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Visualizza versione completa : Erri de Luca


motorpsycho
21-11-2008, 19:14
Io quasi quasi aprirei un topic su di lui...
mi piace il suo modo di scrivere. mi ritrovo nel suo ritmo narrativo. nelle sue costruzioni. con poche righe mi mette in una situazione di ricettività quasi ipnotica... ammiro il suo stile. e mi suscita simpatia.

Tra gli altri ho molto apprezzato (in ordine sparso): "tu, mio", "non ora non qui", "in alto a sinistra", "il contrario di uno", "morso di luna nuova", "tre cavalli" e perché no anche "montedidio".

"Aceto arcobaleno" costituisce invece un caso a parte: quel romanzo mi ha davvero fatto male...

Belle inoltre le riflessioni in "sulle tracce di nives"...

qualcuno condivide questa passione?

http://www.youtube.com/watch?v=03k9su2y58E

Supernatural
21-11-2008, 19:16
dopo che la mia peggiore amica ha messo una sua frase nell'invito di nozze, l'ho rivalutato molto negativamente:)

ilbam
22-11-2008, 11:43
"Aceto arcobaleno" costituisce invece un caso a parte: quel romanzo mi ha davvero fatto male...



come mai? se è lecito chiederlo chiaramente.

Riccardo_Tronci
22-11-2008, 16:36
Per adesso ho letto solo due libri di Erri, "Il contrario di uno" e "In alto a sinistra", e trovo il suo modo di scrivere piacevole, e a tratti davvero formidabile.
La sua idea dello spettacolo per il Don Chisciotte rimane bellissima, ed uguale la sua poesia sugli immigrati a mollo col solo sostegno delle gabbie per tonni...

La sua collaborazione con Gian Maria Testa me l'ha fatto apprezzare ancora di più.
Tra l'altro ha un sito personale e garantisco che risponde alle mail...

69+
22-11-2008, 19:11
Cito Massimo Onofri, dal libricino Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006): "kitsch teologico".

Edna Million
22-11-2008, 19:52
Cito Massimo Onofri, dal libricino Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006): "kitsch teologico".

fuori sessantanovepoty dal topic su deluca!!! :evil:

69+
22-11-2008, 20:23
fuori sessantanovepoty dal topic su deluca!!! :evil:

Fuori Edna dai topic sui libri per donne, è un maschiaccio ;o)

Edna Million
22-11-2008, 20:32
Fuori Edna dai topic sui libri per donne, è un maschiaccio ;o)

ma erri de luca non è per donne! :??xx??:

Chinasky
22-11-2008, 22:11
Letto soltanto "Non ora, non qui" e "Montedidio"...piaciuti.

Il personaggio non è che mi sia simpaticissimo, con quell'aria da ex-tutto (ex-operaio, ex-magazziniere, ex-lottacontinua, ex-...).

EDIT: C'è qualche legame specifico con "Depressione Caspica" di Ferretti?:rolleyes:

timelyangel
22-11-2008, 22:35
ho letto praticamente tutto di erri de luca, per me e' un grande...in alto a sinistra e tre cavalli i miei preferiti

69+
22-11-2008, 22:55
Onofri su De Luca:

Un uso disinvolto delle metafore, se non spericolato (esempio tratto da Non ora, non qui):
Certo il tuo era un bambino poco adatto a farsi intendere e forse poco disposto. Una fioritura di reticenze preparava la sua identità.


Che in Tu, mio diventa:
un precipizio di sentimenti

e in Montedidio:
un fungo della rimembranza, rosso di malincuore

La vocazione sentenziosa che con gli anni si farà addirittura sapienziale. (esempio ancora da Non ora, non qui):
È possibile perché il possibile è il limite mobile di ciò che uno è disposto ad ammettere.


