è manifestata. Per aree geografiche e strutture economiche proprie diverse». Non è ancora chiaro, ha detto il ministro, «il carattere tipico della crisi finanziaria in Europa che è proteiforme e segmentata», mentre sappiamo tutto su quanto accaduto in America.

Crisi affrontata in Europa con mezzi diversi, ma fine comune. «Mezzi diversi, fine comune»: è questa la linea dei Paesi europei per affrontare la crisi finanziaria secondo quanto sottolinea il ministro dell'Economia. «Gli interventi sono stati presi per country - ha detto il ministro - in base ad uno schema comune». La proposta di un Fondo avanzata dall'Olanda sarebbe stata una scelta lungimirante, ma la «politica reale» dimostra che in Europa «c'è un mercato comune ma ancora non una politica comune. Il tempo presente impone scelte più pragmatiche e meno organiche». In ogni caso, la Ue ha adottato «una strategia di intervento basata sul coordinamento tra Paesi». Tremonti ha ricordato che la delibera dell'Ecofin del 7 ottobre per fronteggiare la crisi finanziaria prevede la «tutela del contribuente il cui capitale viene integrato nelle banche. Ma non il sostegno ai manager che hanno sbagliato nella gestione». Si prevede anche «la possibilità del governo di intervenire nel cda e «non attribuire ai manager compensi in debito».

La struttura dei conti pubblici italiani è stata messa in sicurezza con la manovra. Il ministro dell'Economi ha difeso la decisione dell'Esecutivo di varare a luglio la manovra economica triennale, «mettendo in sicurezza» i conti pubblici, soprattutto in considerazione della crisi finanziaria in atto. «Pensate - dice il ministro in Aula alla Camera - cosa sarebbe stato adesso avere i saldi aperti: credo che fosse uno scenario che tutti possono considerare non positivo». Il problema dell'Italia, ha detto Tremonti, non è tanto il Patto di stabilitá e crescita ma il debito pubblico. «Abbiamo il terzo debito del mondo e non siamo il terzo Paese». Per questo, ha detto il ministro, «non condividiamo e non facciamo politiche pur basate su logiche sociali. Non possiamo fare politiche di deficit pubblico nazionale. L'unica politica di sostegno e di rilancio dell'economia può essere di domanda pubblica su scala e dimensione europea».


dal sole 24 ore

oip
09-10-2008, 11:00
sì ma scusate eh... chi se ne fotte del teatrino dai... queste son bazzecole da Studio Aperto. E' proprio quello che vuole lui, che parliate di questo.... ma come dobbiamo dirvelo?

è vero, hai ragione.

d@v1d3
09-10-2008, 11:09
non sapevo bene dove postarlo

Sorpresa nel decreto Alitalia: reati non perseguibili se non c'è il fallimento
Ad accorgersene per prima Milena Gabanelli, l'autrice della trasmissione Report
Il governo salva Geronzi
Tanzi e Cragnotti
di LIANA MILELLA


Il governo salva Geronzi Tanzi e Cragnotti



ROMA - Un'altra? Sì, un'altra. E per chi stavolta? Ma per Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedeltà del governo Berlusconi, ne produce un'altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia. Non se ne accorge nessuno, dell'opposizione s'intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come già si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d'una "bomba atomica" destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri.

Con un semplice, e in vero anche mal scritto, articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L'emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento.

Se invece è guidata da un commissario, e magari va anche bene come nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potrà mettere sotto processo chi ha determinato la crisi. Se finora lo stato d'insolvenza era equiparato all'amministrazione controllata e al fallimento, in futuro, se la legge dovesse passare com'è uscita dal Senato, non sarà più così. I cattivi manager, contro cui tutti tuonano, verranno salvati se l'impresa non sarà definitivamente fallita.

Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l'ex presidente di Capitalia Geronzi. Colpo di spugna anche per scandali di minore portata come quello di Giacomelli, della Eldo, di Postalmarket. Tutto grazie ad Alitalia e al decreto del 28 agosto fatto apposta per evitarne il fallimento. Firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Emendato dai due relatori al Senato, entrambi Pdl, Cicolani e Paravia. Pronto per essere discusso e approvato martedì prossimo dalla Camera senza che l'opposizione batta un colpo.

