Visualizza versione completa : johnny e burt
modest mau
27-11-2008, 14:44
ho visto che sono uscite queste due biografie...
una su cash http://www.ibs.it/code/9788874967575/turner-steve/johnny-cash-vita.html
(della stessa kowalski che fece uscire qualche mese fa la non soddisfacente bio su nina simone)
e una su bacharach http://www.libreriauniversitaria.it/burt-bacharach-book-love-vita/libro/9788860631664 di giampiero vigorito, nome che non mi è nuovo ma che al momento non riesco ancora ad inquadrare...
sembrano succulente, sembrano.
ma valgono la (salata, comunque) spesa?
http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/166/9788860631664g.jpg http://media.hoepli.it/rizzoli/big/978/8874/9788874967575.jpg
motorpsycho
27-11-2008, 15:57
Interessanti! Io di sicuro comprerò quella di Bacharach.... mi hanno interessato le note dell'autore (Giampiero Vigorito)....
Qualche anno fa ho fatto la prova generale di come complicarmi la vita. Evidentemente avevo avuto qualche sentore che l’immediato futuro mi avrebbe riservato delle battaglie ben più insidiose. I responsabili di “Storyville”, su Radio 3, mi contattarono per raccontare al microfono la storia di un artista. Mi venne offerta carta bianca. Il programma si basa sulla lettura di qualche passo della biografia già pubblicata di qualche artista famoso. Accettai la proposta ma decisi, come detto, di portare il coefficiente di difficoltà dell’operazione al massimo livello. Potevo optare per qualcosa che avevo già pubblicato personalmente o, comunque, selezionare un personaggio a scelta per sfangare la prova come un diciottenne alla maturità, con la tesina scaricata da internet e allungata con fierezza alla commissione. Tra l’altro mi sarebbe stata pagata solo la parte radiofonica e la cosa mi avrebbe dovuto dirigere a maggior ragione verso un argomento facilmente a portata di mano. Ma alla telefonata del curatore del programma, senza pensarci un istante pronunciai il nome Bacharach. Non fu una risposta. Era solo una parola, uscita fuori senza calcolo. Evidentemente la mia non era una proposta ma una dichiarazione. Era come quando si è ragazzini, dai un calcio alla palla, ti allunghi sul campo e ti senti Crujiff o prendi una racchetta in mano e pensi di stare a Wimbledon con Borg che ti guarda sotto la sua fascetta di spugna che gli ferma i capelli. “Ok”, mi disse il curatore, “ottima idea. Ma esiste qualcosa di già pubblicato?”. Con disinvoltura risposi che non esisteva nulla del genere in Italia ma che me ne sarei occupato personalmente. Il programma esigeva una prova letteraria autorevole; sapete tutti come sono colti quelli di Radio 3! Mi misi sotto e decisi di scrivere una biografia raccontata in prima persona. Buttai giù una quarantina di cartelle, quanto bastava per il programma che andava in onda per mezz’ora al giorno per tutta una settimana. Il mio misero transfert con il musicista più geniale della musica pop non mi costò dei traumi irrimediabili. Anzi risultò terapeutico. Essenzialmente fu un gesto d’amore nei confronti di un artista che, dato per spacciata caricatura di se stesso, aveva assistito all’età di settant’anni allo spettacolo del suo volto che rimbalzava su tutte le copertine dei giornali musicali giovanili, mentre le sue canzoni erano diventate dei totem romantici per tutti quegli idoli del pop che fino a tre giorni prima avevano sparato ai grandi del passato come agli orsetti del Luna Park. Qualche mese fa, forse proprio in uno di quei Luna Park, la ruota ha cominciato a girare nel verso sbagliato. Una seria malattia alla gola mi ha tenuto lontano dalla radio. Quella dolce terapia letteraria è stata l’unica cura possibile. Ho ripreso quelle 40 cartelle e ho continuato a scrivere. Stando sempre meglio, ritrovando la mia voce e sentendomi ancora più vicino a lui.