E poi la disposizione a trasformare in leggenda la biografia, soprattutto la propria, ma anche l’altrui. E l’enfatizzazione del banale (esempio da Il contrario di uno):
Infilo la camicia di lana a scacchi bianchi e blu. L’ho comprata dopo aver letto un racconto in cui era importante. In montagna porto sempre quella. L’ho presa da un libro, è calda e letteraria. Mi fa rigovernato e a posto per la cena.

hotgrill
22-11-2008, 23:28
plo plo plo

non ci interessa di onofri su de luca. beccati questa, saputello:o
dalla barella mi urtò con la mano, in segno di lasciar perdere. gli impedii di alzarsi. quando di rado gli proibivo fisicamente un gesto, lo ritraeva esitando, e a me restava lo sgomento di avergli reso più difficile la dignità.

che cosa darei.

69+
23-11-2008, 00:21
non ci interessa di onofri su de luca. beccati questa, saputello:o


Ce n'è anche per la Santacroce e per Baricco, che sono (soprattutto il secondo) sulla falsariga

(da Seta)
C’era anche un perché, ma non me lo ricordo. Non si ricordano mai i perché


:confused::o

hotgrill
23-11-2008, 00:37
Ce n'è anche per la Santacroce e per Baricco, che sono (soprattutto il secondo) sulla falsariga

(da Seta)
C’era anche un perché, ma non me lo ricordo. Non si ricordano mai i perché


:confused::o

ti prego, fammi leggere, pòstali tutti.
ho preso in alto a sinistra l'altro dì e non l'ho ancora finito, la santa+ saltiamola pure, baricco è scrittore per ragazzine e tardone trascurate, siamo d'accordo, ma de luca?
non dirmi che ha scritto davvero un precipizio di sentimenti, su:o
e perché non riesco a smettere di scrivere santa+?:onfire"

69+
23-11-2008, 01:00
non dirmi che ha scritto davvero un precipizio di sentimenti

E che c'entro io, tesorino :( ? Secondo me "de Luca, Erri!" se la crede un po' troppo con questa storia che sa l'ebraico antico.

Comunque, tornando all'Alessandro lirico nazionale, fra Ferroni e Baricco ci fu nel 2006 uno scontro feroce sulla Repubblica, che portò al libro di Ferroni stesso, Onofri, La Porta (non Gabriele) e Berardinelli contro gli scrittori in voga in Italia.

Si inizia da Baricco

Ferroni ci dice che l’autore di Oceano mare è un furbetto a partire dal rapporto con il lettore:

"Baricco misura il suo contatto con il lettore, cercato sempre nei termini più disinvolti, sempre con una manata sulle spalle, come strizzandogli l’occhio, facendogli capire che si è tra gente con cui ci si capisce, che si condividono abitudini quotidiane, che si vive sull’onda di un compartecipe movimento del mondo, da cui sembra esclusa ogni contraddizione e ogni vera conflittualità."

Veniamo ai protagonisti dei suoi libri:

"I personaggi sembrano spinti da una molla agonistica, votati a dar prova di sé sulla scena del nulla.(…) I gesti sono spesso automatici: hanno la consistenza ritmica delle mosse delle marionette; e così sono i loro discorsi, apodittici, assertivi, elementari, paratattici."

Un esempio per tutti (da Seta):

C’era anche un perché, ma non me lo ricordo. Non si ricordano mai i perché.

"Battute queste ultime che in fondo contengono tutta l’essenza del baricchianesimo" continua Ferroni. "Questo recitare gesti e comportamenti estetico-esistenziali, questo proiettare incongrue sfide sportive sulla scena del mondo, questo disegnare pose spetacolari vuote, plastificate danze sul nulla."

Conclude:

"Un singolare nichilismo buonista e mediatico, narcisistico e combinatorio, quello di Baricco, che ha tanto successo perché va incontro alla brama di illusione, di proiezione estetica facile e “dolce”, di spettacolo leggero ed evanescente, di progressismo senza destinazione e senza contraddizione, della buona coscienza culturale contemporanea. Abbiamo bisogno di tessuti diversi."

quentin compson
23-11-2008, 01:06
E che c'entro io, tesorino :( ? Secondo me "de Luca, Erri!" se la crede un po' troppo con questa storia che sa l'ebraico antico.