Ma ecco che una giornalista se ne accorge. È Milena Gabanelli, l'autrice di Report, la trasmissione d'inchieste in onda la domenica sera su Rai3. Lavora su Alitalia, ricostruisce dieci mesi di trattative, intervista con Giovanna Boursier il commissario Augusto Fantozzi, gli chiede se è riuscito a garantirsi "una manleva", un salvacondotto per eventuali inchieste giudiziarie. Lui risponde sicuro: "No, io non ho nessuna manleva".

Ma quel 7bis dimostra il contrario. Report ascolta magistrati autorevoli, specializzati in inchieste economiche. Come Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm e pm romano dei casi Ricucci, Coppola, Bnl. Il suo giudizio è senza scampo. Eccolo: "Se la norma verrà approvata non saranno più perseguibili i reati di bancarotta commessi da tutti i precedenti amministratori di Alitalia, ma neppure quelli compiuti da altri manager di società per cui c'è stata la dichiarazione d'insolvenza non seguita dal fallimento".

Cascini cita i casi: "Per i crac Cirio e Parmalat c'è stata la dichiarazione d'insolvenza, ma senza il fallimento. Il risultato è l'abrogazione dei reati fallimentari commessi da Tanzi, Cagnotti, dai correi". Non basta. "Subito dovrà essere pronunciata sentenza di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato per tutti gli imputati, inclusi i rappresentanti delle banche".

Siamo arrivati a Geronzi. Chiede la Gabanelli a Cascini: "Ma la norma vale anche per lui?". Lapidaria la risposta: "Ovviamente sì". Le toghe s'allarmano, i timori serpeggiano nelle mailing-list. Come in quella dei civilisti, Civil-net, dove Pasquale Liccardo scrive: "Ho letto la nuova Marzano. Aspetto notizie sulla nuova condizione di punibilità che inciderà non solo sui processi futuri ma anche su quelli in corso". Nessun dubbio sulla portata generale della norma. Per certo non riguarderà la sola Alitalia, ma tutte le imprese.

Vediamolo questo 7bis, così titolato: "Applicabilità delle disposizioni penali della legge fallimentare". Stabilisce: "Le dichiarazioni dello stato di insolvenza sono equiparate alla dichiarazione di fallimento solo nell'ipotesi in cui intervenga una conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell'ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell'ammissione alla procedura".

La scrittura è cattiva, ma l'obiettivo chiaro: finora i manager delle grandi imprese finivano sotto processo per bancarotta a partire dalla sola dichiarazione d'insolvenza. Invece, se il 7bis passa, l'azione penale resterà sospesa fino a un futuro, e del tutto incerto, fallimento definitivo. Commentano le toghe: "Una moratoria sine die, un nuovo colpo di spugna, una mano di biacca sulle responsabilità dei grandi manager le cui imprese sono state salvate solo grazie alla mano pubblica". Con un assurdo plateale, come per Parmalat. S'interromperà solo perché il commissario Bondi evita il fallimento.

Ma che la salva Geronzi sia costituzionale è tutto da vedere. Gli esperti già vedono violati il principio d'uguaglianza e quello di ragionevolezza. Il primo perché la norma determina un'evidente disparità di trattamento tra i poveri Cristi che non accedono alla Marzano, falliscono, e finiscono sotto processo, e i grandi amministratori. Il secondo perché l'esercizio dell'azione penale dipende solo dalla capacità del commissario di gestire l'azienda in crisi. Se la salva, salva pure l'ex amministratore; se fallisce, parte il processo. Vedremo se Berlusconi andrà avanti sfidando ancora la Consulta.
( 9 ottobre 2008)

beggar
09-10-2008, 11:13
Sì; attacchi di bile.

Drunk on the moon
09-10-2008, 11:41
intanto, fuori dal Bagaglino.