Quella di Cash la sto leggendo oròra, è ben fatta anche se non molto approfondita (per biografia "approfondita" intendo i due volumoni di Guralnick su Elvis), sfata anche alcuni miti autoprodotti nelle due autobiografie di Johnny stesso, del resto il libro doveva vedere la sua collaborazione ma morse prima di iniziare.
Poi bisogna capire perché
(della stessa kowalski che fece uscire qualche mese fa la non soddisfacente bio su nina simone)
deludente, da quale punto di vista (anche in questo caso, ad esempio, manco lo straccio di una foto, né la foto di uno straccio, se è per quello...)
nightingalerider
27-11-2008, 19:10
per biografia "approfondita" intendo i due volumoni di Guralnick su Elvis
Cazzo, ho trovato solo il secondo volume usato in un remainder di Marina di Ravenna!!! Mi ha anche un po' deluso, cioè approfonditissima come dici tu, però manca un po' di spirito, di fascino, di osservazioni sul lato umano, tranne alla fine. Probabilmente è solo perchè è una biografia fatta in modo professionale.
Se posso approfittare del topic, com'è il primo volume? Ricordo un giudizio epico di Dylan. E gli altri libri di Guralnick eventualmente in tuo possesso? Li voglio.
Cazzo, ho trovato solo il secondo volume usato in un remainder di Marina di Ravenna!!! Mi ha anche un po' deluso, cioè approfonditissima come dici tu, però manca un po' di spirito, di fascino, di osservazioni sul lato umano, tranne alla fine. Probabilmente è solo perchè è una biografia fatta in modo professionale.
Se posso approfittare del topic, com'è il primo volume? Ricordo un giudizio epico di Dylan. E gli altri libri di Guralnick eventualmente in tuo possesso? Li voglio.
La parte che mi interessa di più di Guralnick è l'assenza di spirito, di fascino, di osservazioni sul lato umano che sarebbero pure speculazioni dell'autore e a me di sapere come interpreta Guralnick (o chiunque altro) il comportamento di quello che è evidentemente un personaggio sfaccettato, per fargli un complimento, non cale.
Il primo è ovviamente meglio del secondo. Ovviamente perché gli anni che tratta (dalla nascita alla fine del servizio militare) sono quelli più interessanti e anche più ricchi di avvenimenti reali, prima che Elvis diventasse quasi una versione rock'n'roll di Howard Hughes che metteva il naso fuori da Graceland solo per banfare in concerto.
È anche ricco degli approfondimenti utili, ovvero le radici gospel, quelle blues, ascolti del giovane Elvis.
Si sofferma anche sul rapporto con la madre e con il gemello morto che lo ha perseguitato tutta la vita.
Degli altri Guralnick... Di Sweet soul music ho un ottimo ricordo anche se l'ho letto anni fa e non mi è più capitato di riprenderlo. È frammentario, sicuramente, ma ricco di storie più che di dissertazioni musicologiche.
Quello che più amo, e che ho letto e riletto con amore, è In cerca del re del blues dedicato a Robert Johnson e tradotto dalla Arcana (che proprio in questo periodo ha pubblicato i testi commentati del re dei cantanti blues del Delta, eccellente approfondimento) che spero ci regali anche la sua ultima opera, ovvero Dream boogieah!- The triumph of Sam Cooke nonostante abbia "no commercial potential" in Italia.
nightingalerider
27-11-2008, 19:25
La parte che mi interessa di più di Guralnick è l'assenza di spirito, di fascino, di osservazioni sul lato umano che sarebbero pure speculazioni dell'autore e a me di sapere come interpreta Guralnick (o chiunque altro) il comportamento di quello che è evidentemente un personaggio sfaccettato, per fargli un complimento, non cale
Perfetto, a me sì, infatti mi piacciono le speculazioni e adoro Greil Marcus.
Dream Boogie l'ho visto in lingua originale in Feltrinelli a Milano, non l'ho preso non per la lingua originale, ma perchè Sam Cooke non è un mio idolo indiscusso. Mi piace, eh...
Edit: se abbiamo in mente lo stesso volume di testi di Johnson commentati (non penso che Arcana ne abbia pubblicati due), opera meritoria ma lettura riduttiva secondo me.
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