Comunque, tornando all'Alessandro lirico nazionale, fra Ferroni e Baricco ci fu nel 2006 uno scontro feroce sulla Repubblica, che portò al libro di Ferroni stesso, Onofri, La Porta (non Gabriele) e Berardinelli contro gli scrittori in voga in Italia.

Si inizia da Baricco

Ferroni ci dice che l’autore di Oceano mare è un furbetto a partire dal rapporto con il lettore:

"Baricco misura il suo contatto con il lettore, cercato sempre nei termini più disinvolti, sempre con una manata sulle spalle, come strizzandogli l’occhio, facendogli capire che si è tra gente con cui ci si capisce, che si condividono abitudini quotidiane, che si vive sull’onda di un compartecipe movimento del mondo, da cui sembra esclusa ogni contraddizione e ogni vera conflittualità."

Veniamo ai protagonisti dei suoi libri:

"I personaggi sembrano spinti da una molla agonistica, votati a dar prova di sé sulla scena del nulla.(…) I gesti sono spesso automatici: hanno la consistenza ritmica delle mosse delle marionette; e così sono i loro discorsi, apodittici, assertivi, elementari, paratattici."

Un esempio per tutti (da Seta):

C’era anche un perché, ma non me lo ricordo. Non si ricordano mai i perché.

"Battute queste ultime che in fondo contengono tutta l’essenza del baricchianesimo" continua Ferroni. "Questo recitare gesti e comportamenti estetico-esistenziali, questo proiettare incongrue sfide sportive sulla scena del mondo, questo disegnare pose spetacolari vuote, plastificate danze sul nulla."

Conclude:

"Un singolare nichilismo buonista e mediatico, narcisistico e combinatorio, quello di Baricco, che ha tanto successo perché va incontro alla brama di illusione, di proiezione estetica facile e “dolce”, di spettacolo leggero ed evanescente, di progressismo senza destinazione e senza contraddizione, della buona coscienza culturale contemporanea. Abbiamo bisogno di tessuti diversi."

Ferroni almeno criticò Baricco a ragion veduta. Io ricordo un'altra battle tra Baricco e Citati, a mio parere un trombone come pochi se ne vedono. Sostanzialmente, Citati fece una sorta di critica molto dispregiativa che presupponeva però la circostanza che non aveva letto un libro di Baricco(credo fosse la sua versione dell'Iliade), il quale gli replicò dicendogli praticamente che lui poteva anche essere il peggiore scrittore del mondo ma che per dirlo, magari, occorreva prima leggerlo.
La risposta di Baricco denotava un grande rispetto(abbastanza fuori tempo, direi) per la funzione della critica letteraria e, in quello specifico contesto, aveva pienamente ragione.
Di De Luca ho letto un solo libro ed ho letto alcune analisi sul terrorismo pubblicate su "Micromega". Su queste basi, lo evito accuratamente.

69+
23-11-2008, 01:19
Ferroni almeno criticò Baricco a ragion veduta. Io ricordo un'altra battle tra Baricco e Citati, a mio parere un trombone come pochi se ne vedono. Sostanzialmente, Citati fece una sorta di critica molto dispregiativa che presupponeva però la circostanza che non aveva letto un libro di Baricco(credo fosse la sua versione dell'Iliade), il quale gli replicò dicendogli praticamente che lui poteva anche essere il peggiore scrittore del mondo ma che per dirlo, magari, occorreva prima leggerlo.

L'articolo di Baricco sulla Repubblica era questo. Poi intervenne Ferroni, rispondendo che lui la stroncatura vera gliel'aveva già fatta, solo che Baricco non se n'era avveduto...