Strangolati dai mutui
pignorati in duemila
Boom di vendite giudiziarie e di società recupero crediti
ANDREA ROSSI
TORINO
La crisi si fa sentire con violenza anche in città. A essere colpite sono moltissime famiglie che non riescono più a pagare il mutuo. L’anno scorso a Torino il Tribunale ha deliberato circa 1800 istanze di pignoramento, il 25 per cento in più rispetto al 2006.
Quest’anno non ci sarà un altro balzo in avanti, ma si continua a viaggiare pericolosamente vicini a quota 2000, su livelli mai visti in passato. Il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio. Ha cominciato ad affossare i redditi minimi. Poi ha flagellato quelli medio-bassi. Adesso comincia a intaccare persino quelli medio-alti.
I segnali spuntano ovunque. Nell’occhio del ciclone oltre 60 mila famiglie che hanno sottoscritto un mutuo dal 2004 a oggi, nel 90 per cento dei casi a tasso variabile. E ora si trovano alle prese con rate folli.

(da Lastampa.it)

Wolverine
09-10-2008, 11:45
non sapevo bene dove postarlo

Sorpresa nel decreto Alitalia: reati non perseguibili se non c'è il fallimento
Ad accorgersene per prima Milena Gabanelli, l'autrice della trasmissione Report
Il governo salva Geronzi
Tanzi e Cragnotti
di LIANA MILELLA


Il governo salva Geronzi Tanzi e Cragnotti



)


ho accorciato per evitare manifesti. su repubblica la reazione di Tremonti, non ho letto bene e nel dettaglio, ma è condivisibile perchè va contro quella clausola nascosta "salvamanager".

Allyouneedislove
09-10-2008, 12:02
ho accorciato per evitare manifesti. su repubblica la reazione di Tremonti, non ho letto bene e nel dettaglio, ma è condivisibile perchè va contro quella clausola nascosta "salvamanager".

sì era il titolo della cosa che ho copiato io:)

dice che se ne va se rest ala clausola
per il lodo alfano invece non se la prende
bah

2046
09-10-2008, 19:19
Personalmente quando vedo Berlusconi e Tremonti in TV l'oggetto che mi viene in mente più spesso è un lanciafiamme. Eppure va riconosciuto che l'intervento di ieri sera (forse ben 'pilotato' da Draghi) è stato pressoché impeccabile. Garanzie aggiuntive e non dirette, eventuale intervento dello stato in privilegiate senza diritto di voto, e soprattutto niente cifre (l'ideale per mandare nel panico il risparmiatore medio). E onestamente bisogna anche ricordare che siamo l'unico paese occidentale avanzato in cui finora lo Stato non ha dovuto sganciare un euro alle banche. Vedere lo spettacolo di Barclays e Lloyds con il cappello il mano a chiedere soldi al governo inglese è un qualcosa di veramente notevole. Per non parlare dell'Islanda ormai prossima al default.

Poi del Bagaglino sticazzi, eh. Se anche sceneggiate come queste servono per rasserenare gli animi, sia. Ormai come ragiona il connazionale medio lo sappiamo.

macello
09-10-2008, 19:22
Io in islanda avevo una fidanzata ma lei viveva in europa.
Comunque a fronte del default potrebbero darsi all'autarchia anticapitalista, sul lungo periodo ce la potrebbero fare.

Drunk on the moon
09-10-2008, 19:38
Personalmente quando vedo Berlusconi e Tremonti in TV l'oggetto che mi viene in mente più spesso è un lanciafiamme. Eppure va riconosciuto che l'intervento di ieri sera (forse ben 'pilotato' da Draghi) è stato pressoché impeccabile. Garanzie aggiuntive e non dirette, eventuale intervento dello stato in privilegiate senza diritto di voto, e soprattutto niente cifre (l'ideale per mandare nel panico il risparmiatore medio). E onestamente bisogna anche ricordare che siamo l'unico paese occidentale avanzato in cui finora lo Stato non ha dovuto sganciare un euro alle banche. Vedere lo spettacolo di Barclays e Lloyds con il cappello il mano a chiedere soldi al governo inglese è un qualcosa di veramente notevole. Per non parlare dell'Islanda ormai prossima al default.