Cari critici, ho diritto a una vera stroncatura
(di Alessandro Baricco - La Repubblica 01.MAR.2006)

http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/spettacoli_e_cultura/baricco/baricco/ansa_7698141_02370.jpg

QUESTO è un articolo che non dovrei scrivere. Lo so. Me lo dico da me. E lo scrivo. Dunque. La scorsa settimana, su queste pagine, esce un articolo di Pietro Citati. Racconta quanto lo ha deliziato mettersi davanti al televisore e vedere i pattinatori-ballerini delle Olimpiadi. Lo deliziava a tal punto - scrive - che "dimenticavo tutto: le noie, le mediocrità, gli errori della mia vita; dimenticavo perfino "l'Iliade" di Baricco, e la vasta e incomprensibile ottusità dei volti di Roberto Calderoli e di Alfonso Pecoraro Scanio". Io ero lì, innocente, che mi leggevo con piacere l'esercizio di stile sull'argomento del giorno e, trac, mi arriva la coltellata. Va be', dico. E, giusto per mite rivalsa, lascio l'articolo e vado a leggermi l'Audisio.

Qualche giorno dopo, però, vedo sull'Unità un lungo articolo di Giulio Ferroni sull'ultimo libro di Vassalli. Bene, mi dico. Perché mi interessa sapere cosa fa Vassalli. Malauguratamente, alcuni dei racconti che ha scritto sono sul rapporto tra gli uomini e l'automobile.

Mentre leggevo la recensione sentivo che finivamo pericolosamente in area "Questa storia" (il mio ultimo romanzo, che parla anche di automobili). Con lo stato d'animo dell'agnello a Pasqua vado avanti temendo il peggio. E infatti, puntuale, quel che mi aspettavo arriva. Al termine di una lunghissima frase in cui si tessono (credo giustamente) elogi a Vassalli, arriva una bella parentesi. Neanche una frase, giusto una parentesi. Dice così: "Che distanza abissale dalla stucchevole e ammiccante epica automobilistica dell'ultimo Baricco!". E voilà. Con tanto di punto esclamativo.

Ora, nessuno è tenuto a saperlo, ma Citati e Ferroni sono, per il loro curriculum e per altre ragioni per me più imperscrutabili, due dei più alti e autorevoli critici letterari del nostro paese. Sono due mandarini della nostra cultura. Per la cronaca, Citati non ha mai recensito la mia "Iliade", e Ferroni non ha mai recensito "Questa storia". Il loro alto contributo critico sui miei due ultimi libri è racchiuso nelle due frasette che avete appena letto, seminate a infarcire articoli che non hanno niente a che vedere con me.

È un modo di fare che conosco bene, e che è piuttosto diffuso, tra i mandarini. Si aggirano nel salotto letterario, incantando il loro uditorio con la raffinatezza delle loro chiacchiere, e poi, con un'aria un po' infastidita, lasciano cadere lì che lo champagne che stanno bevendo sa di piedi. Risatine complici dell'uditorio, deliziato. Io sarei lo champagne.

Potrei dire che non me ne frega niente. Ma non è vero. Mi ferisce poco la gomitata assestata a tradimento, ma mi offende molto il fatto che sia tutto ciò di cui sono capaci. Mi sorprende il loro sistematico sottrarsi al confronto aperto. La critica è il loro mestiere, santo iddio, che la facciano. Cosa sono queste battutine trasversali messe lì per raccogliere l'applauso ottuso dei fedelissimi? Vi fa schifo che uno adatti l'Iliade per una lettura pubblica e lo faccia in quel modo? Forse è il caso di dirlo in maniera un po' più argomentata e profonda, chissà che ci scappi una riflessione utile sul nostro rapporto con il passato, chissà che non vi balugini l'idea che una nuova civiltà sta arrivando, in cui l'uso del passato non avrà niente a che fare con il vostro collezionismo raffinato e inutile.

E se trovate così stucchevole un libro che centinaia di migliaia di italiani si affrettano a leggere, e decine di paesi nel mondo si prendono la briga di tradurre, forse è il caso di darsi da fare per spiegare a tutta questa massa di fessi che si stanno sbagliando, e che la letteratura è un'altra cosa, e che a forza di dare ascolto a gente come me si finirà tutti in un mondo di illetterati dominati dal cinema e dalla televisione, un mondo in cui intelligenze come quelle di Citati e Ferroni faranno fatica a trovare uno stipendio per campare.