Poi del Bagaglino sticazzi, eh. Se anche sceneggiate come queste servono per rasserenare gli animi, sia. Ormai come ragiona il connazionale medio lo sappiamo.

ministri e alte cariche andrebbero pure all'equivalente della prova del cuoco, per rasserenare gli animi da loro :p Il Bagaglino puo' bastare finche' la crisi si fermera' a qualche affanno in piu'(v. la "piccola" ma inquietante impennata di pignoramenti immobiliari a Torino) ma non arrivera' a dilagare... almeno per questa crisi, sarebbe bello poterselo risparmiare. Vuoi perche' di crisi tutte nostre ce ne abbiamo gia' abbastanza, e perche' in fondo, le banche in Italia dalla politica italiana ne hanno ricevuto di cortesie...
edit: sul nerettato completamente d'accordo: vedere gli emblemi stessi dell'economia capitalista, i falchi dell'altola' allo Stato, in quella incresciosa situazione :rolleyes: pero' la gente che c'e' andata di mezzo non ha trovato altrettanta sollecitudine.

FortunateSon
13-10-2008, 12:30
comunque i soldi che lo stato dovrà elargire alle banche (che per me dovrebbero fallire tutte) peseranno inevitabilmente sul debito pubblico.
immettere altra liquidità per rendere "reali" dei soldi che di fatto erano solo virtuali... alimenterà altre mille bolle speculative del genere.
alla fine pagheremo noi i conti veri, come sempre, non certo gli speculatori e gli affaristi di questo sistema di merda.
rallegrarsi per l'intervento dello stato è veramente grottesco, sia per i comunisti sia per i capitalisti.

mistergao
13-10-2008, 14:18
comunque i soldi che lo stato dovrà elargire alle banche (che per me dovrebbero fallire tutte) peseranno inevitabilmente sul debito pubblico.
immettere altra liquidità per rendere "reali" dei soldi che di fatto erano solo virtuali... alimenterà altre mille bolle speculative del genere.
alla fine pagheremo noi i conti veri, come sempre, non certo gli speculatori e gli affaristi di questo sistema di merda.
rallegrarsi per l'intervento dello stato è veramente grottesco, sia per i comunisti sia per i capitalisti.

Hai ragione, ed aggiungo: col cazzo che si farà la riduzione delle tasse con la quale Berlusconi e Tremonti si rimepiono tanto la bocca. Nè oggi, nè nel 2013.

Godzilla's balls
13-10-2008, 14:22
rallegrarsi per l'intervento dello stato è veramente grottesco, sia per i comunisti sia per i capitalisti.

Concordo l'intervento statale doveva essere fatto almeno un anno fa.

Vangher
13-10-2008, 14:50
Tifare per una squadra di mafiosi non ti fa di certo onore, e se gli dài i soldi ne fai parte. :mr:green:

A parte gli scherzi. Il Pd nasce dismettendo non solo il comunismo, ma lo stesso termine "sinistra". Non fa parte dell'Internazionale Socialista (Sia Psoe che Spd, ad esempio, ne fanno parte) e si descrive meramente come partito riformista.

Detto questo, che mi sembra già bastante, Veltroni non ha mai nascosto la sua ispirazione americana, e quel Paese, volente o nolente, rappresenta oggi il capitalismo, ne è la summa. Loro si ispirano a questo modello.

Non ho parlato di anticapitalismo ma di critica al capitalismo. Sono due concetti diversi. Un comunista come me è anticapitalista, mentre un uomo di sinistra dovrebbe essere critico nei confronti del capitalismo, in special modo di certo capitalismo. Il Pd, invece, non lo è mai stato.

:) facezia per facezia beggar.. anch'io sono interista... e come te so attendere.. :mrgreen:

Che il PD di Veltroni abbia una idea dell'economia non ricalcante i dogmi comunisti posso anche essere d'accordo, ma affermare che Veltroni concordasse con la politica di Bush mi pare azzardato, e non reale.

Ciò che ha causato l'attuale catastrofe finanziaria è stato il perseguire una borsa basata sulla "non-realtà".
Possedere il monte bianco, o il colosseo significava avere dei valori "nominali", ma non avere assolutamente degli acquirenti, e pertanto non significa avere del capitale.
La deregulation ha permesso una simile finanza.. Ed il liberismo, mi pare, fosse la bandiera dell'omino..