Si dirà che è un diritto dei critici scegliersi i libri di cui scrivere. E che anche il silenzio è un giudizio. E' vero. Ma non è completamente vero. Lo so che per persone intelligenti e colte come Citati e Ferroni i miei libri stanno alla letteratura come il fast-food alla cucina francese, o come la pornografia all'erotismo. Per usare una frase di Vonnegut che mi fa sempre tanto ridere, mi sa che per loro i miei libri, nel loro piccolo, stanno facendo alla letteratura quello che l'Unione Sovietica ha fatto alla democrazia (non si riferiva a me, Vonnegut, che purtroppo non sa nemmeno che esisto).

Ma quale arroganza intellettuale può indurre a pensare che non sia utile capire una degenerazione del genere, e magari spiegarla a chi non ha gli strumenti per comprenderla? Come si fa a non intuire che magari i miei libri sono poca cosa, ma lì i lettori ci trovano qualcosa che allude a un'idea differente di libro, di narrazione scritta, di emozione della lettura? Perché non provate a pensare che esattamente quello - una nuova, sgradevole, discutibile idea di piacere letterario - è il virus che è già in circolo nel sistema sanguigno dei lettori, e che magari molta gente avrebbe bisogno da voi che gli spiegaste cos'è questo impensabile che sta arrivando, e questa apparente apocalisse che li sta seducendo?

Non sarà per caso che la riflessione nel campo aperto del futuro vi impaurisce, e che preferite raccogliere consensi declinando da maestri mappe di un vecchio mondo che ormai conosciamo a memoria, rifiutandovi di prendere atto che altri mondi sono stati scoperti, e la gente già ci sta vivendo? Se quei mondi vi fanno ribrezzo, e la migrazione massiccia verso di loro vi scandalizza, non sarebbe esattamente vostro degnissimo compito il dirlo? Ma dirlo con l'intelligenza e la sapienza che la gente vi riconosce, non con quelle battutine, please.

Per quello che ne capisco, i miei libri saranno presto dimenticati, e andrà già bene se rimarrà qualche memoria di loro per i film che ci avranno girato su. Così va il mondo. E comunque, lo so, i grandi scrittori, oggi, sono altri. Ma ho abbastanza libri e lettori alle spalle per poter pretendere dalla critica la semplice osservanza di comportamenti civili. Lo dico nel modo più semplice e mite possibile: o avete il coraggio e la capacità di occuparvi seriamente dei miei libri o lasciateli perdere e tacete. Le battute da applauso non fanno fare una bella figura a me, ma neanche a voi.
Ecco fatto. Quel che avevo da dire l'ho detto.

Adesso vi dico cosa avrei dovuto fare, secondo il galateo perverso del mio mondo, invece che scrivere questo articolo. Avrei dovuto stare zitto (magari distraendomi un po' ripassando il mio estratto conto, come sempre mi suggerisce, in occasioni come queste, qualche giovane scrittore meno fortunato di me), e lasciar passare un po' di tempo. Poi un giorno, magari facendo un reportage su, che ne so, il Kansas, staccare lì una frasetta tipo "questi rettilinei nella pianura, interminabili e pallosi come un articolo di Citati". Il mio pubblico avrebbe gradito. Poi, un mesetto dopo, che so, andavo a vedere la finale di baseball negli Stati Uniti, e avrei sicuramente trovato il modo di chiosare, in margine, che lì si beve solo birra analcolica, "triste e inutile come una recensione di Ferroni". Risatine compiacenti. Pari e patta. E' così che si fa da noi. Pensate che animali siamo, noi intellettuali, e che raffinata lotta per la vita affrontiamo ogni giorno nella dorata giungla delle lettere...

Purtroppo però non è andata così. Il fatto è che l'altro giorno ho visto il film su Truman Capote. Si impara sempre qualcosa spiando i veri grandi. Lui in quel film è così orrendo, spregevole, sbagliato, megalomane, imprudente, indifendibile. Mi ha ricordato una cosa, che talvolta insegno perfino a scuola, e che però mi ostino a dimenticare. Che il nostro mestiere è, innanzitutto, un fatto di passione, cieca, maleducata, aggressiva e vergognosa. Posa su una autostima delirante, e su un'incondizionata prevalenza del talento sulla ragionevolezza e sulle belle maniere. Se perdi quella prossimità al nocciolo sporco del tuo gesto, hai perso tutto. Scriverai solo cosette buone per una recensione di Ferroni (no, scherzo, davvero, è uno scherzo). Scriverai solo cosette che non faranno male a nessuno.