Esistono varie forme di capitalismo.. come ne esistono di comunismo.
Stalin si definiva comunista, Breznev, Pol Pot.. Einaudi no.. Pertini no.. Ma, come puoi facilmente vedere, i paragoni fra i nome non reggono..

Non spostiamo il discorso fra capitalismo e comunismo beggar.. Voliamo più basso, e vediamo cosa ci possiamo attendere in Italia..

Tutto qui.

7
13-10-2008, 16:49
comunque i soldi che lo stato dovrà elargire alle banche (che per me dovrebbero fallire tutte) peseranno inevitabilmente sul debito pubblico.
immettere altra liquidità per rendere "reali" dei soldi che di fatto erano solo virtuali... alimenterà altre mille bolle speculative del genere.
alla fine pagheremo noi i conti veri, come sempre, non certo gli speculatori e gli affaristi di questo sistema di merda.
rallegrarsi per l'intervento dello stato è veramente grottesco, sia per i comunisti sia per i capitalisti.
esatto, vale anche per chi dice cha a noi in italia la crisi non ci toccherà.

Drunk on the moon
13-10-2008, 17:02
esatto, vale anche per chi dice cha a noi in italia la crisi non ci toccherà.

possiamo solo augurarcelo- o augurarci che ci tocchi di straforo, perche' sarebbe come se piovesse sul bagnato. In realta' credo che nessuno possa ancora avere davvero le idee chiare su come andra' e quanto costera' - che sia un gran guaio, invece possiamo accorgercene gia' tutti.
Io gia' quell'impennata di pignoramenti immobiliari a Torino - per quanto "piccola"- la vedo come un segnale allarmante.
E quanto alla "soddisfazione per l'intervento pubblico", chiariamoci: nessuno, tantomeno io, sta facendo festa:dicevo che e' notevole vedere dei colossi (d'argilla)del capitalismo chiedere aiuto frignando proprio allo Stato che hanno sempre guardato altezzosamente come baluardo dei poveracci che non meritano di sopravvivere.
Soprattutto nel mondo anglosassone (e se siete stati a sentire, anni fa, l'ala piu' dura dei teocon che spalleggiano Dabliu Bush, li avrete sentiti chiaramente dire "Lo Stato e' il nemico. Lo Stato altera la competizione sociale, non guadagna chi non merita di guadagnare perche' e' pigro" - sic )
Ma me lo sarei risparmiato piu' che volentieri:e' una magrissima consolazione, questo spettacolo e anche il fatto che queste crisi piu' in generale mostrino come sia una fregnaccia "il sistema che va da se'" , la deregulation totale che fa andare tutto per il meglio, l'anacronismo del ruolo pubblico, e altre fregnacce. E' ovvio che sarebbe stato meglio intervenire prima, con regole e sorveglianza, perche' oggi almeno ci sarebbe da scucire molto, molto meno danaro pubblico. Che per tutto quello che e' gia' stato scritto e ho ricordato anch'io, e' grottesco che vada a ripianare i guai di quei signori.
Speriamo, anche se ho i miei dubbi, che questa crisi finisca con l'essere un "precedente" virtuoso per futuri sistemi di vigilanza.

Vangher
13-10-2008, 17:05
comunque i soldi che lo stato dovrà elargire alle banche (che per me dovrebbero fallire tutte) peseranno inevitabilmente sul debito pubblico.
immettere altra liquidità per rendere "reali" dei soldi che di fatto erano solo virtuali... alimenterà altre mille bolle speculative del genere.
alla fine pagheremo noi i conti veri, come sempre, non certo gli speculatori e gli affaristi di questo sistema di merda.
rallegrarsi per l'intervento dello stato è veramente grottesco, sia per i comunisti sia per i capitalisti.

E' ovvio che gli interventi statali (ricordiamoci che "Lo Stato" altro non è che una espressione dei Cittadini..) salveranno dalla bancarotta i banchieri, e di conseguenza, i risparmi si alcune migliaia di poveri cristi.
Occorre capire se, questi interventi, sono elargiti per salvare i banchieri, o i riparmi...
La differenza la vedremo quando si potrà giudicare se questi presunti banchieri sono rimasti tali, o se li possiamo trovare a lavare parabrezza.. e se le leggi della deregulation sono ancora in vigore o meno..

Huskebasi
13-10-2008, 18:47
http://risodegliangeli.corriere.it/20081310-cover-sorrisi.gif

Non so se c'entra...ma queste copertine sono spassose! :rolleyes:

Godzilla's balls
13-10-2008, 21:58
Occorre capire se, questi interventi, sono elargiti per salvare i banchieri, o i risparmi...



Nell'attuale dinamica degli eventi purtroppo c'è da tener conto che il sistema non può assolutamente tollerare la bancarotta di tanti istituti bancari già nella sola Italia il default di Unicredit ad esempio sarebbe più catastrofico di qualsiasi manovra di salvataggio governativa.
E' una merda ma è così.

Vangher
13-10-2008, 22:38
Nell'attuale dinamica degli eventi purtroppo c'è da tener conto che il sistema non può assolutamente tollerare la bancarotta di tanti istituti bancari già nella sola Italia il default di Unicredit ad esempio sarebbe più catastrofico di qualsiasi manovra di salvataggio governativa.
E' una merda ma è così.

Concordo... Ciò che non mi è chiaro è se stiamo parlando di salvataggio degli istituti di credito intesi come di risparmi, o se parliamo di salvataggio degli amministratori che hanno perseguito una linea finanziaria evidentemente errata.

All'Amministratore Delegato della L&B è stato chiesto: (traduco in mie parole..)
La sua Banca è fallita e molti risparmiatori sono adesso sul lastrico. Lei ha ricevuto una liquidazione milionaria.. E' etico secondo Lei..?

Se un giornalista Italiano potesse porre la stessa domanda conservando il posto di lavoro mi considererei in una Nazione democratica ed avrei più fiducia nelle parole dei Governanti.

beggar
14-10-2008, 11:08
:) facezia per facezia beggar.. anch'io sono interista... e come te so attendere.. :mrgreen:

Che il PD di Veltroni abbia una idea dell'economia non ricalcante i dogmi comunisti posso anche essere d'accordo, ma affermare che Veltroni concordasse con la politica di Bush mi pare azzardato, e non reale.

Ciò che ha causato l'attuale catastrofe finanziaria è stato il perseguire una borsa basata sulla "non-realtà".
Possedere il monte bianco, o il colosseo significava avere dei valori "nominali", ma non avere assolutamente degli acquirenti, e pertanto non significa avere del capitale.
La deregulation ha permesso una simile finanza.. Ed il liberismo, mi pare, fosse la bandiera dell'omino..

Esistono varie forme di capitalismo.. come ne esistono di comunismo.
Stalin si definiva comunista, Breznev, Pol Pot.. Einaudi no.. Pertini no.. Ma, come puoi facilmente vedere, i paragoni fra i nome non reggono..

Non spostiamo il discorso fra capitalismo e comunismo beggar.. Voliamo più basso, e vediamo cosa ci possiamo attendere in Italia..

Tutto qui.

Non parlo di politica di Bush, ma di politica americana, che è più o meno la stessa da sempre. E, soprattutto, parlo del fatto che l'America è il capitalismo, lo rappresenta in pieno. El il Pd ha fatto sapere di non essere un partito di sinistra e che riconosce Bush come interlocutore credibile, e vuole stare nella Nato, eccetera.

E di comunismo esiste una sola forma, l'equità e la redistribuzione sono costanti.

Ma, va beh, abbiamo già affrontato più volte questo discorso, e pare che non sia producente.

Vangher
14-10-2008, 13:35
Giusto beggar... un discorso trito..

Comunque a quanto pare la borsa Islandese perde parecchio..

Nel resto della UE non mi pare che sia stato fatto molto per correggere la situazione. A parte i piani di interventi per le banche in sofferenza mi pare che non ci sia altro.
Il mercato e le economie si stanno contraendo. Il credito è fermo, e le Aziende di produzione riducono le produzioni mandando migliaia di dipendenti in cassa integrazione o direttamente a spasso.
I buchi nei bilanci di svariati Comuni causati da investimenti in derivati si faranno sentire.

Secondo Voi regole più rigide, dopo la scorpacciata di deregulation, aiuterebbero a dare sicurezza e stabilità ?

Vedete altre alternative ?