Insomma è tutta colpa di quel film su Truman Capote. D'improvviso mi è sembrato così falso starmene lì, come una bella statuina, a prendere sberle dal primo che passa. E' una cosa che non c'entra niente col mestiere che è il mio. Vedi, se me ne stavo a casa a vedere Lazio-Roma, oggi eravamo tutti più sereni e tranquilli. E penosi, of course.

quentin compson
23-11-2008, 01:24
Grazie, mi ricordavo abbastanza bene. E continuo a pensare che, nello specifico, avesse ragione Baricco(e non solo perchè Citati mi sta sui santissimi)

nightingalerider
23-11-2008, 02:41
Su Baricco, che non disprezzo perchè mi ha fatto conoscere McCarthy, sono sostanzialmente d'accordo con questo Ferroni, specie sulle strizzate d'occhio al lettore. Vi sembrerà una cazzata, ma non usa le virgole per far suonare tutto più colloquiale e familiare, che odio! Ma devo ammettere che la mia conoscenza è sostanzialmente limitata a Novecento.

Pure De Luca lo conosco poco, avrà i suoi difetti e i suoi manierismi ma non mi sembra accostabile a Baricco.

fede
24-11-2008, 01:06
avercene però boh diciamo che non è il mio genere,
poi mi hanno dato fastidio certe sue dichiarazioni su lc

tutto questo improvviso fervore del forum intorno alla narrativa italiana mi spinge a chiedermi se sia giunto il momento per aprire un topic su walter siti

Northern Soul
24-11-2008, 13:33
letto qualche anno fa Montedidio. una volta finito, il pensiero che ho avuto è stato: e allora?

dike
24-11-2008, 13:56
AMO erri, e sfido a duello chiunque osi dire che è qualcosa meno che meraviglioso.

HK54
24-11-2008, 15:50
avercene però boh diciamo che non è il mio genere,
poi mi hanno dato fastidio certe sue dichiarazioni su lc

.

Lipan
24-11-2008, 18:32
tutto questo improvviso fervore del forum intorno alla narrativa italiana mi spinge a chiedermi se sia giunto il momento per aprire un topic su walter siti

oltre a troppi paradisi, cosa consiglieresti?

motorpsycho
25-11-2008, 00:05
come mai? se è lecito chiederlo chiaramente.

Ciao ilbam, scusami se rispondo con ritardo ma in questi giorni non sto trovando molto tempo per bazzicare queste contrade...
Questo libro mi ha preso come un pugno nello stomaco. L'ho letto in un periodo in cui le cose non mi andavano esattamente bene... Ha aperto un buco un cui ha fatto irruzione una cascata di tristezza. Le parole scritte, l'atmosfera, la sensazione del tempo inarrestabile, i suoni, le luci sono state lame... la descrizione dei richiami disperati delle madri la sera del giorno del macello... aiuto aiuto, scusate, mi fermo qui... Giusto volevo ribadire il fatto che solo lui riesce a trovare delle strade che finiscono col mordere le mie arterie principali...

motorpsycho
25-11-2008, 00:10
letto qualche anno fa Montedidio. una volta finito, il pensiero che ho avuto è stato: e allora?

Beh, si, sai forse Montedidio è uno dei libri più particolari di De Luca e magari non è il più adatto per appassionarsi alla sua scrittura. A me è piaciuto perché già conoscevo altre sue cose. Chissà, magari avendo letto prima qualche altro suo romanzo lo si giudicherebbe diversamente... Io un'altra chance gliela dareiinsomma ;)
ciao!

fede
25-11-2008, 01:22
oltre a troppi paradisi, cosa consiglieresti?


http://www.librimondadori.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/b949f711-05d8-11dd-a626-4f687be94325/Cover_GRA.jpg


purtroppo sono anche gli unici due che ho letto

ems
25-11-2008, 02:01
AMO erri, meraviglioso.
.

ikke
25-11-2008, 02:45
l'unica cosa che non mi convicne di Erri e' che e' un free climber,vale a dire appartenente ad una delle categorie umanamente piu' odiose di tutto il mondo sportivo

dinahrose
25-11-2008, 10:08
oltre a troppi paradisi, cosa consiglieresti?

http://www.librimondadori.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/b949f711-05d8-11dd-a626-4f687be94325/Cover_GRA.jpg


purtroppo sono anche gli unici due che ho letto

buone dritte, così ad istinto mi fido di fede(detta così pare una filastrocca)
Da tempo volevo leggerlo , credo sia giunto il momento

quanto a Erri De Luca, non mi dice molto, credo sia stato sfortunato con me, perchè l'ho incrociato sempre in momenti sbagliati, tenderei a volergli dare qualche altra chance , ma SICURAMENTE non in questo periodo o per i prossimi 5-6 anni.

69+
25-11-2008, 10:31
SICURAMENTE non in questo periodo o per i prossimi 5-6 anni.

Noto che Erri, De Luca! non ammette mezze misure: o si ama o lo si scansa per un tot numero d'anni :??xx??:, tipo Chirac

dike
25-11-2008, 11:08
Le nostre parti combinavano una coincidenza, mano su mano, piede su piede, ombelico su ombelico, naso a fianco di naso a respirare solo con quello a bocche unite.
Non erano baci ma combaciamento di due pezzi.
Se esiste una tecnica di resurrezione lei la stava applicando.
Assorbiva il mio freddo e la mia febbre, materie grezze che impastate nel suo corpo tornavano a me sotto peso di amore.
Il suo teneva sotto il mio e il mio reggeva il suo, come fa una terra con la neve.
Se esiste un'alleanza tra femmina e maschio, io l'ho provata allora.

Durò un'ora, di più di ogni per sempre.

HK54
25-11-2008, 11:23
l'unica cosa che non mi convicne di Erri e' che e' un free climber,vale a dire appartenente ad una delle categorie umanamente piu' odiose di tutto il mondo sportivo


:lolor:
Perché tanto odio verso scalatori e scarpettonari?

motorpsycho
25-11-2008, 12:29
:lolor:
Perché tanto odio verso scalatori e scarpettonari?

heheh già... come mai?? :mrgreen:

fede
25-11-2008, 19:36
buone dritte, così ad istinto mi fido di fede(detta così pare una filastrocca)
Da tempo volevo leggerlo , credo sia giunto il momento


visto che non credo tu abbia problemi con lunghezza, pesantezza, prolissità, profondità ecc. ti consiglio di cominciare da Troppi paradisi

Alice
27-11-2008, 14:28
Le nostre parti combinavano una coincidenza, mano su mano, piede su piede, ombelico su ombelico, naso a fianco di naso a respirare solo con quello a bocche unite.
Non erano baci ma combaciamento di due pezzi.
Se esiste una tecnica di resurrezione lei la stava applicando.
Assorbiva il mio freddo e la mia febbre, materie grezze che impastate nel suo corpo tornavano a me sotto peso di amore.
Il suo teneva sotto il mio e il mio reggeva il suo, come fa una terra con la neve.
Se esiste un'alleanza tra femmina e maschio, io l'ho provata allora.

Durò un'ora, di più di ogni per sempre.

= :bigmouth::bigmouth::bigmouth::bigmouth::bigmouth:

dinahrose
30-11-2008, 13:05
buone dritte, così ad istinto mi fido di fede(detta così pare una filastrocca)
Da tempo volevo leggerlo , credo sia giunto il momento



visto che non credo tu abbia problemi con lunghezza, pesantezza, prolissità, profondità ecc. ti consiglio di cominciare da Troppi paradisi

preso!
Ringrazioposticipatissimamente e / o scombiccheratamente fede